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10 mila km con la VW ID.4: la pagella di Antonio

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10 mila km con la VW ID.4: Antonio è un altro lettore che ha accettato di condividere le prime esperienze in elettrico (prima ne guidava una a metano).Il suo racconto segue quello di Marco, con la Mini Cooper SE. Di Ivan con la Nissan Leaf usata. Di Daniele  con la Kia e-Niro. Di Antonio, con la 500. Di un altro Antonio, con la Renault Twingo, Luigi, con la Tesla Model Y, Franco con la VW ID.3. Di  Marco , con la Peugeot e-208Chi vuole condividere le sue impressioni sul passaggio all’elettrico può scriverci alla mail  info@vaielettrico.it.

                                  di Antonio Barbato

“Lavoro a Perugia, ma abito a 40 km dal capoluogo umbro, quindi viaggio tutti i giorni. Vi racconto i miei primi 10.000km in 3 mesi della mia Volkswagen ID.4 77kW.

10 mila km con la VW10 mila km con la VW ID.4: “Avevo provato la Kona e la Leaf, poi…”

Era già da qualche anno che volevo passare a un’elettrica, per provare questa nuova esperienza e sapevo che potevo incorrere negli inconvenienti delle infrastrutture. Ne ho provato una per la prima volta un paio di anni fa, una Hyundai Kona. Come ben sapete i prezzi erano troppo per le mie tasche, quindi ho aspettato che diminuissero un po’, ma poi sono arrivati gli incentivi. L’anno scorso ho trovato, tramite internet, che si poteva effettuare un test drive di 3 giorni di una Nissan Leaf: l’ho fatto e da lì mi sono innamorato dell’elettrico. A gennaio di quest’anno il concessionario Volkswagen del mio paese mi ha fatto provare la ID.3 per 4 giorni e da lì ho deciso che quella era la mia prossima auto. Poi è uscita la ID.4 e, approfittando degli incentivi più qualche sconto  della mia concessionaria di fiducia, ho acquistato la ID.4 1st.“.

10 mila km con la VW10 mila km con la VW ID.4 : “Ricarico gratis con Telepass”

Della macchina non c’è nulla da dire, esteticamente bella e accattivante, comoda, silenziosa come tutte le elettriche, spaziosa. Buone le rifiniture interne, anche se migliorerei alcuni particolari, ma sono più che contento e non tornerò  indietro. Sono passato da un’auto a metano a un’elettrica e ho azzeccato il momento giusto visto l’aumento eccessivo del prezzo del metano. Approfittando della promozione Telepass sto viaggiando gratis: carico ogni 2/3 giorni alle colonnine nei pressi dove lavoro. Poi a casa non ho problemi, già ho un impianto fotovoltaico da 4 kW,. E fra poco farò l’aumento con il bonus 110% con accumulo, colonnina e passaggio alla trifase, meglio di così… Faccio 80km al giorno tra andata e ritorno per lavoro, poi qualche giretto con il figlio: lo porto in piscina, a tennis e a musica. Un viaggio quasi tutte le domeniche con la famiglia e vuoi che non si fanno quei 100/150km quando va bene, qualche trasferta a Roma come prima tappa autostradale, ed ecco che in tre mesi ho fatto quasi 10.000km.

10 mila km con la VWUna brutta esperienza con la ricarica ad Anagni

Ora vi racconto il mio primo viaggio di 350km dalla provincia di Perugia alla provincia di Caserta. Voglio dare un titolo alle colonnine Enel X Fast, (uniche che si trovano a pochi km dalle uscite dell’autostrada). Brutta esperienza. Vi direte come mai? Oro vi spiego il motivo: partenza dalla provincia di Perugia 14 del 31/10/2021 con il 93% di carica, già programmato il viaggio con tutte le colonnine che si trovano all’uscita dell’autostrada. Mantengo una velocità di 125km orari, sapendo che con questa media non arrivo a destinazione, però se diminuisco la velocità arrivo a destinazione ma quasi a zero ricarica. Decido di fare una fermata uscendo ad Anagni, dove a meno di un km c’è una colonnina Fast da 60kW. Arrivo intorno alle 16 e, come previsto dall’app, era libera e funzionante. Qui comincia la mia disavventura.

