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Barca di Greta al Vendée Globe, giro del mondo senza petrolio

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barca elettrica
Ari Huusela ©Jari Salo

La barca di Greta Thunberg (leggi qui), Seaexplorer del team Malizia ovvero il team cui ha fatto la traversata dell’Atlantico, domenica parte per la Vendée Globe ovvero la circumnavigazione del globo in solitario, non-stop e senza assistenza.

Una sfida di poco più di due mesi, si spera di abbattere il record di 74 giorni, solo con l’energia del vento e del sole. Bandita anche la minima goccia di petrolio a bordo a favore delle energie rinnovabili.

Con il vento, ma pure con il sole

La propulsione arriva con il vento, l’energia per tutti i servizi dai pannelli fotovoltaici della Solbian, la ditta del velista Giovanni Soldini che oltre ad aver venduto i pannelli ai cinesi, come farsi pagare il ghiaccio dagli eschimesi, fornisce il fotovoltaico oltre a Seaexplorer, al timone del tedesco Boris Herrmann. Di lui abbiamo scritto per aver sperimentato il motore elettrico Torqeedo (leggi qui). Fotovoltaici anche ai velisti oceanici Didac Costa e Ari Huusela. Tutti e tre impegnati nella regata della regata. Una vetrina a livello planetario per le emissioni zero.

Energia green per navigare più veloci

Il fotovoltaico a bordo non incide solo sull’energia necessaria per i servizi fondamentali, ma pure sulla propulsione. Più le barche sono leggere più volano sull’acqua e senza carburante il peso è notevolmente minore. Un fattore competitivo per i navigatori oceanici che domenica prossima partiranno per solcare tutti gli oceani del pianeta dal porto francese di Les Sables-d’Olonne-

Il fotovoltaico sulla barca di Greta

barca elettrica
Greta Thunberg

Su Seaexplorer – Yacht Club de Monaco ci informa Solbian l’impianto fotovoltaico è da 1149 Wp con queste caratteristiche: “E’ costituito da due diversi tipi di celle, SP al centro e SX ai lati, per un peso complessivo di soli 24,5 kg, adesivo incluso. Un’imbarcazione che si affida totalmente alle energie rinnovabili, con l’intento di promuovere il rispetto degli oceani attraverso un approccio maggiormente sostenibile“.

barca a vela elettrica
Boris Herrmann

Boris Herrmann ne spiega l’utilità: “Si sono dimostrati molto efficaci nella preparazione della Vendée Globe. Insieme all’idrogeneratore mantengono cariche le batterie della barca evitando di dover trasportare carburante per produrre energia elettrica – aspetto che contribuirà direttamente alle prestazioni in gara e la sfida sarà senza combustibili fossili.”

Rinnovabili anche per Costa e Huusela

barca a vela elettrica
Didac Costa

Il velista catalano Didac Costa, alla sua seconda Vendée Globe, può contare su 780Wp di pannelli montati su One Planet One Ocean. Il nome è legato alla campagna portata avanti dalla Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO per monitorare e studiare i cambiamenti negli oceani.

barca a vela elettrica
Ari Huusela

Il finlandese Ari Huusela ha scelto 390Wp di pannelli della serie SP, con celle back-contact, in grado di convertire, secondo l’azienda, oltre il 24% di luce solare in elettricità. Buon vento ai tutti navigatori della Vendée Globe che devono affrontare ben 20.000 miglia di navigazione.

LEGGI ANCHE: Test Tesla in acqua: motore della Model S come fuoribordo

 

5 COMMENTI

  1. La navigazione a vela esiste da secoli, certo che finché c’è vento si naviga più o meno lentamente ma si va avanti, il problema è quando il vento non c’è. Il piccolo motore ausiliario serve a garantire un minimo di avanzamento oltre che le manovre in porto. Sinceramente penso che ogni cosa ha i suoi pro e i suoi contro, ma anche i suoi limiti. Limiti dettati da costi, pesi, ingombri, prestazioni, affidabilità. Detto ciò e per quel poco che sono riuscito a mettere insieme in questo campo, sono arrivato alla conclusione che per l’ utilizzo urbano con un raggio di + o -100 Km l’elettrico è la soluzione migliore. Tuttavia per il resto sono convinto che, il termico 4T alimentato ad idrogeno sia la soluzione ideale per le più svariate applicazioni, che partono dai mezzi di lavoro trattori, autotrasporto pesante, movimento terra ecc… Nella valutazione ho tenuto conto anche del fatto che, attualmente le miniere da dove si estrae sono limitate in poche zone del pianeta, questo si traduce non solo in scarsità di quantità, ma anche di facile monopolizzazione di mercato. Per l’ idrogeno il discorso è che non esiste in natura, ma lo si ricava dall’ acqua tramite elettrolisi. Poiché il processo di elettrolisi si ottiene con la corrente elettrica, la produzione di idrogeno è controproducente sia in costi che in eco sostenibilità, ma potrebbero in questo caso intervenire le fonti rinnovabili per dare una mano a risolvere il problema. Concetto che viene spiegato da Jeremy Rifking https://it.wikipedia.org/wiki/Economia_all%27idrogeno_(saggio) Questo vale in generale come energia pulita, ma nel caso della mobilità l’ideale sarebbe produrre l’idrogeno a bordo del mezzo, in proporzione al consumo momentaneo, questa è la vera sfida tecnologica. Poiché deve essere stipato in bombole ad altissima pressione, ed essendo altamente esplosivo risulta difficile da amministrare, soprattutto in caso di incidenti stradali. Per concludere tornando in campo nautico, pensate a una barca alimentata ad idrogeno avrebbe a disposizione un mare di carburante nel vero senso della parola. Un caro saluto a te e ai lettori

    • Grazie Max del lucido contributo, ricordiamo il tuo lavoro che abbiamo documentato nei nostri articoli https://www.vaielettrico.it/max-converte-la-vespa-50-ma-lomologazione-costa-troppo/ e https://www.vaielettrico.it/il-retrofit-fedele-dellenduro-hm/

      Il tuo ragionamento sull’idrogeno è giusto e ci sono sperimentazioni sulla nautica https://www.vaielettrico.it/h2boat-barca-a-idrogeno-autoprodotto-che-fara-il-giro-ditalia/ ma non è semplice produrre energia dalle rinnovabili per poi produrre idrogeno ovvero dipende anche dalle condizioni meteo e dalla potenza necessaria. Sulle batterie giusto il problema delle terre rare ma ci sono evoluzioni anche in questo campo.

      grazie e buona giornata

    • Caro Max,

      se son sbaglio, tutti i veicoli a idrogeno attualmente disponibil sul mercato, o annunciati, sono basati su celle a combustibile. Perché ritiene preferibile il motore a 4T alimentato a idrogeno, invece delle celle a combustibile e motore elettrico?

      Riguardo alla sua considerazione “…l’ideale sarebbe produrre l’idrogeno a bordo del mezzo, in proporzione al consumo momentaneo, …”, quale sarebbe la sorgente d’energia per la produzione dell’idrogeno a bordo del mezzo?

      Cordiali saluti.

      • Salve Mario sulla prima parte risponderà il diretto interessato ovvero Max Ratano, sulla seconda e nel caso della barca di Boris Herrmann si ha la produzione di energia principalmente con i pannelli solari. Ma si tratta di un uso legato non alla propulsione ma al funzionamento dei servizi di bordo, la barca già vola con i foil. Con la speranza che in questo giro del mondo il record di 74 giorni si riduca.

  2. Scusate, per miniere limitate, intendevo le miniere di litio, che sono considerate terre rare.

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