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Emissioni a confronto: le elettriche vincono 9 a 2

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le elettriche vincono
Hand hold of charging modern electric car battery on the street which are the future of the Automobile, Close up of power supply plugged into an electric car being charged for hybrid . New era of vehicle fuel.

Emissioni a confronto: nella disputa su quali siano le auto più pulite, che tanto appassionano i lettori, le elettriche vincono 9 a 2. Facendo un censimento fra gli studi scientifici più citati, infatti, nove sono a favore dei veicoli a batteria e solo due a favore di quelli termici. E sono pure stati confutati e smentiti. 

Diesel.

Una bufala che non muore mai

Tutti i siti che si occupano di auto elettriche, e anche il nostro, combattono quotidianamente con il pregiudizio. Uno dei più diffusi è che i veicoli elettrici non siano più sostenibili di quelli termici.

In altre parole, che le emissioni di CO2 dei moderni diesel e benzina Euto 6 siano, nell’intero ciclo di vita dell’autovettura, inferiori a quelle delle EV. Gli anglosassoni hanno coniato anche un nome per questa fake new di eterno ritorno: la chiamano il mito del “long tailpipe”,del “tubo di scappamento lungo“.  Stanco di scrivere “gli stessi articoli più e più volte, come gli insegnanti che ripetono la stessa lezione per una nuova classe ogni semestre” il giornalista di ChargedEVs Charles Morris si è ribellato. E ha fatto un interessante censimento di tutti i più recenti e autorevoli studi che sfatano questa bufala.  Noi lo riprendiamo, ringraziandolo a nome della categoria.

 

«Il mito del “tubo di scappamento lungo” è stato sfatato da dozzine di studi scientifici _ scrive Morris _. Tuttavia, è un argomento così attraente per il movimento anti-EV che sembra non scomparire mai».

Morris parte dal recente studio dell’Università di tecnologia di Eindhoven che anche noi abbiamo ripreso (leggi). Il documento richiama le argomentazioni degli ultimi studi “contrarian” spiegandone anche gli errori commessi nel giungere alle loro dubbie conclusioni. «Calcoli corretti _ vi si legge _ mostrano invece  che i veicoli elettrici emettono già meno della metà dei gas serra [sic] delle loro controparti a combustibili fossili», scrivono gli autori dello studio Auke Hoekstra e il professor Maarten Steinbuch.

Le due “bibbie” degli anti-ev

Morris cita gli studi “contrarian” più cari alle fazioni anti-EV . Sono  uno studio svedese non sottoposto a revisione paritaria del 2017 e uno studio del 2019 del CesIfo tedesco.  Quest’ultimo più volte ripreso anche da Vaielettrico (leggi). E’ stato prontamente smentito dalle riviste tedesche Focus e WirtschaftsWoche . E perfino da Volkswagen , fino a poco tempo fa il principale campione mondiale di veicoli diesel.

I fautori dell’endotermico dipingono il tema della sostenibilità dei veicoli elettrici come ignorato o sottovalutato . «In realtà, il problema è stato discusso da quando esistono veicoli elettrici moderni ed è stato coperto in modo molto ampio sia dal pro che dall’anti-EV» commenta Morris. Con un encomiabile lavoro di ricerca, quindi, il giornalista di ChargedEvs elenca tutti i più rilevanti.

Nove mosse per smentirli

-Uno studio della Union of Concerned Scientists (tramite Green Car Reports ) ha esaminato l’impronta di carbonio dei veicoli elettrici in ogni regione degli Stati Uniti. Ha concluso che le elettriche vincono largamente. Ora sono più pulite della stragrande maggioranza dei veicoli a benzina e lo diverranno di più via via che sarà modernizzata la rete elettrica.

-Le elettriche vincono anche per lo studio del 2020 dell’Università di Cambridge. Ha calcolato l’impronta di carbonio dei veicoli elettrici in diverse regioni della Terra e ha scoperto che sono già più puliti delle auto a benzina nel 95% del mondo .

-Un rapporto dell’aprile 2019 dell’Istituto per l’energia e la ricerca ambientale di Heidelberg (IFEU) ha rilevato che “i veicoli elettrici vincono già rispetto ai termici oggi, a volte di più, a volte di meno, e il vantaggio crescerà“.

-Il Fraunhofer Institute   tedesco nel 2019 ha dimostrato che i veicoli elettrici in genere producono “il 28% in meno di emissioni di gas a effetto serra rispetto a un diesel di lusso, fino al 42% in meno rispetto a un motore a benzina per auto di piccole dimensioni“.