“Costretto a viaggiare alla media dei 100 per arrivare”

Carta Enel X dopo un minuto mi dice: ‘carta non attiva‘. Riprovo, stessa risposta. Provo le carte Nextcharge e We CHARGE, stessa risposta. Provo più volte anche con le relative app, ma nulla da fare: non leggeva le card e neanche le app si collegavano. Ho pensato fosse un problema alla colonnina. Riparto dopo circa mezz’ora, riprendo l’autostrada e esco all’uscita successiva Ferentino (FR), dove c’è altra colonnina EnelX Fast, ma anche qui la questa stessa cosa. E non ne capivo il motivo. Riparto di nuovo e faccio un’altra fermata a Frosinone-Ceprano: stessa colonnina, stesso problema. Dopo pochi istanti tramite l’App. NextChange tutte le colonnine appaiono in manutenzione e dopo mi arriva la conferma da EnelX che la rete è in manutenzione. Mi prende un po’ di panico, mi mancano circa 150km all’arrivo, e l’auto dà 180km di autonomia.. Decido di andare ai 100 km/h e mantenendo questa media arrivo a destinazione quasi a zero.

“Un’ottima pizza mentre si ricarica in un distributore IP”

10 mila km con la VW

Dopo circa due ore mi arriva il messaggio di EnelX che la rete è stata ripristinata. Decido di fare un’ultima sosta all’uscita Caianello (colonnina Enelx Fast già programmata). La ricarica è  in un distributore IP, libera e funzionante, con autonomia rimanente al 26%. Metto in ricarica l’auto verso le ore 19, per fortuna vicina c’è una pizzeria così ne approfittiamo per cenare. Nel gran caos di colonnine, alla fine siamo stati premiati con una ottima pizza, come non ne mangiavo da tempo… Ripartiamo dopo circa 50 minuti con autonomia all’85%, e giù ai 130 per gli ultimi km. Viaggio di ritorno senza nessun problema, decido di fermarmi a Orte (VT), dove ci sono due colonnine: una Enel X da 60kW e una Be Charge da 75kW. Opto per la seconda, tutto va secondo i piani, mi fermo con il 30% di autonomia e riparto dopo circa mezz’ora con l’85%“.

10 mila km con una VW ID.4: Auto eccezionale…

 Che dire del mio primo viaggio? Auto eccezionale su tutti i punti di vista. Le infrastrutture sono ancora indietro e, ora che le auto elettriche sono aumentate, bisogna aumentare le colonnine. Non bastano gli incentivi per comprare le auto, ma vaintensificare la rete elettrica. Enel dovrebbe avvisare prima se c’è un blackout delle colonnine, non dopo.

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38 COMMENTI

  1. Tutto bello il discorso delle auto elettriche… però a leggere che per un viaggio “normale” si può andare in crisi di autonomia mi fa pensare che mancano ancora parecchi anni prima che l’utente medio le possa usare.

    Non si può vivere con l’ansia delle colonnine occupate, o col dover pianificare soste ogni 250 – 300 km di almeno 30 minuti…non mi pare il futuro, a quel punto meglio il treno: è green pure lui

    • A prescindere dal motore dell’auto, per i viaggi lunghi è sempre meglio il treno. Ma lei quanti ne fa in un anno? Tutti gli altri giorni andrà al lavoro, a far la spesa, ad accompagnare i bambini a scuola. In treno avrebbe qualche problema.

