Home Academy Clima, il mondo scientifico si ribella al “negazionismo”

Clima, il mondo scientifico si ribella al “negazionismo”

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Le temperature anomale nel mondo, 2018

Si possono fare spallucce e sfottere la piccola Greta Thunberg chiamandola Gretina, come tanti fanno su giornali, social e Tv. Si si può bocciare l’impegno Ue per l’azzeramento delle emissioni clima alteranti al 2050, come hanno fatto pochi giorni fa i Paesi sovranisti del patto di Visegrad. Si può votare no alla proposta di definire ciò che sta accadendo sul Pianeta una “crisi climatica” anziché un più rassicurante “cambiamento climatico”, come hanno fatto le forze di maggiorana italiane in Parlamento. Ma nascondere la testa sotto la sabbia non servirà ad evitare una resa dei conti così vicina da entrare anche nei radar della popolazione più anziana.

Dodici anni di tempo per salvare il Pianeta

Greta Thrnberg

Servirà invece a perdere l’ultimo treno utile per rimediare, prima che gli effetti del surriscaldamento globale diventino irreversibili e ci conducano dritti a una immane catastrofe entro la fine del secolo. Abbiamo 12 anni di tempo, dice l’Onu, per adottare misure che ci possano consentire di “limitare” a due gradi l’aumento della temperatura media sulla Terra (oggi siamo a +1,2 gradi e già vediamo quel che succede alle calotte polari).

Passato quell’ “attimo fuggente”, si innescheranno nell’atmosfera processi fisici irreversibili che ci porteranno diritti diritti a +4 gradi di temperatura media nel 2100. Quello che accadrà in questo caso è lo scenario già delineato con precisione da tutti i climatologi del mondo e ribadito dall’Onu. Innalzamento del livello dei mari di 70-80 metri e addio a metà delle grandi metropoli del mondo. Desertificazione di intere porzioni di continenti, con la fuga di centinaia di milioni di persone. Estinzione di decine di migliaia di specie animali. Morte definitiva di tutte le barriere coralline.

La bufala del surriscaldamento “naturale”

La gravità dei cambiamenti climatici e dei loro effetti sul sistema Terra è stata ripetutamente sottolineata dall’intera comunità internazionale di climatologi, fisici dell’atmosfera e dell’ambiente, biologi, zoologi, oceanografi, glaciologi. Ciononostante il negazionismo climatico continua ad imperversare. Ha semplicemente spostato i suoi obiettivi: non contesta più i dati sul surriscaldamento _ il termometro, almeno quello, non si può taroccare _ ma lo attribuisce a cause naturali. Come le variazioni periodiche  dell’asse terrestre o le tempeste solari. Così una piccola frangia di scienziati, meno del 2% del mondo accademico, ben megafonati da interessi economici e  politici (vedi Trump, Putin & amici), bombardano l’opinione pubblica di fake news per avvelenare i pozzi della consapevolezza collettiva.

Una lettera aperta da 250 scienziati

 

E alimentano la falsa convinzione che non essendo l’uomo, con le sue emissioni di gas clima alteranti da combustione di idrocarburi, la causa del fenomeno, non può essere  l’uomo a porvi rimedio. Insomma, ogni sforzo di transizione verso un sistema energetico sostenibile e pulito sarebbe inutile e controproducente. Per contrastarli già 250 scienziati italiani del settore (tra cui il presidente della SMI Luca Mercalli) hanno sottoscritto la lettera aperta “Il riscaldamento globale è di origine antropica” e l’hanno inviata alle più alte cariche istituzionali italiane e dei quotidiani nazionali.

Rapporto fra quantità di emissioni di gas clima alteranti e aumento previsto della temperatura media

L’iniziativa è stata promossa da Roberto Buizza, esperto in modellistica atmosferica e professore ordinario di fisica alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, in risposta a una petizione di stampo negazionista diffusa nel giugno 2019 da alcuni docenti universitari italiani, i cui clamorosi errori peraltro sono stati commentati sul blog Climalteranti.

Quelli che dicono “me ne frego”

Concludendo: nessuno, oggi, può dire “io non lo sapevo”. Tutti hanno gli strumenti per sapere, e per sapere quale sia la verità vera e le sue conseguenze. Chi fa spallucce, perché non vivrà abbastanza per pagare il conto, perché non ha figli a cui pensare o li ha e li detesta al punto da augurar loro l’inferno in terra, dica semplicemente “me ne frego”. Non sarebbe il primo, anche in tempi recenti.

LEGGI: Il testo integrale della lettera firmata da 250 scienziati contro le fake news sul clima