-Un rapporto del 2018 dell’International Council on Clean Transportation (ICCT) ha esaminato le emissioni di gas serra nella produzione di batterie agli ioni di litio. Ha scoperto che “una tipica auto elettrica oggi produce solo la metà delle emissioni di gas serra di un’autovettura europea media. ”

-Nel 2017, un rapporto dell’Università VUB del Belgio ha rilevato che le auto elettriche vincono largamente. “Emettono una quantità significativamente inferiore di gas serra nel corso della loro vita rispetto ai motori diesel, anche quando sono alimentate dall’energia a più alta intensità di carbonio“.

-Nel 2012, uno studio dettagliato della Union of Concerned Scientists ha scoperto che anche se caricato al 100% dal carbone  un veicolo elettrico sarebbe comunque più pulito di un ICE medio.

-Infine Transport&environment ha analizzato sul campo le emissioni di alcuni modelli diesel scoprendo che non sono tanto puliti come le case costruttrici dicono.

 

29 COMMENTI

  1. Mah, il tema non mi appassiona più. La mia auto costa tanto quanto una equivalente diesel o benzina (confrontando prestazioni e dotazioni ‘optional’) ma è infinitamente più comoda e rilassante alla guida, ed il carburante costa un terzo. Il tema della sostenibilità ambientale è giustamente importante ma non lo ritengo il ‘driver’ (scusate non trovo analogo efficacie in italiano) della scelta del consumatore

    • La capisco Pietro. Il problema non è di chi già possiede l’auto elettrica, avendone provato tutti i vantaggi. Il dibattito sulla sostrenibilità appassiona soprattutto i detrattori seriali (a volta troll) che attingendo a studi vecchi o fuorvianti vorrebbero, per esempio, togliere ogni restrizione alle vetture più inquinanti o abolire gli incentivi agli automobilisti elettrici “pagati con i nostri soldi”, come amano scrivere.

  2. Buonasera
    sono Michele, un assiduo lettore dei vostri articoli e commenti.
    Mi sono permesso di scrivere perché noto che in tutti gli studi fatti e rifatti pro o contro i veicoli elettrici, tutti tendono a puntare il dito sul cobalto,sulla sua estrazione, su quanto inquina una macchina elettrica durante la creazione della batteria, etc etc
    Ma io semplicemente dico:
    1 quanto inquina una petroliera? Sempre se non capita nulla…
    2 quanto inquina una raffineria?
    3 quanto inquina un’autocisterna?
    4 quanto inquina un distributore di benzina, soprattutto quando bisogna smaltire i vecchi serbatoi?
    Tutti gli studi non parlano di questo…
    Per contro,sono anche convinto che i veicoli elettrici sono attualmente incentivati perché è una “moda” (perdonatemi il termine) ma quando diventerà di massa,gli incentivi scompariranno e il loro costo sarà uniformato ai costi delle attuali auto termiche,come anche la loro autonomia.
    Detto ciò, w la rivoluzione elettrica!!!!!!
    Speriamo solo che le coscienze aumentino con il progresso.
    Good luck,world

    • Il petrolio, petroliera? Togliendo di mezzo I carburanti che alimentano auto, moto ma anche, a dimenticarsene, gli aerei e navi (giustamente per alcuni di voi da sostituire pure loro con l’elettrico), lei vive di petrolio visto che quasi ogni oggetto con cui ha a che fare nella vita da esso deriva.
      Un mio consiglio, cita solo i carburanti, non il petrolio.

      • È vero. Dallo stream del petrolio, i prodotti più pesanti ed inquinanti finiscono per diventare combustibili a basso costo, specie per navi e petroliere.
        Le frazioni più leggere, attraverso i vari processi di distillazione frazionata e reforming vanno a finire in benzina e infine costituiscono i componenti base per la chimica (incluse le plastiche).
        Anche in questi ambiti si vedono spinte notevoli per decarbonizzare, ma c’è moltissimo da fare.
        I processi industriali impattano molto e affascinano pochi.