      • Il treno?
        Facendo i conti da Vicenza a Venezia per una famiglia di 4 persone meglio la macchina, e senza fare l’autostrada che ormai costa un botto (per arrivare 25 minuti prima).
        Ha per prendere il treno bisogna andare in stazione o in macchina quindi parcheggio da pagare o con i mezzi pubblici, con obbligo di orari etc.
        Meglio l’auto sei autonomo parti e torni quando vuoi, i treni da usare secondo me se viaggi da solo, o per lavoro.

  2. Possiedo una Tesla M3 integrale 450cv e 614 km di autonomia anzi oltre se usata in città, mentre in autostrada ai 130 ne fa oltre 450km, posso utilizzare sia la rete di ogni fornitore sia la splendida Tesla supercharger da 150 a 300kw… zero stress perché ogni 100km ho un supercharger tesla quindi in autostrada posso andare anche a 130km/h ed anche qualche cosa di piuuuuuuu!!!! eppoi addirittura i Lambor….ini che ti affiancano in autostrada haha che spasso… ti guardano, ti fanno sentire il rombo del motore…..eppoi restano di….etrooooo…. Tesla dual motor integrale una spacemachine non una supercar… e non costa molto di più della id4 77kw (provata ed un pò spremuta su strada) hahaha ciaooooo vaiteslaaaa

    • Voglio un tuo poster nella mia cameretta … scherzi a parte è anche il mio ragionamento, model 3 tutta la vita (ma dual motor o performance) …

      • Da ciò che scrivi capisco che sei un fan della Testa anche se a me il suo troppo spinto minimalismo crea come un vuoto, ho bisogno di avere qualcosa dietro il volante, sarà che sono di altri tempi. Una cosa comunque mi sono sempre chiesto: se succede che qualcosa non va a chi ti rivolgi? Altra cosa che non mi piace di Tesla è che non ha concessionari e assistenza!

    • Ho già detto ma lo ridico, il signor Musk capo della Tesla, a voi vende l’elettrico perché così vi fa credere di essere ecologisti, e lui si brucia milioni di litri di carburante per sentire il rombo dei motori che fanno i suoi razzi che spara in orbita per divertimento, e non sono elettrici.
      Cmq andiamo avanti così, ha….ci sono anche ristoranti famosi per carni alla griglia con in mostra belle fiorentine che nel menù hanno gli hamburger per Vegani.
      Ciao

  3. Ringrazio molto Antonio.
    Trovo molto interessante leggere le impressioni di chi usa un veicolo elettrico, piuttosto che una semplice prova su strada, soprattutto per una tecnologia nuova come l’elettrico.

    Vedo che vengono giustamente criticati problemi di gioventù dei software o dei modelli (ho letto con interesse della ID.3), o come in questo caso dei limiti attuali della rete di ricarica.

    Questi problemi saranno immagino superati nei prossimi anni (speriamo mesi), ma nessuno cita mai il limite che, dal mio punto di vista, rende l’auto elettrica ancora non interessante.

    L’automobile rappresenta, nell’immaginario di tutti, libertà.
    Poter andare dove si vuole quando si vuole e con chi si vuole.
    Da ragazzini si desidera prendere la patente proprio per questo, per poter uscire con gli amici o con il fidanzato, ma da grandi il discorso non cambia.
    Ecco, il problema sta qua.
    Non è libertà non poter uscire senza una app per trovare una colonnina e dovere rimanere lì 50 minuti. Per fortuna la pizza era buonissima!
    Non è libertà dover fare 5-6 soste in un giorno per un viaggio lungo.
    E non è libertà il dover fare dei conti ogni volta che faccio uno spostamento lungo o non previsto, per capire se arriverò a destinazione in auto o con il carroattrezzi.

    Poi sono sicuramente più ecologiche, sono il futuro, si risparmia, tutto vero. Ma vanno bene a chi fa lo stesso percorso tutti i giorni e agli ingegneri che si esaltano da soli perchè hanno risparmiato x al giorno (e in compenso hanno perso libertà e tempo, che però non sono unità quantificabili).

