Home Ricarica e Bollette Ricarica in hotel? Gratis come il WiFi. Funziona e l’idea si copia

Ricarica in hotel? Gratis come il WiFi. Funziona e l’idea si copia

11
Ami Citroen che ricarica nella colonnina dell'hotel 116 di Terracina

Ricarica per auto e moto elettriche gratis come il WiFi. Non esistono più, infatti, gli hotel, ma pure bar e ristoranti, che fanno pagare la connessione. “Sarebbe brutto” spiega Daniele Verardi dell’hotel Centosedici di Terracina che ai clienti l’energia la regala.

ricarica
La colonnina dell’hotel centosedici

Il servizio funziona, ha un ritorno economico e un concorrente l’ha pure copiato. Ha chiesto informazioni su come installare la colonnina. Situazione ben diversa da quella del ristoratore di Sassari che l’offriva a tutti e in tanti ne hanno approfittatofino alla sospensione del servizio causa troppi maleducati.

A Terracina mancano le colonnine pubbliche, ma all’hotel Centosedici si ricarica

Daniele spiega come mai ha investito nella ricarica gratuita. “A Terracina mancano le colonnine pubbliche”. Sembra difficile da credere nel 2022 ma ci sono altri Comuni latitanti su questo servizio essenziale come abbiamo documentato a Trieste e Granarolo (anche se presto ne saranno installate 10).

L’hotel si affaccia sul lungomare di Terracina e offre la ricarica gratuita ai clienti

Ma torniamo a Daniele che prosegue il racconto: “Avevo parecchi  clienti che mi chiedevano  di ricaricare con il carichino.  Abbiamo deciso di investire e prendere una fetta di mercato composto da clienti che hanno l‘esigenza di caricare. A febbraio 2022 abbiamo installato la colonnina trifase fino a 22 kW. Una buona soluzione, non tutte le auto riescono a sfruttare questa potenza“.

 “Tanti clienti nuovi, subito dopo  l’ha installata anche un altro hotel”

La ricarica di un’auto di un cliente all’hotel Centosedici

Pochi mesi dopo Daniele può già tracciare un bilancio positivo. “Abbiamo avuto tanti clienti nuovi che proprio per le esigenze dell’auto vengono da noi. Ha funzionato e subito dopo, poco più di un mese, anche un altro albergo l’ha voluta installare. Sono venuti a chiedere informazioni a noi sul funzionamento“.

Ma come funziona? “E’ un servizio su prenotazione per razionalizzare l’uso“.  Gratuito? “Si. Abbiamo fatto i conti e visto che un cliente mediamente carica intorno ai 20 kW – da 10 ai 30 sono gli estremi – ma una stanza la paga dagli 80 ai 100 euro. I costi si recuperano“.  Pochi euro valgono la colonnina.

“E’ come il WiFi, un servizio necessario e da offrire gratuitamente”

L’opzione gratuita funziona. “Anche per il servizio del ristorante. Far pagare diventa scomodo e pure e brutto da comunicare ai clienti. Alla fine si è andati a incrementare i servizi dell’hotel. In questo modo si intercetta anche una nuova fascia di clientela, mediamente  predisposta  a spendere di più“. Alla fine dei conti “si prende un cliente nuovo e valido“.

La ricarica della Ami nella stazione dell’hotel

Non mancano i maleducati “Quelli che reclamano la ricarica gratuita…”

Non sono tutte rose e fiori. Lo sa bene Daniele: “Non si può immaginare quante persone, con molta arroganza anche, venivano dicendo che potevano caricare gratis solo perché era su Nextcharge e “segnalata gratuita” quando in realtà è specificato che è solo per gli ospiti della struttura“. Senza limiti: “Una volta un tizio si arrabbiò dicendo che lui aveva preso l’hotel vicino, non il nostro, solo perché aveva letto che poteva ricaricare gratis“.

Le contromisure: non si ricarica in autonomia

Per evitare noie e inutili discussioni Daniele si è attrezzato: “La colonnina  ovviamente essendo su strada è visibile ma chiusa a chiave. Non si può ricaricare in autonomia, c’è bisogno dell’intervento della reception, attiva h24, per far partire l’operazione“.
La colonnina dell’hotel gratuita per i clienti
Ricarica per i clienti, ma pure per la 500e aziendale a noleggio e lo scooter Nio di proprietà. “Siamo soddisfatti della scelta elettrica. Prima avevamo una 500 Abarth, l’elettrica va benissimo. Ci facciamo 8/9mila chilometri l’anno“.
Si vuole fra crescere la flotta dell’hotel: “Stiamo valutando un Doblò elettrico  per sostituire il pulmino da nove posti che usavamo per i transfer con i russi che però non ci sono più. Possiamo puntare anche al trasporto di qualche prodotto  del nostro agriturismo che alimenta hotel e ristorante“.
Anche qui dove si coltiva frutta e verdura su 20 ettari  si punta alle emissioni zero: “Con un impianto fotovoltaico finanziato con i fondi del Pnrr che ci permette di installare i pannelli e sostituire gli infissi“.