  3. Belle parole da parte di tutti…. Articolo compreso.

    Per chi non ha un elettrico, e per giunta a non averla nelle condizioni ideali d’essere un eremita nei luoghi che frequenta (il che significa trovare sempre una colonnina libera) ciò giustamente non può far di lui un tifoso ultras come voi dell’elettrico e quindi non si è in grado di apprezzare i pro della soluzione che, a leggere commenti di qualcuno di voi ad averla , neanche occupano tutte le dita d’una mano visto che trattasi di piacevolezza o comodità di guida ed emissioni e giustamente ad esprimere dissenso verso ciò che uno potrebbe vedere di negativo in questa soluzione (soprattutto dopo una sua diffusione di massa) ciò fa di lui un “troll seriale” a come se mettessimo un solo tifoso ultras dell’Inter a tifare nella curva ultras del Milan durante il derby…. complimenti, perché ad una partita di calcio vi siete ridotti visto che questo luogo non sarebbe neanche un club così come c’è ne sono per ogni modello d’auto e moto per definire qualcuno troll a quando dissenta.

    Intanto per la diffusione di questa soluzione in determinati luoghi perché ci è obbligati per i blocchi piuttosto che in altri dove si è eremiti perché sarebbe una scelta (I vostri casi), ha creato, ahimè per voi, tanti trolls visto quanti ad averla ora dissentono e si lamentano per l’impraticabilità della soluzione nel quotidiano il che, a mio avviso e forse a loro avviso , vanifica ogni piacere di guida e, a quando ci si è costretti, la questione giusta o meno che sia delle emissioni non passa neanche più per la mente…. Quindi Sig massimo degli espositi, per queste persone, alcune delle quali per voi già trolls per aver già dissentito visto che hanno descritto l’attuale situazione del centro di Roma oltre che di qualche zona del nord, dove sarebbero questi vantaggi?

    In quanto ad emissioni, ma guarda caso non si riportano articoli di situazioni italiane… E grazie che, ad avere case e colonnine tutte alimentate da fonti rinnovabili vostri discorsi reggerebbero visto che, indirettamente l’elettrico non inquinerebbe, ma visto che stiamo in Italia e sui nostri dati ci si dovrebbe basare, considerando quello ch’è la % delle rinnovabili e considerando quello che un eventuale boom del settore potrebbe fare in termini di aumenti della richiesta d’energia che non sarà supportato da una proporzionata aumento delle rinnovabili nei prossimi anni, decadono tutti i vostri bei discorsi ed articoli in inglese d’altri luoghi o di eventuali future ottimistici scenari di rinnovabile.
    È giustamente, a non vedere asinelli che volano perché da italiano vedo ciò che c’è in Italia, ciò fa di me un troll… Giusto?

    • piantala di offendere e prova ad usare la punteggiatura.
      E se ti senti un interista nella curva del Milan, vai nella curva dell’ inter

      • Tra l’altro non mi risulta di aver offeso , piuttosto, dovrei essere io, come tutti quelli che dissentono, ad essere stati offesi visto che siamo trolls.

  4. Buongiorno Giuseppe, beh sì resta sempre un’auto, mezzo per andare da A a B per piacere o necessità, già contare più qualità fino al numero di dita contenute in una mano mi sembra una conquista. Poi a mio avviso partire convinti che in Italia non si possa fare mai una cippa mi sembra un atteggiamento discutibile (discutibile nel senso che ne stiamo discutendo, non voglio offendere). Su una cosa concordo con lei, che viviamo in uno strano paese nel quale non è il cittadino che rincorre le iniziative dello stato, ma è lo stato che si deve adeguare, rincorrendo le ed in affanno, le istanze dei cittadini (in questo caso l’organizzazione di una capillare rete di colonnine di ricarica, ma ci sono altri esempi in altri campi perfettamente calzanti)

    • @pietro,
      Rispetto le sue idee ed opinioni e senz’altro se uno si trova fa bene a dirlo soprattutto se si trova nelle condizioni ideali per non avere problemi.

      Però ci sono le testimonianze d’altri a non trovarsi sia a Roma che altrove e, a dissentire, questo non rende loro trolls anche perche qui non siamo ad una partita di calcio e, ad avere opinioni diverse, questo non ci rende ultras di squadre rivali come crede Marco a se si crede di stare in un club piuttosto che in vai elettrico che dovrebbe fornire informazioni.

      Sempre nel rispetto delle sue ottimistiche opinioni, cosa che altri non fanno con il sottoscritto , però, ad essere italiani e a stare in Italia, oltre ad essere informati da questo articolo stesso oltre che da urls d’altri in inglese (su questo non ho problemi) per situazioni d’altri luoghi, per essere credibili ci si dovrebbero fornire i dati italiani d’oggi e i dati italiani stimati della situazione d’un prossimo domani visto che ad andare avanti così, grazie ai blocchi e ai legislatori (governo, regioni, comuni), ci ritroveremo ad avere un boom di vendite dell’elettrico mentre le rinnovabili rimarranno pressoché uguali e quindi l’Italia farà più CO2 rispetto ad adesso.

