Home Auto Alessandro Gassman: “Volevo comprare un’elettrica, ma…”

Alessandro Gassman: “Volevo comprare un’elettrica, ma…”

180
CONDIVIDI
Alessandro Gassman in un'immagine d'archivio.

Alessandro Gassman lancia un appello parlando su Rai Tre durante la sua rubrica ne “Le parole della settimana“: “Dateci una rete di ricarica per auto elettriche, io volevo comprarne una a Roma, ho dovuto ripiegare su un’ibrida”.

Alessandro Gassman ha ragione a lamentarsi?

Nel programma condotto da Massimo Gramellini, Alessandro Gassman ha detto che tutti noi dovremmo optare per auto elettriche. Ma ha aggiunto che, oltre a costare molto, le macchine a emissioni zero non dispongono in città come Roma di un’adeguata rete di ricarica. Ha ragione, nei fatti, o è solo un’errata percezione?

Alessandro Gassman
La distribuzione dei punti di ricarica in Italia in un grafico pubblicato da Motus-e.

Di certo il popolare attore dà voce a un sentimento diffuso. E di certo le sue parole non faranno piacere all’amministrazione comunale, che da tempo ha attivato il Piano Capitolino della Mobilità Elettrica. Con l’intento di coinvolgere i cittadini nella scelta di dove posizionare i punti di ricarica. Su Roma, peraltro, è molto impegnata Enel X. Già a settembre in un’intervista a Vaielettrico.it l’ad Francesco Venturini aveva detto che è proprio la capitale in cui si effettuano più ricariche elettriche in Italia: “Ormai siamo vicini al traguardo dei 500 punti di ricarica pubblici. La domanda è forte, ci sono un sacco di Smart elettriche già in giro, oltre a tutto il resto”.

— Leggi anche: caro Gassman, Roma non è off-limits per le auto elettriche, parola di Motus-e. E qui/ Il tassista lombardo come Gassman: “Com’è difficile ricaricare a Milano” 

 

Un attore a caccia di “Green Heroes”

Alessandro Gassman è da tempo impegnato sul fronte ambientalista. E nello spazio settimanale del programma condotto di Gramellini parla dei Green Heroes. Con l’aiuto degli esperti del Kyoto Club, diffonde ogni fine settimana le storie di persone che con il loro lavoro hanno messo in piedi attività ecosostenibili. Imprese piccole o grandi che fanno bene al futuro del pianeta e che l’attore de “I bastardi di Pizzofalcone” fa conoscere attraverso il suo account Twitter.

Green HeroesÈ il tentativo di far capire alle persone che se tu investi il tuo tempo, il tuo danaro, la tua intelligenza in qualsiasi tipo di mestiere che abbia anche un valore verde non solo contribuisci a salvare il Pianeta, ” ha detto a La Stampa, “ma hai anche più possibilità di guadagnare. Cerchiamo di dare dei messaggi positivi e semplici che scuotano le persone non informate. Vorremmo far capire che non sono cose marginali, ma si tratta di un tema centrale. A mio parere dovrebbe essere il tema più importante per tutti visto che di Pianeta ne abbiamo uno solo”.

SECONDO NOI. Gassman sarebbe il testimonial ideale per la mobilità elettrica. Ma il fatto che neppure lui ci creda, significa che c’è qualcosa che non va. O che le colonnine sono troppo poche, come dice lui. O che si è fatto troppo poco per far conoscere quelle che ci sono.

 

180 COMMENTI

  1. Ma uno come gas an non ha una casa con garage, le colonnine sono in ogni casa quelle pubbliche servono solo se cambi città, la sua é solo attacco politico

    • In autostrada è pieno di Autogrill, ma non c’è traccia di indicazioni di dove siano i punti di ricarica elettrica, né tra quanti km, né se sono libere. Inoltre spesso nei parcheggi per auto elettriche dove ci sono le colonnine sono parcheggiate auto non elettriche e in quel caso, anche se la app dice “libero”, che fare???

      • Chiami il gestore dell’autogrill in secondo le autorità, in terzo filmico il tutto con denuncia al prefetto ,denunciando inoltre il possessore dell’auto ( si informi se c’è nel caso ,in sequestro di persona che gli impedisce di proseguire il viaggio) e l autogrill stesso di non non gar rispettare la legge vigente.

        • Non è competenza del prefetto.
          Puoi chiamare la municipale che farà rimuovere l’auto (se i cartelli sono ben posizionati), ma nel frattempo aspetto li prima arrivo municipale, poi arrivo carroattrezzi, poi ancora tempo per ricaricare la tua auto…
          Quella dell’abusivismo è una bella grana…

          • Il problema è che un’auto completamente elettrica costa un botto ed usarla al meglio oggi giorno non è possibile, poi dovrai smaltire le gigsnteste batterie esaurite = uguale ad altro tipo di inquinamento, né riparliamo tra 20 anni, bye bye

          • Decine di utenti abituali testimoniano sulle nostre pagine che usare quotidianamente l’auto elettrica non solo è possibile, ma è meglio, tanto che nessuno di loro tornerebbero mai indietro. Il maggior prezzo iniziale si recupera nel tempo con costi inferiori (quasi nulli) di manutenzione e rifornimento. Tanto più usufruendo degli incentivi statali e regionali attualmente in vigore. Da ultimo, la storia delle batterie che non si riciclano e che inquinano è la più classica e datata delle bufale. L’abbiamo smentita decine di volte su queste pagine. Tempo due anni (non 20) e se ne convincerà anche lei. Intanto, le consiglierei un test drive.

        • Ahahah ormai i vigili non vengono neanche se fai un incidente… Ti dicono: ci sono feriti? … Allora fare il cid!

          Ma dove vivi? Nel mondo delle favole?

      • Queste sono le solite dicerie da qualunquisti, di colonnine ad oggi ce ne sono in quantità per garantire la ricarica delle auto e non vedo mai nessuna auto parcheggiata, ovviamente parlo per la mia zona, tra Lago Maggiore e Nord Milano, né io né nessun altro si trova contemporaneamente in tutta Italia

    • Ho pensato la stessa cosa prima di leggere il tuo commento. Ma forse non è neppure un attacco politico, è la difficoltà oggettiva di modificare il proprio modo di pensare. Lo scoglio principale non è nelll’infrastruttura ma nella testa delle persone e in Italia questo fenomeno per qualche ragione è ancora più pronunciato, o più diffuso, che altrove.

      • Io con 6€ faccio 100km con auto city car giapponese a benzina nuova pagata 10000€.Una utilitaria elettrica mi costa più del doppio e per fare 100km spendo più di 6€ con la ricarica.

        • Con 14500 hai una citigo full optional…

          Se ricarichi a casa spendi molto meno di 6€.

          Se ricarichi fuori invece sei sui 6€, a meno che fai fast che sono più care (ma inutili per una city car con batteria piccola)

        • E c’è chi non ha nemmeno quelli da spendere, e da circa 3 mesi che cerco un auto, e il mio utile massimo con finanziamento nn deve superare i 5000 euro. Penso che 14k siano proibitivi per me, così come 10k. Purtroppo io sono in questa situazione, e credo che come me c’è ne siano anche altri con le stesse problematiche. Per noi che siamo senza soldi le belle parole rimangono solo parole, e alla luce dei fatti le elettriche purtroppo costano care, sarò costretto mio malgrado a prendere un bidone vecchio di 10 anni.

      • Io faccio 100km al giorno. Se li faccio in macchina (perché uso anche il treno, ove ho orari stringenti e ritardi osceni), non posso optare per l’elettrico:
        Ss36 e tangenziali di Milano la mattina e la sera mi scaricherebbero la batteria a metà viaggio in mezzo al traffico.

        • Non c’è auto elettrica che abbia meno di 150 km di autonomia. La gran parte ha autonomia di 250-300km. Inoltre l’auto elettrica non consuma un watt di energia quando è ferma, a differenza dell’auto termica che mantiene il motore in funzione quando è ferma in colonna. Per questo le autonomie più elevate di ottengono proprio nel traffico urbano, dove si approfitta anche della frenata rigenerativa che recupera energia. Lei, insomma, avrebbe tutto da guadagnare passando all’elettrico.

          • Ma l’energia elettrica per la ricarica da cosa viene prodotta?
            Lo dico perché i fan dell’auto elettrica molto spesso sono pure gli avversari delle pale eoliche (deturpano il paesaggio), dei campi fotovoltaici (consumano territorio), dei campi eolici offshore (pure questi deturpano), del solare termodinamico (pure questo consuma territorio) e potrei andare avanti. Basta ipocrisie, in Italia l’energia elettrica si fa con il gas e quello inquina eccome anche se è di Putin.
            E poi venendo sul tecnico, volete rendervi conto che gli investimenti nell’adeguamento delle reti elettriche non sarebbero sostenibili perché il loro dimensionamento si fa in base alla potenza massima erogabile mentre attualmente la remunerazione è in base all energia erogata? Bisognerebbe cambiare drasticamente tutta la tariffazione e aspettare anni per l’adeguamento. Alla fine voglio proprio vedere cosa rimarrebbe.

          • Capisco che gli ambientalisti possano starle antipatici. Però gli impegni a raddoppiare le fonti pulite (oggi siamo oltre i 35% e saliremo al 55% NEL 2030) li ha sottoscritti lo Stato Italiano. STIA SERENO.

          • Ma in ambito urbano puoi fermarti ovunque, in superstrada / tangenziali no.
            250/ 300km di autonomia non mi servono. Non faccio da betaTester spendendo soldi a caso. Lo lascio fare a tutte le compagnie di car sharing nelle grandi città che oramai ho visto hanno tanto elettrico in organico.
            Quando un’elettrica segmento C avrà 1000 km di autonomia e costerà sotto i 25k la guarderò interessato.

          • Se non le servono 300 km di autonomia, perché ne vuole 1.000? Lei è di quelli che mettono la cintura e le bretelle?

          • è proprio questo il problema.
            Ha frainteso. io ESIGO, 1000 km di autonomia. di 300 non me ne faccio un cavolo.
            non voglio vivere con l’ansia di dover tenere una macchina attaccata alla corrente. già mi rompo le balle col cellulare, e sono riuscito a trovarne uno che mi da un paio di giorni senza doverlo per forza appiccicare a un powerbank.

            ripeto, oggi è solo una nicchia di invasati come i pc modder. se l’auto elettrica vuole diventare di tutti deve avere le stesse autonomie di una benzina a serbatoio pieno. almeno.

            Nei commenti agli altri post hai anche parlato di costi minori di manutenzione.
            cosa ha di diverso una macchina a benzina da una elettrica? solo il motore. ruote, gomme, freni, impianto elettrico/idraulico, che fanno una buona parte dei costi di manutenzione, sono sempre quelli.

          • Si informi un minimo e ne riparliamo. Intanto le comunico che l’auto elettrica non ha cambio, frizione, raffreddamento, lubrificazione, trasmissione. I motori sono grandi come una pentola. Nel complesso utilizzano un decimo dei componenti. I freni non si usurano perché la decelerazione avviene con l’inversione della polarizzazione del motore, che diventa una dinamo e ricarica la batteria. Infatti le pastiglie non si cambiano mai. Se non si fida, controlli i prezzi della manutenzione programmata; vedrà che sono un quinto rispetto a quelli della auto termiche. Sarò sincero: l’invasato mi sembra propri lei.

          • Certo se non considera la climatizzazione o riscaldamento o fari… La frenata rigenerativa a 5km/h nel traffico… Si certo, basta crederci!
            Per la manutenzione… Un’altra leggenda… Dipende molto dal costruttore. Jaguar, ad esempio ha prezzi irrisori, Zoe è molto economica, ma la leaf inizia a costare… Per non parlare di Tesla, che ti può costare anche oltre i 500 euro all’anno.

    • Possibile che siamo arrivati a tal punto di tifo politico che qualunque considerazione ci fa classificare “fascista” o “Komunistamangiabambini” se l’autore non è allineato al nostro fan club?

      Senza parlare dell’incapacità di una seppur leggera critica a un esponente della ns parte politica…

    • Alla fine sarà ancora pura speculazione. Già si parla di gara tra case automobilistiche a fornire la ricarica scontata se compri quella o questa marca. Sono già associati diversi marchi europei per esempio contro tesla. É già una gara a vendeRe e speculare nel nome del progresso. Nessun progresso può includere il mercato e la vendita come punti di riferimento. Sarà la solita vergognosa corsa al denaro.

      • E’ il mercato bellezza. Se non ti va, puoi emigrare in un Paese comunista; ma ti avverto che è rimasta solo la Corea del Nord.

          • Libero sì, per il momento. Ma smettiamola di pensare all’Italia come se fosse l’inizio e la fine del mondo. Siamo in piena globalizzazione, siamo nell’euro e siamo nell’Unione europea.

          • Liberarizzazione? Lo dice lei ai cinesi che i dazzi a loro imposti se li sono solo sognati ieri notte ?

  2. I punti di ricarica “esistono” se sono telegestiti e messi in rete sulle app dedicate. Altrimenti uno deve capitarci per caso oppure essere un residente nella zona. Utilizzando l’app Recharge Around di Repower che mostra i punti di ricarica di tutti i brand, in effetti ne vedo poche a Roma. Questa potrebbe essere la spiegazione della percezione di Gassman e di tanti altri.

