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Sharengo dice arrivederci a Milano: pausa per i vandalismi e non solo

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Da Modena SharenGo se n’era andata otto mesi fa; causa (ufficiale) i danni alle auto provocati dalla grandinata monster dello scorso anno. A Milano si è fermata ieri; causa (ufficiale) il flagello degli atti vandalici contro le vetturette gialle del primo servizio di car sharing elettrico a flusso libero apparso in Italia.

Milano l’aveva ospitato fin dal lontano 2013, molto prima che apparissero competitor con auto termiche come Enjoy e Car2Go nonché alternativa a due ruote come lo scooter sharing e, pochi mesi fa, i servizi di mobilità leggera condivisa.

Sette anni di vita con tanti problemi

Emiliano Niccolai

In sette anni di attività SharenGo era cresciuta fino a contare circa 1.000 vetture in città. Ma mai, dal debutto, era riuscita a trovare un equilibrio economico. Il servizio era già stato messo in dubbio più di una volta prima di passare definitivamente di mano. Ma anche i nuovi proprietari di Force of Nature, con base in Olanda, che l’avevano rilevato dai  Emiliano Niccolai e Tee Song Huat rispettivamente progettista e costruttore del quadriciclo made in Cina ZD, si sono trovati alle prese con un business molto difficile da gestire, soprattutto nel far quadrare i conti.

Bilanci in rosso: riprenderà a Maggio?

L’azienda ha comunicato ieri che il servizio “sarà sospeso fino a maggio 2020“. Ma è legittimo dubitare che in meno di tre mesi siano risolti tutti i problemi che oggi hanno provocato lo stop. La scelta, come ammette la stessa Share’n Go, “dipende da più fattori“. Oltre al dilagare dei vandalismi, un’eccesso di incidenti, la richiesta del Comune di Milano che pretende vetture di non più di 4 anni d’età, la necessità di adeguare la rete di ricarica e i sistemi di gestione digitale del noleggio-rilascio. SharenGo fu pioniere e come tale risente di una certa obsolescenza organizzativa e tecnologica.

Troppi incidenti, ci vuole la scatola nera

Ora SharenGo vorrebbe installare in ogni auto una scatola nera che memorizzi velocità e stile di guida dell’utente per accertare le responsabilità negli incidente. Inoltre il dispositivo consentirà di introdurre politiche premiali per chi guida con prudenza. Contro i vandalismi potrebbero essere installate telecamere in corrispondenza delle isole digitali, cioè dei punti di rilascio e ricarica. Più volte gang di giovanissimi hanno postato sui social i risultati delle loro bravate facendosi ritrarre al fianco delle auto gialle semidistrutte. La flotta, infine, sarà svecchiata e si aspetterà che A2A aggiorni le infrastrutture di ricarica.

Devastata per noia: la foto della macchinetta Sharen’go è tratta dal profilo Facebook aziendale.

Sulla sua pagina Facebook dove annuncia lo stop SharenGo rassicura però gli utenti: «Vogliamo continuare ad offrire a Milano una mobilità elettrica, condivisa e sostenibile, a tutti voi che ci avete sostenuto in questi anni chiediamo solo un po’ di pazienza. Torneremo a primavera con un servizio migliorato, una flotta rinnovata, come voi e la città meritate».

Da Modena se ne andò per la grandine

Quando non arrivano i vandali, ci pensa la grandine: le macchinette Sharen’go devastate a Modena.

A Modena il servizio di SharenGo era stato disattivato a fine giugno 2019, lasciando a piedi circa 6.500 utenti registrati. Anche qui si augurava che non fosse un addio me solo di un arrivederci. Al momento, però, il servizio non è stato ripristinato.

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