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Cargo a vela OceanBird, l’Atlantico in 12 giorni a zero emissioni

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La nautica in quattro notizie. La prima sulla riscoperta della vela per il trasporto merci con il cargo spinto a energia eolica OceanBird; il cantiere Sunreef Yachts ha donato un fuoristrada elettrico alla fondazione dei Masai; al giro del mondo a vela il navigatore a emissioni zero Boris Herrmann arriva quinto. Infine a New Orleans la Community Sailing New sceglie di convertire all’elettrico i motori termici usati nella flotta della scuola.

OceanBird il cargo che trasporta merci in oceano con l’energia eolica

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Foto Wallenius Marine

Traversare l’Atlantico grazie al vento è storia da millenni, ma con OceanBird si fa un salto tecnologico. Si tratta di una nave cargo che può trasportare sino a 7 mila veicoli, lunga ben 200 metri, larga 40 e con un dislocamento da 32mila tonnellate. Un gigante del mare che si affida all’energia eolica grazie a cinque vele alari che nel punto più alto arrivano fino a 105 metri sopra il livello del mare. Il progetto del Wpcc (Wind-powered car carrier)vede insieme la società di design Wallenius Marine, quella di consulenza marittima Sspa e il Sth Royal Institute of Technology di Stoccolma che mixano le tecnologie aeronautiche e navali per ritornare, con le innovazioni contemporanee, alle traversate a vela per il trasporto delle merci.

OceanBird riduce del 90% le emissioni rispetto alle navi tradizionali

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La presentazione di Oceanbird

Le vele saranno iper tecnologiche,  gestite da un algoritmo, e quando il vento soffia troppo forte entra in azione un motore,  come per tutte le barche a vela durante le manovre in porto, che gli armatori sottolineano alimentato da un carburante definito “green”. Visto che il varo è previsto per il 2024 si spera venga trovata una soluzione elettrica.

Secondo i costruttori la traversata atlantica di OceanBird, in 12 giorni invece degli 8 di altre navi, ridurrà del 90% le emissioni prodotte normalmente dalla gran parte delle navi da trasporto che consumano sino a 300 tonnellate di combustibile al giorno. Questa la sfida di Wallenius Marine da tempo impegnata nella riduzione delle emissioni. Ricordiamo sulla vela mercantile anche l’esperienza Brigantes (leggi qui).

Il cantiere Sunreef Yachts dona un fuoristrada elettrico ai Masai

Il cantiere danese Sunreef Yachts, produce catamarani con motori elettrici (leggi qui), si mette in evidenza anche a terra per le emissioni zero. La proprietà vuole regalare un’auto elettrica personalizzata per safari al Maasai Wilderness Conservation Trust (MWCT). Sono al lavoro gli ingegneri del gruppo fondato dal presidente Francis Lapp per trovare la soluzione migliore per le esigenze dell’organizzazione. Il fuoristrada destinato all’associazione, questa si occupa di preservare la biodiversità e promuovere il turismo sostenibile, vede ricoperto il tetto da pannelli solari.

Nel video  Sunreef Yachts  ha puntato sulle emozioni delle immagini, ma i lettori esperti di elettrico sempre attenti hanno fatto il calcolo della potenza dei pannelli  costringendo l’azienda ad una precisazione: “I pannelli solari servono solo come supporto e forniscono principalmente energia ad alcuni degli impianti di bordo. L‘autonomia dell’auto è stata calcolata per specifici percorsi safari e l’auto potrà percorrerli con una sola carica”.

Il giro del mondo a vela con Herrmann, l’energia da vento e sole

barca a vela elettrica
Boris Herrmann la traguardo di Vendée Globe

La propulsione nelle barche a vela è prevalentemente a emissioni zero, non dimentichiamo che il bilancio energetico per la loro produzione è rilevante, anche se tutte hanno un motore termico, obbligatorio da usare nelle manovre in porto, che inquina anche per far funzionare i servizi di bordo.

barca a vela elettrica
I pannelli solari di Malizia della Solbian

Ma qualcosa sta cambiando e uno dei maggiori testimonial è lo skipper oceanico tedesco Boris Herrmann, armatore è lo Yacht Club de Monaco,  che nei giorni scorsi ha tagliato il traguardo del Vendée Globe piazzandosi al quinto posto. Boris oltre ad aver accompagnato Greta nella sua traversata atlantica utilizza tecnologie avanzate per l’uso di fonti rinnovabili. E a bordo c’è un pezzo d’Italia ovvero i pannelli solari della Solbian, l’azienda del velista Giovanni Soldini.

A New Orleans la scuola di vela sceglie il retrofit Torqeedo

barche a vela
La flotta con le sette barche a vela con retrofit elettrico

A New Orleans la locale Community Sailing New ha scelto di equipaggiare la flotta di barche a vela con i motori elettrici Torqeedo. Scelta del direttore esecutivo Jacob Raymond che ha voluto installare i motori elettrici sulla loro flotta di barche a vela Freedom Independence 20 progettate per l’accessibilità da parte di persone con disabilità. Raymond punta sull’elettrico dopo una precedente esperienza a Norfolk, in Virginia, e finora sono due le barche della flotta di sette dotate di unità pod fisse Torqeedo Cruise. Le restanti barche saranno elettrificate all’inizio del 2021.

Il pod drive  al posto  del fuoribordo perché più sicuro

fuoribordo elettrico
Il Cruise 2.0 Torqeedo

Perché non si sono scelti i fuoribordo? “La sicurezza è stata anche la ragione principale per cui abbiamo scelto di installare pod drive invece dei fuoribordo spiega Raymond -. Con questo sistema nessuno deve sporgersi dal lato della barca in acque mosse per abbassare un fuoribordo o tirare una cima. Si preme un pulsante e il motore si accende. Inoltre ci offrono l’autonomia sufficiente per il nostro lavoro“. Steve Trkla, presidente di Torqeedo, Inc. ha sottolineato come si stia lavorando bene con le scuole di vela dove è fondamentale la sicurezza.

Grimaldi: consegnato il terzo eco traghetto

Abbiamo scritto recentemente della flotta di traghetti della Grimaldi (leggi qui) che in porto spengono i generatori e vengono sostituiti dalle batterie. Nei giorni scorsi l’armatore partenopeo ha preso in consegna Eco Livorno, la terza delle dodici navi ibride della classe Grimaldi Green 5th Generation, consegnata dal cantiere cinese Jinling di Nanjing.

traghetti ibridi
Il nuovo traghetto Grimaldi con Zero Emission in Port

Dall’azienda ripetono: “Quando è ferma in porto, la Eco Livorno è capace di azzerare le sue emissioni utilizzando l’energia elettrica immagazzinata da mega batterie al litio con una potenza totale di 5 MWh che si ricaricano durante la navigazione grazie agli shaft generator e a 350 metri quadri di pannelli solari. La nave è dotata di motori di ultima generazione controllati elettronicamente e di un impianto di depurazione dei gas di scarico per l’abbattimento delle emissioni di zolfo e particolato“.

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