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Emergenza energia: la versione di Nicola Armaroli

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L’umanità è a un passo dalla più grande crisi della sua storia: la crisi energia-clima. Per preservare la biosfera e la stessa continuazione della civiltà moderna, la transizione energetica è diventata ormai una necessità inderogabile. Non sarà una passeggiata, ma possiamo farcela, se iniziamo a correre. Ora.

Nicola Armaroli, uno dei più citati chimici italiani, lancia questo messaggio nel libro «Emergenza energia-Non abbiamo più tempo» che esce oggi per le edizioni Dedalo.

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La crisi energetico-ambientale, spiega Armaroli, è l’emergenza delle emergenze: se non la risolviamo in fretta, soccomberemo. Questa crisi non sarà momentanea come una pandemia: sarà la crisi finale di una civiltà che si definisce moderna, ma che si ostina a basarsi su un motore vecchio, inefficiente e dannoso per tutti. Sì, perché l’energia è il motore di tutto, è quella cosa senza la quale non possiamo fare NULLA. Tutti noi consumiamo continuamente energia, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, anche quando non ce ne accorgiamo. La scienza ha già dimostrato che la crisi climatico-ambientale è causata da due fattori: un sistema energetico decotto da cambiare con urgenza e un sistema economico basato sul falso presupposto che la Terra sia un deposito inesauribile di risorse e una discarica di rifiuti senza limiti. Così, continua Armaroli, la valanga dell’emergenza energia rischia di travolgere in modo irreversibile la nostra vita. Il tempo è scaduto: prendiamone atto e mettiamoci a correre lungo la strada di una lunga e difficile transizione.

Nicola Armaroli è dirigente di ricerca presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche, direttore della rivista scientifica Sapere e membro dell’Accademia Nazionale delle Scienze. Ed è un caro amico e un’inesauribile fonte di spunti per  tutti noi di Vaielettrico.

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Ecco un breve estratto del suo ultimo lavoro

Prologo

«Scrivo questo libro in giorni di emergenza planetaria. Nessuno di noi avrebbe mai pensato di essere costretto a vivere confinato in casa per settimane.

Tutti insieme, miliardi di persone, in tutto il mondo. Per anni, scienziati e agenzie internazionali hanno lanciato l’allarme sul rischio crescente di pandemia influenzale: è scritto su decine di articoli, libri e rapporti. Non è bastato. Nessun Paese al mondo si
è fatto trovare preparato, tranne quelli già “educati” dalla SARS nel 2002-2003. La risposta globale all’emergenza Covid-19 è stato il trionfo dell’improvvisazione; anche l’Unione Europea era priva di un piano minimale di coordinamento sanitario e logistico. Eppure, a partire dall’attentato dell’11 settembre 2001, gruppi di lavoro ad altissimo livello avevano lavorato per anni a elaborare scenari catastrofici di ogni tipo su mandato di tutti i governi. È stato sostanzialmente un esercizio inutile. Una devastante pandemia non è l’unico rischio letale cui l’umanità va incontro. Ve ne sono altri e, almeno un paio, sono esclusivamente imputabili all’uomo: il rischio di una guerra nucleare (gli arsenali mondiali contengono ancora migliaia di testate nucleari in grado di incenerire la biosfera e qualcuno potrebbe usarle) e la crisi climatico-ambientale.

Sulla scala del tempo, questi tre rischi sono molto diversi. Un conflitto nucleare globale finirebbe in poche ore. Una pandemia avviene sulla scala delle settimane e dei mesi. La crisi climatico-ambientale si sta dipanando invece sulla scala degli anni e dei decenni e, proprio per questo motivo, è la più insidiosa. L’umanità agisce infatti con vigore solo di fronte a rischi immediati (lo abbiamo visto con Covid-19) ma ignora sistematicamente problemi che si sviluppano sui tempi lunghi. Esiste il rischio concreto che la crisi climatico-ambientale sia presa davvero sul serio solo quando sarà troppo tardi. Forse quando Venezia sarà completamente perduta per l’innalzamento dei mari.

Oggi nel mondo circolano tante fake news, che si alimentano di improbabili complotti planetari e teorie strampalate. Sono veri e propri “virus non convenzionali” della civiltà della comunicazione istantanea di massa: hanno la possibilità di creare danni devastanti. La più assurda e pericolosa fake news del mondo è, da anni, quella secondo cui la catastrofe ambientale e climatica è una bugia, sostanzialmente l’invenzione di un manipolo di teste calde. A questa colossale idiozia credono anche capi di Stato e di governo, che stanno facendo del loro meglio per passare alla storia come i peggiori leader di sempre.

Lo scopo di questo libro è affermare con forza che non esiste più alcun margine di discussione. La scienza ha già dimostrato che la crisi climatico-ambientale è causata dall’uomo ed è figlia di due problemi: un sistema energetico decrepito, da cambiare con urgenza, e un sistema economico malato, basato sul falso presupposto che la Terra sia un deposito inesauribile di risorse e una discarica di rifiuti senza limiti.

La crisi energetico-ambientale è l’emergenza delle emergenze: se non la risolviamo in fretta, soccomberemo. Questa crisi non sarà momentanea come una pandemia, sarà la crisi finale di una civiltà che si definisce moderna, ma che si ostina a basarsi su un motore
vecchio, inefficiente e dannoso per tutti. Sì, perché l’energia è il motore di tutto. E la nostra vita quotidiana ne è  ’esemplificazione, come vedremo fra un attimo. 

