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FCA Group nella European Battery Alliance

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FCA Group

FCA Group nella European Battery Alliance (EBA), il progetto lanciato dalla UE per sostenere progetti di ricerca e sviluppo. FCA GroupLo ha annunciato il responsabile della e-Mobility, Roberto Di Stefano, durante un incontro organizzato da Motus-e a Ecomondo-Key Energy.

FCA Group nel grande progetto europeo

L’EBA (qui il sito) è nata con l’intento dichiarato di recuperare il ritardo dell’industria europea soprattutto nei confronti dei concorrenti cinesi e coreani. Nella convinzione che l’elettrico sia il futuro e che le batterie siano il cuore tecnologico della competitività. È passato un anno da quando il commissario europeo alla Energy Union, Maroš Šefčovič,  ha dato il via al progetto. E più volte abbiamo lamentato l’assenza dell’industria italiana nelle varie cordate, nelle quali Germania e Francia (ma anche la Svezia, fanno la parte del leone (leggi qui).

Ora si muove FCA Group, a poche settimane dall’annuncio della nascita di un battery-hub a Mirafiori. Non solo per l’assemblaggio delle celle, ma anche per un’attività di ricerca e sviluppo. Di Stefano non si è sbottonato sull’identità dei partner che parteciperanno al progetto nell’EBA. Limitandosi a rimandare al  Ministero dell’Industria, che coordina il progetto. Non si sa neppure chi sarà il partner di Fiat nella costruzione delle batterie per la nuova 500e. Sicuramente non sarà LG Chem, con cui FCA Group ha collaborato finora, e dovrebbe trattarsi di Samsung.

“Saranno le celle a fare la differenza”

500e
Una 500 elettrica della prima generazione, venduta solo negli Usa.

Di Stefano ha confermato che i progetti di FCA per l’elettrico proseguono come da programma. Della 500e sono stati prodotti i primi esemplari per la validazione tecnica, con consegne previste nella seconda metà dell’anno prossimo. A fine 2020 arriverà sul mercato anche il Ducato elettrico (qui l’articolo), mentre proseguono anche i programmi sull’ibrido. Confermato anche il progetto della prima Maserati elettrica nel polo torinese.

EBALe normative europee ci obbligano ad entrare nella mobilità elettrica e la nostra intenzione è di creare un ecosistema italiano“, ha aggiunto Di Stefano. “In Italia abbiamo 56 mila dipendenti e dietro ognuno di questi ce ne sono circa 10 nell’indotto. È una responsabilità che sentiamo. A questo Paese non è mai mancata la tecnologia, ma piuttosto la taglia. Ma credo che nell’elettrico non saranno le economie di scala ad essere decisive, ma la qualità delle celle della batterie“. È verosimile che nell’ambito dell’alleanza con Peugeot, Torino Mirafiori si candidi a diventare un polo di ricerca e produzione delle citycar elettriche. Il partner francese, peraltro, è già impegnato in un progetto EBA, attraverso la controllata Opel e il produttore francese di celle Saft.

 

1 COMMENTO

  1. La 120?
    Nel cestino oppure nel 2024?!?
    Sembrava un ottimo “concept”
    Ma nascerà solo dopo 60 mesi, peggio di un cucciolo di elefante.

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