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Auto storica elettrica? Costa dai 20 ai 60 mila euro

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La Fiat 500 convertita in elettrico

Quanto costa un’auto storica con il motore elettrico? Con 45 mila euro potete acquistare una Ford Mustang, una Porsche 914 o una Jaguar XJ. Se puntate più in alto con 60 mila euro vi portate in garage una Rolls Royce Silver Spur, una Range Rover oppure una Porsche 911/912. Si può spendere di meno? Certo con 19.900 euro la Austin Mini o una Fiat 500. Peccato che non siano più disponibili e per questo prezzo ci si deve accontentare di una Twingo.

Auto storica con il retrofit 

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Anche la Rolls Royce viene convertita in elettrico con il retrofit

Quando si parla di retrofit si pensa soprattutto a come cambiare il motore alla propria auto o moto – per le due ruote in Italia  purtroppo non si può fare (leggi qui) -. Ma se si è innamorati di un modello e di una marca particolare e si coltiva il fascino per il vintage può essere più semplice rivolgersi a chi fa questo lavoro. In Francia è molto interessante Retrofuture-ev.com. Oltre alla vendita  dei suoi modelli convertiti in elettrico, offre il servizio di retrofit a chi vuole convertire la propria auto.

L’azienda francese è frutto delle competenze di Marc Tison, ingegnere, ed ex dirigente del gruppo PSA dove ha trascorso tutta la sua carriera. Il socio è Arnaud Pigounides, laureato in economia ed ex direttore di agenzie pubblicitarie. Una coppia che crede nella transizione: “Stiamo entrando in una nuova era! Niente più veicoli inquinanti, le auto elettriche stanno conquistando il territorio. Hanno davvero un ruolo cruciale da svolgere nella transizione verso le energie rinnovabili e nella lotta contro il riscaldamento globale, non è l’obiettivo dell’Europa ridurre le emissioni del 37,5% entro il 2030?”.  Questa la filosofia, ma andiamo a sfogliare il loro catalogo.

Rolls, Range Rover, porsche a 60 mila euro

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Porsche 912Iniziamo dalle regine del catalogo. Per queste si spendono 60 mila euro. E’ questo il prezzo per la Rolls Royce Silver Spur che offre un’autonomia da 220 km e una velocità massima da 180 km/h. A Retrofuture-ev offrono anche il calcolo dell’economia che si ha con l’elettrico rispetto al termico. In questo caso è equivalente a 150 euro mensili. Si possono scegliere diverse opzioni.  Pensiamo alle batterie, questo il costo per avere maggiore capacità ed autonomia: 5 kwh (+40 km a +3.000 euro); 10 kwh (+80 km a 6.000 euro); 15 kwh (+120 km  a 9.000 euro). Allo stesso prezzo, con uguale autonomia e velocità massima leggermente più alta (190 km/h) si può acquistare il Range Rover. Stessi numeri (velocità massima arriva 200 km/h) per la Porsche 911/912.

Peugot 504 coupé a 32 mila, la 205 a 24.900

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La Peugout 504

Un prezzo più accessibile, se siete amanti del genere, è quello offerto con i modelli della Peugeot. Con 32 mila euro è possibile conquistare la 504 coupé che, amano sottolineare. “è un disegno mitico di Pininfarina”. Con questo modello abbiamo una potenza del motore da 90 kW, le batterie da 20 kWh mentre l’autonomia è limitata a soli 150 km. Infine la velocità massima è di 170 km/h. Restiamo in casa Peugeot con la 205 che a listino viene 24.900 euro anche qui l’autonomia è limitata a soli 150 km.

Maggiolino: auto storica con 150 km di autonomia 

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Maggiolino

Il simpatico Maggiolino – la Coccinelle francese – costa anche lui 24.900 euro. E’ dotato di un motore da 50 kW ed un pacco batterie con 21 kWh di capacità. L’autonomia anche in questo caso è limitata: 150 km mentre la velocità massima è pari a 160 km/h.