Un brutto incubo

Questa notte è successo un disastro planetario, sono stati improvvisamente tagliati tutti i rifornimenti energetici: niente elettricità, gas, benzina, gasolio. Al risveglio mi trovo in una stanza gelida: siamo in gennaio, la cosa è piuttosto sgradevole. Cerco di accendere la luce sul comodino: morta. Vado in bagno per rinfrescarmi il volto e l’esperienza è fin troppo inebriante: l’acqua è gelida. Decido di lavarmi i denti, almeno quello lo
posso fare, l’acqua fredda c’è! Sì… l’acqua fredda c’è ma ha un inquietante colore marrone, perché l’acqua del rubinetto deve essere potabilizzata e questo richiede energia: nessuno si laverebbe i denti con l’acqua del Po, del Tevere o del pozzo in cortile. Debbo lasciar perdere.

Piuttosto infastidito, vado in cucina, apro il frigo desolatamente spento e vi trovo latte avariato: niente colazione.  Sono passati solo 15 minuti e la giornata si preannuncia difficile. Non solo per me, ma per chiunque… Ok, allora andiamo tutti al lavoro o a scuola. Vediamo come butta. Non essendoci combustibili ed elettricità, niente bus, auto, scooter, treni. Dobbiamo muoverci a piedi o in bicicletta, in gennaio. Questo per alcuni non è un problema, lo fanno tutti i giorni. Ma per molti è una notizia agghiacciante: domattina occorre alzarsi 2, 3 o anche 4 ore prima per raggiungere il luogo di lavoro o di studio in orario. Arrivati in ufficio o a scuola ci sediamo in ambienti freddi e
lì dobbiamo stare fermi, per ore. Persino usare la biro diventa un supplizio, con le dita congelate. Pausa pranzo, finalmente mangiamo qualcosa. Ah già… è vero… maledizione… fornelli, forni e frigo sono spenti: solo cibo crudo o preconfezionato. Una tristezza infinita. Nel frattempo si è anche scaricato lo smartphone, ora è solo un inutile fardello dentro la tasca dei pantaloni: addio WhatsApp, Instagram, Facebook. Dopo il lavoro andiamo a fare la spesa al supermercato. Le scansie sono vuote: interrotta la catena dei rifornimenti per mancanza di gasolio.
Tornati a casa, la tv giace senza vita in salotto, il pc è in catalessi sul tavolo dello studio: siamo definitivamente scollegati dal mondo. Avanzano le luci della sera, andiamo in cantina a cercare qualche vecchia candela, forse ce ne sono ancora un paio in quel vecchio scatolone sopra l’armadio. Ne troviamo una sola,
l’accendiamo.

È proprio in quel momento che mi sveglio di soprassalto e mi trovo seduto sul letto, in un bagno di sudore. Classici tre secondi di disorientamento mentale… Ok, ora mi sto ricollegando. Wow… è stato solo un bruttissimo incubo. La stanza è calda e la luce sul
comodino si accende. Meno male, che brutta nottata.
E che risveglio fantastico.

L’incubo immaginario appena descritto mostra che tutti noi consumiamo continuamente energia, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, anche quando non ce ne accorgiamo: il frigo in cucina funziona pure di notte, mentre dormiamo. Possiamo dire che il nostro elevato tenore di vita (accessibile solo a una minoranza di privilegiati tra gli abitanti del pianeta, non dimentichiamolo mai) è letteralmente tenuto in piedi da un incessante flusso di energia sotto forma di combustibili ed elettricità. 

……..

Energia questa sconosciuta

Quindi, non solo consumiamo continuamente energia, ma molti di noi lo fanno senza averne la minima consapevolezza o percezione.
Il concetto stesso di energia è sfuggente: difficilmente una persona è in grado di definirla o, tanto meno, conosce le leggi che ne governano la produzione e la trasformazione. In altre parole il vero motore della nostra vita e del nostro benessere, l’energia, è un’illustre sconosciuta. Il quadro è piuttosto sconsolante per una
società avanzata che ambisce a qualificarsi come “società della conoscenza”.

Comunque non spaventatevi, in questo libro non mi addentrerò nella spiegazione dei princìpi dell’energia. Per leggere quello che segue, l’idea approssimativa e intuitiva che tutti abbiamo in testa è sufficiente: l’energia è quella cosa senza la quale non possiamo
fare NULLA.

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6 COMMENTI

  1. Tante parole e pochi fatti, e da chiedersi perché i nostri governanti da 150 anni estraggono il petrolio producono medicinali chimici armi nucleari armi biologiche fabbriche che inquinano l’aria l’acqua la terra le sigarette ecc. ecc. ma continuano a produrle sapendo da sempre che uccide l’essere umano e il nostro pianeta! si sono accorti forse perché stanno morendo anche loro????? solo per il dio denaro! ma pare hanno trovato una soluzione a tutto questo e lo stiamo vedendo……….

  2. Libro acquistato e letto d’un fiato nei giro di 2 ore circa.
    È molto breve e, per chi è già “addetto ai lavori” o interessato al problema energetico globale, è un po’ superficiale. Ottimo per chi invece non mastica quotidianamente di questo tema.
    Ah, libro stampato in Italia. A quanto pare non esiste un’edizione digitale (Kindle) che avrei acquistato più volentieri…

  3. Concordo con Marco e Fede e aggiungo: immagino che con tutte le conoscenze di energie i consumi di persone che fanno questi commenti siano totalmente sostenibili

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