— Iscriviti gratuitamente alla Newsletter e al canale YouTube di Vaielettrico.it  —

Phoenix
Vesper
Apri commenti

11 COMMENTI

  1. Molto off-topic, lo dico subito, quindi poi non mi criticate.

    Non ricordo se ve l’ho già raccontato, ma qualche settimana fa mio cognato mi ha inviato la foto di lui con dietro la sua auto, una Stelvio. Lì per lì non ci avevo fatto caso, ma poi leggendo quello che ha scritto l’ho notato anche io: nella sua auto c’era un barbone che dormiva beato al posto guida. Mio cognato aveva lasciato l’auto aperta, il barbone c’era entrato. Vabbeh, vi tralascio la parte più assurda di mio cognato che, accortosi della cosa, si è fatto il selfie tutto sorridente col barbone in auto, poi l’ha svegliato, gli ha offerto colazione e 20 euro ma fate finta che non ve l’abbia detto perché se è difficile da credere per me, immagino per voi.

    Perché questa premessa? Perché da questi racconti quelli che hanno l’elettrica sembrano … senza offesa (capito Guido?) … dei “”””””barboni”””””” … Cioè già cambiare albergo e sceglierne uno che fino all’anno prima non era stato scelto solo per avere la ricarica … poi il cliente cafone dell’hotel vicino … poi la colonnina col lucchetto che altrimenti si rubano la corrente … poi (nella prima foto in alto) il cavo che passa sopra il tettuccio dell’auto (ad altezza collo, lì un non vedente viene decapitato) ed entra nell’auto forzando la guarnizione che separa il tettuccio dal finestrino … poi (sempre prima foto) l’auto parcheggiata davanti a metà cancello ostruendo l’accesso al citofono … poi la città senza colonnine, cioè il proprietario dell’albergo di zona è più importante del sindaco e del comandante della polizia … poi c’è il suo collega ristoratore che voleva fare come lui ma stava per fallire e ora i suoi clienti sono disperati … pure la 500 Abarth, della cui sorte nulla si dice (sono in pena), sostituita dalla 500e e da uno scooter … ci mancano solo Skynet e l’invasione aliena (al posto di quella russa) e poi direi che ci siamo …

    • Scusa Enzo ma questo commento te lo boccio su tutti i fronti. Tiri pure conclusioni dalle foto falsando la realtà. A iniziare dall’accesso bloccato quando quella non è l’entrata dell’hotel e non si ostruisce un bel niente, anche perché il titolare non è un imbecille ma uno sveglio che sa fare bene il suo lavoro: ascoltare le esigenze dei clienti, soddisfarle e conquistare nuovi clienti. Ospiti che pagando una camera a partire da 80 euro non chiedono e non hanno bisogno di elemosina ma di servizi. Quelli che sia il cittadino sia il turista dovrebbero avere e gli sono negati. Questo il dato, questa la verità il resto è noia come cantava uno famoso.

      • Gian rispetto il tuo punto di vista (che è quello del ristoratore geniale che sta offrendo un servizio giusto e intelligente), ma non hai compreso il mio che è più distaccato (che è quello di chi dice che siamo ancora lontani da una maturità del servizio di ricarica). Fa tabula rasa ed elimina i commenti “a colori”, va all’essenziale. Immagina che un uomo o una donna che non sanno NULLA dell’auto elettrica atterrano su questo sito, leggono il tuo articolo e guardano le foto. Immagina, se vuoi, il proprietario di una Bentley che non sa nulla di auto elettriche e viene qui e legge il tuo articolo. Pensando alle loro auto a benzina, noterebbero le cose che ho scritto, ovvero:
        – i cavi che escono dall’auto. Guarda le foto tu stesso, falle vedere a qualche tuo parente che non è in fissa con l’auto elettrica e dimmi se non farà qualche commento su quei cavi disposti in quel modo. Prova a immaginare che vai da tua moglie, le fai leggere l’articolo, e poi le chiedi “che dici, la compriamo l’auto elettrica?”
        – il racconto dei non clienti che arrivano disperati o molto arrabbiati perché non possono caricare (parliamo non di zingari o della “plebe” ma di persone che hanno speso mediamente 40k per un’auto nuova, quindi quelli che una volta erano “borghesi”, che ora tra minacce e suppliche vanno lì per ricaricare “gratis” … dopo aver speso 40k per l’auto), unito al racconto dei clienti che si affollano e scelgono l’hotel perché è (era) l’unico in zona ad offrire le ricariche

        Dopo la lettura dell’articolo, ti vien voglia di vendere la tua Bentley (o la tua Panda, è lo stesso) e passare all’auto elettrica?

