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Venezia, ecco la e-barca da lavoro per i rifiuti. Costa 600mila euro

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A Venezia

A Venezia c’è una nuova barca da lavoro con motore elettrico da 50 kW che raccoglierà i rifiuti. Si tratta di un prototipo progettato dall’ingegnere Angelo Bovo,  per la multiutility  pubblica Veritas. Il progetto è costato 600 mila euro.

Naviga, solleva i rifiuti e li compatta. Un lavoro alimentato dalle batterie elettriche della nuova barca di lavoro della multiutility   Veritas che entrerà in servizio dalla prossima estate. Una creatura made in Venezia grazie ad un bando del Ministero dell’Ambiente, gestito dal Comune ed attuato dall’azienda di servizi ambientali. Il progetto è  costato 600 mila euro ed il privato ha contribuito con una quota del 15% ovvero circa 100 mila euro.

Un motore pod  da 50 kW

La firma tecnica e creativa sul sistema è dell’ingegnere elettrico Angelo Bovo, ha esperienza anche nel settore aerospaziale, che ha progettato e realizzato il complesso sistema: oltre la propulsione deve governare la gru ed il compattatore. L’ingegnere ha spiegato a Vai Elettrico la storia di questa  interessante creazione pensata per Venezia, ma che può trovare utilizzo, per esempio, nei tanti porti italiani. “Ad un costo forse dimezzato. Noi abbiamo fatto un gran lavoro di ricerca” spiega il dottor Bovo che ci illustra i dati tecnici principali: “Il motore è un pod azimut da 50 kW, le batterie al litio sono da 67 kWh e garantiscono un’autonomia che permette di completate il ciclo da lavoro più breve: quello da 3 ore e mezza. Alla massima velocità siamo circa su 1 ora e 15 minuti di autonomia”.

Full electric in centro città

Le batterie si caricano con una presa da terra

Si copre il turno di lavoro minimo e in caso di necessità è presente a bordo un generatore biodiesel. Il concetto è chiaro: si lavora completamente in elettrico nelle zone più interne della città e si aziona il generatore solo per i tragitti più lunghi. Il tempo di ricarica? “Siamo sulle 4 ore e mezza ed è sufficiente una presa da terra. Tutto molto semplice e facile”.

Le batterie alimentano anche gru e compattatore

Le batterie non caricano solo il pod per la propulsione, ma alimentano anche il motore, anche questo da 50 kW, che governa il compattatore, una pressa che lavora i diversi rifiuti, che incide sui consumi elettrici per circa un 25%. Poi c’è la gru e anche qui c’è stata un’innovazione ovvero è stato bandito l’olio: “Usiamo l’acqua di mare e questo ha comportato l’utilizzo di materiali anti corrosivi”, spiega l’ingegnere.

Motore di Cm Engineering 

Un altro protagonista è la Cm Engineering che ha costruito il motore secondo le specifiche dell’azienda veneziana. E l’omologazione? “Non ne abbiamo avuto necessità perché siamo sotto soglia con i nostri 50 kW – spiega l’ingegnere -. Per ottenere il certificato di navigabilità abbiamo lavorato molto con RINA, l’ente certificatore, per assolvere a tutte le norme sulla sicurezza. C’è una grande ridondanza, tutto doppio”.

Presentazione al Salone Nautico

L’ingegner Bovo illustra le caratteristiche della barca

Il prototipo sarà presentato al Salone di Venezia, ma è stato fatto “ispezionare” dai soci di Assonautica: il consigliere Gianni Darai ed il mitico Piero Tosi (guarda) che una decina di anni fa realizzò dei zatterini in elettrico  (vedi la foto) per la raccolta dei rifiuti. E dopo la prova non è mancata la sua riflessione: “Le richieste del RINA a mio parere, sono assurde e improponibili. Sembra fatto apposta per dissuadere chi vuole diminuire l’inquinamento a Venezia. Negli altri Stati Europei le certificazioni sono più intelligenti, non fanno sciupare decine e decine di migliaia di euro per cose assurde”. Combattivo come sempre.

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