  3. Ha ragione Gassman quando dice che ha dovuto optare per un veicolo ibrido. Non per il giusto motivo, però. Il problema non è la mancanza di infrastrutture per la ricarica. Il motivo vero è i veicoli elettrici di oggi non possono essere il futuro. Il futuro della mobilità sarà un altro. Limitandosi all’italia, basti pensare che il nostro sistema elettrico oggi fornisce da un minimo di 25 GW (di notte) ad un massimo di 60 GW (giorno estivo) con una capacità max di circa 118 GW. Se solo la metà dei 40 milioni di veicoli circolanti domani fosse sostituito con veicoli elettrici plug-in, ricaricandoli di notte con una presa di soli 3KW, servirebbe una potenza di 60 GW in aggiunta a quella di base di circa 25 GW, senza poter attingere a energia fotovoltaica ovviamente. Inoltre non tutti dispongono di box (solo 1 veicolo su 10 circa). Il discorso delle ricariche veloci da 30, 50 fino a 350 kW diffuse in maniera capillare non è nemmeno da prendere in considerazione: non basterebbero né centrali di produzione né la rete di distribuzione. Salterebbe tutto il banco!!! Ci sarebbero tantissime altre argomentazioni ma mi fermo qui. Secondo me il futuro della mobilità sarà per forza un’altra cosa.

    • Non è neppure possibile sostituire 20 milioni di veicoli dall’oggi al domani se per questo.
      Il problema che poni si risolve con accumulo e smart grid. Di sicuro non salta il banco, si può caricare con il solare di notte già oggi con un powerwall, figuriamoci se non è gestibile a livello di rete elettrica.

      • Tutto è possibile… In Olanda c’è lo switch nel 2025 o giù di lì… 11mila tesla venduti solo quest’anno. Normandia nel 2030.

    • Quello che hai scritto è semplicemente vero e mettere in evidenza anche che parlare di emissioni zero è fuorviante, almeno che non ricarichi con i pannelli fotovoltaici, cosa raramente possibile e con fattibilità tale anche pensando alle potenze in gioco.

      • Accumulo? Powerwall? La differenza fra combustibili fossili e elettricità è che la possibilità di stoccaggio è molto limitata e molto costosa. La produzione da fonti rinnovabili anch’essa fortemente condizionata. Poi la modalità di ricarica può essere comoda per chi ha un garage o tempo a disposizione, ma la programmazione di un viaggio che superi i 500 km durante il quale magari devi fare diverse fermate al di fuori della rete autostradale e con tempi limitati di sosta è un problema. In città l’uso è più semplice, ma molto disomogenea la distribuzione dei punti di ricarica, e per chi vive in città dove imperversa la sosta selvaggia finirebbe in una lotta estenuante, e già è un problema quando ti chiudono con auto in doppia fila, figuriamoci se pensi di prendere il posto a qualcuno che ritiene di aver trovato la soluzione di parcheggio ideale, tanto puoi andare da qualche altra parte, “mica ti blocco”. Questa è la situazione attuale sulla stragrande maggioranza delle realtà urbane, poi ci sono gli altri problemi: durata e smaltimento delle batterie, mantenimento della carica dopo diversi giorni di sosta in condizioni climatiche rigide, uso degli altri dispositivi elettrici dell’auto che condiziona l’autonomia. Insomma forse sarà il futuro, ma ancora non è il presente. Risultato? Molti nell’incertezza si tengono la vecchia auto al limite del possibile utilizzo, mercato automobilistico in difficoltà, meno mezzi ecologici in circolazione.

    • L’unica cosa impossibile è che domani la metà del parco auto sia elettrico.
      60 GW di notte non sono un problema anzi è nel momento in cui c’è minore domanda e 60 GW è una stima in abbondante eccesso, significa che tutte le auto verranno caricate solo di notte e per tutta la notte, in realtà molte auto con bassi chilometraggi dovranno caricare 1 o 2 volte alla settimana per evitare di degradare inutilmente le batterie.
      Il solare si può già accumulare oggi con batterie domestiche figuriamoci se non si può fare a livello di rete. Molti americani stanno già acquistando impianti solari con batterie per coprire il fabbisogno di casa + auto.

      No, il banco non salta

      • Tra l’altro mi pare che tu abbia scritto cose davvero banali, come mai non ci sono arrivati?

        Con lo stesso ragionamento posto sopra potremmo dire che i distributori non sono sufficienti perché 40 milioni di veicoli diviso 21000 distributori Vorrebbe dire che ogni distributore dovrebbe rifornire 1904 veicoli…e considerando le 18 ore di grossa affluenza ci sarebbero 100 veicoli da rifornire all’ora…

        Ma ovviamente non fanno rifornimento tutti i giorni

    • Sei discretamente pratico con la matematica ma un po’ meno con la statistica: hai dimenticato (volutamente o no) anche di dire che le percorrenza media di quei 40 mln di auto in Italia è di 44 km giornalieri. Questo vuol dire che ogni auto avrebbe bisogno di circa 7 kWh al giorno… Mi spieghi da quale calcolo son venuti fuori i tuoi 60 GW? Posto che parli di potenza invece che di consumo… come se tutti si attaccassero alla rete contemporaneamente, poi. Tra l’altro se anche domani vietassero la vendita di endotermiche (cosa che non succederà di sicuro domani, se succederà) ci vorrebbero diverse decine di anni per sostituire il parco circolante (ma anche e fosse la metà), quindi di cosa stiamo parlando?
      I discorsi sulla sostenibilità del modello sono smentiti da situazioni reali che si possono vedere da altre parti nel mondo (dove magari non ci sono costruttori di automobili che fanno l’impossibile per non perdere il loro modello di business tanto redditizio).
      Mi piacerebbe sapere quale modello ritieni sostenibile, visto che quello attuale non mi pare lo sia a lungo termine (e non lo sarebbe nemmeno nel breve) per ovvi motivi.

      • Aspettiamo allora la tecnologia che costruirà la carrozzeria delle auto a celle fotovoltaiche per ricaricare le batterie delle auto (fantascienza che si faccia qualcosa utile all’ambiente e ai cittadini e non faccia arricchire le multinazionali.

  4. L’opinione che mi sono fatto, dopo un anno di auto elettrica, 70.000 km percorsi, e dopo aver parlato con tante persone che guidano un auto a motore endotermico è che queste persone, quando immaginano una vita con un’auto elettrica, pensano erroneamente alla colonnina di ricarica come a un distributore di carburante. E così ha fatto Gassman. Non considerando assolutamente che i residenti di una città non sono quasi mai gli utenti delle sue colonnine pubbliche. L’infrastruttura non è così fondamentale per la diffusione. Chi guida un’auto elettrica la ricarica per la maggior parte e a volte esclusivamente a casa. Inoltre non so come abbia confrontato i prezzi di acquisto per dire che le auto sono costose. Ormai, a parità di categoria, allestimenti e prestazioni, non ci sono differenze di prezzo. E a vantaggio dell’elettrico, fino a una certa soglia, ci sono anche gli incentivi.

    • Paolo, io credo che ci sia un problema di percezione. Nell’industria dell’auto si è sempre detto che una macchina per avere successo deve diventare visibile, ovvero vendere quei 10-20 mila pezzi iniziali che la fanno notare per strada anche dalla gente comune, al di là dei soliti appassionati che sanno sempre tutto. Da lì si inizia a parlarne in casa, al bar, in ufficio… e il passaparola (se positivo) fa sì che poi le vendite si moltiplichino. Temo che per la rete di ricarica elettrica non siamo ancora arrivati a questa soglio critica. E c’è un problema di comunicazione: la gente comune non ha ancora capito che può rifornirsi a casa, se ne ha la possibilità tecnica e guarda solo alle colonnine che non vede, scuotendo la testa. Un distributore di benzina è mille volte più visibile, i punti di ricarica capita che siano relegati in angoli nascosti, una specie di caccia al tesoro.

      • Il problema è anche che un distributore è 100 volte più visibile di una colonnina…

        Sono passato a piedi a Savona e per caso ho visto una colonnina “mimetizzata” …. Uno che non la riconosce pensa sia un quadro elettrico…

    • Ci sono vari aspetti dei vostri discorsi che non sono realistici anzi lo sono per voi, ma non a riportarle sulla massa perché è qui che cambia tutto…
      1. Fare 70 mila km all’anno non sono percorrenze normali ma degne di un rappresentante o similare che viaggia lontano da casa il che vuol dire che frequenta non solo posti dove ci sono colonnine (prima cosa che non ha la massa), ma che li trova pure sempre libere perché l’elettrico c’è lhanno in pochi (cosa che non sarà possibile a se molti l’avranno) altrimenti, per quei km, non so come faccia lei (Sig Paolo) ad usare reti domestiche almenoché ha un box privato a casa (altra cosa che non ha la massa) ed un’altro a disposizione arrivato a destinazione (altra cosa che non dispone la massa) quindi le considerazioni che fa lei sono valide solo per lei e chi sarebbe nelle sue stesse condizioni ma non sono certamente le condizioni della massa che di conseguenza critica questa soluzione.
      2. Sarà pur vero l’errore di gasmann, però con pochi ad avere l’elettrico quelle poche colonnine a disposizioni saranno considerate come dei benzinai proprio perché si troveranno libere così come succede a lei e a tutti quelli che per ora hanno l’elettrico visto che fino ad adesso nessuno si è mai lamentato di dover aspettare file di 3 o 4 persone e di non essere in grado di andare al successivo perché rimarrebbe a piedi.
      3. Proprio perché non si possono considerare le colonnine come benzinai visto i tempi di ricarica, le infrastrutture sono fondamentali visto che la massa degli automobilisti non hanno box privati né a casa e né nei posti dove parcheggiano quando raggiungono il posto di lavoro lavoro quindi l’infrastruttura consistente nell’avere maciapidi zeppe di colonnine quanti sono le auto parcheggiate oppure parcheggi grandi come quelli degli stadi come benzinai sono necessarie.
      4. Caro Mauro, capisco che tra le varie credenze popolari c’è quello dell Berlusca ad aver avuto tante donne, però non è che abbia messo incinta la massa delle donne italiane che poi successivamente si sono sposate con altri e che pertanto, pur avendo nuove famiglie, ora hanno tutte a disposizione box privati dove poter ricaricare l’auto elettrica grazie ai contributi forniti dal padre del primo figlio (il Berlusca) altrimenti le strade di tutte le città sarebbero vuote… Ma visto che le strade di tutte le città d’Italia sono piene d”auto di notte, vallo a dire te di persona a qualcuno di questi ch’è solo una questione di “percezione” o di “comunicazione” soprattutto se il tuo interlocutore ha girato quasi un ora per trovare un posto libero ed alla fine, dopo averlo trovato, neanche l’ha trovato sotto casa…
      5. Mauro e Paolo, sono sicuro che alla fine la gente comune, o la massa a come la chiamo io, che non hanno capito a sentir vostri discorsi avranno un solo dubbio : ma ci fate o ci siete?

    • Caro Paolo poi mi dimenticavo, I costi riguardante l’elettrico oggi sono costi drogati inquanto hanno prezzi simili alle auto normali solo grazie agli incentivi statali (quindi la sua auto è stata in parte pagata dai contribuenti italiani), credo che non paghino bolli, si hanno sconti sulle assicurazioni e non pagano parcheggi per non parlare poi dei bassi costi della corrente alle colonnine e di tutti quei casi in cui sembra sia pure “a gratis”…
      … ma quando questo periodo di transizione sarà finito, se pur permane qualche incentivo sull’acquisto, i costi della corrente aumenterà fino a più o meno i livelli raggiunti da ionity (e pertanto la sua elettrica sarà paragonata ad un auto che fa dai 9 ai 10 km al litro), le assicurazioni aumenteranno visto che l’elettrica sarà anche pulita ma non esente da incidenti, i parcheggi si pagheranno di nuovo visto che, a bocce ferme, tra l’elettrica, la diesel e il benzina ad occupare semplicemente il suolo pubblico non ci sono differenze per non parlare che i comuni non possono permettersi di perdere gli introiti delle strisce blu e parcheggi e lo stesso discorso dicasi per le Regioni che non possono permettersi di perdere gli introiti sul bollo che quindi sarà rimesso dal primo anno forse in base alle potenze o capacità delle batterie visto che ormai sull’inquinamento o cilindrate non posso basarsi per ovvie ragioni….

      • Bhe diciamo che adesso si va tranquillo sia con bollo che con spesa di ricarica. Preciso quello che hai detto ( non per fare polemica) il fantomatico bollo ammonta ad oggi a circa 4 miliardi, e le odiate accise ammontano a 18 miliardi. Come dici tu, anche io ho seri dubbi che lo stato italiano rinuncerà a questo bel gruzzolo, ma ovviamente se ne parlerà fra un bel po’ di tempo.

  5. Io ho prenotato una ibrida plug in per gestire il problema della ricarica, che c’è. Le colonnine a roma ci sono, ma in zone semicentrali un quarto è occupata da abusivi termici, un altro quarto è occupata da share’n’go (in ricarica o no) quindi io non mi sentivo tranquillo a comprare una full electric. E purtroppo credo che la flotta, grazie agli incentivi, crescerà più velocemente della rete di ricarica. Bisogna accelerare

  6. I punti di ricarica pubblici come sottolineava già un’altra utente dovrebbero essere usati quando sei lontano da casa
    Enel dovrebbe adeguare la rete elettrica e permettere alle persone di avere un punto di ricarica a casa. Altra cosa dovrebbero diminuire le tasse sulle bollette dell’energia elettrica! Se confrontate con quelle degli altri paesi europei noi paghiamo uno sproposito! E “paghiamo per chi ruba l’energia elettrica” (qualcuno mi corregga se son mal informato) .

    Altra cosa da considerare e come viene prodotta l’energia elettrica che viene usata per caricare le batterie, se con centrali a combustione la macchina elettrica inizia a perdere di efficacia nell’iquinare meno.

    • Per l”ultima parte è bene ricordare che in Italia il 38-40 % di elettricità è prodotto da rinnovabili, poi vado a memoria ma dovrebbe essere circa il 4-5 % con nucleare importato e il resto in gran parte da turbogas a ciclo combinato: non è certo la stessa cosa di bruciare benzina e gasolio nei centri urbani.

