Home Auto Caro Gassman, Roma non è off limits per l’auto elettrica

Caro Gassman, Roma non è off limits per l’auto elettrica

21
CONDIVIDI

Le affermazioni dell’attore Alessandro Gassman (Leggi qui) sulle difficoltà di ricarica nella città di Roma _ cosa che l’avrebbe fatto desistere dall’acquisto di un’auto elettrica _  tengono banco da tre giorni sul nostro sito. Ad oggi, infatti, l’articolo è stato letto da oltre 150 mila lettori e commentato da un centinaio di loro. Tra questi anche Dino Marcozzi,  Segretario Generale di MOTUS-E, l’Associazione che rappresenta i principali attori della mobilità elettrica in Italia. Ecco le sue parole:

di Dino Marcozzi

Ok sensibilizzare, ma si rivolga alla Giunta

Ben vengano le dichiarazioni di Alessandro Gassman se possono servire a sensibilizzare chi di dovere sul problema delle infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici  in una grande città come Roma, dove sicuramente il servizio non è ancora ottimale, soprattutto in alcune zone.  Bisogna specificare però che queste carenze non dipendono dagli operatori privati della ricarica, bensì dalle reticenze dell’Amministrazione comunale nel rilasciare le autorizzazioni per l’installazione dei punti di ricarica.  Tutti i principali operatori, a partire da Enel X, infatti, hanno depositato richieste di installazione per molte decine di unità. Tuttavia al momento l’Amministrazione ne ha accolte meno della metà. E’ quindi alla Giunta Raggi che va indirizzata la sollecitazione a snellire l’iter dei bandi per le concessioni all’utilizzo dei suoli pubblici indispensabili alla realizzazione degli stalli per la ricarica.  La stessa sollecitazione deve essere rivolta alla Soprintendenza Capitolina ai Beni Culturali che pone vincoli ormai anacronistici; di fatto un blocco preventivo a qualsiasi intervento. Per esempio, richiedendo una larghezza minima dei marciapiedi di 2,6 metri, pur in un centro storico dove quasi nessuna strada è fisicamente in grado di rispettarli.

Le colonnine potrebbero già essere più del doppio

Numeri alla mano, tuttavia, la situazione di Roma non è drammatica come viene dipinta.  Il piano di Enel X Mobility per l’infrastrutturazione del territorio capitolino conta già 332 punti di ricarica installati, pari a 166 colonnine;  ulteriori 54 sono già pianificati e di prossima installazione. A questi numeri si aggiungono 860 punti di ricarica, pari a 430 colonnine, in corso di approvazione presso il Dipartimento Mobilità e Trasporti del Comune di Roma. Per una indicazione delle localizzazioni proposte è possibile consultare il sito del Comune di Roma:  https://romamobilita.it/it/progetti/mobilita-elettrica).

 Altri operatori hanno progetti di installazione di punti di ricarica in corso, tra questi BeCharge e ACEA, incontrando le stesse grandi difficoltà autorizzative da parte di vari decisori amministrativi. 

I punti di ricarica oggi presenti a Roma sono generalmente del tipo a colonnina. Permettono di fare il pieno a due veicoli contemporaneamente, con potenza massima pari a 22 kW in corrente alternata. Questo consente di ricaricare il proprio veicolo in circa due ore.  A queste si aggiungono infrastrutture di ricarica Fast, che con una potenza massima di 50 kW in corrente continua e 43 kW in corrente alternata, permettono di fare il pieno simultaneamente a due veicoli in meno di un’ora.

Qualche piccolo sforzo per essere davvero green

 Infine vorremmo porre qualche domanda al signor Gassman.. Dove abita? Quanti chilometri percorre mediamente ogni giorno? Dispone di un box o un posto auto dove effettuare la ricarica privata durante la notte? Potremmo sbagliarci, ma ci sembra improbabile che un personaggio come lui non disponga dei mezzi necessari per mettersi in condizione di utilizzare un’auto elettrica. Se, come dice e scrive in maniera meritoria sugli organi di stampa, si sente così vicino alle tematiche dell’ambiente e della sostenibilità. E se, come ci fa sapere promuovendo in TV le polizze di un primario gruppo assicurativo, è il tipo di consumatore che “guarda al futuro”.