    Intanto ringrazio nuovamente Antonio e gli altri lettori.

  4. Di solito, quando ci sono interruzioni geograficamente estese del servizio, l’app JuicePass di Enel-X avvisa in anticipo. Se non eri stato avvisato, pessima prestazione per Enel X

  5. io rimango a metano, faccio già l’early adopter in altri campi, e sono cmq moooolto più green della media quindi zero stress da ricarica ed il metano é ancora conveniente.

    • Considerato che non puoi fare il pieno in modalità self service e non tutti i benzinai hanno il rifornimento di metano, l’ansia da ricarica la hai tu, io una presa di corrente, bene o male, la trovo sempre. Anche a casa mia, a casa di parenti, a casa di amici, al ristorante, in hotel, in campeggio.
      Devo perdere 1/2/3/4h di viaggio una o due volte l’anno? Chissenefrega, durante tutto il resto dell’anno si ricarica mentre non mi serve e mi fa risparmiare un sacco di soldi.
      Tu devi fermarti tutte le settimane dal benzinaio, io no.
      Chi perde più tempo?
      Chi ha più ansia da ricarica?

      • Peccato che per un’auto a metano spende meno della metà e ha cmq dei piccoli incentivi nel caso lo compri nuovo.. Altrimenti c’è una scelta sconfinata di usati…
        Ansia da ricarica de che? Se non c’è metano fa benzina e arriva al suo solito per far gas…
        In compenso han una autonomia abbastanza scarsa malgrado il risparmio…

        • Nota di servizio: questo sito si chiama Vaielettrico. Non Vaimetano, nè VaiGpl, nè Vaidiesel. Abbiamo tutti guidato auto termiche per decenni: le conosciamo già, grazie.

      • Giusto per non far passare in cavalleria la cazzata: i distributori di metano stanno da un po’ di tempo aprendosi al self. Ce ne sono anche in provincie disagiate del centro Italia (tipo la mia) quindi il problema non si pone da quel punto di vista. Scusate; so che siamo su vaielettrico ma la disinformazione va comunque fermata

  6. Complimenti per l’auto e grazie per il resoconto.
    Riguardo le colonnine EnelX nella mia esperienza sono le uniche che mi hanno dato grattacapi finora e osservo con preoccupazione le troppe interruzioni di servizio che interessano l’intera rete. Spero che risolvano più in fretta possibile perché la rete EnelX è la più capillare in alcune zone d’Italia e il rischio è quello di rendere l’esperienza elettrica poco confortevole e creare ulteriori dubbi a chi soffre di ansia da ricarica (anche se per la maggior parte non si tratta di utenti elettrici).

      • Può darsi però oggi i problemi di down della rete capitano sempre a EnelX. Duferco e Becharge si stanno dimostrando più affidabili, sia per le AC a 22kw che per le fast DC a media potenza.
        Oltretutto queste ultime arrivano a 75kw contro i 50 o 60 di EnelX.

      • Dipende dai motivi dei down, dato che a quanto pare è Enel la più problematica almeno al momento non è un problema di disponibilità di energia, è più probabile sia qualcosa a livello informatico o della banca che gestisce la transazione che ha problemi e quindi van giù per mancanza di servizio, capita anche con i distributori di benzina non è una gran novità.. Però almeno puoi mettere quei 10€ che tieni di contanti per avere almeno quei cento km e pensarci il giorno dopo
        Già non tollero che mi si obblighi ad usare (e quindi fare) una carta di credito collegata al conto corrente per pagare unicamente via app.. Ma almeno un contact less per i bancomat, non muore nessuno se può usare anche il bancomat…

        • L’ha scritto un milione di volte: la ricarica deve essere fatturata, perchè non è un bene ma è un servizio. Perciò non è possibile pagarla in contanti o con il bancomat. E’ la legge.

