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La FIAT 600 Elettra rimessa in strada da Riccardo: 70 mila km in 6 anni

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Riccardo Urciuoli ha convertito la Lambretta degli anni ’50, ma senza omologazione non può andare in strada, allora acquista una rara FIAT 600 Elettra del 2000. Ci mette le mani, compra la nuova batteria e dal 2013 percorre 70 mila chilometri: mai un problema e 800 euro di carburante risparmiato ogni anno.

Riccardo Urcioli sulla Lambretta con Andrea Poggio, il responsabile nazionale di Legambiente per la mobilità sostenibile.

Riccardo Urciuoli si definisce un  hobbysta maniaco-compulsivo, ma più probabilmente è uno che arriva sul pezzo prima degli altri e con le sue mani. Nel senso letterale del termine: grazie alle sue capacità ha convertito da solo una Lambretta degli anni 50. Lavoro perfetto. Il mito del boom economico viene esposto nei raduni e nelle manifestazioni, ma a causa dei costi alti dell’omologazione  Riccardo la deve tenere chiusa in garage. “Non c’è un kit per questo modello. Serve un’omologazione che costa migliaia di euro. Senza dimenticare che alcune parti meccaniche non rispondono alle norme di oggi”. Si rischia, secondo Riccardo, di non avere l’omologazione.

Nel 2013 compra la 600 Elettra del 2000

Ma il nostro uomo vuole viaggiare a emissioni zero. E ci riesce. A inizio 2013 “divento felice possessore della mia stupenda Eli” ovvero “una 600 Elettra del 2000 che sono riuscito a trovare dopo aver scritto a decine di enti pubblici. L’occasione arriva dal Comune di Arcore, mi hanno risposto che effettivamente avevano il modello in ottime condizioni”. A questo punto tanti lettori si chiederanno come mai la Fiat nel 1998 iniziò l’avventura elettrica per poi lasciar perdere questo mercato…

Si legge Comune di Arcore

Un fallimento per prezzo e tecnologia prematura

Riccardo spiega: “La Seicento Elettra è rimasta praticamente un prototipo sconosciuto ai più. Il primo motivo era il costo, veramente notevole per l’epoca, così è diventata un’auto fondamentalmente riservata agli enti pubblici – primo punto di analisi di Riccardo-. Altro grave handicap erano le batterie al piombo, con la relativa scarsissima autonomia e affidabilità. Era previsto un controllo in fabbrica ogni 1000 km“.

Troppa elettronica di controllo

Ma non è finita qui: “Una serie di problemi dovuti all’impiego esteso di elettronica di controllo e gestione che provocava numerosi fermi delle vetture: se si trascurava la ricarica per troppo tempo, se un connettore andava in dispersione, mille altri motivi… tutto provocava l’attivazione del relativo allarme, spesso non compreso o non risolvibile dagli sfortunati dipendenti comunali“. Insomma un disastro.

Immagine dalla tesi di Maria Gentile

Un fallimento nonostante i buoni presupposti sottolineati dal nostro uomo: ”La Seicento vanta una maggior efficienza, ma soprattutto un progetto più razionale, che ha permesso di ottimizzare la distribuzione della massa batterie, di avere 4 posti, di contare su prestazioni soddisfacenti per un uso prevalentemente cittadino”.

La 600 di Riccardo: “Nessun problema”

Questa la spiegazione storica, ma è molto interessante il bilancio dei sei anni della seconda vita di Eli. Un vero affare perché i lavori di adeguamento sono stati fatti direttamente dal proprietario: “Ho sostituito le batterie al piombo con quelle al ferro litio fosfato”. Il bilancio? “Per essere una Fiat di 20 anni crea meno problemi di altre coetanee termiche, diciamo che non ho avuto problemi. Ho fatto 70 mila chilometri in sei anni e ho cambiato solo un supporto elastico da 5 euro. Naturalmente io sono avvantaggiato perché so fare da me, ma non ho cambiato niente. In un confronto che ho fatto con una coetanea termica ho calcolato ad un risparmio intorno al 70% su carburante e manutenzione. Con la termica si spendono sui 1000/1100 euro contro i 300 della versione elettrica”.

Riccardo fa notare gli ampi spazi interni della 600 Elettra

Tecnico, ma pure divulgatore

Riccardo oltre a sistemarsi la moto e l’auto e scrivere analisi sui forum dedicati è un vero proprio divulgatore. La settimana scorsa ha organizzato nel Comune di Pessano con Bornago un incontro sulla mobilità pubblica con Legambiente. Volete conoscere Lambretta e 600 Elettra? Il 17 febbraio Riccardo le mette in vetrina durante la Sagra del Firùn, sempre a Pessano con Bornago.

14 COMMENTI

  1. Grazie Gian per l’articolo, completo e ben scritto!

    Solo una precisazione: l’ “amico” dietro la mia Ecolà è Andrea Poggio, il responsabile nazionale di Legambiente per la mobilità sostenibile.