      • Caro Giuseppe non credo che lo scopo del sito sia quello di inasprire le divergenze tra entusiasti dell’uno o dell’altro sistema di generazione di potenza in una macchina, credo invece sia un tentativo di esporre ad un pubblico ‘meno informato’ (rispetto a quelli che l’elettrica già la usano) il punto di vista dell’elettrico. Poi si sa che le persone sono suscettibili e l’espressione del parlato con una tastiera esacerba le posizioni. Seguo da poco questo sito ma a parte qualche sfogo mi sembrano tutte persone sufficientemente educate.
        Per l’aumento di CO2 qualora vi fosse un passaggio in massa all’elettrico non mi sembra ipotizzabile. Pensi di bruciare 1000kg di gasolio (o gas) in una grossa centrale elettrica con una stechiometria (quantità di combustibile e comburente cioè aria) quasi perfetta e controllata, che genera vapore surriscaldato che fa girare una turbina a vari stadi ottimizzata per fare quel lavoro. Pensi inoltre che la ciminiera della centrale possegga filtri e tutti i sistemi ottimizzati che minimizzano le particelle rilasciate in atmosfera. Bene con un siffatto sistema lei produce tot energia elettrica. Pensi ora ad una miriade di motori delle nostre auto, alcuni nuovi, altri vecchi, alcuni manutenuti altri meno, che in ogni caso bruciano lo stesso gasolio in condizioni di pressione, temperatura, miscela con l’aria diverse in ogni momento. Sicuramente produrranno iun bel po’ di energia in meno per fare muovere l’auto, dunque per ottenere lo stesso risultato devo usare più gasolio. Ho fatto delle grosse semplificazioni ma il succo è questo, motore grosso in una centrale a turbogas ottimizzata batte sempre motore piccolo a pistoni. Di tanto.

        • @pietro, Ti rispondo nel mio intervento successivo con quello che io credo (quindi mio parere senza voler fare il professore) sia il succo del discorso di questo intero articolo….

  5. Bufale dai trolls ? Boicottaggio dell’elettrico dagli anti ambientalisti ?
    Diamo per d’avvero le “corrette” informazioni onde non creare danni al pianeta terra…

    1. Condizioni delle ricerche
    Ogni ricerca ch’è stata effettuata e pubblicata in materia di confronti tra emissioni indirette dei veicoli elettrici e diretti degli endotermici è stata influenzata senza ombra di dubbio dalle situazioni energetiche dei paesi d’origine degli enti di ricerca che hanno effettuato i confronti. Il che si traduce in risultati che possono ribaltarsi da paese in paese visto che in Italia un elettrico può inquinare più di un diesel mentre in Francia no. Cito questi due paesi (ma il discorso è valido ovunque) perché da quest’url del Nov 2018 che sottostante posto si capisce meglio :

    https://valori.it/il-diesel-inquina-meno-dellelettrico-una-sorprendente-analisi-del-cnr-spiega-perche/

    Inoltre, essendo questo quest’articolo del Nov 2018, ci sarebbe da tener conto che la ricerca del CNR sarebbe dell 2018 se non addirittura del 2017 come sarebbe (dichiarata nell’articolo) del 2016 la ricerca dell’ente di ricerca francese il che significa che i veicoli endotermici tenuti in considerazione non erano neanche euro 6 il che, riportato ai giorni d’oggi , ancora significherebbe che l’elettrico sarebbe ancor più penalizzata rispetto a quando sarebbero state condotte questi confronti e questo è il motivo per cui in Italia (per i valori di CO2) oggi l’elettrico inquina più del diesel euro 6 così è questa tendenza tenderà a salire in un prossimo futuro (2-3 anni) ad avere “boom’ improvvisi di vendite dovuti ai blocchi e decisioni dei nostri legislatori.

    2. Essere d’avvero ambientalista a se lo si fa perché ambientalisti
    Allo stato attuale delle cose, chi acquista un elettrico lo fa o per convenienze o perche costretto dai blocchi ed inacessibilta dei centri cittadini oppure perché spinti da convinzioni ambientalistiche.

