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L’Europa delle batterie va veloce, ma l’Italia…

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L’Europa delle batterie può contrastare i colossi cinesi e coreani? La UE è convinta di sì e vara un Action Plan per far decollare la European Battery Alliance (EBA), la santa alleanza tra produttori del vecchio continente varata un anno fa.

La strategia è riassunta in una dettagliata nota stampa rilasciata dalla Commissione europea, che precisa schemi operativi e nuove modalità di finanziamento. Parliamo di batterie di ultima generazione destinate soprattutto alla mobilità elettrica, naturalmente. Un settore in cui l’Europa arranca, non disponendo di alcun impianto che possa competere con la Gigafactory di Tesla o con le grandi facilities coreane e cinesi.

Maros Sefcovic

Svezia e Francia ci provano

Ma il Vice della Commissione (e responsabile per l’Energy Union), lo slovacco Maroš Šefčovič, dice che in questo primo anno l’EBA “ha lavorato alla velocità della luce per creare un’intera competitiva catena del valore con la produzione sostenibile di batterie al centro”.

Questo grazie a una triangolazione tra la Banca Europea per gli Investimenti (BEI), alcuni governi e le principali industrie. In Svezia, per esempio, un finanziamento per 52,5 milioni di euro della BEI sta agevolando il decollo di Northvolt, un grande impianto per la produzione di celle (guarda il nostro articolo) . Mentre in Francia la UE stessa ha finanziato il progetto di Salt per sviluppare batterie allo stato solido con Siemens, Manz e Solvay.

Non solo i soldi, ma anche gli standard da rispettare

Ma l’Action Plan non si occupa solo di sostenere progetti industriali. In ballo ci sono anche le definizioni degli eco-standard per regolare performance e sostenibilità che le batterie dovranno avere per essere vendute in Europa. Diversi appuntamenti sono già stati fissati. Il 14 novembre a Bruxelles verranno presentati i risultati di un confronto tra Commissione e Stati membri su ricerca, estrazione e e riciclo dei materiali rari presenti nelle batterie.   Il 24 gennaio si aprirà invece una call con un budget di 114 milioni nel quadro dell’EU Research and Innovation Programme Horizon 2020 for battery related topics. Seguito nl 2020 da un altra call per ulteriori 70 milioni.

L’Italia? Gioca in un altro campionato…

Siemens sostiene sia il progetto svedese Northvolt (nella foto), sia il francese di Salt.

E L’Italia? Sembra fare da spettatore a tutto quel che si muove in EBA. Più che al grande gioco su celle e batterie, le nostre azienda sembrano concentrarsi sulle soluzioni di componentistica, comunque importanti. A fine settembre, per esempio, la Sogefi (gruppo CIR-De Benedetti) ha annunciato l’accordo per fornite un innovativo modulo di raffreddamento destinato alla Porsche Taycan la super sportiva che si ricarica in un quarto d’ora. Il punto di forza della soluzione è nella capacità di distribuire il refrigerante contestualmente alla batteria, al motore elettrico e ai sistemi elettronici. Contribuendo così ad accrescere prestazioni e ciclo di vita dei componenti.  C’è poi il COBAT, che è un riferimento nel riciclo e riuso delle batterie. E poco altro, che si sappia.