  2. Scusa Gian ma lasciami fare una citazione per gratitudine verso un forum che ha reso possibile questa mia avventura: su http://www.energeticambiente.it trovate tanti approfondimenti sulle enrgie rinnovabili, sul risparmio energetico e sui veicoli elettrici, in particolare avevo deciso di cimentarmi leggendo la sezione dedicata alla Seicento elettra, ricchissima di esperienze vissute e documentazione:

    http://www.energeticambiente.it/fiat-seicento-elettra/

  3. Ottimo articolo , di una persona che c’è tanto da imparare , Tanti pensano che una vettura elettrica non rende e non conviene, che sono collegati ad un cavo . Nientemeno che assurdo.Io con la.mia attività di pronto interventoho provato l’impossibile con una Fiat Qubo della Microvett , che tanti lo avevano abbandonata al epoca.E sono due mesi che non la mollo più …e fantastica.Bravo Riccardo

  4. Per fare un’analisi ambientale seria però parlate anche dello smaltimento ambientale delle batterie “ferro litio fosfato” che arriveranno inesorabilmente a fine vita.

  5. Buongiorno, molto bello l’articolo e complimenti. Credo che l’auto elettrica sia ormai il futuro se vogliamo preservare il nostro ambiente. Ho avuto modo in questi anni di apprezzare la Renault Zoe e devo dire che ha prestazioni eccezionali.
    Mi sono informato per trasformare in elettrico la mia Fiat 126 e non è così difficile, il kit non costa molto ma per via dell’omologazione costerebbe uno sproposito. Un vero.peccato perché se almeno la parte burocratica fosse meno cara, si potrebbe in poco tempo rinnovare a costi relativamente bassi il parco auto in circolazione, soprattutto nelle città dove l’inquinamento è più concentrato.

    • Perfettamente d’accordo, riceviamo un sacco di mail da lettori che vorrebbero trasformare la loro vecchia auto. E onestamente non è facile consigliarli per il meglio. Ma se la parte burocratica fosse meno impegnativa, ci sarebbe un sacco di lavoro potenziale per officine che oggi rischiano anche di chiudere.

        • Si, forse all’inizio potrebbe capitare, ma sostituendo tipo di componenti in linea di produzione, si ritornerebbe come per la costruzione delle auto con motore termico, ci sarebbero le flange di adattamento ai cambi esistenti a cui applicare i motori elettrici, cablaggi specifici per ogni tipo di vettura ecc.
          Se fosse fatto in grande produzione, non solo ci sarebbe un abbattimento dei costi, ma sicuramente un rilancio del settore automobilistico e possibilità di lavoro a lungo termine.

          • Marco e Luca, il tema è delicato: le auto elettriche hanno cinque o sei volte meno componenti rispetto a quelle termiche, le parti meccaniche e i freni si usurano molto meno, la manutenzione è quasi nulla. Insomma, c’è molto meno “lavoro”. La gran parte del valore e della massa, che nelle auto termiche è nel motore, in quelle elettriche è nelle batterie, che purtroppo sono state monopolizzate dall’industria cinese e dell’estremo oriente. Una perdita di posti di lavoro, quindi, è inevitabile, anche se diluita in almeno un ventennio. Del resto in agricoltura, con la meccanizzazione, di occupati se ne sono persi a milioni solo in Italia (prima della guerra lavorava nei campi il 44% della popolazione, oggi siamo fa il 3 e il 4%) eppure nessuno si è mai sognato di proibire i trattori per salvare l’aratro a buoi o la zappa. Questo perché il costo sociale è alto, ma il beneficio lo è molto di più.

  6. riguardo i posti di lavoro sono d’accordo con Massimo, se ne perderanno…come se ne sono persi con Amazon, con gli smartphone (basta orologi, sveglie, bussole, torce e candele, navigatori, post-it, telefonate, sms…ecc ecc ecc) e con tutte le nuove tecnologie, automazione e robotica comprese.

    Ma se si sta a guardare si perderanno ANCHE quei posti nell’industria e nell’indotto, arriveranno i cinesi in forze e sarà troppo tardi per reagire

  7. Buongiorno

    Sarei interessto di conoscere le produzioni cumulate di Fiat 600 rlettriche e di Porter elettrici

    Mentre le flotte di Fiat 600 sono state largamente messe in disuso Il parco circolante di Porter elettrici e del tutto consistente dovuto le qualita operative di questo mezzo

    Desidero sapere se esiste un progetto Da parte di Piaggio o da parte di terzi di un offerta di un pacco di batterie al litio in sostituzione del pacco di batterie al piombo

    Questa sostituzione trasformerrebe radicalmente sia la capacita di carico che l’autonomia del mezzo evidenziando il potenziale di questo mezzo molto apprezzato e molto diffuso ( 10000 porter elettrici in attualmente in circolazione?)

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