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Trieste, un capoluogo “senza colonnine”

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Una colonnine Hera: un lettore lamenta una situazione carente a Trieste.

Trieste, un importante capoluogo di regione con pochissime colonnine (di cui diverse inagibili). È la denuncia di un lettore indignato, Gianluca. Vaielettrico risponde. Ricordiamo che le vostre mail vanno inviate a info@vaielettrico.it

TriesteTrieste, poche ricariche, spesso spente

“Vorrei segnalarvi la scandalosa situazione in cui verte l’elettrificazione di una città importante come Trieste. Dopo il bando del 2014, se non erro, hanno installato 12 prese (6 colonnine) 6 in centro città (2 ospedale + 2 Rive + 2 dietro piazza Unità), 2 a Barcola (zona balneare), 2 a Roiano e 2 a Servola. Già avere così poche colonnine ( alcune inutilizzate perché in posizioni poco ragionate, es. Servola) è un problema. Ma è da più di un anno che sembra persistere la tendenza da parte del gestore, Hera, di metterle non disponibili (in manutenzione) e scordarsene definitivamente. Sarà un anno che le due prese di Barcola non funzionano e qualche mese fa hanno disabilitato anche le 2 sulle Rive. A nulla sono serviti i tentativi di comunicazione con Hera: fornisce un numero verde a cui un risponditore automatico dice sempre che non possono rispondere, riprovare più tardi. Enel X dice che più di fare una segnalazione ad Hera non può fare. Il Comune ignora la situazione, interessato solo a incentivare il turismo delle crociere (che aggrava i problemi di parcheggio) e a creare un’ovovia che nessuno vuole”. Gianluca Scutiero 

trieste
Una stazione di ricarica a Trieste (foto Chargemap).

E dire che è la porta dell’Italia…

Risposta. Visto il periodo feriale, è stato per noi impossibile metterci in contatto con il Comune di Trieste e con Hera. Naturalmente siamo a disposizione per pubblicare eventuali repliche. Certo, se la situazione sta nei termini descritti di Gianluca, siamo in presenza di un quadro veramente desolante. Il capoluogo giuliano è da sempre la porta dell’Italia sull’Est europeo, anhe per i traffici su strada, e come Paese non facciamo certo una gran figura. Questo considerato anche che Croazia e Slovenia, specie sugli itinerari turistici, risultano molto bene attrezzate quanto a colonnine di ricarica.

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28 COMMENTI

  1. Le colonnine si installano facilmente, si deve abitare vicino possibilmente ad una grande centrale. L’idrogeno e’ una soluzione, si pompa lontano anche mille km o piu’, ma servono almeno un paio d’anni, sostituendole a quelle di metano, come Mestre, un pieno di idrogeno necessita di 180/240 kWh…!

    • Purtroppo non è oro tutto quello che luccica, l’idrogeno è la molecola più piccola che ci sia, servono serbatoi e tubature particolari, poi è energicamente poco vantaggioso, quindi insensato per le auto 🤷

  2. confermo la situazione tragica di trieste. a monfalcone enel x ha fatto due stazioni hpc che sono spente da gennaio e non si ha idea quando saranno attivate. quando vado al mare a sistiana se decido di continuare per trieste mi tocca passare il confine e usare la ionity di capodistria per tornare a casa. un buco pazzesco che sembra non interessare a nessuno: ne ai sindaci ne alle compagnie di distribuzione elettrica. l unica che si dà da fare è becharge che ha attivato un paio di fast tra monfalcone e pieris. concludo ponendo una domanda: ma a voi sembra normale che l autostrada per tarvisio non abbia neanche una postazione di ricarica dopo udine nonostante sia tutta in salita e non di poco?

    • Anch’io frequento spesso il tarvisiano e confermo la vergognosa assenza di uno dico uno stallo di ricarica sulla A23. Fortunatamente con una ricarica al 100% riesco ad andare e tornare ma tutti i turisti che scendono da Austria e Germania?

  3. Segnalo che ne abbiamo poche di colonnine e spesso si trovano automobili endotermiche, plug-in o elettriche che non sono in carica ad occupare lo stallo.
    Più volte ho segnalato sia i malfunzionamenti a Duferco che ad Enel-x i quali hanno girato le comunicazioni al gestore. Devo dire che per quanto mi riguarda gli interventi di riparazione sono stati effettuati. Purtroppo ci sono troppi utenti maldestri e maleducati.
    Il problema delle nostre colonnine del centro città è che sono vecchie e sono dei modelli di enel-x che alle volte non funzionano per problemi di comunicazione. Provate ad utilizzare sia la tessera che l’applicazione e vedrete che in un modo o nell’altro riuscirete a ricaricare, magari con un po’ di pazienza.
    Devo bacchettare invece, la Polizia Locale, che interviene a singhiozzo sulle segnalazioni, non sempre potendo aiutare chi ha la necessità di ricaricare. Più volte ho fatto delle segnalazioni al mattino per poi vedere alla sera la stessa automobile ferma senza verbale ed ancora con la ricarica in stand-by oppure nemmeno iniziata…

  4. E meno male che Trieste voleva che si costruisse la Gigafactory Tesla, sarebbe stato il colmo città con la Gigafactory Tesla senza colonnine, paese di petrolieri sempre di tante parole e pochi fatti……

  5. Confermo la situazione pessima in città. Aggiungo che anche tre delle quattro prese al Sincrotrone sono fuori uso. In compenso, qualsiasi ibrida, anche mild, può parcheggiare in centro gratis per un’ora…

  6. Aggiungo che alcune delle colonnine (ad esempio Barcola e Basovizza) hanno solo una presa tipo 2 mentre la seconda è del tipo 3A e quindi inutilizzabile a meno di non avere un cavo apposito.

  7. Proprio per questo motivo un anno fa avevo scritto al Comune di Trieste, chiedendo quando era in programma l’aggiunta di nuove colonnine, la risposta è stata che erano in corso sopralluoghi per l’installazione dei nuovi punti di ricarica. Ma in un anno non si è mosso nulla.

    • Enrico, mi ricordo che il 25/10/2021 è stato pubblicato sul quotidiano locale un articolo per l’ampliamento della rete di ricarica a Trieste, addirittura con l’aiuto della “Petrol” che è un’azienda Slovena. Dopodiché non ho più visto o sentito nulla… Sarà, forse, perché anche considerandoci i in Europa, poi di fatto i progetti transfrontalieri vengono bloccati?

      Ecco il link: https://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2021/10/25/news/auto-ecologiche-a-trieste-e-pronta-la-nuova-mappa-dei-distributori-elettrici-1.40847796

      …si parlava di nuovi HUB ciascuno per 8 – 10 automezzi, ubicati rispettivamente in:
      – via del Teatro Romano
      – piazza Libertà
      – piazzale 11settembre
      – parcheggio Bovedo
      – parcheggio Centro Congressi
      – largo Irneri
      – piazzale Europa
      – potenziamento dei rioni…

      Speriamo rispolverino questo progetto!

  8. Il Friuli Venezia Giulia in generale ha problemi di questo genere. Aggiungo due comuni importanti come San Daniele del Friuli e Sauris frequentatissimi dai turisti, completamente senza colonnine. Inoltre tutte le 5 località sciistiche ne sono sprovviste nei piazzali dei parcheggi degli impianti (gestione regionale). La decisione di richiedere l’installazione è demandata alle amministrazioni comunali che non sempre sono a conoscenza delle difficoltà di chi possiede una vettura elettrica. Servirebbe una normativa nazionale che imponga la presenza di tot punti di ricarica ogni tot km o numero di residenti.

      • Da domani mattina non compriamo più un metro cubo di metano e una goccia di petrolio! Me lo sa dire cosa succede? Magari sii fa aiutare da tutti quelli che commentavano entusiasti il blocco delle trivellazioni in adriatico. Anzi ditelo alle imprese che si sono viste recapitare bollette da 1 milione di euro. Facile parlare. Date le soluzioni.

        • Prima di parlare con la pancia (come fanno i politici, ma loro lo fanno con mestiere) occorrerebbe fermarsi un attimo e ragionare.
          La bolletta da 1 milione di euro arriva ad un poveretto che usa un forno industriale: esistono alternative? NO, perchè utilizzare forni elettrici alimentati per il 40% dallo stesso metano e solo per il 42% da rinnovabili porterebbe alla fine, dopo le varie perdite di conversione e di rendimento, a consumare uguale o di più.
          Esistono alternative al metano per autotrazione o per riscaldamento? ECCOME e sono anche energeticamente molto più convenienti, perchè il riscaldamento con pompa di calore consuma meno della metà del gas che servirebbe direttamente. Idem per le auto.
          Allora la risposta è: passiamo subito all’elettrico nel riscaldamento, nell’autotrazione, nella cottura cibi, e lasciamo il metano all’industria, se non ci sono alternative.
          Esattamente per lo stesso motivo, lasciamo il petrolio per fare plastiche e non bruciamolo!
          Facile parlare con la pancia, difficile è pensare che là fuori ci sono migliaia di scienziati ed esperti che due domande se le sono già fatte e hanno leggermente più competenze di noi.
          Se domani tutti i riscaldamenti fossero elettrici, la domanda di metano sarebbe la metà. E il prezzo pure. Ecco la soluzione.

          • Mi chiedo come mai lei non si mette al servizio del paese, potrebbe tranquillamente fare il ministro per le politiche energetiche…che dico ministro, commissario europeo 🤦🏻

        • Carlo P.: “Da domani mattina non compriamo più un metro cubo di metano e una goccia di petrolio!”

          Non dipendere da fonti fossili e usare al massimo possibile l’energia più economica disponibile nell’universo mi sembra non solo un nobile, ma decisamente sensato obiettivo a lungo termine e, per una persona notevolmente razionale ed attenta ai costi vivi come lei, immagino fortemente auspicabile e auspicato.

          Essendo “a lungo termine”, immagino che anche lei confidi che i nostri rappresentanti lautamente pagati nelle camere regionali, nazionali ed europee abbiano provveduto “da tempo” ad approntare ed eseguire un piano per ridurre le dipendenze e le spese per approvvigionare la nazione – le persone, l’artigianato e l’indurstria – di energia.

          Altrimenti rischiamo che, al primo fornitore di carbone, petrolio e gas che si sveglia con la luna storta la mattina e ci raddoppia o triplica il prezzo nel giro di pochi mesi, noi siamo con il sedere per terra e potremmo riceve bollette della luce da 1 milione di euro.

          • Buongiorno, come ho risposto precedentemente, è chiaro che è auspicabile e va sostenuto lo sforzo di renderci indipendenti dalle fonti fossili, ma è altrettanto importante non dipendere dall’estero per quest’ultime e fintanto che non avremo l’indipendenza da queste fonti( cosa che occorrerà decenni per ottenerla), dovremmo sfruttare quella presente sul nostro territorio, da usare come riserva strategica per situazioni geopolitiche come quelle che stiamo vivendo. Non averlo fatto, per una posizione ideologica ed anche ipocritica( il gas nostro non va bene ma quello comprato dagli altri si), ha le sue conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti.

    • Somo d’accordo con lei per quanto riguarda la soluzione a lungo termine. Lei, immagino, sarà d’accordo con me che la soluzione non si implementa prima dell’inverno? Io rispondevo a chi, ipocritamente, impedisce al nostro paese di estrarre metano, per poi pagarlo a peso d’oro dall’estero. Se avessimo sfruttato il giacimento da 100.miliardi di metri cubi dell’adriatico non pensa che la bolletta sarebbe stata più leggera. Mi è stato risposto che è poco più di un anno del fabbisogno italiano e che quindi non serviva… bhe io la penso diversamente e se oggi la situazione é questa qualcuno dovrebbe fare autocritica, ma vedo che si va avanti graniticamente secondo le proprie ideologiche posizioni senza pensare alle conseguenze. Come se non sfruttandolo noi rimanesse lì e non venisse estratto dalla Croazia. Ma noi siamo ambientalisti mica fessi.

      • Se avessimo semplicemente installato fotovoltaico (ed eolico) al ritmo del 2011 – circa 9.5 GW – oggi avremmo circa 100 GW che consentirebbero ampiamente all’Italia di superare gli obiettivi concordati con Bruxelles di aggiungere 70 GW per il 2025, ma 4 anni prima.

        https://www.statista.com/statistics/803300/annual-installed-capacity-of-pv-systems-in-italy/

        Nel corso degli ultimi dieci anni, passati allegramente ad aumentare invece l’acquisto di gas russo, avremmo potuto “ovviamente” anche “iniziare la conversione” di tutto il consumo di gas – civile, artigianato, industria – facilmente convertibile all’elettrico.

        Ma tutto questo avrebbe richiesto la presenza nelle regioni, stato ed Europa di una maggioranza di persone con la testa sulle spalle, che pensasse al futuro delle nazioni e del continente, anziché amiconi di Putin, di principi arabi, o semplici agitatori di folle senza arte né parte che immancabilmente “dopo” si scopre pensano principalmente alle loro tasche.

        • Converrà con me che tra gli amici di Putin e dei petrolieri ci sono anche gli ambientalisti? Quando si adoperarono alacremente per estirpare il nucleare dall’Italia, e quando si oppongono all’estrazione di metano e petrolio nazionali, esattamente cos’è che fanno? Se non spingere il paese nelle braccia dei petrolieri. Bisognerebbe avere un pò di coerenza. Quando nel 1987 abbiamo detto no al nucleare, quale alternative avevamo al fossile? No si può sempre dire no a tutto e poi nascondere la mano e dire che non c’entrano nulla nell’attuale desolante situazione italiana. Le rinnovabili saranno anche oltre il 40% , ma all’ora qualcuno me lo sa dire perchè il costo dell’energia elettrica è legato a doppio filo a quello del metano?

  9. Solo davanti a un fiasco de vin🎶🎵
    quel EnelX fa le feste,🎶🎵
    chè ‘l xe una fast de Trieste,🎶🎵
    chè ‘l xe una fast de Trieste…. 🎶🎵

    Magari facendole passare davanti una bottiglia di prosecco al posto del microchip funziona.

    ( ridiamo per non piangere)

    • E che risposta di contenuto ci si potrebbe mai aspettare?
      Sarei curioso di sapere statisticamente tra coloro che giustamente lamentano malfunzionamenti e/o insussistenza di colonnine su territori “importanti”, quanti tra questi hanno cmq la possibilità di caricare da casa (box e/o similari).

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