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Ferrari o Maserati, uno dei due sta sbagliando

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La supercar Maserati MC20 avrà una versione elettrica, com la Gran Turismo e la Gran Cabrio.

Ferrari o Maserati, uno dei due sta sbagliando con l’elettrico. La Casa del Tridente ha annunciato che la supercar MC20 a batterie si farà. Il Cavallino…

Ferrari o Maserati, l’elettrico no e l’elettrico sì

Ci sono idee diverse, dalle parti di Modena. La Ferrari solo pochi mesi fa per bocca del suo direttore commerciale Enrico Galliera fece sapere che almeno fino al 2025 di elettrico non si parlerà. “Tecnologia acerba“, tagliò corto in un’intervista un giornale inglese. La Maserati, che fa riferimento allo stesso proprietario, la pensa in modo ben diverso. Pochi giorni ha fatto sapere di avere adottato il nome  Folgore per la nuova strategia per l’elettrificazione alla maniera Maserati. E accendere la fiamma di una nuova energia. che proietterà il Tridente nel futuro”.

ferrari o maserati
Altre due immagini della supercar MC20 (foto ufficiali Maserati).

L’azienda in una nota ha po aggiunto che “le nuove Maserati GranTurismo e GranCabrio saranno le prime vetture del Brand ad adottare soluzioni 100% elettriche. Saranno ingegnerizzate a Modena e costruiti nel polo produttivo di Torino. Ci sarà anche una versione elettrica dell’MC20, che sarà prodotta nello stabilimento Maserati di Modena“. Attenzione in particolare a quest’ultimo modello. Non si tratta di un’auto  da passeggio, ma dichiaratamente di una supercar che calpesta uno degli orti che la la Ferrari coltiva da sempre.

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Il precedente dell’errore sull’ibrido in Formula Uno

Normale che si scelgano strade aziendali diverse, anche avendo in comune un unico proprietario. Ma diversi spifferi che arrivano dalle parti di Maranello fanno sapere che anche all’interno della Ferrari qualcuno comincia a non essere più convinto di una chiusura così netta. C’è il timore che il Cavallino ripeta l’errore fatto dalla squadra corse negli anni del dopo-Schumacher, errore ben descritto da Marco Mensurati in un’analisi su Repubblica (sotto). In quegli anni, diciamo fino al 2014, la Ferrari non capì o non volle capire che anche in Formula Uno stava arrivando la stagione dell’ibrido. La Mercedes sì, l’aveva capito. E quelle scelte, spiega Repubblica, hanno portato ai risultati mortificanti che la Casa di Maranello sta raccogliendo in questi mesi.

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Non vorremmo che anche nell’elettrico a Maranello si accorgessero nel 2025 che le valutazioni di oggi hanno portato la Casa su un binario morto. Scelte così non si recuperano in un giorno, come i due piloti Leclerc e Vettel stanno sperimentando ogni domenica. Ferraro o Maserati: uno dei due sta sbagliando. Noi un’idea l’abbiamo, ma tempo un paio di annetti e capiremo chi l’ha azzeccata.

P.S. Una ventina di anni fa Harald Wester, che oggi è il n.1 della Maserati, era in Ferrari come capo dello Sviluppo Prodotto. Fosse ancora a Maranello farebbe le scelte che ha fatto il Cavallino? Non ne siamo così sicuri…

 

36 COMMENTI

  1. Caro Massimo, certo che ci sono degli aggiornamenti, ma la situazione non è sostanzialmente mutata. Ribadisco, l’energia utilizzata dalle auto elettriche è una frazione trascurabile dell’energia complessivamente utilizzata sul pianeta, pertanto anche se fosse prodotta tutta da fonte rinnovabile non risolverebbe granché relativamente al riscaldamento globale. Le oil company non si preoccupano dell’avanzata delle rinnovabili, poiché ne conoscono bene i limiti in termini di densità di potenza e affidabilità. Le ricerche petrolifere continuano indisturbate in tutto il mondo. Per il settore della mobilità ci sono sistemi efficienti per produrre carburanti ad impatto CO2 zero senza suicidare le tecnologie europee sull’altare dei principali inquinatori del mondo. La svolta arriverà con la fusione nucleare (che comunque sarà in mano a pochi potenti), ma per ancora qualche decennio potremo solo puntare alla cattura della CO2 magari costringendo gli inquinatori del pianeta a pagarne gli impianti, se vorranno ancora venderci i loro prodotti, ma per fare questo, dovremo avere ancora tecnologie disponibili che ci lascino liberi di scegliere. Anche per questi motivi non dobbiamo cedere alle operazioni politiche scellerate che ci renderanno solo più schiavi. E con questo mi taccio.

  2. Egregi signori, avrei voluto mantenere il dibattito su di un livello tecnico elevato, purtroppo le vostre affermazioni evidenziano quanto disponiate di informazioni “parziali” che, senza alcuna colpa, non vi consentono di disporre di una ampia visione razionale. Se così deve essere, vi invito almeno a guardare, non una pericolosa fonte di divulgazione dei negazionisti dell’inquinamento, ma una fonte pubblica, autorevole e condivisa, all’indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Consumo_di_energia_nel_mondo
    Le proiezioni future mostrano che a livello planetario (tale è l’inquinamento) continueranno a farla da padrone le fonti fossili. (Vi siete mai chiesti perché le oil company, nonostante tutto, non si stracciano le vesti?) Piaccia o meno l’umanità continuerà ad emettere CO2, quindi se vogliamo ridurre le conseguenze del cambiamento climatico, non resta altro che catturala. L’energia utilizzata dai trasporti è solo una parte del consumo energetico totale, l’energia utilizzata dal trasporto terrestre ancora meno e la parte utilizzata dalle auto solo una minima frazione. Al cospetto di certi numeri, l’auto elettrica è nulla, se non un’operazione di marketing che segue logiche politiche, non tecniche. Avrete perfettamente ragione quando nel mondo esisteranno solamente fonti rinnovabili e la fusione nucleare; per il momento sfruttiamo il migliore rendimento, e la minore emissione di CO2, dei moderni Diesel magari alimentati da biofuel prodotto con alghe che per crescere assorbono CO2 chiudendone il ciclo a bilancio nullo. Il tutto frutto della ricerca e della tecnologia europea, prodotto in Europa e non importato dai paesi principalmente responsabili delle emissioni di CO2.

    • Lei, Roberto, mi delude un po’: cita a supporto delle sue tesi, come fonte “autorevole e condivisa” in grado di rappresentare un “ampia visione razionale”, una pagina di Wikipedia basata su dati del 2004, previsioni del 1998 e via dicendo. La ricerca nel frattempo è andata molto avanti e report molto più accurati da parte dell’Agenzia internazionale dell’Energia (IEA) e dell’ organismo intergovernativo dell’Onu IPCC, tanto per citarne alcuni, ne tengono conto. Il Global Ev Outlook dell’Iea, per esempio, è stato pubblicato in estate. Le nostre argomentazioni si basano su questi.

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