          • Beh detto e ridetto ma rimane un problema. Bisognerebbe risolverlo. Anche al supermercato si puo pagare con il bancomat e chiedere la fattura!

          • Certo che si può, inserendo e verificando i dati ogni volta che fai rifornimento. Ti sembra un rispamio di tempo?

          • Con il contante è obbiettivamente più difficile, ma una volta che è attiva una sottoscrizione (anche via app), con tutti i miei dati già inseriti ed una carta bancomat pre-registrata come associata al mio account, è tecnicamente fattibile riconoscerla al momento del pagamento in modo da poter offrire un’esperienza di pagamento praticamente identica a quella di un self-service tradizionale, purché si paghi con una carta di pagamento (anche bancomat)…

          • E purchè l’operatore sia sempre lo stesso. E allora mi spieghi la differenza rispetto alla registrazione con l’app o con carta dedicata.

          • Mauro, ma se la rete è giù ti puoi scordare che la colonnina abbia dentro di sé tutti quei dati e soprattutto sia in grado di gestire una fatturazione in modo isolato e allo stesso tempo affidabile.

          • Ma mica è la colonnina a produrre la fattura, è il sistema remoto di fatturazione a cui è connessa. Se la rete è giù non ricarichi neppure con l’app, per cui non mi sembra che sposti la questione. Io dicevo solo che fare pagamento con Bancomat tecnicamente si potrebbe. E si potrebbe anche fare mediante contanti, coadiuvati da un meccanismo di identificazione dell’utente ad esempio mediante app+NFC o app+QR code.
            Non è il discorso fattura che limita gli strumenti di pagamento che si potrebbero utilizzare.

          • Massimo che intendi per operatore? Il gestore della colonnina?
            La differenza comunque starebbe nella flessibilità di pagamento. Pare incredibile, ma a tutt’oggi ci sono persone (anche relativamente giovani) che hanno lo smartphone pieno di app ma non hanno una carta di credito o la usano con estrema (ed esagerata) cautela. Inoltre, se si potesse arrivare alla colonnina, mettere il bancomat e rifornirsi, senza alcun altro passaggio, l’operazione sarebbe alla portata anche dei miei genitori ottantenni che non hanno dimestichezza con le app (basterebbe che gli facessi io la registrazione prima). Sono solo un paio di esempi.

          • Allora registri i suoi genitori ottentenni e si faccia recapitare la carta Rfid interoperabile di Enel x, Be Charge o Duferco o A2A. Non capisco cosa ci sia di più complicato di quello che propone lei. Pagare in contanti o con il bancomat senza altri passaggi è impossibile per legge. Punto.

        • Non è necessario usare una carta di credito legata al conto corrente, puoi usarne una ricaricabile.
          Se poi hai paura della tecnologia, allora è un altro discorso.

          • Un gestore che non riesce a tenere in piedi la rete secondo te quale affidabilità ha sulla sicurezza dei server che memorizzano i numeri di carta di credito?
            Deve essere possibile pagare con PayPal, Google Pay, Apple pay ecc perché non possiamo dare il numero di carta a chiunque. Quando compro un biglietto del treno su Italo o Trenitalia posso pagare con PayPal, non sono obbligato a far memorizzare la mia cart sui loro server.

