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Volvo XC40 Recharge debutta a Milano. In Italia dal 2021

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Volvo debutta nel full electric con il Suv compatto XC40 Recharge, presentato in anteprima europea al Volvo Studio di Milano per l’occasione interamente ridipinto di rosa. Nasce una nuova auto, no?

Cinque EV entro il 2025: -40% l’ impatto ambientale

E’ il primo di cinque modelli elettrici che entro il 2025 affiancheranno via via la gamma Volvo motorizzata benzina, diesel, mild e plug-in ibrid. L’obiettivo della casa svedese controllata dalla cinese Geely è arrivare per quella data ad abbattere del 40% il suo impatto ambientale: del 25% sul processo produttivo, del 25% sulla catena di fornitura e del 50% sul parco auto venduto.

Milano ha avuto l’onore di tenere a battesimo XC 40 Recharge per tutta l’area Emea in virtù del record di vendite 2019 (oltre 22 mila vetture, +9,8% e 2,03 di quota di mercato, nell’anno record anche a livello globale con 705 mila immatricolazioni).

Volvo XC40 Recharge parte a 59.600 euro

Vediamo, allora, questo piccolo Suv elettrico svelato per la prima volta in novembre al Salone di Los Angeles. XC40 Recharge inizierà la produzione di serie prima dell’estate e arriverà sul mercato a fine anno. In Italia probabilmente all’inizio del 2021; i preordini sono partiti l’altro ieri. I commerciali italiani di Volvo  assicurano che il nostro Paese non sarà penalizzato nei volumi: più riusciranno a vendere in fase di preordini, più pezzi riceveranno. Sarà commercializzato in una versione premium full optional a 59.600 euro. Successivamente arriverà una versione base a 10-15 mila euro in meno. Probabilmente con batteria meno capiente e un solo motore elettrico.

Volvo XC40 Recharge è realizzato sulla base dell’Architettura Modulare Compatta (Cma), una piattaforma  sviluppata insieme a Geely che sarà utilizzata anche per il nuovo marchio congiunto solo elettrico Polestar.

Ricarica ultrarapida fino a 150 kW

XC40 Recharge è equipaggiato con una pacco batterie da 78 kWh ricaricabile in 8 ore a corrente alternata (potenza massima 11 kW) e in circa 40 minuti in corrente continua ad una potenza massima di 150 kW. L’autonomia nel ciclo WLTP è di 400 km. Il pacco batteria è collocato al centro, sotto il pianale, racchiuso in un guscio in alluminio estruso ad alta resistenza. E’ garantito 8 anni e fino a 160 mila km.

Due i motori elettrici, uno sull’asse anteriore e uno su quello posteriore per un potenza di 408 cv e una coppia di 660 Nm. Quindi trazione integrale. La velocità massima è autolimitata a 180 km/h, l’accelerazione da 0 a 100 è 4,9 secondi. Il peso complessivo di 2.200 Kg è distribuito 50-50 sui due assi ed è sensibilmente inferiore alla media dei concorrenti elettrici. La frenata rigenerativa è su tre livelli di efficacia, e la vettura può essere guidata in modalità one pedal, senza utilizzo del pedale del freno meccanico.

Spunta un bagagliaio sotto il cofano

La geometria della vettura sacrifica un poco l’abitacolo, soprattutto nelle tre sedute posteriori. Ma lascia un ampio spazio al bagagliaio posteriore (413 litri, 47 in meno della versione termica) e ad un vano porta oggetti da 31 litri sotto il cofano, nello spazio normalmente occupato al motore a scoppio.

Volvo XC 40 Recharge viaggia con Google

Altra novità della XC40 Recharge è il nuovo sistema di infotainment che utilizza il sistema operativo Android di Google, con tutte le funzioni di navigazione integrate:  Google Assistant, Google Maps e Google Play Store. Inoltre è la prima Volvo in grado di ricevere aggiornamenti software, come Tesla, in modalità Ota (over the air): grazie agli aggiornamenti potrà continuamente evolvere e migliorare nel tempo.

Rispetto alla XC40 con motore a combustione che ha conquistato il titolo di Auto dell’Anno nel 2018, la versione elettrica è stata interamente riprogettata, rinforzando tutta la sezione anteriore in funzione della sicurezza. La resistenza agli impatti frontali mantiene così standard analoghi alla versione termica, nonostante l’assenza del blocco motore.

Primo obiettivo la sicurezza attiva e passiva

La XC40 Recharge è anche la prima Volvo dotata della piattaforma di sensori Advanced Driver Assistance Systems (Adas) con software sviluppato da Zenuity, la joint venture tra Volvo e Veoneer. In sostanza, un sistema di guida autonoma di livello due.

Poche, invece, le caratterizzazioni estetiche rispetto alle versioni termiche. La più rilevante è la griglia sul frontale chiusa, a sottolineare l’assenza di motore a scoppio e radiatore per la dispersione del calore. Il navigatore è stato sostituito da Google Maps, che può essere anche proiettato sul cruscotto digitale. A differenza dell’app per i cellulari, questa è pensata per lavorare anche dove non c’è segnale cellulare, visto che scarica automaticamente in memoria le mappe di svariati chilometri attorno alla vettura. Nel calcolo della destinazione, suggerisce anche dove e quanto fermarsi alle stazioni di ricarica (privilegiando quelle rapide), se l’autonomia è insufficiente.  Non manca l’assistente vocale di Google, che può anche comandare alcune funzioni di bordo, come il climatizzatore e i sedili riscaldabili.

Volvo elettrica strizza l’occhio ai fleet manager

A chi si rivolge Volvo con il suo primo full electric? Principalmente alle flotte aziendali, per i driver a livello dirigenti. La casa svedese, infatti, sta scalando posizioni nel settore e ha superato l’anno scorso altri marchi premium come Audi, Mercedes e BMW nel segmento delle elettrificate. Ma vuole accelerare ancora. Lancerà a breve un’offerta dedicata alle ibride plug-in: bonus di un anno per ricaricare gratuitamente fino a 3.000 kWh. Significa 40-50 km giornalieri in sola modalità elettrica.

6 COMMENTI

    • Non è un errore, è l’anno in cui l’efficienza della loro EV raggiungerà i valori annunciati nel loro configuratore (quello inglese del loro tweet): 2.2 kWh/100 km. Personalmente non comprerei EV da chi non capisce quello che scrive. Se poi si aggiunge che nel configuratore della Recharge ti viene prospettata la ICE allora possono andare a quel paese se cercano di convincermi di avere l’opzione senza pipe tails (bocchette tubi di scarico). Infine il prezzo non è di quelli che vogliono vendere EV ma solo fare finta.

  1. Bene, non benissimo, mi figuravo riuscissero a fare un po’ meglio a dire il vero.
    Tesla Model3 LR AWD ha un pacco batteria da 75kWh e autonomia 560km (WLTP). ModelY che uscirà a breve sarà analoga 540 km (WLTP).
    Una differenza davvero importante.
    Dura preferire Volvo a Tesla quando su un fattore così critico si smarca così tanto per autonomia ( e rete di supercharger ).
    Ad ogni modo se non si comincia da qualche parte…

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