        Qui si parla di “arrangiarsi”, in italiano è questa la parola corretta. Mancano le ricariche in città e l’albergatore (meritoriamente) si arrangia alla meglio per offrire il servizio, mancano le ricariche in città e gli utenti sono obbligati a scegliere l’hotel che ha il servizio di ricarica. Io capisco che l’elettrico è appena nato e deve affermarsi e quindi siamo all’anno 0 però ricordiamoci che i 40k per l’auto elettrica sono soldi veri, non “bozze” di soldi. Per me non è concepibile che il privato si attrezzi per risolvere un deficit pubblico, è come se in quella città non ci fosse un ospedale pubblico ma c’è un dottore privato che ha un hotel e che si è arrangiato e ha messo su una clinichetta sua dove riceve un paziente alla volta in una stanzetta ma solo se cliente dell’hotel. E tutti gli altri? Ah peggio per loro. Se vuoi farti curare, devi diventare cliente dell’hotel. Cosa che non succede per chi ha un’auto a benzina, loro hanno ospedali ovunque e non hanno mai avuto problemi del genere.

        Nessuna colpa al ristoratore (anzi, complimenti) ma è semplicemente inconcepibile che in quel comune manchino le colonnine pubbliche. Poi a questo sommaci le foto dei cavi volanti che neanche nei campeggi ne ho visti di così …

        La prossima volta che vado in hotel, prima mi informerò se l’hotel offre il servizio di ricarica carburante per le auto a benzina e sceglierò l’unico hotel in zona che offre quel servizio.

        Spero che scritta così la risposta si sia capito meglio il mio punto di vista, anche se legittimamente continuiamo a pensarla in modo diverso.

        • Enzo ti ringrazio per il tempo e la passione. Poi giustamente ognuno coltiva le sue idee. Ti dico subito che da giornalista non devo lucidare gli argenti, non a caso su Vaielettrico si sconsiglia la scelta elettrica per chi non ha una “presa” a casa o al lavoro.
          Arrangiarsi? No non è arrangiarsi ma una calcolata operazione di marketing investire nella ricarica gratuita per gli ospiti. E la comparazione con il WIFI rende bene l’idea. Lo Stato non deve garantire e non garantisce il WiFi gratuito, nonostante sia un servizio primario, così come non garantisce le “pompe di benzina” che sono tutte private. L’elettrico è una tecnologia nuova che cresce esponenzialmente. Maturerà. E tra pochi anni la ricarica sarà senza fili. Al momento non tutto gira al meglio, ma resta la scelta più adeguata ai cambiamenti climatici e alla geopolitica energetica dove solo con le rinnovabili si riesce ad essere più indipendenti da altri Stati. Il motore elettrico può essere alimentato, semplificando, da sole e vento, un motore termico no.

    • “Come il WiFi”: esatto. Il titolo dice tutto. Bravo albergatore.

      Il resto del commento è soltanto folklore, senza offesa, Enzo. Simpatico, ma fuori luogo e disinformato (se non sai che la Ami si ricarica con il suo cavo Shuko che esce dalla portiera destra (come un aspirapolvere, ha l’arrotolatore), non dire niente… )

      • Guido a parte che lo so perché dalle foto si vede benissimo da dove esce il cavo però, senza offesa (mi consentirai di risponderti con pari garbo), se tu non sai che un cavo volante posizionato così in alto costituisce un intralcio non da ridere (in legalese: “insidia” o “trabocchetto”) e può essere pericoloso per i non vedenti (magari non te ne frega nulla) perché col bastone bianco loro non vengono a sapere del cavo e se non sai che se un non vedente cade per colpa di quel cavo fa causa e vince pure facile (tra l’altro siamo nel penale e il reato si chiama “dolo eventuale”, altro che folklore), non dire niente neanche tu …

        Questa consulenza legale è gratis, alla prossima emetto parcella … 🙂 🙂 🙂

        • Enzo,
          vale per qualsiasi bev che stia caricando da una colonnina, che per un non vedente è un parcheggio come un altro, con la differenza che le piazzole sono tranquillamente lungo le strade tra la strada e il marciapiede, qui siamo in un parcheggio di un hotel dove è possibile che ci sia qualsiasi ostacolo perchè non soggetto a circolazione.
          Dato che l’albergatore non è uno sprovveduto, quella zona non sarà di transito e non si vede marciapiede (vedi discorso “cancello ostruito”).
          Il racconto di tuo cognato, la descrizione morbosa del cavo che si infila nella guarnizione (è la macchina che è fatta così, mica la soluzione dell’albergo), tirare fuori skynet e gli alieni, cos’è, se non folklore?