    • Più che dubbi di ansia da ricarica, è che se con l’auto ci lavori e ti capita una cosa del genere ti fotte tutto completamente portando anche a perdite economiche, e finché magari “corro il rischio” se son in giro per i fatti miei o cmq con orari flessibili una cosa del genere una volta al mese posso tollerarla con giusto un paio di santi scomodati per sfogo tutti rivolti a Enel o chi va down al momento.
      Parliamo cmq di un’auto che ha 500km di autonomia (non è che riesce a darci quella reale magari? È il primo con id4 qui così abbiamo un confronto con la id3) non 250 come quelle in esame quando “litighiamo” per autonomia scarsa… A parte il prezzo che chiaramente è importante nella decisione di acquisto, una autonomia del genere fa stare tranquilli almeno per non avere l’ansia di ricaricare ogni notte a casa per avere l’autonomia per il giorno dopo.. Che se va via la corrente il giorno dopo ti devi prendere delle ore di permesso o la giornata di ferie perché non riesci ad arrivare in orario.. Il capo ti licenzia anche se sei Green se capita spesso 😂 e non gliene frega nulla se è colpa di Enel, sarà sempre colpa tua che non hai saputo gestire un imprevisto.
      Lui fa tanti km, anche più di me se tiene la media dei 40k all’anno, ma già chi ne fa una ventina così ci fa una quasi una settimana caricando tra 20/80, non come i geni che fanno 80km al giorno e dicono che con 150 di autonomia si trovano da dio e qualsiasi imprevisto “eh ti fai una mangiata o una camminata mentre aspetti”

      • SE, se ,se, se, se, se, etc etc
        Dei SE e dei Ma son piene le fosse.
        Se scioperano i benzinai e non sei riuscito a fare il pieno, sei fermo.
        Se non ti funziona il bancomat non fai benzina
        Se non hanno rifornito il benzinaio e sei in riserva sparata, sei fermo.
        Se non ha voglia di aprire il benzinaio, sei fermo.
        Se buchi e non sai cambiare la ruota sei fermo.

        • Ha ha ha… lascia perdere Athos: è una battaglia persa. Non ho capito se vuole convincere più gli altri oppure se stesso, ma è il classico personaggio che non passerebbe mai all’elettrico perché se poi ti capita l’emergenza di dover andare a trovare la prozia in ospedale in piena notte, con la batteria al 10%, dall’altra parte dello stivale?

        • Se non va il bancomat metto i contanti…
          Se non è rifornito (mai successo in 13 anni di patente) vado a quello a mezzo km più avanti (si è vero esistono almeno 5 zone in Italia in cui non ne hai uno della concorrenza attaccato, spero che tu non vada a prendere il caso più improbabile che esista )
          Se il benzinaio non apre faccio self come farei a prescindere
          Se buco, buco pure con l’elettrica.. Che stai a di?
          La domenica fa male alla gente 😂
          Eppure tutti i se (due) che ho citato sono testimonianze degli ultimi tre articoli che ho letto su questo sito… Però si invento casi impossibili

          @ Sandro non hai capito una fava amico mio, io l’elettrico lo voglia ma non sono così stupido da fare da beta tester convinto di non esserlo, tra tre o quattro anni quando dovrò cambiare sarà sicuramente elettrica, ma non farò la vita che fate voi contenti di farla e volete convincere chi non vuole vivere dipendente dal suo mezzo che è bello far tutto in funzione della posizione di una colonnina che può essere libera, occupata o offline… Banzinai offline a parte durante gli scioperi mai visti

        • Ah dimenticavo una, se scioperano i benzinai, ho fatto il pieno nei giorni prima, perché si.. Posso stare dieci giorni senza andare dal benzinaio e aver fatto comunque mille km… Pensa posso anche fare una vita fuori porta di 200km tornare e fare tutta la settimana senza vedere il benzinaio, poi 5 minuti tornando a casa mi fermo e ho risolto per altri mille… Ti dirò non ho nemmeno notato degrado importante riempiendo ogni volta il serbatoio dal 10% fino all’orlo, credo di aver perso 80km in 6 anni su 1150, pensa in inverno faccio gli stessi km col pieno e riscaldarmi non incide sui consumi

          Se dobbiamo sparare assurdità mi unisco al gruppo!

          • Pensa che io non perdo nemmeno quei 5 minuti per rifornire. Arrivo a casa, inserisco la presa e via.
            Vado a dormire.
            E la mattina la trovo già calda.
            E 1150km con 60€ di gasolio li fai a 60km/h, tutti in discesa.

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