    Sotto quest’ultimo aspetto, a decadere delle ragioni in Italia, non sarebbe meglio per il pianeta, a parlare di CO2, che noi italiani cercassimo nel quotidiano di adottare una condotta più da ambientalista (per esempio ridurre sprechi energetici di casa propria come possa essere l’utilizzo di ciabatte con interruttori per far spegnere ogni lucina delle apparecchi in stand-by, non far caricare il cellulare tutta la notte, staccare tutti i caricatori che usiamo per cellulari e tablets ) piuttosto che comprarsi un elettrico più per le apparenze d’esserlo ?

  6. Giuseppe la lascio con le sue convinzioni, pensi che c’è un nutrito numero di persone convinte che la terra sia piatta, il che rende la diatriba sulle lucine dello standby come fonte di instabilità e crisi della rete elettrica nazionale una cosa del tutto normale. La saluto cordialmente

    • @pietro… Ma figurati, faccio anch’io così a rispettare opinioni altrui così come con lei però, a se permetta, ad esprimere un giudizio sulla sua persona in base a quest’ultima risposta, non avrà preso l’elettrico per questioni ambientali visto che a pensarla così ambientalista non lo è (e su questo siamo uguali) perché l’ambientalismo è un modo d’essere, uno stile di vita. Per il resto, sono in ottima compagnia ,tra i quali il CNR….

      • Una volta ho giocato a scacchi contro un avversario che sosteneva che il cavallo può muovere di uno in verticale, o in orizzontale. Non siamo riusciti a concludere la partita.

  7. Bhe, in generale per la considerazione avuta, per essermi preso del bugiardo, del troll ed ad essere considerato un postatore di urls di fonti non attendili e di credere alle ricerche non serie solo perché dicono il contrario di quel che si vuol far passare , questa volta mi sento Davide in Davide contro Golia.

      • Grazie per la risposta.

        Ho provato semplicemente a fornire un indizio.

        Nelle discussioni, una sommaria valutazione dei propri contributi passa anche per la comprensione dei motivi per i quali essi vengano supportati, o avversati.

  8. Mi era sfuggito questo interessante articolo. Studierò le ricerche a fondo, anche se sono alquanto deluso dalle stesse: le più recenti sono solo in tedesco (nelle università tedesche non sanno scrivere in inglese?), quelle precedenti sono carenti in diversi punti (ad esempio non vedo voci sui costi di smaltimento) ed inoltre sono estremamente carenti in dati e dettagli. Lasciando perdere quelle del 2012, già una del 2017 dichiara che l’auto ICE più ecologica emette 100 g di co2/km, oggi già siamo a 86. E comunque molte sono concentrate sull’inquinamento durante le ricariche mentre mi sembra manchi quella visione globale presente nel recentissimo studio Volvo (che dimostra “a sua insaputa” che l’elettrico inquina più del diesel).

    La vera domanda che bisogna porsi è se e quando si raggiunge il punto di vantaggio delle elettriche. I dati più recenti dicono che in Italia un’auto a benzina compie mediamente 7000 km annui (e la tendenza è al ribasso). La vita media di un’auto è di 11 anni e mezzo, per un totale oggi di 80500 km. Quindi anche se si raggiunge il punto di pareggio un giorno prima di rottamare l’auto, dovremmo chiederci se vale la pena che ogni italiano spenda circa 12000 euro in più (non importa se li caccia di tasca sua o se li prende dalla tasca del vicino di casa) per un’auto che, se va bene, inquina uguale. Per me è una boiata immane e quei soldi andrebbero spesi in altre voci capaci di garantire un miglior contenimento della co2.

    • Dove ha letto che la percorrenza media annua delle auto in Italia è di 7 mila km all’anno? A me risultavano 12 mila… E se anche oggi non valesse la pena di spendere 12mila euro in più per un’auto che “inquina uguale”, ne sarà valsa la pena domani. Da una parte si investe sul futuro, dall’altra non si va da nessuna parte. Anzi, si va dritti contro il muro. O lei crede che il petrolio sia infinito?

      • Siccome in rete non trovavo dati aggiornati (i più recenti sono del 2006) ho preso i dati da una intervista recentissima a – credo – il direttore commerciale di Hyundai Italia (ma potrei benissimo sbagliarmi, magari era un altro pezzo grosso e un’altra marca, sono solo sicuro che l’intervista è recente). Lui dichiarava che in Italia la percorrenza media, esattamente come scrivi tu, è proprio di 12000 Km/annui ma, come ho scritto io, precisava che scende a 7000 Km/annui per un’auto a benzina. Ahimè non trovo il link in questo momento ma se lo trovo te lo posto subito, promesso.

        Questo implicherebbe che in Italia un’auto a benzina Euro 6D-Temp di ultima generazione, soprattutto se si sceglie un modello guardando con attenzione il valore di co2/km, inquinerebbe meno di un’auto elettrica (o comunque siamo lì) mentre il vantaggio ci sarebbe (forse) solo contro le diesel che però sono auto che vengono comprate proprio perché si fa un chilometraggio importante che si potrebbe scontrare con i problemi di autonomia di un’elettrica. Andando dunque a partizionare il mercato italiano avremmo: nessun vantaggio su un motore a benzina, un (leggero) vantaggio sui motori diesel che ad oggi rappresentano appena un terzo del mercato con trend in discesa ( https://motori.ilmessaggero.it/economia/mercato_auto_anfia_a_febbraio_crollo_vendite_diesel_30_crescono_vetture_ibride_plug_in_ed_elettriche-5098952.html ) ma neanche su tutti i diesel perché per molti di loro (non sappiamo quanti) è impraticabile, vedi tanti commenti di utenti che scrivono qui chiedendo suggerimenti su quale elettrica acquistare per sostituire la loro diesel e gli viene risposto che per le loro esigenze un’auto così ad oggi non esiste.

        In tutto questo manca uno studio della CO2 emessa dalle auto ibride plugin (altamente incentivate anche queste) perché non abbiamo dati che misurano la loro impronta di CO2 visto che hanno le stesse batterie (sebbene più piccole) di una elettrica.

        • Ok. Se gli italiani comprano le auto per tenerle ferme hai ragione tu: meglio la benzina… Ma non ci hai detto cosa ne pensi riguardo al futuro.

          • Ecco la fonte (per fortuna l’avevo salvata tra i preferiti sul browser del cellulare): https://insideevs.it/news/443867/auto-elettriche-hyundai-praticita/

            Andrea Crespi, managing director di Hyundai Italia: “[…] Se poi consideriamo che le percorrenze medie annue sono di circa 13.000 km, che scendono a circa 7.000 se escludi le vetture diesel […]”. L’intervista è di 6 giorni fa.

            Devo essere corretto e applicare anche una correzione: 14 anni e 2 mesi è la vita media di un’auto a benzina, 9 anni e 10 mesi di un’auto diesel [ fonte: https://www.automoto.it/news/2020-la-fotografia-del-parco-circolante-italiano-secondo-aci.html ], il che porta il chilometraggio complessivo di un’auto a benzina a meno di 100000 km complessivi prima della rottamazione.

            In futuro con lo smart working e gli acquisti online il chilometraggio complessivo sicuramente scenderà. Anche l’aumento delle accise sul diesel dal prossimo anno contribuirà in tal senso. E siccome il M5S vuole scaricare anche i costi esagerati delle ricariche delle colonnine sulla fiscalità generale per portare i costi uguali a quelli della ricarica a casa, prepariamoci ad un ulteriore impoverimento degli italiani e alla scomparsa definitiva del M5S (lo dico da elettore e sostenitore del M5S, ormai il M5S ha le stesse percentuali di vendita di un’auto elettrica).

            Il futuro invece a medio termine lo vedo interessante: come ho già scritto vorrei acquistare un’auto elettrica come prossima auto ma ne vorrei una che, per piacere di guida, sia confrontabile con la mia. E per “piacere di guida” mi riferisco a quello che mi regala la mia Abarth 124 spider serie limitata full optional, 1050 Kg a secco, trazione posteriore, differenziale autobloccante meccanico, controllo di trazione disinseribile con un semplice pulsante in qualunque momento, cambio manuale, scarico record monza, pagata 29000 euro nuova (ipt, iva e messa su strada compresa) immatricolata da me (non era una km 0). Se il futuro invece sarà fatto solo di scooter elettrici da città a 4 ruote con tablet incorporato (ovvero l’offerta attuale) non ne comprerò: se arriverà una sorta di mini Tesla Roadster ad un prezzo compatibile con le mie tasche la valuterò senza pregiudizi.

          • La tua non mi sembra l’auto giusta per il signor Vaidiesel, ma nemmeno per il 99,9% degli italiani. Quindi il tuo impatto sulle emissioni globali, pur elevato, non è significativo. Possiamo chiudere un occhio.

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