Gite (brevi) con il combi Volkswagen

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Combi Volkswagen

La gita al mare o in campagna ha necessità di qualche tappa ben programmata con questo Combi Volkswagen. Il pullmino per piccoli gruppi di amici e la famiglia che purtroppo garantisce una piccola autonomia – solo 150 km – e per questo è indicato più per le vicine gite fuori porta che per delle vere e proprie vacanze. Il suo prezzo? 32 mila euro.

Le utilitarie: Austin, Fiat 500, Twingo da 19.900

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Mini Austin

Molto interessante il prezzo delle “utilitarie” ovvero 19.900 euro per una Austin Mini o una Fiat 500. Le piccole che garantiscono 120 km di autonomia e sono ideali per la città. Non sono però attualmente disponibili, ci si deve accontentare – ed è tutta un’altra storia – della Renault Twingo 1: un’icona degli anni 90 come la definiscono a Retrofuture. Ci vuole tanto amore per spenderci 20 mila euro.

Concludiamo questa galleria dedicata all’auto storica con i veicoli speciali, come il Citroen in foto, dedicati ad usi di lavoro come il food truck. Qui il prezzo di base è sui 33 mila euro, ma vista l’alta personalizzazione i titolari rimandano ad un preventivo specifico.

Auto storica: investimento emotivo

Si tratta di auto  in cui è necessario un investimento emotivo associato ad una coscienza ambintale per giustificare il prezzo. Ma con la recente approvazione della legge sul retrofit anche in Francia – in Italia esiste da 5 anni ma finora non è servita a niente – si pensa a dei prezzi più economici.

LEGGI ANCHE: L’Austn Mini retrofittata col cuore italiano di Benevelli 

10 COMMENTI

  1. I prezzi nn sono proprio popolari, ma le proposte sono veramente interessanti. Nel giro di pochi mesi, in Francia sono proliferate le aziende produttrici di kit omologati. Ma accidenti, perchè invece in Italia in 5 anni non é venuto fuori nulla (a parte la Newtron)? Dovevamo essere i primi e dare esempio x tutti, invece siam rimasti al palo. Peggio ancora sulle 2 ruote.
    Nello specifico, mi piace molto la proposta relativa alla Peugeot 205 elettrica. Ben bilanciata come caratteristiche tecniche. Solo non viene precisato nulla sul caricatore di bordo, potenza e tipo di presa.

    • Grazie per il suo contributo. I prezzi non sono molto popolari come dice lei ma consideriamo che con il retrofit, in questo caso, si acquista un’emozione. Detto questo visto che ci sono ancora troppe auto inquinanti in circolazione sarebbe auspicabile una diminuzione dei prezzi. In Francia come abbiamo scritto nell’articolo che posto qui sotto nelle settimane scorse si è approvata la legge sul retrofit, estesa anche alle due ruote. In Italia c’è un decreto da 5 anni ma non ci sono i kit in vendita quindi il retrofit non ha nesssuna convenienza economica. E’ riservato a chi se lo può permettere, ad iniziative turistiche ma ben lontano dalle potenzialità che si possono esprimere con dei prezzi più bassi. Buona giornata.
      https://www.vaielettrico.it/copiamo-la-francia-hanno-approvato-il-retrofit-per-le-moto-da-noi-non-esiste/

    • Perché chi dovrebbe acquistare appena sente il prezzo ti risponde che con quei soldi acquista un’autovettura nuova. Non c’è solo la Newtron. Ci sono altre 3 o 4 start up ma il problema di tutte è il fatto che le banche non ti finanziano, nonostante le garanzie pubbliche dello Stato.