          • Mi spiace Guido ma quanto scrivi è sbagliato, sbagliato e ancora sbagliato. Intanto siamo su una strada pubblica, via Molise 1 [ https://www.google.it/maps/@41.2850949,13.2337734,3a,75y,76.37h,72.02t/data=!3m6!1e1!3m4!1slgRNUHf_SLvoy5nrAYjaKg!2e0!7i16384!8i8192 ], che anche se è una strada “cieca” è pur sempre una strada pubblica. La strada è priva di marciapiedi su entrambi i lati e questo non significa che automaticamente è interdetta ai pedoni ma, anzi, che i pedoni devono affrontare la strada tenendosi il più possibile sul lato destra. Ancora falso il fatto che aver messo, da privato, una colonnina, trasformi automaticamente l’area circostante in un parcheggio o in un’area di ricarica: ovviamente non funziona così e sicuramente in questo caso non funziona così anche perché quella non è una colonnina aperta al pubblica ma solo per i clienti privati di un hotel (diversamente gli hotel si impossesserebbero di un pezzo di strada solo installando colonnine private lungo il perimetro del loro edificio).

            Sulla Citroen Ami, visto che ci torni, sbagli e fingi di non accorgertene. La Ami si ricarica così [ https://www.my-ami.eu/2022/03/13/tutto-sulla-ricarica-dellami/ ] ovvero con lo sportello chiuso e il cavo basso, come qualunque altra auto elettrica, non con lo sportello aperto e il cavo altezza collo (quindi non è vero che è l’auto che fatta così, come scrivi tu, è il cavo che è stato certamente posizionato male). Non ho idea del perché quel cavo sia stato posizionato in quel modo barbaro (problema di lunghezza del cavo? non ne ho idea) però così rappresenta una “insidia” o “trabocchetto” e ne risponde il proprietario dell’auto che è il “custode” del cavo. Per inciso, affinché tu lo sappia, se tu lasciassi in un parcheggio pubblico, all’interno delle strisce bianche disegnate, la tua auto con una ammaccatura che crea un “pericolo” (ad esempio un paraurti rotto che sporge e quindi un bambino potrebbe ferirsi), anche se sei in una piazzola di sosta, stai commettendo una violazione al codice della strada e sei sanzionabile, già solo per il rischio che si presenta (è successo personalmente a me e la polizia mi chiese di rimuovere l’auto per questo motivo, per fortuna non mi multò). Fermo restando che poi, se il fatto succede, come ho scritto ne rispondi penalmente.

            Skynet e alieni sono battute, freddure, ironie messe in fondo ad un commento che ha un contenuto. Ma evidentemente, non condividendo il contenuto del commento, hai preferito scrivere che tutto il commento era solo folklore. Meglio sarebbe stato dire che tu hai una visione differente.

            Per me, andare in località di villeggiatura famose e arcinote come Terracina o Riccione e avere difficoltà a rifornire di corrente un’auto che costa mediamente 40k (la tua anche di più) se non accettando di alloggiare presso le poche o uniche strutture private che offrono il servizio, caro Guido, mi sembra una limitazione molto molto forte (e meno male che c’è un albergatore che almeno lo offre il servizio). Personalmente, dai pochi racconti che leggo, non penso che la stessa situazione da “”””””barboni”””””” (hai visto quante virgolette ci sono?) ad esempio esista in Svizzera dove pare la rete sia capillare, ben segnalata e funzionante. 10 e lode.
            Probabilmente (fermo restando che la mia è solo una ipotesi sulla Svizzera) lì nessuno ha mai inveito contro qualcun altro (albergatore o altra persona che sia) perché “””””disperato””””” (= molto arrabbiato) perché non può o non riesce a ricaricare perché lì il servizio c’è.

            Io la chiudo qui, altro non aggiungerò sull’argomento.

          • Per il parcheggio hai ragione: è su pubblica via.
            (ma non dirmi che quando hai fatto il primo commento eri andato a vedere street view…)
            Per il fatto che il proprietario della macchina abbia parcheggiato a rovescio e faccia passare il cavo sopra al tetto (il cavo è 4,5mt) è colpa del proprietario auto, non della struttura. L’avesse parcheggiata rasente recinzione e nel verso giusto non ci sarebbe stato alcun problema.
            Sul resto non aggiungo altro nemmeno io, il mio pensiero rimane quello della prima riga della prima risposta.

Rispondi