  7. La gente deve solo adattarsi a quello che banchieri,grandi industriali e politici strapagati e corrotti mettono a disposizione.
    Se come me non hai soldi e una macchina a benzina ormai 22 enne quella ti tieni.
    Inquina?
    Sicuro!
    Il futuro?
    Mi importa una sega!
    Figli?
    Chi li fa in questa epoca é un degenerato.
    Lavori di merda e pochi soldi ecco il lith motive degli italiani.

      • Modera i termini ! Un altro radicale chic delle lobby ! Solo perché gli da fastidio che uno dice sacrosanta verità del flop elettrico e della società di merda attuale ! Tra poco rimarrai solo tu a mantenere le candele a questa società !!!

        • A casa nostra le regole le facciamo noi: chi ha qualcosa da dire è benvenuto, chi insulta senza argomenti può andarsene. Lei sembra appartenere a quest’ultima categoria.

  8. Ma dove vivono le persone che postano commenti a favore dell’elettrico? Non ci sono incentivi o in alcuni casi non sono sufficienti al centro sud. Per le colonnine a casa? Avete tutti a disposizione una villa e/o un box auto in cui è possibile installare una soluzione di ricarica?
    Mi spiace, ma la maggioranza della popolazione vive in appartamento, non ha mezzi economici per acquistare un’auto elettrica e non ha la possibilità di ricaricare in casa.
    Parlare di rivoluzione dell’elettrico, quando non può essere globale in questo momento, genera soltanto rabbia a chi non può partecipare alla rivoluzione ma deve accontentarsi dell’intelligente ma demonizzata scelta di un motore recente, collaudato e così poco inquinante (al pari dell’inquinamento causato dallo sfregamento degli pneumatici) che in questi ultimi tempi non si può neppur pronunciare.
    *D*ateci *I*nfrastrutture *E* *S*oldi; *E*lettricità *L*ibera!

  9. Non capisco certi commenti:
    – Non è vero che le plug-in costano molto più delle termiche? Chi produce/vende auto poco più care di termiche?
    Percorro 6.000-7.000 km anno; il risparmio sui consumi non credo propaghi il costo iniziale.
    – Abito in un condominio, non posso ricaricare a casa. Vedo dei punti di ricarica (a Bergamo), di solito occupati.
    Ma devo mettere in carica e poi tornare a recuperare l’auto?
    – Se vado fuori città, magari in autostrada, devo fermarmi per quanto tempo è quante volte per ricaricare?

    A mio giudizio l’attuale tecnologia è “di passaggio”.

    Quest’anno acquisterò un’auto; mi sto informando.
    Eventualmente acquisterò una mild hybrid o al massimo hybrid.

  10. Può sembrare strano ma forse parte del problema é che ci si dedica troppo all’onanismo mentale con la rete supercharger (che non esiste) e le ionity (che si nuovo, non esistono). Bello sapere che ci può va in ferie lungo i corridoi elettrificati ma nell’uso quotidiano uno certo non può stare tanto a pensarci.

    E comunque le colonnine da 6kw possono fare molto: costano poco e bisognerebbe installarle in blocchi qui invece si continua a spendere più in lavoro edile e scartoffie che nel valore vero e proprio!

  11. Ha ragione Gasman servono più punti di ricarica, lo stato dovrebbe obbligare punti di ricarica anche nei condomini, chi abita nei condomini dovrebbe avere la possibilità di caricare durante la notte. Ache io volevo acquistare un’auto elettrica ma devo optare per un’ibrida in quanto ho paura di restare senza carica.

  12. Io non so a Roma ma nella mia piccola città la percentuale di abitazioni, in centro, dotate di garage è minima. A moltissimi residenti capita di non parcheggiare mai l’auto nello stesso posto. Io credo che il concetto di colonnina vada ripensato un po’, l’infrastruttura dovrebbe essere capillare lungo i marciapiede, magari con il cavo di proprietà dell’utente se la cosa può essere problematica.

    • Luca, Con le attuali batterie, anche adottando la carica fast ci vuole molto più tempo per fare un rifornimento ad un auto elettrica rispetto all’auto tradizionale il che vuol dire che anche a trovare uno o piu colonnine a mò di distributore di carburante (quello di cui si lamenta gasmann) ciò implicherebbe a dover aspettare ore e ore solo per il proprio turno a trovare altre persone prima di noi oltre che per il tempo che ci vuole a caricare la nostra e ciò renderebbe l’attuale sistema distributivo dei carburanti non praticabile e senza senso per le auto/moto elettriche e, sulle alternative, o si dovrebbero fare parcheggi da stadi e renderli distributori di corrente sulla falsariga degli attuali benzinai, oppure avrebbe ragione lei nel riempire marciapiedi e quant’altro di tante colonnine quante sarebbero le auto parcheggiate scempiando così le nostre città che diventerebbero non solo piene di colonnine ad alto voltaggio ma anche piene di cavi volanti e penzolanti dando gravi rischi per l’incolumità dei cittadini visto che ci sarebbero anche con le intemperie… Insomma non credo affatto nell’atto pratico che la diffusione dell’elettrica allo stato attuale delle cose (o delle batterie) sia una cosa giusta da fare quindi altro che incentivarla.

      • Ciò che immaginavo è più simile ad una presa di corrente raso strada con la gran parte della struttura interrata in un pozzetto piuttosto che uno scempio di colonnine, un po’ come l’impianto elettrico di un’abitazione che restituisce molteplici prese di corrente nei vari locali. I cavi di alimentazione dovrebbero avere un canale dati in maniera da identificare e fatturare la corrente prelevata all’utente senza la necessità di inserire tessere o carte di credito, la tecnologia per farlo è banale. Che sia la soluzione migliore suppongo di no ma è proprio il concetto di colonnina/distributore ad essere ancora più inadeguato alla tecnologia delle batterie, per lo meno allo stato attuale. Alla fine tutto ciò che stiamo aspettando è una rivoluzione lato batterie, chi compra elettrico oggi è un’avanguardia che finanzierà la ricerca in tale direzione.

        • Si ricordi che in Italia ormai piove come ai tropici… soluzione non praticabile. Ci vuole una colonnina con presa alta.

          • Anche a voler mantenere le prese di qualche decina di centimetri più in alto del livello del suolo è possibile usare soluzioni molto compatte, come ne esistono, e sicuramente più discrete di tanti paletti che già delimitano le aree pedonali del marciapiede di molte città, non credo sia il design il problema principale. La colonnina si può isolare e rendere compatta, il punto è piuttosto se ne vale la pena da un punto di vista politico/economico. Io stesso non sono un sostenitore dell’elettrico ad ogni costo, faccio viaggi di 1000km di tanto in tanto ed è ciò che mi frena dall’acquistare un’elettrica, un eventuale step di progresso sulle batterie tale da raggiungere una tale autonomia con tempi di ricarica ragionevoli e personalmente non avrei più scuse.

          • Giuseppe, guarda che le prese di ricarica CCS o ChaDeMo non sono mica delle grosse Schuko!

            NON erogano corrente finché il caricatore dell’auto e la presa non si sono messi d’accordo usando una comunicazione a bassissimo voltaggio.

            L’elettronica che gestisce la comunicazione con il caricatore dell’auto costa poche decine di euro al pezzo. In modo economico si potrebbero fare migliaia di colonnine di ricarica a bassa potenza usando tutti i lampioni già presenti nelle città.

            In un video di sei (sei!) anni fa:

            https://www.youtube.com/watch?v=8Gdt8Ygjy4Q

            Tanto non ti servono i 250 kW della Tesla, o i 350 kW della Porsche per rabboccare l’auto che ti porterà al lavoro domani. L’italiano medio (ISTAT) percorre meno di 50 km al giorno e quindi con un’elettrica preleverà meno di 10 kWh al giorno dalla sua batteria. Anche con una striminzita “colonnina” da 1 kW, se parcheggi alle 22:00 e prendi l’auto alle 8:00 del giorno dopo avrai il pieno fatto.

          • Luca ed Emanuele, secondo il mio punto di vista proprio a se ci si dovesse arrivare a tappezzare tutti i marciapiedi di colonnine , a voler fare utile e dilettevole, i comuni arriveranno ad integrare nella colonnina possibilità di caricare oltre che possibilità di pagare (visto che finora si parla di corrente “a gratis” anche per quello che si vede nel video YouTube) non solo la corrente ma anche il parcheggio il che vuol dire che il palo della luce non offrerebbe agevolmente tale possibilità oltre al fatto che comunque i pali della luce sono distanziati fra di loro ad una distanza eccessiva. Quindi per me, non sarà praticabile questa soluzione dei pali perché vanno bene per postazioni isolate e non per tante auto come si trovano lughi i nostri marciapiedi soprattutto se si parcheggia a pettine. In ogni caso, essendo comunque non agevole una presa troppo in basso, rimane comunque il problema del fili penzolanti oltre al fatto che, tolte sistemi di sicurezze, comunque quando piove non c’è da star tranquilli..

          • E daie con sti fili penzolanti! Ma lei dove vive, a Mogadiscio? Come le arrivano in casa l’elettricità, il telefono, l’acqua e il gas?

          • Sig Massimo, se me lo consenta, però se ci sarà la coltivazione di pali e colonnine nelle nostre città, andremo noi a Mogadiscio che lì staranno meglio più a lungo rispetto a noi…
            Gian Basilio, il problema è che si ragiona non pensando a tutti ma pensando ad adesso che si è nicchia e quel palo, quella colonnina o totem con un filo non da fastidio… quando intere strade saranno piene di fili le cose cambiano e diventano pericolose oltreché scempiare la città…volendo far buna battuta, Pensa lei alle future cartoline della bella madonnina, della torre di Pisa, del Colosseo, del fontanone e del er cupolone, a come li chiama venditti, con colonnine e pali e totem (già li vedo al posto di quelli in costume dell’antica Roma davanti al Colosseo) …
            Tornando serio, Sotto l’aspetto ambientalisto, proprio gli ambientalisti negli anni 80 hanno insistito a far togliere le reti elettriche ch’erano sopra le nostre teste eliminando tram e filobus (o bus elettrici) e ora vogliono fare coltivazioni di colonnine e pali come se fossero innoqui funghi… Ma dov’è la coerenza?
            Adesso secondo voi, e loro (gli ambientalisti), avremmo perso 40 anni di tempo per passare all’eletrico? E dove sono quei tram e filobus che hanno tolto?
            Chi è stato pioniere nel mettere un paletto per posto auto sui marciapiedi è stato l’america (io c’ero e lo posso dire… ) dove questa situazione si è diffusa nelle vesti di parcometro….ci si metteva la monetina e si girava il pomello a secondo dei minuti da rimanere parcheggiati e poi ritornava indietro essendo un timer simile a quelli dei toaster che abbiamo a casa per cuocere i toast. Dopo che si sono diffuse, arrivati ad esse eccessivi, li hanno tolti nonostante fossero innoqui…il marciapiede è nato per far camminare la gente ,non per tappezzarla di pali, paletti e colonnine con fili collegate a tutte le auto, pertanto per me, e scusate la modestia ma quando ci vuole ci vuole, che sono più avanti di voi in questa cosa, a sentir vostri progetti e discorsi è minestra riscaldata e già so a se si farà, dove si andrà a finire.

          • … e alla fine Gasmann, criticato da molti di voi forse per non essere stato abbastanza ambientalista da prendersi l’elettrico, prendendosi l’Hybrid ha dimostrato di essere (visto come state messi con queste batterie e visto ciò che comporterà ) piu ambientalista di voi visto anche che, secondo mio modesto avviso, da quando esiste l’ambientalismo spesso l’ambientalista non risolve il problema ma semplicemente lo sposta altove…

  13. Anch’io ho acquistato una ibrida proprio per la mancata diffusione delle colonnine di ricarica.
    Ho da poco visto una mappa dove viene indicato il numero delle colonnine nei vari paesi della comunità, paesi come la Francia o la Germania o ormai l’extracomunitaria Inghilterra, hanno 10 volte il numero di colonnine dell’Italia.
    Attendo pazientemente che l’Italia si porti ai livelli degli altri paesi nel frattempo vado in ibrido.

  14. Vedo dalla mappa che la Sicilia vi appare in una situazione intermedia tra le regioni più o meno fornite di colonnine. Vi segnalo che in tutta la provincia di Messina c’è un unico impianto, in un paesino sopra Taormina, 20 km dalla autostrada, 65 km dal Capoluogo, 180 km da Milazzo, 250 dal limite occidentale della provincia.
    Se questa è la situazione “intermedia”, quella delle regioni peggiori, come sarà?

  15. Secondo me sono in molti a non volere l elettrico specialmente le compagnie petrolifere e di conseguenza distributori di carburanti e quindi mica sono cosi fessi da mettere i distributori di energia elettrica come al solito i potenti fanno il buono e il cattivo tempo o ostruzionismo

  16. Sono un Ingegnere Meccanico Aeronautico e Energetico per i più diversi settori di produzione e consumo energia da parte degli Umani. In particolare mi occupo anche di impatto ambientale e inquinamento dei territori.
    Vorrei smentire categoricamente che la scelta delle vetture elettriche sia GREEN , anzi non vi e’ paragone tra l’inquinamento apportato al pianeta dalle auto elettriche rispetto a quello delle auto endotermiche. (Come del resto spiegato più volte da Marchionne prima della sua dipartita) .
    La produzione di energia elettrica attuale proviene per il 64% dalle centrali nucleari Francesi, Svizzere, Tedesche, e del Nord Europa.
    Ogni auto elettrica venduta e’ un regalo a chi vuole inquinare il pianeta con il nucleare e un regalo a chi vuole fare business con le centrali nucleari esistenti, prolungandone l vita e con le nuove in corso di progettazione.
    Mentre qualsiasi idrocarburo può essere “digerito” dal pianeta ( sia per mare che per terra vi sono organismi in grado di mangiare petrolio, gasolio, ecc ), nel caso dei radionuclidi non vi sono barriere all’inquinamento radioattivo e ogni kW prodotto con l’energia elettrica e’ un regalo inquinante e contaminante per le prossime generazioni.
    Non si deve alimentare nemmeno la produzione di batterie al litio che devasta intere aree geografiche e laghi di alta quota del Sudamerica. Non solo , ma la dismissione e riconversione di tali batterie e’ ancora profondamente inquinante.
    I carburanti più naturali e a zero impatto ambientale sono e rimangono in ordine di GREEN :
    – il motore a Hidrogeni
    – il motore a Metano o Gas naturale
    – il motore Magnetico
    – il motore ad Aria compressa
    – il motore a Gasolio raffinato.
    e prima del motore elettrico (con rifornimento da colonnine di ricarica della rete energia pubblica prodotta con le centrali del Nord Europa ) vi e’ addiritura anche il motore a Benzina.
    Qualsiasi testimonial che non sappia ste cose rischia di essere un dannato inquinatore seriale e propositore nemico del pianeta .
    Anche i pannelli solari attualmente inwuinanoboerbla produzione dei silicati il mare della Cina e nessuno ne parla , ma prima o poi quelle sostanze chimiche riversate nel mare arriveranno anche da noi e nei pesci che mangiamo tutti i giorni .

