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Naviwatt lancia tre nuovi gommoni elettrici

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Con ZenPro 690  la Naviwatt  conferma che il mercato dei gommoni elettrici cresce.  Il marchio francese in pochi mesi  passa da 1 a  4 modelli. Il 690 è il  più potente  con un motore entrobordo da 110 kW alimentato da una batteria da 84,4 kWh con autonomia da 29 ore a 5 nodi e di 1 ora a 23 nodi.  E in cantiere ci sono altri due modelli da 8 e 12 kw.

I gommoni elettrici sono sempre più richiesti e la francese Naviwatt oltre ad aggiornare il suo primo modello ZenPro 580 – ne avevamo scritto qui – e ne sforna altri tre. Allo ZenPro 690 seguiranno due varianti di taglia minore: ZenPro 330 e ZenPro 420. Finora il cantiere si era limitato al  ZenPro 580, ma ora moltiplica la sua offerta.

Naviwatt punta su ZenPro 690

ZP-690 Naviwatt gommone elettrico
Il nuovo ZP-690 della Naviwatt

Lo ZenPro 690 come indica il nome è lungo 6,90 metri ed è largo 2,65. E’ disponibile anche in versione cabinata ed ospita 12 passeggeri. Interessante per il noleggio e il charter con conducente. Per la propulsione il motore entrobordo è da 110 kW, equivalente a circa 150 cavalli, alimentato da un pacco batteria da 84,4 kWh, integrato nello scafo, che si ricarica in 4 ore.

ZenPro 690, certificato CE (ISO 6185-3 2014), secondo il produttore raggiunge una velocità massima di 27 nodi. Sul fronte autonomia si annunciano 29 ore a 5 nodi e 1 ora a 23 nodi.

Più autonomia per ZenPro 580

Novità anche su ZenPro 580, il primo modello, che per andare incontro alle esigenze dei noleggiatori può contare su un nuovo sedile posteriore opzionale che ospita fino a 6 passeggeri. Sul fronte della propulsione la versione 2020 conta su un motore elettrico da 42 kWh mentre per la batteria si annuncia una capacità maggiore che assicura il 50% di autonomia in più.

Naviwatt punta sui piccoli ZenPro 480 e 330

ZP-420 Naviwatt gommone elettrico
In cantiere ZP- 420 Naviwat con motore da 12 kW

Non sono ancora pronti ma a Naviwatt stanno lavorando anche su modelli più piccoli. Ad iniziare dal ZenPro 420 da 4,2 metri per 1,95 di larghezza spinto da un motore da 12 kW alimentato da un pacco batteria da 10 kWh. L’autonomia annunciata è da 12 ore a 5 nodi e porta 6 passeggeri.

Il più piccolo è il 330

ZP-330 Naviwatt gommone elettrico
ZP-330 Naviwatt ha un motore elettrico da 8 kW

Il più piccolo della famiglia è ZenPro 330 – 3,30 metri per 1,6 – spinto da un motore da 8 kW alimentato da una batteria da 7,2 kWh con un’autonomia dichiarata di 2,5 ore a 5 nodi e porta 5 passeggeri.

Il 580 costa 75 mila euro

ZP 580 Naviwatt gommone elettricoPer quanto riguarda il prezzo: il Zen Pro 580 già in commercio parte dai 75 mila euro. E ne sono stati vendute già diverse unità: uno all’associazione ambientalista Greenpeace, poi a dei parchi regionali francesi e degli operatori portuali. Una buona affermazione commerciale che ha permesso l’ampliamento della gamma.

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4 COMMENTI

    • Caro Paolo dobbiamo partire da un dato: il petrolio è in via di esaurimento quindi bisogna sostituirlo, secondo i motori a combusione provocano milioni di morti ogni anno; terzo il petrolio provoca guerra e tantissimi morti per la gestione di questo bene; quarto i motori a combustione aumentano le emissioni globali.

      Lei risponderà ma per fare l’energia elettrica si usano fonti fossili, vero. Ma almeno il 40 % in Italia è dato da rinnovabili. E assicura a tutti la possibilità di produrla in casa o nella sede di lavoro. Basta attrezzare i porti con dei pannelli e come vede, anche se un contributo minimo, anche le barche per l’autoproduzione di energia prodotta.

      Dove smaltisco le batterie? Non si smaltiscono infatti, si possono riutilizzare per decenni come abbiamo scritto più volte con esempi concreti. Poi si recuperano gli eleemnti usati https://www.vaielettrico.it/amy-sul-ricicclo-delle-batterie-al-litio-siamo-al-9977/

      Il meteo? che problema c’è? La torqeedo ha venduto 100 mila motori, si usano. In Austria e Germania nei laghi, ma pure in molti altri nel mondo, si naviga solo in elettrico. Naturalmente la tecnologia si deve ancora sviluppare per alcuni utilizzi. Ma visto che la qualità dell’aria e dell’acqua (perchè con i motori termici si sversano gli idrocarburi in acqua) e quindi la salute umana è più importante di tutto se non si può andare per miglia e miglia a 20 nodi si va a 10.

      • Gian non voglio essere disfattista ma i problemi a mio avviso sono gli stessi (elettrico e petrolio) solo spostati, mi spiego meglio: parli di guerre per il petrolio ma nel mondo migliaia di persone sono sfruttate per recuperare nelle miniere i materiali che servono per costruire le batterie e prima o poi, quando questi arriveranno ad esaurirsi, ci saranno guerre per accaparrarsi l’ultimo terreno da scavare; parli di meteo, di navigare piano per aumentare l’autonomia ma (te lo dico per esperienza personale diretta) quando sei in mare e il tempo cambia improvvisamente serve potenza per il tempo necessario al rientro e con l’elettrico non ci siamo ancora.
        Spero tanto in uno sviluppo che possa portare ad un utilizzo “normale” dei motori elettrici.

        Gabrirle

        • Grazie Gabriele per l’intervento, ma indubbiamente bisogna fare i conti con l’esaurimento delle risorse fossili e la necessità di sviluppare la produzione di rinnovabili, in Italia siano al 40%, che ci liberano anche da una dipendenza che ha risvolti geopolitici… Poi sulle batterie si stanno sviluppando ricerche e attuando progetti di sviluppo per renderle più potenti e con l’utilizzo di materiali diversi.

          Sul meteo capisco. Navigare è completamnte diverso che andare per strada. Ma conosciamo anche l’utilizzo medio del diportista che non si allontana tantissimo dalla costa e oggi ci sono tutti gli strumenti per monitorare le risorse e quindi l’autonomia a disposizione. E ci vuole coscienza. Arrivo da una località di mare dove si noleggiano centinaia di gommoni per fare poche miglia, se le condizioni meteo non lo permettono restano in porto. Detto questo il Naviwatt e altre imbarcazioni elettriche simili riescono ad assolvere numerose funzioni ovvero vanno benissimo per i laghi, infatti un’unità stata acquistata anche da un parco naturale francese dove è bandito il motore termico ma lo stesso discorso si può fare per i laghi austriaci e tedeschi. Un altro uso consigliato dai produttori è quello per i professionisti portuali. E barche con queste autonomie potrebbero andare bene a Venezia dove in centro ci sono dei limiti di velocità stringenti.

          Concordo che c’è tanto da fare ma dove possibile è meglio passare all’elettrico.

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