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Alessandro Gassman: “Volevo comprare un’elettrica, ma…”

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Alessandro Gassman in un'immagine d'archivio.

Alessandro Gassman lancia un appello parlando su Rai Tre durante la sua rubrica ne “Le parole della settimana“: “Dateci una rete di ricarica per auto elettriche, io volevo comprarne una a Roma, ho dovuto ripiegare su un’ibrida”.

Alessandro Gassman ha ragione a lamentarsi?

Nel programma condotto da Massimo Gramellini, Alessandro Gassman ha detto che tutti noi dovremmo optare per auto elettriche. Ma ha aggiunto che, oltre a costare molto, le macchine a emissioni zero non dispongono in città come Roma di un’adeguata rete di ricarica. Ha ragione, nei fatti, o è solo un’errata percezione?

Alessandro Gassman
La distribuzione dei punti di ricarica in Italia in un grafico pubblicato da Motus-e.

Di certo il popolare attore dà voce a un sentimento diffuso. E di certo le sue parole non faranno piacere all’amministrazione comunale, che da tempo ha attivato il Piano Capitolino della Mobilità Elettrica. Con l’intento di coinvolgere i cittadini nella scelta di dove posizionare i punti di ricarica. Su Roma, peraltro, è molto impegnata Enel X. Già a settembre in un’intervista a Vaielettrico.it l’ad Francesco Venturini aveva detto che è proprio la capitale in cui si effettuano più ricariche elettriche in Italia: “Ormai siamo vicini al traguardo dei 500 punti di ricarica pubblici. La domanda è forte, ci sono un sacco di Smart elettriche già in giro, oltre a tutto il resto”.

— Leggi anche: caro Gassman, Roma non è off-limits per le auto elettriche, parola di Motus-e. E qui/ Il tassista lombardo come Gassman: “Com’è difficile ricaricare a Milano” 

 

Un attore a caccia di “Green Heroes”

Alessandro Gassman è da tempo impegnato sul fronte ambientalista. E nello spazio settimanale del programma condotto di Gramellini parla dei Green Heroes. Con l’aiuto degli esperti del Kyoto Club, diffonde ogni fine settimana le storie di persone che con il loro lavoro hanno messo in piedi attività ecosostenibili. Imprese piccole o grandi che fanno bene al futuro del pianeta e che l’attore de “I bastardi di Pizzofalcone” fa conoscere attraverso il suo account Twitter.

Green HeroesÈ il tentativo di far capire alle persone che se tu investi il tuo tempo, il tuo danaro, la tua intelligenza in qualsiasi tipo di mestiere che abbia anche un valore verde non solo contribuisci a salvare il Pianeta, ” ha detto a La Stampa, “ma hai anche più possibilità di guadagnare. Cerchiamo di dare dei messaggi positivi e semplici che scuotano le persone non informate. Vorremmo far capire che non sono cose marginali, ma si tratta di un tema centrale. A mio parere dovrebbe essere il tema più importante per tutti visto che di Pianeta ne abbiamo uno solo”.

SECONDO NOI. Gassman sarebbe il testimonial ideale per la mobilità elettrica. Ma il fatto che neppure lui ci creda, significa che c’è qualcosa che non va. O che le colonnine sono troppo poche, come dice lui. O che si è fatto troppo poco per far conoscere quelle che ci sono.

 

180 COMMENTI

  1. Vorrei capire cosa succede dopo 5/6 anni che le batterie non tengono più la carica e sostituirle costerebbe più di 10.000 euro che valore residuo avrebbe questo mezzo

    • Praticamente tutte le case auto garantiscono le batterie per 8 anni. E in genere dopo quella data la capacità è ancora attorno all’80%, quindi sufficiente. Secondo lei un’auto termica dopo 8-10 anni che valore residuo ha?

  2. Inoltre, Paolo, le vorrei chiedere: quale altra promettente tecnologia c’è oggi come alternativa ai motori endotermici ai quali l’elettrico sta togliendo luce?

    • …una tecnologia basilare, applicabile anche all’elettrico. Si chiama riduzione di peso. Meno pesi, meno consumi e meno inquini. Le auto di oggi sono pesantissime rispetto alla capacità di carico di passeggeri e bagagli… è vero che ci sono tanti dispositivi di sicurezza che un tempo non esistevano…ma gran parte del peso è eliminabile, anche attraverso la riprogettazione delle piattaforme. Ridurre l’inquinamento, che vuol dire? Quale inquinamento? Se questo è l’obiettivo, bene, iniziamo a controllare e tassare le reali emissioni, incluse quelle del kWh. L’inquinamento non ha padri nobili.

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