    • Il mondo scientifico all’unanimità la pensa molto diversamente da lei. E i suoi dati sul nucleare sono semplicemente falsi (Francia esclusa).

    • Anche io sono Ingegnere Energetico.
      Interessanti questi due motori cui lei fa cenno:
      – il motore Magnetico
      – il motore ad Aria compressa

      Domando:
      1) Qual e’ il principio di dunzionamento del primo? Ha un link da mostrarmi?
      2) che autonomia e rendimento offre il secondo?
      3) per entrambi: qual è la loro fonte primaria?

      Grazie.

    • Sta dicendo falsità, basta prendere una bolletta per sbugiardarla.
      Servizio Elettrico Nazionale:
      40,83% Fonti rinnovabili;
      12,47% Carbone;
      39,06% Gas Naturale;
      0,54% Prodotti petroliferi;
      4,11% Nucleare;
      2,99% Altre Fonti.

    • Mi pare un punto di vista affine alle tesi del famoso ingegnere catodico Ivo Perego, consulente probabilmente dell’assessore Carcarlo Pravettoni.

    • Sei ( dici di essere ) doppio ing e NON sai che NON si produce kW ma kWh , cioè NON conosci la differenza tra potenza ed energia. Infatti metti al primo posto i motori a IDROGENO !?!?! E di grazia, mi spieghi come si produce idrogeno ? Te lo dico io, con l’energia elettrica. Perchè l’idrogeno NON è una forma di energia, ma un semplice vettore energetico, cioè come una batteria. Solo che ha un resa ridicola, per cui un auto a idrogeno deve avere un serbatoio di carbonio in grado di tenere 400 bar di pressione, che sei fai un incidente serio radi al suolo un quartiere. Ma quante ignorantate scrivete, e avete pure coraggio di scrivere i vs presunti titoli di studio. NEI CAMPI A ZAPPARE !

      • Magari l’idrogeno fosse prodotto con energia elettrica: il 97% oggi è prodotto per reforming a partire da gas naturale.

  17. Attenzione, non cadete in questa trappola delle auto elettriche, sono sempre più smart, con i loro software i cui possono controllarci 24/24 ore potendo bloccarvi l’auto frecandosi della nostra privacy, vogliono controllarci anche nella nostra proprietà privata, e continueranno a farci pagare la tassa di proprietà

    • Non capisco il farsi problemi visto che in realtà sarebbero solo dei doppioni visto che a far questo ci pensano già i nostri cellulari che sono anche più efficaci rispetto all’auto visto che rimangono con noi mentre l’auto si parcheggia da qualche parte…

  18. Purtoppo qualsiasi tipo di energia o qualsiasi cosa noi produciamo inquiniamo l’ambiente non c’è niente fare, l’inquinamento che noi produciamo il pianeta con il tempo lo assorbirà, ma per l’essere umano e un veleno, non per niente siamo gli esseri di questo pianeta più ammalati !!!

  19. Leggendo i vari commenti di tutti ho notato che tutti ragionano pensando alla situazione attuale senza considerare future situazioni con l’avere una diffusione dell’elettrica o peggio un elettrificazione di massa ed allora ripeto un concetto espresso al Sig Luca in riguardo ad una sua considerazione :
    Con le attuali batterie, anche adottando la carica fast (necessaria per chi fa tanti km e viaggia) ci vuole molto più tempo per fare un rifornimento ad un auto elettrica rispetto all’auto tradizionale il che vuol dire che anche a trovare uno o piu colonnine a mò di distributore di carburante (quello di cui si lamenta gasmann) ciò implicherebbe a dover aspettare ore e ore solo per aspettare il proprio turno a trovare altre persone prima di noi oltre che per il tempo che ci vuole a caricare la nostra e ciò renderebbe l’attuale sistema distributivo dei carburanti non praticabile e senza senso per le auto/moto elettriche e, sulle alternative, o si dovrebbero fare parcheggi da stadi e renderli per intero distributori di corrente sulla falsariga degli attuali benzinai, oppure avrebbe ragione il Sig Luca nel riempire marciapiedi e quant’altro di tante colonnine quante sarebbero le auto parcheggiate scempiando così le nostre città che diventerebbero non solo piene di colonnine ad alto voltaggio ma anche piene di cavi volanti e penzolanti dando gravi rischi per l’incolumità dei cittadini visto che ci sarebbero anche con le intemperie… Insomma non credo affatto nell’atto pratico che la diffusione dell’elettrica allo stato attuale delle cose (o delle batterie) sia una cosa giusta da fare quindi altro che incentivarla… Per ora la scelta della soluzione Hybrid, così come molti di voi avete fatto, sarebbe la soluzione giusta.

  20. Premesso che l’infrastruttura ad oggi è in grande sviluppo e forse ancora non del tutto sufficiente mi fanno ridere queste persone come lui che ha disponibilità economica quindi potrebbe prendere anche una tesla performance con 500km d’autonomia e quindi dov’è il problema dell’infrastruttura?? Poi vuoi fare l’ambientalista e ti prendi un ibrida che serve ben poco! Avessi detto una plug-in già uno poteva pure capire, ma a queste condizioni sta gente invece di farsi fare l’interviste si dovrebbe chiudere in casa. Infine se fai tanto l’ambientalista te la compreresti domani quelle full electric perchè, anche se hai difficoltà, metti coraggio ed impegno nel cambiare dando l’esempio che a tanti che parlano solamente manca!

    • Leandro, una considerazione :che Gasmann sia un ambientalista o ecologista (scelga lei come definirlo) questo non credo possa essere messo in dubbio visto le altre cose che fa in nome dell’ambientalismo o ecologismo che sia.
      Detto questo, visto che la questione lo hai posto sulle sue possibilità di farlo che certamente non gli mancano, rimanendo in tema (delle sue disponibilità) dico che forse lei non hai capito qual’é la differenza tra l’essere ricchi e l’essere normali se non peggio l’essere poveri…se queste ultime due categorie hanno mille pensieri (come arrivare a fine mese, bollette, ecc, ecc) e problemi (traffico, trovare parcheggi, tempo che si perde per prendere un aero a se lo prendono spesso per lavoro ecc, ecc) chi diventa sempre più ricco ha la possibilità di avere sempre meno pensieri e problemi e quindi, avendone facoltà, vivrà pensando sempre meno a come arrivare a fine mese o alle bollette, fino ad arrivare, a se ci riesce, ad avere l’autista che gli risparmierà stress da traffico e parcheggi e perché no si comprerà un jet privato così non dovrà aspettare i tempi d’imbargo e potrà partire quando vuole per dove vuole…
      Riportando queste cose su gasmann, forse non avrà facoltà d’avere autisti e jet privati, ma avendo in proporzione alle sue possibilità facoltà d’avere meno pensieri e problemi perché dovrebbe mai crearseli da solo acquistando un elettrico?
      Perché mai dovrebbe vivere nell’avere mille pensieri e preoccupazioni ogni volta che esce di rimanere a piedi e caso mai il problema d’essere rimasto a piedi a se gli capita?
      Perché mai dovrebbe nel suo modo di vivere regredire invece che migliorare?
      Quindi credo che ciò che dice (mancanze di infrastrutture) sia vero.

  21. Mauro, perfettamente d’accordo con te. Un grandissimo problema di percezione. Con il tempo la situazione migliorerà.

  22. In realtà il futuro (non prossimo)sarà l’auto a guida autonoma la prenoti ti passa a prendere ti porta al lavoro e poi passa ad un altro cliente. Paghiamo costi assurdi per avere un auto di proprietà che su 24 ore rimane ferma.nella maggioranza dei casi per 22 ore al gg.

  23. Giuseppe (Dell’Osso),
    sono dell’opinione che sia piuttosto normale che un eventuale cambio così radicale della tecnologia di trazione richieda cambi di mentalità e di infrastruttura. Sono consapevole che molte abitazioni in Italia non dispongano di un posto auto privato. Ma molte altre ne dispongono. La logica mi dice che forse il sig. Gassman ne dispone. E per chi non dispone di un posteggio privato a casa non è forse da escludere la possibilità di averne con wallbox presso il luogo di lavoro, e di richiederlo qualora non ci sia. Credo solo che se desideriamo un cambiamento, siamo chiamati a cambiare noi stessi alcuni paradigmi culturali legati al passato. Non possiamo pretendere di utilizzare qualcosa di nuovo continuando a muoverci come facevamo una volta. O di aspettare che la soluzione ci venga servita su un piatto d’argento. Soprattutto se crediamo che l’elettrico ci porti dei vantaggi. Non crede? Riguardo al costo di acquisto, tenendo sempre presente che questo è solo uno dei costi che concorre al costo totale di esercizio, le faccio un esempio che spiega il perché affermo che già oggi alcune auto elettriche sono meno costose della controparte endotermica: E-Golf: prezzo di listino 32.950,00 Euro al lordo di incentivi statali e provinciali. Quanto costa, all’acquisto una Golf con pari allestimento e motorizzazione 2.0 Tdi Dsg? Circa 35.000,00 Euro. Certo, non ha la stessa autonomia. Ma non è un segreto che moltissimi italiani percorrano meno di 25 km al giorno. Con questo non dico che per chiunque sia possibile oggi utilizzare senza pensieri un’auto elettrica. Comprendo che per molti non lo è affatto. Dico solo che per altrettante persone lo è invece già oggi. Già oggi ci sono guidatori che dispongono di un box auto o di un posteggio privato con la possibilità di installare una wallbox. Io vivo in un condominio. Al piano terra ci sono i box e dei posteggi assegnati. Quando ho acquistato l’auto elettrica, un anno fa’, ho chiamato un elettricista, ho richiesto l’installazione di una wallbox che ho acquistato da Amazon, e mi sono fatto rilasciare un certificato di corretta posa in opera che ho inviato all’amministratore.
    Al lavoro la avevano già. Se il mio luogo di lavoro non fosse a 100 km di distanza dalla mia abitazione, ma ad esempio a 5 km, come è ad esempio per molti miei amici, caricherei l’auto una volta alla settimana.
    Buona serata!
    Paolo

    • Sig Paolo, è chiaro che un eventuale cambio così radicale della tecnologia di trazione richieda cambi di mentalità e di infrastruttura però è anche vero che per farlo ci vuole prima l’infrastruttura che diventerebbe già di per sé il primo incentivo al cambiamento altrimenti ripetiamo il fallimento del tentativo di far spostare la gente in massa utilizzando i mezzi pubblici invece che con i propri mezzi privati. Avessimo avuto un sistema dei trasporti pubblico efficiente ed efficace , avrebbe funzionato così come ha reso possibile per lei il passaggio all’eletrico il fatto di aver avuto la possibilità di ricarica nel punto di partenza e nel punto di arrivo cosa che, purtroppo, non ha la maggior parte della gente visto che ha l’auto per strada e che quindi deve affidarsi solo alle colonnine per non avere possibilità come lei anche nel posto di arrivo. Così come, tra l’altro, farebbe anche lei (affidarsi alle colonnine) a se dovesse affrontare un viaggio diverso dal suo solito percorso…discorso che diventa sempre più incisivo all’aumentare del numero delle persone che prende un elettrico visto che poi c’è il serio rischio di trovare file per la ricarica togliendo il senso di vedere la colonnina come un benzinaio. E a questo punto il problema diventa serio in quanto l’infrastruttura necessaria rischia di essere uno scempio per le nostre città a se non cambia la tecnlogia per le batterie che ci sono adesso ridando un senso alle colonnine viste a come se fossero benzinai…

    • … Paolo, questo è il motivo (le batterie) che per ora mi spinge ad essere contro la diffusione di massa dell’elettrico anche se non sono contrario alla sua diffusione per una nicchia di mercato che si trova nelle sue condizioni a trovarsi bene così come la prenderei anch’io a se mi converrebbe .
      Tra l’altro, per il discorso crescita numero colonnine a come se fossero funghi nelle nostre città, in certe cose vedo sempre il solito comportamento degli ambientalisti ch’è uguale a quello dei tempi di quando si propagandava il nucleare come energia pulita insieme agli scienziati così come si insiste con le pale eoliche anche se mettendoli in posti sbagliati diventano ecomostri che proprio gli ambientalisti combattono per non parlare poi delle contraddizioni visto che per spingere proprio loro sull’acceleratore per l’eliminazione di quelli reti elettriche a mò di ragnatela tra i nostri palazzi, hanno eliminato i bus elettrici e tantissimi tram elettrici già dagli anni 80 e ciò determina la vera natura dell’ambientslista :il cercare di risolvere problemi spostandoli altrove.

  24. Claudio Mori, interessante quello che scrive. Quindi i circa 20 stalli di ricarica indicati da evway nella zona di Messina in realtà non ci sono? Ci fa sapere? Forse ho capito male quello che scrive…

  25. Mha… Non credo molto nell’elettrico oggi, ne in Italia ne in Europa, leggo che le ricariche sono passate da 0,35 a 0,75 euro al KW per 200 km forse spendi 15 euro,
    Corrente prodotta con cosa ?? Solo rinnovabili??? Non credo produciamo energia bruciando carbone petrolio metano quindi un green finto, io darei una impronta green dimezzando la costruzione di auto, quest’anno 89.000.000 di auto nuove prodotte e invendute quante ???

  26. Simone, la grande convenienza dell’elettrico si ha ricaricando a casa, e utilizzando le colonnine solo durante i lunghi viaggi. Ricaricando a casa, il costo medio dell’energia è di 0,20 Euro/KWh. 200 km costano circa 5,00 Euro con un’auto di medie dimensioni se percorsi fuori dalle autostrade e circa 7,50 Euro se percorsi in autostrada a velocità da codice.
    Giuseppe, non è semplice comprendere ciò che lei scrive e forse l’ho fraintesa. Ad ogni modo, lo ribadisco, non ho detto che a oggi la soluzione di un’auto full electric sia adatta a chiunque. Anzi, ho specificato che non lo è. Ho detto solo che molte persone già oggi hanno la possibilità di ricaricare l’auto a casa. Sono coloro che dispongono di un posto auto o di un box sotto casa e che percorrono meno di 100 km al giorno (considero la situazione peggiorativa, nessuna auto elettrica ha oggi un’autonomia inferiore a questa). Tali persone hanno solo bisogno di acquistare una wallbox e di farla installare. Queste persone non hanno bisogno di attendere che le tecnologie e l’infrastruttura migliorino. Si tratta degli early adopters. Queste persone sono però quelle che possono rendere possibile la creazione di una massa critica che possa consentire alla tecnologia di evolvere e all’infrastruttura di crescere. Diversamente questo non accadrà mai. Questa è la mia opinione.

    • Se sarei io il giuseppe a cui ti referisci, credo invece d’essere chiaro e di facile comprensione e comunque a quanto pare, stiamo dicendo la stessa cosa ossia che il full elettrico non è per tutti visto che non tutti si trovano nelle condizioni che per esempio gode lei come disponibilità di ricariche , box e colonnine che trova. Però forse è a lei che il concetto non è chiaro ossia che si spinge verso l’elettrificazione di massa. Questo è il volere degli ambientalisti, dei governi, degli organi europei ed americane in fatto d’inquinamento e per me, finquando esistono queste batterie che faranno crescere colonnine come funghi nelle nostre città, non è praticabile che il parco auto diventi per intero elettrica creando altri problemi.

      • Giuseppe, mi perdoni ma io ho un’opinione sull’elettrico che non è data da ciò che gli ambientalisti e i governi spingono, ma piuttosto dalla mia esperienza personale diretta. Se lei è spaventato dal fatto che potranno in futuro obbligarla a passare all’elettrico, la mia sensazione è che questo non succederà a breve. Passeranno, a mio avviso, molti anni prima che questo accada. Riguardo alle colonnine che crescono come funghi, non mi preoccuperei nemmeno di questo. Credo che il futuro ci libererà anche di queste. 🙂 e se anche così non fosse, forse, come chi guida elettrico sopporta il cattivo odore e le polveri prodotte dai motori endotermici delle altre auto, i guidatori di queste ultime potranno sopportare la vista delle colonnine, non crede?
        Danilo, mi creda, se da domattina tutti i benzinai del raccordo disponessero di una colonnina ultrafast, non sarebbe lì che gli automobilisti che guidano elettrico a Roma andrebbero a caricare la loro auto. Non funziona così. Chi guida elettrico non va a ricaricare come è costretto a fare chi guida un’auto Diesel o benzina. Non è questo il cambiamento di infrastruttura che dobbiamo attendere per passare all’elettrico. In ultimo, i prezzi delle auto elettriche, come già detto, in molti casi sono più bassi della controparte Diesel o benzina. E quando è vero il contrario, basta spesso meno di un anno per bilanciare la differenza con i costi chilometrici e iniziare a risparmiare. Il prezzo di acquisto è solo uno dei fattori che concorrono al costo finale.

      • Paolo, mi dispiace principalmente per me stesso se avrei dato l’impressione di essere una persona preoccupata, spaventato o quant’altro ma non è così sia per carattere che per essere conscio del fatto che siamo in Italia e qui le cose non girano sempre (anzi quasi mai) nel modo giusto e nei tempi giusti rispetto ad altri (per fortuna questa volta) altrimenti c’eravamo anche noi insieme all’olanda e alla Norvegia nei prossimi 10 anni a fare lo swicth con loro…
        Detto questo, mi fa piacere che non ragioni da puro ambientalista in quanto questi spesso non risolvono ma spostano i problemi altrove ed è questo quello che succederebbe a se l’elettrificazione ci sarebbe con queste batterie che abbiamo… Sarebbero diverse, le colonnine funzionerebbero da benzinaio, tutto rimarebbe così com’è ad avere solo benzinai (mi perdoni, distributori di corrente) e quindi tutti felici e contenti compreso me ad avere un elettrico non perché costretto, ma perché funziona e così come mi sono abituato ad avere il catalizzatore e non più il carburatore da mettere appunto, così farei con l’elettrica insomma no problems .
        Però così non stanno le cose e se pure chi, come lei, lo incentiva perché si trova bene senza però dire difetti e problematiche future a far rimanere le batterie così, senza volerlo fà il gioco di chi vorrebbe costringerci allo switch visto che questo sarebbe l’obiettivo dell’elettrificazione e non nel creare una nicchia di mercato per persone a cui conviene come succede a lei (se ho capito bene, poi mi scuso se non stanno cosi le sue cose) oppure per chi deve entrare nei centri delle città bloccate.
        Per Danilo, la colonnina finquando non cambieranno le batterie che abbiamo non possono essere viste come stazioni di servizio specialmente sulle autostrade perciò si sta a discutere sulla loro diffusione come funghi sui marciapiedi… Da quando è nato la pompa di benzina ci sono state sempre situazioni di fila (2 o 3 persone, mica quelle delle poste…) davanti a noi. Soltanto che in questa situazione con l’elettrico significa aspettare 4 ore (3 loro ed una per la nostra) e, per quanto riguarda la carica fast, piu sarà fast (si dice 30 minuti) e più si pagherà portando i costi a quelli equivalenti a girare in ferrari.
        Non è una questione di numero di colonnine da mettere in una stazione di servizio in quanto neanche adesso ci sarebbero sufficienti pompe per evitare pure quelle 2 o 3 persone con la benzina altrimenti, a ragionare così con l’elettrico, lungo le autostrade, sopratutto con i bollini rossi ad agosto con milioni di italiani a circolare (e qui vorrei capire come risolverebbero il problema dei picchi energetici) ci vorrebbero autogrill grandi quanto i parcheggi degli stadi… Il problema sta tutto nelle batterie, finquando ci sono queste, l’elettrico potrebbe essere solo un prodotto di nicchia non dando problemi a chi lo possiede e neanche all’ambiente (inteso come rovinare le nostre città ed abitudini )…

        • Sì è una questione di numero di colonnine, una pompa di gasolio/benzina può rifornire al massimo 30 auto in 2 ore, al pari di 10 colonnine fast che ricaricano in 40 minuti.

          • Si, Con i costi paragonabili ad avere una ferrari visto che più si è fast e più costa.. lo dirà qualcuno davanti a lei che sceglierà una carica meno costosa e le farà aspettare un’ora e mezza invece che 30 minuti…. oppure non succederà perché secondo il suo ragionamento faranno stazioni di servizio grandi quanti i parcheggi davanti agli stadi sulle autostrade che poi, se uno ci pensa, andare ad una stazione di servizio piuttosto che da un’altra è una pura casualità quindi oggi c’è solo lei, domani ci sono 20 davanti a lei.. come la mettiamo?
            Facciamo a prenotazioni come al ristorante? Siamo seri, piuttosto se ci crede all elettrico lotti perché cambino batterie cosi la colonnina possa fungere da pompa come per i carburanti d’oggi… e lotti contro alla sua diffusione finquando non lo si ottiene questo cambiamento di batterie…

          • Giuseppe, quei costi sono stati spiegati molto bene proprio in queste pagine. D’altra parte anche gasolio e benzina costano di più in autostrada nonostante l’enorme diffusione delle auto tradizionali e il conseguente maggiore utilizzo delle pompe rispetto alle colonnine.

            Ho già spiegato che non servono parcheggi come stadi, faccia due conti o si cerchi quelli nelle mie risposte precedenti.

            Le batterie attuali vanno già bene e inevitabilmente con il passare del tempo miglioreranno ancora.

          • Leonardo, Se lei ritiene che le batterie attuali vanno bene e nega anche altro , allora qui si chiude ogni confronto con lei visto che non ne vale la pena e, di conseguenza, permane entro di me solo il dubbio del perché della sua ingiustificata faziosità : se è una questione di appartenenza a qualche lobby oppure verso il posto in cui stiamo scrivendo perché in fatto d’ignoranze (che non è un offesa ma per un fatto che si ignora ossia che non si conosce) non credo sia questo il problema in quanto pure fior di scienziati (ed ambientalisti) anni orsono negavano problematiche con il nucleare ritenendola non solo energia pulita ma anche la soluzione risolutiva (come fate voi adesso a sostenere l’elettrico) quando poi, dopo breve e non bopo secoli, uscì fuori ch’era risolutiva a distruggere l’umanità anche se usata per scopi benefici (cernobyl ma pure prima) .
            Detto questo ch’è un mio pensiero e come tale rimane senza voler essere nessuna accusa (perciò siamo in democrazia) , quando toccherà anche a lei fare file in autostrada (perché poi se anche fosse vero quello che ritiene non tiene conto della casualità visto che oggi c’è solo lei e domani casualmente 200 persone vogliono, o sono costrette, a rifornire a quel determinato distributore che ha 100 colonnine visto che, per lei, è solo una questione di numero di colonnine ) , allora potrà solo mugugnare con sé stesso perché poi, a raccontarlo, perderebbe la faccia.
            Tanti auguri per le attese e per i costi per i pochi minuti di ricarica che ci vogliono in base alle sue fantasie…

          • … mi dimenticavo, Leonardo per quanto riguardano i costi piuttosto che io a guardare queste pagine, si guardi lei quelle di ionity visto che fra un po’ quelli più o meno saranno il target in un prossimo futuro…

  27. A Roma punto di ricarica sono pochissimi e mte volte ci parcheggiano auto non autorizzate alla sosta. Ha ragione a lamentarsi. Poi se si vuole la ricarica in tempi recenti devi pagare molto di più e la convenienza va a farsi benedire. Continuo ad andare con il GPL. La svolta dell’elettrico ci sarà quando almeno tutti i benzinai sul raccordo allestiranno zone per la ricarica. ALMENO QUELLI SUL RACCORDO! Poi se già non c’è, una legge che obbliga i nuovi benzinai ad allestire tali aree di ricarica. Ci vuole un bel po’ di tempo ancora e i prezzi delle elettriche sono troppo alti. La gente non è scema.

  28. Sicuramente l’elettrico è il futuro ma non cosi prossimo ! Diversi ostacoli si frappongono innanzitutto l’insufficienza delle energie rinnovabili tranne in pochi paesi come la Danimarca dove 80% viene dall’eolico ! USA, Cina, Germania e Polonia ad es. usano moltissimo carbone , più inquinante del petrolio e del gas ! I costi degli idrocarburi sono in discesa perchè le riserve mondiali sono valutate per centinaia di miliardi di barili per almeno 250 anni e ancora di piu il gas che costa anche meno ed è osteggiato dagli USA che sanziona Russia e Iran in quanto maggior produttori al mondo !
    E poi dove recupereranno le accise mancanti gli Stati dell’UE !?In Italia 87%del prezzo finale alla pompa !
    La volontà di diventare ecosostenibili è comune a tutti ma realisticamente non è cosi scontato abbandonare secoli di energie fossili per saltare sull’elettrico!
    E poi, quante centinaia di milioni di individui nel mondo hanno i mezzi per sostituire le loro vecchie auto diesel o benzina !?
    La CINA è la numero uno ma avendo abolito i dazi sulle importazioni della TESLA , creato migliaia di stazioni di ricarica gratuite, abolito la tassa di circolazione , diminuito il costo delle assicurazioni per incendio ad es. Risultato ! Il Paese numero uno al mondi per auto elettriche , da solo più di tutti gli altri ! Loro non sono schiavi delle Sette sorelle , perchè già importano da Russia e Iran !
    Noi invece siamo schiavi delle multinazionali petrolifere USA e Britannico-Olandesi !
    Ciò detto i Tedeschi stanno tuttora investendo miliardi nel diesel avendo ormai raggiunto motori EURO 8 meno inquinanti della benzina, con buona pace dei detrattori come il Sindaco di Stoccarda e di Roma !
    Non è con le punizioni che si spingono gli automobilisti a cambiare registro , ma con forti incentivi e non solo nella rottamazione ma nei consumi !
    Il punto chiave è i processi decisionali richiedono tempi biblici in Europa !
    Ad Majora

  29. Renato, mi perdoni, vorrei capire… lei quindi non sceglie l’elettrico perché è preoccupato che questo sottragga degli introiti al paese che non incassa le accise? Oppure non lo fa perché l’energia necessaria a muovere la sua potenziale auto elettrica non proverrebbe da fonti 100% rinnovabili, anche se oggi viaggia a gasolio o benzina? (Fonti queste 100% non rinnovabili) Oppure perché come scrive alla fine del suo intervento, servono prima forti incentivi nei consumi? Cosa intende dire esattamente? Che lo stato dovrebbe alzare le accise sul gasolio e sulla benzina? O che dovrebbe abbassare quelle sull’elettricità? Entrambe queste cose sono in contraddizione con la sua prima obiezione. Sono confuso.

  30. Si scarichi una app sul telefono e vedrà che le ricariche le trova anche dove non pensava ci fossero (le ricariche non hanno la scritta gigante ed illuminata a 8 metri da terra.

  31. Due palle con ste auto elettriche, vedo un incoerenza totale in giro, tutti salvatori del pianeta dall’animo ecologista sono diventati , poi magari non fanno nemmeno la differenziata o buttano la plastica dove capita e ma vabbè io ho la hibryd plug in plug on plug off, ma quale sarebbe il futuro? La cybertruck -mansarda ? O la Hummer full elettric da 800 tonnellate che sembra per andare in guerra?? Ma per favore!! Si parla di green e poi hanno le auto elettriche che pesano quanto una nave !! Anche cambiando tutto il parco auto convertendolo in elettrico ci sarebbe sempre comunque inquinamento tra navi aerei e fabbriche , quindi di cosa stiamo parlando! Altri ancora vogliono la Tesla per spippolare con lo schermino software di bordo , auto pilot per non guidare da metrosessuali, cambio automatico!! Queste sono le future auto? Per quanto mi riguarda se le possono tenere nei concessionari, del resto per quello che costano , apri un finanziamento che dura na vita !!

  32. Usate i mezzi pubblici! L’unica via di salvezza in città saranno i bus elettrici, impegnamoci per ottenere un servizio di trasporto pubblico efficiente e capillare, scendiamo in piazza per questo, e le auto personali lumitiamole al tempo libero.

    • Questo non è successo, non succede e non succederà mai in Italia e, per questa situazione, deve ringraziare i politici di Roma, quelli locali e gli ambientalisti visto che tutti loro sono responsabili di averli tolti di mezzo a partire dai anni 80 visto che fino a quegli anni c’erano bus (filobus) e tram che funzionavano come i treni…. Si riveda qualche foto in bianco e nero degli anni 50 e 60 della sua città e capirà. Comunque, anche se ci fossero a potenziare l’intero sistema dei trasporti pubblici, regnerebbe lo stesso l’incapacità di far funzionare le cose (orari da rispettare, numero dei mezzi, loro capacità di arrivare quasi dovunque ). Ci fossero anche più taxi a funzionare come a NY invece di avere fatto una categoria a numero chiuso con tanto di licenzia neanche fossero farmacie , sarebbe stato pure meglio.

  33. Gianmarco, non capisco. Cosa fa qui su vaielettrico se le auto elettriche la infastidiscono. Cerca di portare via da questa scelta le altre persone? Non vedrei altre ragioni, visto che non mi sembra che sia qui per informarsi. Confido che chi legge saprà discernere le informazioni oggettive dalla mera è vuota propaganda.

    • Caro Paolo, chiedo venia per l’intromissione, però sarebbe più onesto da parte di chi si trova bene attualmente non solo condividere gli aspetti positivi ma anche i negativi che ci sono e che sembrano quasi voler essere messi sotto il tappeto così come anche per quelli futuri che ci saranno con queste batterie… problematiche che ci saranno a se si pensa solo a promuovere l’elettrico quasi come se questo vai elettrico fosse un concessionario stesso di un qualche marchio o dell’intera categoria altrimenti, a non voler sentire queste cose così come chi è contrario, lo si organizzava come un club e cosi tutti i soci ne parlerebbero bene….per fortuna qualcuno che ce l’ha, come il tassista lombardo in un altro articolo, ha iniziato a farlo e quindi lui, come altri qui, dovrebbero essere rispettati per il loro esprimere opinioni e idee contrari, soprattutto quando giustificato da argomenti piuttosto che da tifo da stadio che invece sarebbe da condannare…

      • Vaielettrico, intanto, è casa nostra e non casa sua, Giuseppe; si comporti da ospite e ci porti rispetto. Proprio perché non abbiamo nulla da vendere, esprimiamo le nostre convinzioni in piena libertà. Convinzioni maturate con qualche anno di studio, documentazione, ed esperienza diretta. Cosa, quest’ultima, che lei dimostra di non avere.

        • Certamente, e con rispetto ho sempre agito però il rispetto deve essere sempre reciproco soprattutto se vai elettrico non è un club riservato ai solo soci ma aperto al dibattito pubblico che quindi può esprimersi e contrabbattere con giudizi contrari… il che significa non essere un luogo di propaganda e rimanere contrariati a se non lo si faccia così come ha fatto Paolo con Gianmarco. Mi scusi, ma è stato doveroso da parte mia esprimere questo pensiero.

  34. Sergio, la fake news del banco in overload ce la raccontavamo ai tempi del primi Conti Energia, quando nel 2010 nasceva il boom del fotovoltaico distribuito, nulla di più falso non è successo nulla, la rete ha retto.
    I sensori per smart grid consentono il monitoraggio remoto di apparecchiature come trasformatori e linee elettriche e facilitano la gestione delle risorse dal lato della domanda.
    Dal lato del carico, i contatori intelligenti aiuteranno gli utenti a semplificare la migrazione verso una maggiore quantità di energia rinnovabile e verso la ricarica di veicoli elettrici (EV). Inoltre, i contatori consentono il coinvolgimento dei consumatori nell’operare scelte migliori in base alle proprie esigenze energetiche.

  35. personalmente, gpl tutta la vita. l’ auto hybrid non coniene in autostrada, l’ elettrico puro è una puttanata oggi come oggi perchè ha poca autonomia, e le colonnine sonopochissime. il discorso della lotta all’ inquinamento è una scusa per far rottamare auto efficienti e speculare sulle nuove. e fra 5/10 anni ci sarà il boom dell’ inquinamento generato dal riciclo delle batterie

    • Maurizio, ieri ad Aosta c’erano 21 gradi, il 3 di febbraio. Forse il problema dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici dovremmo porcelo tutti seriamente. Anche solo acquistando macchine più piccole e usandole l’indispensabile (con più bici e mezzi pubblici), se non crediamo nell’elettrico. Oltre a intervenire su tutto il resto: a Milano ci sono ancora condomini col riscaldamento a gasolio, vietati solo dal 2023. Eppure sono decenni che si sa che sono delle bombe ecologiche…

      • Mauro, Dalle sue parole sembrerebbe che lei sia un ambientalista… se lo fosse, ma dov’era lei negli anni 80 quando hanno smantellato le reti elettriche dei filobus e tram che, se non erro, erano elettriche come lo sono oggi i treni ? Era pure lei contrario come qualche suo collega ambientalista in quegli anni ?

      • Poi un’altra cosa Sig Mauro, sempre in quegli anni non erano gli ambientalisti che ritenevano il metano meno inquinante rispetto a quello che c’era (anche oggi) quindi, non sarebbe meglio dell’Hybrid che va a benzina? … però, come cambiano i tempi, si ritorna sempre al passato… prima all elettricità e chi lo sa se forse pure di nuovo verso l’allora “pulito” nucleare…

    • Linguaggio a parte, molte delle sue considerazioni, Maurizio, sono imprecise o sbagliate. L’autonomia delle auto elettriche sta raggiungendo mediamente i 300-350 km, molto vicina a quella delle auto a metano. I caricatori sono ancora insufficienti ma non “pochissimi” come dice lei (circa 11 mila quelli pubblici già installati, il doppio quelli programmati per i prossimi due o tre anni; altrettanti sono quelli privati installati nei parcheggi aziendali e nei box auto). Sulle auto nuove elettriche non speculano certo le case auto, che ci rimettono fior di miliardi per il momento. Il riciclo e lo smaltimento delle batterie è a carico dei costruttori, è obbligatorio e non inquina affatto. Il costo è già incorporato nel prezzo d’acquisto. Le emissioni di gas tossici delle auto elettriche è zero, quelle di polveri sottili è quasi nullo, le emissioni di gas serra nell’intero ciclo di vita molto inferiore rispetto alle auto termiche. Il tutto scritto, riscritto e documentato in decine di articoli pubblicati su Vaielettrico.

    • Mai e poi mai una elettrica a casa mia fanno tanto gli ecologisti ma la corrente come la si riproduce lo.smaltimento delle batterie e come si producono sti emissioni zero vanno a farsi fottere non mi parlate di auto green che di green hanno ben poco sta demonizzazione del.diesel e per vendere poi auto elettriche a benzina o ibride Co quelle che costano stanno bene an do stanno se mi costringono a usare le lavatrici preferisco consegnare la.patente guidare le.elettriche non entrerà mai nel mio discorso

        • Invece prima o poi sarà costretto così come tutti noi…Cosi come lo saranno tra poco gli olandesi e i norvegesi in questi prossimi 10 anni quando ci sarà il loro switch… . perciò voi per primi invece di incentivare in nome dellambientalismo qualcosa che non funzionerebbe così com’è, dovreste fare i veri ambientalisti ed andare contro l’elettrificazione finquando non metteranno batterie diverse altrimenti vi comportate come sempre.. non risolvete problemi, li spostate altrove e più precisamente nelle nostre città con colonnine a crescere come funghi…

      • Se consegna la patente e viaggia con i mezzi pubblici inquina meno e decongestiona il traffico. Lo faccia al più presto

        • A se funzionassero…però, al pari di Mauro, dov’era lei quando qualche ambientalista lottava ed otteneva la rimozione della rete elettrica che alimentavano I filobus e tram delle nostre città? All’epoca on era6 ambientalista?

        • Io ci provo. Peccato che hanno ritardi di mezz’ora ra di media, e con un solo binario sulla tratta basta un guasto e siamo tutti felici

    • Io non sono un esperto…..pongo una semplice domanda: come si produce l’energia elettrica per ricaricare le auto? Inoltre sino alla fine degli anni 70 i mezzi pubblici erano esclusivamente tram e filobus,cioè mezzi alimentati a corrente….che i ns.
      EROI hanno smantellato per sostituirli con bus a gasolio super inquinanti……allora?
      Angelo T.

      • In Italia: 12% carbone, 35% fonti rinnovabili pulite, il resto gas naturale. Più una quota del 4-5% importata. Sciagurata fu la stagione in cui furono smantellati filobus e tram. Ora, come può facilmente constatare, tutte le amministrazioni stanno facendo marcia indietro. Milano avrà solo mezzi pubblici elettrici entro il 2030.e

  36. Idea!! Ci vorrebbe una ricarica wireless posta sotto i parcheggi anche lungo le strade senza colonnine o altro quando parcheggi l’auto comunica con il caricatore carica paghi e al mattino l’auto è carica.

  37. Premettendo che per uso quotidiano si ricarica a casa, ma se dovesse andar fuori apre l’app Enel x oppure meglio ancora nextcharge, ed hai voglia quanti punti trova e quante colonnine libere incontra.
    Solo propaganda inutile.
    Mai avuto problemi di ricarica.
    La ricarica si fa in casa e costa pure molto meno.

    • Se uno la mette così può darsi che se c’è uno che si mette a propagandare quello sia proprio lei… perché Invece c’è gente che ha già problemi e visto che l’articolo si basa sulla non scelta di gasmann, il problema c’è così come lha un tassista lombardo in un’altro articolo . Dipende dove uno si trova e, come per un benzinaio, spesso la scelta del distributore è una scelta puramente casuale… Oggi stai da solo, domani c’è una fola6 di 5 persone. Se poi si fanno prenotazioni come al ristorante, questo non lo so e salverebbe qualcuno per aspettare il suo turno oppure a trovare il distributore aperto…

    • Scusate ma ho notato che questo mio precedente intervento è stato posto qui e non altrove dove credevo sarebbe andato.. Non riguarda Giancarlo

  38. Buongiorno a tutti, ho letto una serie di commenti tra i tanti, ma basterebbe guardare cosa stia già succedendo in altri paesi. In Olanda (che non si chiama neanche più così tra le altre cose), che già oggi ha più del 4percento dei veicoli immatricolati full electric, per far fronte alla richiesta di energia elettrica aume tata come conseguenza delle suddette immatricolazioni, hanno dovuto costruire tre, dicansi tre, e se volete lo metto anche in cifre a scanso di equivoci, 3, centrali elettriche a CARBONE, proprio il combustibile più antico e tra i più inquinanti…meglio il diesel allora, piuttosto che finti veicoli elettrici che in realtà vanno a… CARBONE!!!!. In Italia, con i nostri tempi di intervento, non oso pensare a quali problemi andremmo incontro! Poi è da valutare l’aumento della sinistrosita’ (e del conseguente aumento dei costi assicurativi) che si è già registrata nei paesi che hanno una penetrazione di veicoli elettrici importante. Insomma, spero davvero nell’idrogeno una volta che la mia Mondeo avrà dato gli ultimi colpi di pistone!

    • Davide, non dia notizie false. La sinistrosità non è affatto aumentata, anzi, spesso è più bassa per le auto elettriche. Nei Paesi bassi le centrali a carbone facevano parte di piani di potenziamento della produzione risalenti al decennio scorso. Del resto provi a calcolare quanta energia può consumare il 4% di auto elettriche con percorrenza media di 15.000 km all’anno e vedrà che sono quantità marginali. Le ricordo che in Norvegia o Svezia, dove la quota di auto elettriche è ancora maggiore, più del 50% dell’elettricità è prodotta da fonti rinnovabili. In Italia il carbone pesa attorno al 10% e le rinnovabili superano il 35%.

  39. Gabriele, quattro luoghi comuni (sfatati più e più volte) in sole otto righe è un bel record. Complimenti. 🙂

  40. Giusto per curiosità ma qualcuno ha pensato a come smaltire le batterie esauste al litio? Ve lo dice uno che le usa da 15 anni su elicotteri radiocomandati. È un problema e sono 100 volte più piccole di quelle per auto

    • Ci ha pensato tutto il mondo e il problema è già stato risolto. Spiace che abbiano dimenticato gli elicotteri radiocomandati. Segnaleremo il problema.

  41. Ciao a tutti, sono molto contenta di aver trovato nei commenti persone esperte in auto green. Io e mio marito vogliamo sostituire la sua macchina a benzina euro 4 con una più ecologica ma siamo molto indecisi. A parte il prezzo iniziale e l’autonomia quello che più ci frena è il fattore batterie ovvero il doverle sostituire dopo circa 10 anni ed il relativo costo. Da quel che ci hanno spiegato i concessionari ogni 10 anni dovremmo spendere circa 10000 euro, è esatto? Confido in voi perché ormai sono parecchio confusa. Come valutate invece l’acquisto di una ibriga plug in o un’usata a metano/gpl per tirare avanti ancora quei pochi anni in cui spero questi problemi saranno superati?

  42. Ciao Nicole, per come la vedo io tra dieci anni le auto elettriche costeranno la metà e avranno percorrenza doppia, ergo ti converrà acquistarne una nuova.

    • e avranno il bollo come tutte le altre, pagheranno i parcheggi come tutte le altre, e non avranno più incentivi perchè ci saranno solo quelle.

      • Ma per lo meno non inquineranno come tutte le altre.
        A me l’aria pulita non fa affatto schifo…

  43. Nicole, i costruttori garantiscono generalmente tra un 70 è un 75% di batteria utilizzabile dopo 8 anni o 160.000 km. Questo è un dato che varia da produttore a produttore ma che varia di poco. Detto questo, la longevità della batteria dipende in buona parte anche dal tipo di ricarica (lenta o rapida) e dal numero di cicli. Consideri che comunque In molti casi, non conosco il suo, anche il 70% batteria utilizzabile non significa dover cambiare la batteria ma magari solo dover caricare un po’ più di frequente. Un’auto che oggi da nuova ha 350 km reali di autonomia ne avrà 245. Ok. Non è detto che non sia utilizzabile. Dipende dal suo uso. Inoltre in molti prevedono la possibilità di sostituire solo alcune celle. Ultimo ma non meno importante: tra 10 anni molto probabilmente il costo delle batterie sarà inferiore a oggi.

  44. Un auto elettrica non la vorrei neppure regalata, una bara mobile con più di 60 voltsmetro sotto il culo, quando i limiti di legge sono a 6

    • Lei non ha idea di quello che dice Massimiliano. Non c’è nessun limite di legge sulla capacità di una batteria, perché non rappresenta alcun rischio in sé.

    • Io vedo in giro quasi soltanto macchinoni tedeschi e suv giapponesi. E quelli nessuno te li regala

      • Caro Massimo, qualcosa del genere lho sentito pure da Berlusconi quando diceva che vedeva i ristoranti pieni e che non c’erano crisi… ha fatto secondo. Se si fa un giro in tutte le città, trova tutte le strade piene zeppe di auto che hanno targhe risalenti a 10 anni fa… ora due sono le cose, O tutti hanno le loro auto di lusso nei box privati e lasciano quelli che vediamo in mezzo alla strada, oppure le auto di lusso che menziona li hanno ma sono pochi rispetto alla massa…

  45. Mi sembrano tutte discussioni sterili, il 70% del consumo di combustibili fossili per trazione è consumato da camion ( chi viaggia in autostrada lo sa bene) e in quell’ambito poco si è fatto e poco di farà a breve, mentre nelle auto si è arrivato in breve a hibride che ottimizzano soprattutto in città i consumi, nei camion/furgoni con tecnologia híbrida si contano sulle dita di una mano, queste battaglie ambientaliste sono fatte per non risolvere nessun problema…. Invece di passare da euro 0 a euro 6 in tanti anni, si sarebbe dovuto passare anni fa a propulsione híbrida (con motore termico a cogenerazione per estendere la percorrenza massima e/o per uso autostradale) offrendo il vantaggio di poterlo quindi aggiornare periodicamente portandolo a standard di impatto ambientale minimo, minimizzando così rifiuti e/o inquinamento.. invece si predilige fare macchine piccole elettriche ( usate prevalentemente in grandi città da impiegati) che ovviamente dispongono pure di normali/SUV tradizionali per uso domenicale.. di fatto duplicando i futuri rifiuti da trattare e smaltire. Inoltre quando si parla di riciclare le batterie al litio, nessuno spiega il processo facendolo vedere come si farà… Semplicemente dicono che di fa, mentre quello che realmente faranno sarà cedere il rifiuto ad altri, togliendosi così il problema legale…..

    • Sono proprio i commenti come il suo ad essere fatti per non risolvere nessun problema. C’è sempre un altro da colpire, un altro intervento più urgente, un’altra tecnologia da adottare. E sempre con una vaghissima idea di quello che di cui si prla. Altrimenti saprebbe, per esempio, come funziona il riciclo delle batterie. Noi l’abbiamo scritto decine di volte. Faccia la fatica di informarsi

      • Sono d’accordo. In quanti hanno scritto che la produzione di energia elettrica inquina più del diesel senza neppure aver mai letto in fondo alla bolletta che riceve ogni due mesi?
        Alla fine devo dar ragione al famoso youtuber che ha detto che in Italia l’auto elettrica si diffonderà più lentamente che in altri paesi più per la mentalità retrograda degli automobilisti e la resistenza alla novità piuttosto che per problemi tecnici reali.
        I commenti si dividono in due grossi filoni: chi cerca di capire e prova a cambiare e chi trova mille scuse per dire che no, non si può fare.
        Se prima è la produzione di energia elettrica e gli si fa notare che non è vero, passano allo smaltimento delle batterie. Spiegato cosa si fa con le batterie si passa ai tempi di ricarica e si arriva ad immaginare distributori grandi quanto stadi senza neppure fare due conti due per vedere se è vero.
        I commenti a questo articolo dimostra che è proprio vero il detto che ci sono due tipi di persone: quelli che trovano una soluzione per ogni problema e quelli che trovano un problema per ogni soluzione.
        E per finire, sarebbe bello fare un sondaggio sull’età di chi è a favore e di chi è contro l’auto elettrica: temo che il risultato non sarebbe molto sorprendente, anche se ci sono per fortuna anche tante persone diversamente giovani che non rinunciano a mantenere una mentalità aperta al cambiamento.

        • Se la può rincuorare, Leonardo, io e Mauro Tedeschini siamo nella categoria dei diversamente giovani. Eppure, una volta in pensione dopo una lunga e non trascurabile carriera giornalistica, abbiamo fondato questo sito per parlare del futuro. Non mi preoccuperei troppo degli irriducibile del diesel e della benzina: chi cammina guardando all’indietro va sicuramente a sbattere.

          • Non soltanto mi rincuoro, vi ringrazio anche infinitamente per ciò che fate riconoscendo che non è facile fare chiarezza nella mole di disinformazione che ci circonda.

            Ma lo fate molto bene, e si percepisce chiaramente che alle spalle ci sono passione, esperienza e professionalità 🙂

    • La soluzione elettrica non è sbagliata di se per sé ma è sbagliata la tipologia di batteria che viene impiegata e che rende l’elettrica fonte di altre problematiche non facilmente risolvibili allo stato attuale delle cose. Si risolvono alcuni problemi (tipo pm, nox e CO2,) per crearne altri con le colonnine e per la loro gestione ed utilizzazione. Comunque, elettrico o non, qualche soluzione definitiva che sostituisce quello che ce oggi bisogna pur sempre trovarla altrimenti non è che si va lontani…

  46. Giuseppe Dell’Osso, non è mai stata mia intenzione nascondere sotto al tappeto gli aspetti negativi dell’elettrico. Al contrario ho sempre cercato di essere più oggettivo possibile nelle valutazioni. Se legge i miei articoli, così come tutti gli altri pubblicati qui, me ne darà atto. Non siamo dei fanatici dell’elettrico, che lo difendono a tutti i costi e senza razionalità. Ma ci teniamo a far sì che chi si approccia all’elettrico possa avere le informazioni corrette per fare le proprie valutazioni e ci rattristiamo quando le poche informazioni che arrivano a chi timidamente si avvicina incuriosito all’elettrico sono quelle dettate dai luoghi comuni, non verificati e molto spesso infondati. Mi trovo molto d’accordo con ciò che scrive Leonardo. Riguardo alla tecnologia delle batterie, è molto probabile che nel tempo ci saranno delle evoluzioni. Ma, a mio avviso, non dobbiamo aspirare ad auto che ci consentano un’autonomia di 1000 km. Non dobbiamo aspirare a voler utilizzare le auto elettriche come oggi facciamo con quelle Diesel o benzina. Nel momento in cui aumenterà la densità energetica della batteria, questo consentirà piuttosto di ridurre pesi e ingombri, a parità di kWh stoccati, e quindi sarà possibile ridurre ulteriormente i consumi e aumentare quindi l’efficienza. La mia e-golf ha un’autonomia di circa 230 km reali. Nel mio utilizzo quotidiano (nel mio, che è diverso da quello di altri, ma che comunque è un caso reale potenzialmente simile a quello di molti) difficilmente ne percorro più di 100 a tratta. Nel quotidiano percorro oltre 200 km. Se mi trovassi a poter scegliere una nuova auto e potessi scegliere tra una batteria che ha la stessa capacità della mia batteria attuale ma peso e dimensioni dimezzate oppure capacità doppia e stesso peso e dimensioni, sceglierei la prima soluzione. Avrei consumi più ridotti rispetto ad oggi, e un costo di acquisto evidentemente inferiore rispetto a quello di un auto con batteria più grande, oltre al fatto che a fine vita della batteria dovrei smaltire una batteria più piccola. Se il prezzo da pagare per fare ciò è una colonnina in più in un parcheggio, ben venga. Se vogliamo provare ad abbracciare una nuova tecnologia, dobbiamo sperimentarla, dobbiamo investire del tempo e delle risorse per capirla e adeguare il nostro utilizzo ad essa (se ci troviamo dei benefici che rendono l’operazione sensata). La stessa evoluzione delle batterie che lei auspica, Giuseppe, sia essa nell’aumento della capacità di stoccaggio o nella riduzione delle dimensioni e dei pesi, non avverrà mai se non ci saranno persone che fanno questa scelta. E questo vale per qualsiasi tecnologia. Non sono un sostenitore dell’elettrico a prescindere. Solo, a oggi, non vedo maggiore efficienza e sostenibilità in nessuna altra tecnologia. Quindi cerco di approcciarmi a questa e ad utilizzarla nel migliore dei modi. Certo, a volte devo scendere a compromessi con qualche limite che non avrei con il Diesel o con il benzina. Ma a fronte di enormi vantaggi quotidiani, accetto di buon grado anche di fare una pausa di mezz’ora per ricaricare in un viaggio autostradale di 300 km, sapendo anche che, se quello fosse la quotidianità per me e non l’eccezione ci sarebbero auto elettriche che mi consentirebbero di percorrere anche quelle distanze in un’unica tratta. Il mio invito quindi è quello di informarvi il più possibile e di non fidarvi 🙂 ma di provare le cose di persona, di approfondire, di testare direttamente. L’elettrico a oggi non è certamente per tutti e non è una scelta che si può fare a cuor leggero ma già oggi, a mio avviso, è una scelta che può dare grandi vantaggi a molti. E se vogliamo che evolva, dobbiamo misurarci con esso. Stando a guardare, l’evoluzione sarà molto più lenta.

    • Paolo, non andrò per papielli, sarò sintetico ma soprattutto generalista (quindi non è per lei) nel rispondere…
      …Dunque, chi come me vede per la prima volta vai elettrico , legge e si iscrive per dire la sua, e pensa che qui si tratta l’intero settore dell’elettrificazione visto che la massa,compreso io, pensa che l’elettrificazione comprende le varie l’Hybrid più l’elettrico puro. Dopo però, quando è troppo tardi, ci si rende conto che qui si tratta solo l’elettrico puro e, in qualche caso e sempre a parer mio, ho trovato la sua incentivazione quasi al limite della faziosità e, pur di incentivarla, anche nel spingerlo verso una nicchia di persone che hanno box e certe altre possibilità quando poi l’elettrificazione, per ciò che vogliono gli organi mondiali e locali preposti all problema inquinamento oltre che dagli ambientalisti, sarà destinata alla massa perché prima o poi saremo costretti come l’Olanda ad accettarla perché sostituirà il motore a combustione. Pertanto, non solo non si affrontano problematiche derivanti dal vedere le cose sotto quest’ultima ottica, ma queste problematiche (le batterie che costringerànno la diffusione delle colonnine come funghi e i tempi di ricarica che non saranno mai troppo brevi ) vengono nascoste sotto il tappeto ritenendo che il futuro sarà roseo ed utopistico come adesso grazie a tutte le forme attuali d’incentivazione… Credo che dire verità positive ma anche negative siano doverose per una corretta informazione visto anche le responsabilità verso chi altro ci legge.

  47. Elettrico non elettrico, colonnine ricariche box auto con ricarica…mi sa che sono l’unico povero a non poter spendere tanto… qualcuno mi fa compagnia?

    • Secondo qualcuno no visto l’essere d’accordo con Berlusconi che riteneva il vedere ristoranti pieni, o vedere certe auto, e che quindi non c’erano crisi, oppure possono permettersi quello che ha detto lei, però, nella realtà, una buona fetta della popolazione le farà compagnia…

  48. Mauimp, pensi ai costi in modo completo, non al solo prezzo di acquisto dell’auto. Personalmente io, con i miei km, non potrei mai permettermi un’auto diesel o tantomeno benzina. Un’elettrica è l’alternativa più economica.
    Esempio: Skoda Citygo elettrica 22.300,00 Euro
    In Trentino, al netto di incentivi statali e provinciali, e contestuale rottamazione: 12.300 Euro
    Costo dell’energia elettrica per percorrere 20.000 km l’anno in città: circa 500,00 Euro
    Costo annuo dell’assicurazione: circa 200,00 Euro
    Costo bollo: 0,00 Euro
    Costo manutenzione: circa 100,00 Euro
    Costo wallbox una tantum: 350,00 Euro
    Inoltre, inizia a esistere un discreto mercato dell’usato.
    Non è vero che le elettriche sono auto da ricchi.

    • Certo, messa così potrebbe sembrare. Perché i costi sono ripartiti sulla fiscalità generale, ossia su tutti, come già avvenuto con il GSE. Infatti l’energia elettrica in Italia ha costi maggiori che all’estero. Mi sembra una cosa elementare ed evidente, pur non essendo un economista, che è un sistema che non può reggere. Vogliamo dimenticare gl’introiti delle accise sui carburanti, da sole sono buona parte del bilancio statale, l’IVA sui carburanti maggiore che sull’elettricità. Il Trentino come è noto riceve dallo stato molto più di quanto versa, quindi finché la cosa non cambia, potrà anche scegliere di erogare incentivi del 100% per acquisti di auto elettriche. Fra i tanti interventi che ho letto: camminare guardando indietro, si va a sbattere. Esatto. Ma mettendo la testa sotto la sabbia si espongono le terga e non si sa neanche chi ringraziare. Secondo il mio parere la crociata pro auto elettriche è proprio questo secondo caso. Preclude ogni ipotesi di ricerca di vera alternativa alla limitazione di emissioni o esaurimento delle fonti fossili. Le risorse o s’investono su soluzioni o su palliativi. Dire per ora c’è solo questa alternativa è sposarla in toto è proprio fare gli struzzi. Vale la pena tenersi l’esistente. Investire le ingenti risorse necessarie dev’essere per la soluzione, non per metterci una pezza

  49. Giuseppe, mi perdoni, io non incentivo, condivido solo la mia esperienza portando dei dati oggettivi e concreti, non delle opinioni. Mi dispiace che su vaielettrico.it lei abbia trovato solo informazioni riguardanti veicoli elettrici e non ibridi, mentre avrebbe voluto trovarne ma non mi sembra tragico. Nessuno la obbliga a restarci. Ci mancherebbe. Non capisco francamente cosa intenda quando dice che l’ha scoperto quando era troppo tardi.

    Mi sento inoltre di rassicurarla sul fatto che nessuno per molto tempo ancora la costringerà contro la sua volontà a passare all’elettrico e anche sul fatto che qui nessuno spinge l’elettrico in modo incondizionato e cieco. Tuttavia non capisco perché lei si accanisca così tanto contro chi parla in modo entusiastico dell’elettrico. Lei vorrebbe che non se ne parlasse in questo modo perché teme che l’elettrico si diffonda a tal punto da costringere anche lei? E’ questa la sua paura?
    🙂 su via! Credo che ognuno di noi sia libero di fare le scelte che ritiene più opportune. Non credo che nessuno debba precludersi una scelta per paura che questa condizioni le scelte altrui.

    Lei cita due aspetti a suo avviso problematici che avrei piacere di trattare, con il suo aiuto:

    – la tipologia di batterie attuali, che avrebbero come effetto il proliferare di troppe colonnine. Mi spieghi meglio cosa intende per favore. Come dovrebbero evolvere le batterie a suo avviso per evitare questo “problema”? O quali tipologie di batteria già esistenti dovrebbero essere utilizzate nelle auto elettriche? in che modo insomma dovrebbero essere diverse da come sono oggi, secondo lei?

    – i tempi di ricarica che non saranno mai brevi. Il tempo di ricarica, a mio avviso, ha un valore nel momento in cui la sosta viene fatta appositamente per caricare e non verrebbe fatta altrimenti. Diversamente, per quanto mi riguarda, è del tutto irrilevante. Mi spiego: se la sera rientro a casa e collego il cavo dell’auto elettrica alla wallbox e la riprendo al mattino seguente, per me è irrilevante che l’auto sia carica dopo 1 minuto o dopo 8 ore. Al contrario, se affronto un viaggio la cui distanza supera l’autonomia della mia auto e sono costretto a effettuare una sosta, diciamo ad esempio di mezzora, appositamente per ricaricare, quella mezzora ha un valore. Posso decidere che per me è accettabile, oppure che non lo è. Posso decidere di far coincidere quella mezzora con la mia pausa pranzo, oppure posso vederla come un limite perché avrei preferito utilizzarla per ottimizzare i tempi di percorrenza. Per alcune persone sarà un limite, per altre no, altre persone ancora non si troveranno forse mai in una situazione di questo tipo perché il loro utilizzo dell’auto è inferiore. Altri ancora sceglieranno un’auto elettrica con una percorrenza adatta al loro scopo. Dei tempi di ricarica si è trattato spesso su questo portale. E’ giusto che chi si avvicina all’elettrico conosca queste dinamiche e capisca se per lui/lei sono accettabili e che scelga eventualmente la tecnologia di auto e la relativa autonomia in base a questo. E’ solo un peccato invece quando qualcuno potrebbe godere di vantaggi reali dall’adozione di questa tecnologia nuova e quindi meno conosciuta solo perché queste informazioni non sono disponibili. E’ solo triste vedere le persone attendere il giorno in cui potranno utilizzare un’auto elettrica come oggi fanno con l’auto diesel unicamente per un fatto culturale.

    Giuseppe, sia obiettivo. Se fosse come lei dice, se fossimo faziosi, non troverebbe su questo portale articoli che descrivono le fasi di degrado nel tempo delle batterie. Se promuovessimo incondizionatamente l’elettrico, non leggerebbe qui d

    Quindi per favore, non scambi la volontà di fare informazione completa e corretta con un’irrazionale voglia di spingere a tutti i costi l’elettrico, perché questo mi dispiacerebbe davvero.

    Attendo volentieri il suo punto di vista, le sue “verità negative” in modo che queste abbiano il giusto spazio, ma la prego di non giudicarmi come fazioso, perché sono piuttosto convinto di non esserlo mai stato.

    Se fossimo dei ciechi sostenitori dell’elettrico, non leggerebbe qui articoli nei quali si parla di come si degrada negli anni una batteria, non crede?

    • Paolo di fatti, era un commento generalista così come ho specificato e non indirizzata tutta a te anche se, giustamente, ad essere generalisti, non la esclude in qualcosina e credo che nel mio finale abbia chiaramente detto quale sarebbero le cose che avrei preferito trovare in generale tipo si, l’essersi trovati bene, ma in rapporto alle condizioni favorevoli che si hanno (box, zone che frequenta ecc) perché il solo “mi trovo bene” , come hai fatto in precedenza ma non adesso , oppure la stessa frase aggiungendo parole rosee per il futuro allo stato attuale delle batterie così come il negare problematiche da parte di altri, oppure spingere l’elettrico per una nicchia sapendo che sarà per tutti un domani grazie alla spinta di altri sopra di noi, non fa bene al lettore che si affaccia in questo settore e cerca di capire cosa fare visto ch’è indeciso sulla sua prossima auto (non nel caso mio, io cerco per cultura di capire cosa sta succedendo e cosa mi aspetterà un prossimo futuro) e che poi inizia a vedere altri articoli come questa di gasmann oppure di quel tassista lombardo nell’altro articolo… Insomma questione di responsabilità di chi scrive nei confronti di chi ci leggerà un prossimo domani perché avvolte sembra di stare nella propaganda al limite della faziosità (da parte soprattutto di altri che intervengono come me) e non va bene altrimenti, a volerlo, era meglio un club privato tra soci e si chiamava vai elettrico club così come ogni modello di auto ha.
      Se questo vai elettrico avesse rispettato nella sua interezza il suo nome e avesse trattato tutto ciò che riguarda l’elettrificazione che nolente da parte vostra comprende anche l’Hybrid, sarebbe stato meglio visto che avrebbe arricchito discorsi e comparazioni di problematiche attuali e future anche perché, a voler essere ambientalisti (come tanti lo sono qui) con queste batterie, il vero ambientalista inquinerebbe poco oggi con certe (non tutte) l’Hybrid e non il doppio un domani a riempire città di colonnine ad alto voltaggio grazie all’ettrico puro d’oggi cosa che, inconsapevolmente o meno, ha fatto gasmann prendendosi l’Hybrid.
      In un altro articolo scrivendo e citando fonti (url), sarei stato invitato a citare solo i vostri articoli invece di quelli d’altri..cosi si fa informazione?
      Più che fare informazione, sembrava che si volesse tirare acqua verso il proprio mulino… A sommare il tutto, questi sarebbero le motivazioni al perché avrei detto “ormai era tardi” come hai citato ossia della serie “ho perso solo del tempo a scrivere, l’avessi saputo prima non l’avrei fatto ma ormai è tardi per ritornare indietro “… Tutto questo nell’essere generalisti, invece nello specifico delle tue richieste, credo d’aver espresso più volte cosa non va dell’elettrico d’oggi ossia per le batterie che ha… cioè se non si troverà una batteria capace di ricaricarsi brevemente (poi non capisco perché non si facciano modelli hybrid di batterie tipo capacitori, come la lamborghini intende fare la sua hybrd, e quelle a litio insieme invece di fare solo auto hybrid ), il distributore inteso come quelli che ci sono oggi sono destinati a chiudere perché basta una fila di 3 persone davanti a te per bloccarti per ore e di conseguenza avremmo città con colonnine ad altro voltaggio a crescere come funghi con migliaia di cavi penzolanti visto che pochi hanno box per non parlare di cosa ci si aspetterà a viaggiare in autostrada a quando ci si debba rifornire… immagina le giornate con bollino rosso quando ad agosto milioni di veicoli si mettono in viaggio… credo di aver riassunto altrimenti ci sono gli altri miei papielli fatti in precedenza.

      • Quando in una città i livelli di polveri sottili salgono oltre le soglie di pericolo, i sindaci intervengono con il blocco del traffico. Una misura che servirà a poco, stando all’ultima analisi dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Secondo lo studio, infatti, le voci più «pesanti» dell’inquinamento da particolato PM 2,5 sono il riscaldamento e gli allevamenti intensivi di animali, rispettivamente con il 38% e il 15,1%. I veicoli sono al quarto posto con il 9%, precedute dall’industria con l’11,1%.

    • ?? Ma figurati!
      In effetti, se andiamo a vedere altri forum, blog, club e quant’altro, altro che papielli , con me incluso abbiamo fatto enciclopedie….e con chi ha messo pure calcoli matematici dei consumi energetici dell’Italia intera, libri di testo universitari! Ci manca solo che sistemiamo noi il problema delle batterie e stiamo al completo…anzi su questo ci ha già pensato il Sig Massimo con la sua forza del pensiero ad alimentare le batterie al posto dei cavi penzolanti che escono dalle colonnine visto che solo a Mogadiscio li ha visti ?‍♂️??

    • … comunque, a che nessuno si offenda, ma a quel che ho potuto vedere, in fatto di papielli qui ci sono tanti che mi battono con tanto di calcoli matematici compresi e i papielli miei se li tirano loro di conseguenza….?
      Buona serata anche a te Paolo ??

  50. Paolo, gli incentivi provinciali per l’acquisto di un’auto elettrica in Trentino non sono certo tra i più alti d’Italia. Anzi. È in ogni caso, anche se non esistessero, questo renderebbe solo un po’ più lungo il periodo di tempo necessario per pareggiare i costi con il Diesel e iniziare a risparmiare. Certo, un domani lo stato potrebbe decidere di tassare l’energia elettrica per autostazione. Oggi muoversi in elettrico può costare fino a un quarto rispetto a muoversi a gasolio. Ma se anche un domani lo stato dovesse tassare l’energia per autostazione, talmente tanto da parificare i costi con il Diesel, questo non cancellerebbe di certo tutti gli altri vantaggi. E in ogni caso, perché precludersi oggi questa scelta? Non ne vedo il motivo. Ho sempre piuttosto la sensazione che ci sia in molte persone la volontà di trovare delle buone scuse per non confrontarsi nemmeno con la tecnologia elettrica, per trovare una giustificazione. Per favore non odiate l’elettrico a priori. Odiatelo pure ma dopo averlo provato e capito. È una tecnologia nuova, non adatta oggigiorno a tutti, e per molti assolutamente sconsigliabile. Ma fatevi un favore: cercate di conoscerlo a fondo prima di giudicarlo.

  51. Inoltre, Paolo, le vorrei chiedere: quale altra promettente tecnologia c’è oggi come alternativa ai motori endotermici ai quali l’elettrico sta togliendo luce?

    • …una tecnologia basilare, applicabile anche all’elettrico. Si chiama riduzione di peso. Meno pesi, meno consumi e meno inquini. Le auto di oggi sono pesantissime rispetto alla capacità di carico di passeggeri e bagagli… è vero che ci sono tanti dispositivi di sicurezza che un tempo non esistevano…ma gran parte del peso è eliminabile, anche attraverso la riprogettazione delle piattaforme. Ridurre l’inquinamento, che vuol dire? Quale inquinamento? Se questo è l’obiettivo, bene, iniziamo a controllare e tassare le reali emissioni, incluse quelle del kWh. L’inquinamento non ha padri nobili.

  52. Vorrei capire cosa succede dopo 5/6 anni che le batterie non tengono più la carica e sostituirle costerebbe più di 10.000 euro che valore residuo avrebbe questo mezzo

    • Praticamente tutte le case auto garantiscono le batterie per 8 anni. E in genere dopo quella data la capacità è ancora attorno all’80%, quindi sufficiente. Secondo lei un’auto termica dopo 8-10 anni che valore residuo ha?

Comments are closed.