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Cambiamento climatico, appello all’Onu di 31 presidenti

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«Il cambiamento climatico è la sfida chiave del nostro tempo. La nostra generazione è la prima a sperimentare il rapido aumento delle temperature in tutto il mondo e  probabilmente l’ultima ad avere l’opportunità di combattere efficacemente l’imminente crisi climatica globale».

Firma anche Sergio Mattarella

Comincia così la dichiarazione firmata da 31 Capi di Stato e di Governo in occasione del Climate Action Summit delle Nazioni Unite in programma a New York il 23 settembre 2019. Tra i firmatari anche il Capo dello Stato italiano Sergio Mattarella. Da oggi, intanto, comincia il Global Climate Strike, la settimana mondiale di scioperi e manifestazioni contro il cambiamento climatico promossa dai movimenti ambientalisti capeggiati da Greta Thunberg.

Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterrez

La lunga dichiarazione dei 31 Capi di Stato e di Governo continua come segue

Gli effetti del cambiamento climatico  sono ben documentati e si avvertono ovunque nel mondo: il drammatico aumento di ondate di calore, inondazioni, siccità e colate di fango, lo scioglimento dei ghiacciai e l’innalzamento del livello dei mari.

Carenze di risorse idriche e crisi dei raccolti sono solo alcuni dei risultati immediati, dalle ricadute devastanti, come la fame e lo spostamento forzato degli esseri umani. Nel secolo scorso, la temperatura media globale è già aumentata di circa 1 grado Celsius rispetto ai livelli preindustriali. Questo aumento non ha precedenti nella storia dell’umanità.

La crisi climatica è una preoccupazione per tutti noi. Il cambiamento climatico è d’ostacolo all’economia globale. Minaccia diversi settori, tra cui agricoltura, silvicoltura, turismo, energia, infrastrutture e risorse idriche e, inevitabilmente, rappresenta una seria minaccia per la pace e la stabilità in tutto il mondo.

Dare attuazione all’accordi di Parigi

 A dicembre 2015, il mondo è stato testimone di un importante momento di speranza e di fiducia: alla COP 21, la comunità globale ha adottato lo storico Accordo di Parigi con l’obiettivo di mantenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto di 2 gradi Celsius rispetto ai livelli preindustriali e proseguire gli sforzi per limitare ulteriormente l’aumento della temperatura entro 1,5 gradi Celsius.

 Il Panel intergovernativo sui cambiamenti climatici nel suo rapporto sull’impatto di un riscaldamento globale di 1,5 gradi Celsius conferma inequivocabilmente  che stiamo già osservando le ricadute negative dei cambiamenti climatici. Inoltre, dimostra chiaramente le vulnerabilità, l’impatto e i rischi di un ulteriore riscaldamento globale per le società umane e i sistemi naturali, incluso il raggiungimento dello sviluppo sostenibile e degli Obiettivi di sviluppo sostenibile. 

Un obbligo verso le generazioni future

Noi, Capi di Stato e di Governo e altri firmatari di questa dichiarazione, siamo convinti che efficaci misure per la lotta ai cambiamenti climatici non siano solo necessarie di per sé, ma che queste creeranno ulteriori benefici collaterali e nuove opportunità per le nostre economie e società. Siamo fiduciosi che misure sostanziali ci aiuteranno a guidare il nostro pianeta verso un futuro sicuro, pacifico e prospero.

Sulla base delle competenze scientifiche e tecniche e dei mezzi finanziari che il mondo ha oggi, abbiamo l’obbligo collettivo nei confronti delle generazioni future di fare tutto ciò che è umanamente possibile per fermare i cambiamenti climatici e adattarsi ai loro effetti avversi, nel rispetto dell’esigenza di una giusta transizione delle nostre società.

Alla luce delle conclusioni della relazione speciale dell’Ipcc e dei risultati della Cop24 esortiamo tutte le parti a rendere il 2019 l’anno dell’ambizione climatica venendo al vertice sull’azione per il clima del segretario generale delle Nazioni Unite a settembre 2019 con piani e iniziative concrete per ridurre le emissioni di gas a effetto serra significativamente oltre gli attuali traguardi per il 2030, nella misura in cui tali obiettivi non siano in linea con quelli dell’Accordo di Parigi, e giungere a zero emissioni nette entro il 2050, a partire da contributi determinati su base nazionale rafforzati dall’anno prossimo.

Sottolineiamo l’importanza di assicurare che tutti i flussi finanziari siano coerenti col percorso verso ridotte emissioni di gas a effetto serra e con uno sviluppo resiliente rispetto al cima, ed esortiamo tutte le istituzioni finanziarie ad allineare i loro investimenti alle finalità di lungo periodo dell’Accordo di Parigi, a intensificare e allargare gli investimenti in efficienza energetica ed energie rinnovabili così come a disinvestire il prima possibile dall’economia dei combustibili fossili. 

Lasciamo un mondo degno d’essere vissuto

Facciamo avanzare le molteplici opportunità e misure per combattere i cambiamenti climatici e plasmiamo un futuro positivo per il nostro pianeta. Lasciamo in eredità un mondo degno di essere vissuto ai nostri figli e alle generazioni future“.

Nelle piazze e sul web scatta lo Sciopero Globale

Durante la settimana del Global Climate Strike sono previste anche  assemblee ed eventi, tra cui #BellForFuture, #TreesForFuture, #ScientistsForFuture, #ResearchersDesk. Nelle manifestazioni di piazza saranno coinvolte 145 città solo negli Stati Uniti e 72 in India. Oggi e il 27, giorno di chiusura, i manifestanti scenderanno in piazza a manifestare in quello che è stato definito Earth Strike, sciopero mondiale.  L’obiettivo è fare pressione sul Palazzo di Vetro dove il 23 si danno appuntamento i grandi del Pianeta.

Greta Thunberg

Greta parteciperà alla manifestazione di oggi a New York e concluderà la settimana a Montreal, in Canada. Sabato 21 volontari ripuliranno spiagge e luoghi degradati dalla plastica e il 22, domenica, si celebrerà la giornata senza auto (#CarFreeDay) e pro bicicletta (#BikeStrikes). In Italia le manifestazioni sono previste per venerdì 27. La protesta arriverà anche nel web e sui social con l’hastag #ClimateStrike.

La piattaforma internazionale di comparazione prezzi con sede a Berlino Idealo inviterà tutti i 1.100 dipendenti a scendere in piazza al seguito di Fridays For Future (nella capitale tedesca alla Porta di Brandeburgo) e in segno di solidarietà oscurerà il sito  dalle 12 alle 16.