      • Grazie Gaetano per l’intervento – lo conosciamo perché fa parte della rete che associa alcune aziende che si occupano di retrofit – oltre il problema dei finanziamenti, dopo 5 anni non abbiamo una ricaduta reale del decreto retrofit.  Mancano i kit.  Noi abbiamo scritto e dato voce a tutte (se abbiamo dimenticato qualcuno si faccia avanti) le start-up che fanno il retrofit in Italia. Speriamo che crescano e come sperato si concretizzi quella rete di officine in tutta Italia che permettano di eseguire il retrofit in poco tempo, con poca burocrazia e a prezzi accettabili. Aspettiamo però anche una revisione del decreto, in particolare il via libera anche alle due ruote. Sono centinaia di migliaia le moto inquinanti che ci rovinano i polmoni e che devono essere convertite. 

        • Se ogni impresa avesse a disposizione il credito necessario, nel giro di 6 mesi ci sarebbero i kit per coprire tutti i veicoli e omologare i pacchi batterie.
          E non la sto sparando grossa.
          Per credito necessario intendo 2,5 MLN di Euro. C’è un plafond apposito in Cassa Depositi e Prestiti ma le banche non ti finanziano perché ritengono questo mercato ad alto rischio fallimento. Bene! Allora dovrebbe essere lo Stato in funzione dello sviluppo dell’economia circolare e la riduzione dei rifiuti contestualmente al minor impatto ambientale ad investire nella tecnologia.
          Ma poi ci sono le resistenze delle associazioni italiane che rappresentano i costruttori di veicoli nuovi che si guardano bene di invitarci ai convegni per dire la nostra. E ormai sono 3 anni di esilio.
          La verità è questa.

          • E allora é un peccato. Viene da chiedersi come mai la Newtron sia uscita subito allo scoperto, auto dichiarandosi unica registrata alla motorizzazione.. Uno strano caso di monopolio. Ma dove é visualizzabile elenco delle ditte accreditate al ministero? E che fine ha fatto la confartigianato marca trevigiana, che all’inizio si é data tanto da fare x smuovere le acque con il governo? Tutto il lavoro fatto in passato si é perso nel nulla? E ci facciamo “bagnare il naso” dai cugini francesi…

          • Grazie del suo contributo Gamalauda, è sicuro che ci siano dei kit in commercio? Sulle aziende che si occupano di retrofit ce ne sono diverse che abbiamo citato (se qualcuno manca basta segnalarlo) https://www.vaielettrico.it/category/retrofit/

            Resta il fatto che la legge – a prescindere dai motivi, Gaetano punta il dito sulla mancanza di credito e ci sta ma non può essere solo quello il problema – ad oggi non ha permesso il decollo del settore. Personalmente penso che il retrofit sia sicuramente un ottimo investimento per le auto storiche, d’epoca, con legami “sentimentali” o d’uso turistico o d’immagine aziendali; la vedo grigia per una riconversione di massa delle auto di proprietà vista la concorrenza sul prezzo delle nuove.

            Ma il retrofit è ottimo sulle barche – si possono convertire, anzi si devono, macinini gallegianti con decenni di navigazione – e probabilmente da sperimentare su alcune macchine agricole.

  2. ok, lasciamo stare il discorso retrofit in italia, anche se è evidente che qualcosa in questi 5 anni non ha funzionato. la risposta in francia, alla recente variazione normativa, sembra diversa: vederemo con il tempo, se e cosa succederà.
    per tornare invece alle offerte di retrofuture, sembra che il prezzo di vendita includa anche l’auto “base” per l’installazione del retrofit. bisognerebbe vedere se viene data possibilità di installare kit su auto già di proprietà, e a quale prezzo.
    da ultimo, un dubbio: sapete se in base al “decreto retrofit” francese è obbligatorio il mantenimento di tutto il cambio + frizione come previsto in italia, o se è stata lasciata più libertà su questo componente?

  3. e se invece che retrofit andassimo a recuperare le storiche Marbella elettriche che sono ancora gloriosamente funzionanti dopo 30 anni di onorato servizio? Ne sono state vendute oltre 300 e sono pezzi originali.. non retroft…veri oggetti da collezione.
    Marco Loglio

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