LEGGI ANCHE: Il tassista lombardo come Gassman: “Com’è difficile ricaricarsi a Milano”

21 COMMENTI

  1. Visto le tipologie di batterie limitanti in termini di autonomia e tempi di ricarica che sono installate sulle elettriche e le basse potenze che erogano le colonnine di Roma anche considerando che tali potenze saranno quelle più alla portata (in termini di costi) della maggior parte della gente visto che i costi saranno certamente maggiori un domani in generale e a maggior ragione all’aumentare della potenza erogata (ionity insegna già adesso quali saranno i futuri target), purtroppo vedo confermare quanto da me previsto in altri articoli di vai elettrico e che si traduce nella testimonianza del quotidiano della dott.ssa Silvia Sargenti espresso nel suo commento.
    Al di là dell’inciviltà che caretterizza il popolo italiano (come si evince anche dalla testimonianza del tassista lombardo in un’altro articolo quindi non parliamo male sempre del centro-sud… ) rispetto ad altri, queste sono, già adesso che il settore sia di nicchia, i limiti che caratterizza l’auto elettrica e la sua gestione soprattutto al non avere box.
    I tempi di ricarica determinati da un insieme di fattori (forse anche di natura di incolumità e sicurezza pubblica a se i voltaggi e potenze alle colonnine fossero ben maggiori) impediscono di poter considerare le colonnine come a se fossero le pompe di benzina presso i distributori in quanto per un motore termico ci vogliono pochi minuti mentre per l’elettrico ore e pertanto è molto facile, anche volendo togliere i casi di maleducazione, trovare una colonnina libera già adesso che si è una nicchia figuriamoci in futuro . Allo stato attuale delle cose e a rimanere le tecnologie in un prossimo futuro cosi, bisognerebbe predisporre di ogni marciapiede esistente di una colonnina per ogni due posti auto per evitare qualsiasi disaggio a maggior ragione del fatto che si spinge l’elettrico verso la sostituzione del motore a combustione.
    In quest’ottica di disagi bene ha fatto Gasmann prendendosi l’Hybrid dimostrando tra l’altro, volente o nolente, d’essere più ecologista /ambientalista di chi si professa tale prendendosi l’elettrico visto che è vero che inquina (poco se prende determinate hybrid e non altre), ma è molto meglio inquinare poco adesso che inquinare il doppio un domani visto che prendendosi l’elettrico lo avrebbe reso complice dello scempio in atto… Guardate sopra nella mappa di Roma in questo articolo è già potete vedere cosa sta diventando la città con poche colonnine e figuriamoci cosa sarà un domani ad averne in migliaia con tutti i cavi penzolanti di mezzo considerando anche i marcipidi inesistenti rispetto alle città più moderne e di costruzione più recente nel mondo.
    Visto che siamo seguiti da 150 mila persone così com’è riportato nell’articolo oltre che dal Sig. Dino Marcozzi ( Segretario Generale di MOTUS-E) , vorrei chiedere a quest’ultimo ma dove ci state portando?
    Ma come fate a sostenere un immaturo elettrico così com’è oggi grazie alle tecnologie che vengono impiegate e che ci darà un futuro così?

    • Errata corrige : nel mio intervento sopra ho fatto un errore ossia mancando un “NON” ho cambiato all’opposto il senso di quel che volevo dire pertanto…
      “in quanto per un motore termico ci vogliono pochi minuti mentre per l’elettrico ore e pertanto è molto facile, anche volendo togliere i casi di maleducazione, trovare una colonnina libera già adesso che si è una nicchia figuriamoci in futuro .”
      …. diventa :
      “in quanto per un motore termico ci vogliono pochi minuti mentre per l’elettrico ore e pertanto è molto facile, anche volendo togliere i casi di maleducazione, NON trovare una colonnina libera già adesso che si è una nicchia figuriamoci in futuro .
      Scusatemi.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome