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Auto elettriche e mercato dell’usato: esiste?

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Screenshot dell'annuncio su Autoscout24.

Auto elettriche e mercato dell’usato: esiste? E’ forse presto per fare considerazioni sulla tenuta di valore nel tempo delle auto elettriche. Tuttavia qualcuno qualche considerazione inizia a farla. Cerchiamo di capirci qualcosa in più. Quattroruote ha provato a proporre in permuta delle auto elettriche usate per l’acquisto di auto nuove. Per una Nissan Leaf 2013 con 90.000 ha ricevuto delle offerte estremamente basse: la più alta di solo 4.000,00 Euro, la maggior parte di 1.300,00 Euro. 

Auto elettriche e mercato dell’usato: quanto vale davvero la Nissan Leaf del 2013?

Nessun dubbio circa il fatto che questi siano i reali valori offerti in permuta a chi ha raccolto i dati per conto di Quattroruote. Ma mi domando: che valutazioni hanno fatto i concessionari? La spiegazione a valutazioni così basse potrebbe essere che, in questo particolare momento di incentivi statali stellari, l’interesse per veicoli usati sia ridotto. E che quindi i saloni non vogliano prendersi il rischio di avere delle auto ferme per troppo tempo. O semplicemente che abbiano seri dubbi sulla possibilità di venderle. E’ difficile vendere qualcosa che non si conosce. E i concessionari, nella maggior parte dei casi, non conoscono affatto il prodotto elettrico.

Nissan Leaf 2013: quanto era costata all’acquisto?

Nissan Leaf nel 2013 aveva un prezzo di acquisto di 30.690,00 Euro. Proviamo a cercarne una oggi, con lo stesso chilometraggio di quella proposta in permuta nel servizio di cui sopra. Ne troviamo una con 90.822 km. Viene proposta al prezzo di 8.900,00 Euro. 

Screenshot dell’annuncio su Autoscout24.

Il valore residuo dell’auto dopo 7 anni e 90.000 km è quindi di circa il 30%.

Proviamo a vedere quanto valore ha perso invece una paragonabile auto endotermica dello stesso produttore:

Nissan Qashqai 1.5 dCi veniva venduta nel 2013 al prezzo di 26.300,00 Euro. A oggi, quell’auto con 90.000 km all’attivo viene proposta su autoscout24 al prezzo di 6.900,00 Euro (valore residuo pari a circa il 26% del valore originale).

Quindi, se così fosse, sembrerebbe tutto regolare

La perdita di valore nel tempo sarebbe persino a vantaggio dell’elettrica in questione. Ma la domanda che viene spontanea è: da quanto tempo questo annuncio è in attesa di un compratore?

I concessionari vendono le elettriche effettivamente a questo prezzo? Non lo sappiamo. Ma il portale restituisce una sorta di statistica circa gli annunci e le chiusure del passato e indica il prezzo attuale come un “buon prezzo”.

Le domande che mi vengono spontanee dopo questa analisi sono due:

  1. é davvero così? I salonisti vogliono evitare di prendersi in carico un’auto che non saprebbero affatto gestire? Per questo offrono in permuta un valore basso? Vogliono fare in modo che il cliente desista e venda autonomamente l’auto? O semplicemente non vogliono “scocciature”
  2. un’auto elettrica usata, come questa Leaf del 2013 potrebbe essere un buon acquisto?

Alla prima domanda non sono ancora stato in grado di dare una risposta certa. 

Alla seconda domanda forse si può provare a rispondere: un’auto elettrica come questa, seppur di vecchia generazione e quasi fuori dal periodo di garanzia della batteria, potrebbe avere ancora qualcosa da dire. Sarebbe interessante verificare le condizioni della batteria dell’auto, magari con una diagnostica come quella di Aviloo. Se il nostro utilizzo non è particolarmente intensivo e se possiamo convivere con una minima naturale perdita di prestazioni del pacco batteria, potremmo probabilmente sfruttare l’auto almeno per qualche anno ancora.

E voi, cosa ne pensate?

 

21 COMMENTI

  1. Buongiorno

    Al livello macro Il migliore sostegno che si puo portare al mercato del nuovo e costituito da quello del usato : non basta sviluppare I flussi entranti ma anche i flussi uscenti

    I grandi costruttori l’avevano capito per il termico e dovrano creare su misura tenuto conto delle sue specificita il mercato del usato elettrico

    Tutte le forme investigative che potete svolgere sulla creazione di mercato come quelle che esponete in questo articolo sono fondamentali

    perche questo mercato del usato prenda tutta la sua forza bisogna che gli aquirenti del usato elettrico possano capire le logiche e a volta pocca colaborazione da parte della distribuzione

    Grazie

    Patrick Droulers

  2. Il mercato dell’usato (al momento) anche dovuto ai vari incentivi che si sono modificati prima fino a 6k ora fino a 10k per non parlare di quando hanno aggiunto quelli regionali è diciamo in stato confusionale.. Ad oggi una leaf su autoscout del 2018 a 20k quando la nuova costa 29.3k e con gli incentivi si arriva intorno a quelle cifre o proprio nei giorni scorsi su un gruppo si mostrava una zoe del 2019 quindi non l’ultimo modello a 20k circa quando ad oggi quella nuova con 10kWh in più di batteria ed il restyling la riesci a portare via con qualche migliaio di euro in più (tutte batterie di proprietà)… ho detto la mia opinione che ormai quel tipo d’auto potrebbe costare 15k e che i prezzi sono super alti! Per fortuna o sfortuna la tecnologia ed i prezzi stanno scendendo quindi chi compra una macchina elettrica nuova deve pensare che la svalutazione potrebbe essere molto consistente nei prossimi anni! Guardiamo la tesla che con la model 3 ha fatto già un piccolo aggiornamento incluso anche quello della batteria.

  3. Ricondiamoci che tutti i “commercianti di auto” DEVONO guadagnare, in caso contrario falliscono;
    pertanto scelgono solo “affari sicuri”.
    Inoltre non è ancora entrato nel senso comune dei normali automobilisti che la durata e la affidabilità delle auto elettriche/ibride e decisamente superiore a quelle a pistoni.

  4. Sto seguendo il mercato dell’usato elettrico e a mio parere un ostacolo non da poco è la poca chiarezza sui costi e modalità di un’eventuale sostituzione della batteria alla scadenza della garanzia.

    In nord europa e negli stati uniti la situazione è leggermente più chiara e c’è un mercato dell’usato per le batterie al 50-60% di SoH (per utilizzi stazionari).
    Ci vorrebbe da parte dei brand più popolari (Nissan, Renault, BMW) una politica commerciale più chiara sul ritiro della batteria vecchia e cifre chiare (e pubbliche) sulla differenza da pagare per una nuova batteria… magari con una garanzia di altri 8 anni!
    Questo per far circolare ancora auto perfettamente funzionanti e per niente da rottamare.

  5. Per esperienza diretta nell’acquisto di una Skoda Citigo eiV ho trattato la permuta di una Peugeot iOn con garanzia delle batterie scaduta e con circa 90.000km. La valutazione era bassa ma non a livello della Leaf (era però Gennaio 2020). Alla VW per e-Up la valutazione è stata inferiore (circa 2500€).

    Il punto è che i concessionari si trovano in molti casi a dover dare la garanzia su un componente che ha poi un costo che supera il valore dell’auto e del quale la maggioranza non è in grado di fare una valutazione approfondita.

    Spunto alla discussione: Sullo stesso numero di Quattroruote c’era un altro articolo dove hanno messo a confronto la prova di una Nissan Leaf con una usata con molti Km all’attivo.
    Ne è uscito fuori che la perdita di performance della batteria viene in parte compensata dalla riduzione degli attriti degli organi meccanici.
    Le prestazioni in termini di accelerazione e autonomia non risultano così diverse come la sola valutazione dello SOH lasciava presupporre.

  6. Che I concessionari o le case madri devono mettere a punto dei controlli specifici per le auto elettriche e dare un valore residuo congruo. Un’auto del 2013 con 90mila km l’acquisterei se il prezzo è coerente con le condizioni. A prescindere dal fatto che sia elettrica o no. Se so che tra 2 anni dovrò rifare la distribuzione, il prezzo deve tenerne conto. Allo stesso modo, se so che le batterie tra 2 anni o x mila km avranno un decadimento importante, voglio saperlo

    • La tecnologia delle auto elettriche ha avuto un’accelerata incredibile negli ultimi 5 anni. Un’elettrica del 2013 è arcaica rispetto al nuovo. Non prenderei mai in considerazione un usato EV così datato, seppure sono convinto che la mia prossima auto sarà elettrica. Potrei valutare un usato recentissimo, ma se con gli incentivi prendo un modello nuovo a pochi euro di più vien da se che non conviene

  7. Ma quindi, finalmente, anche qui si legge che le batterie si deteriorano. Fino ad oggi, da come la raccontate, sembrava che anche dopo molti anni e un buon kilometraggio tutto fosse come nuovo. Detto questo, resto convinto che con gli attuali sviluppi vendere un usato elettrico sia difficilissimo a prezzi interessanti. Tutto cresce e sviluppa molto velocemente. Per fare un paragone d’esempio, nessuno o quasi avrebbe comprato un PC usato nei primi anni 2000 quando ogni 6 mesi le prestazioni dei nuovi processori quasi raddoppiavano.

    • La sfido a trovare su Vaielettrico un solo articolo nel quale si dice che le batterie non si deteriorano mai.

      • Sotto ogni articolo, nei commenti, e negli articoli avete sempre lasciato intendere che il decadimento delle batterie non è una cosa di cui preoccuparsi. Che il problema non esiste e che comunque a fine garanzia delle batterie non si notano grandi differenze. Non è vero questo. Perdere, anche fossero, 30km di autonomia non è poco su un mezzo che potrebbe, e sottolineo potrebbe, lasciarti nel mezzo del nulla senza più energia per muoversi

        PS: si può sistemare la sezione commenti? Non ho notifiche sulle risposte e le stesse son postate in maniera poco chiara.

        • Contesto la prima osservazione, concordo con la seconda. Noi non “lasciamo intendere” nulla. Diciamo che il degrado c’è, il più delle volte segue un processo lineare di circa il 2-2,5% annuo, è in gran parte funzione delle modalità di ricarica e di uso più o meno corretto della batteria. Quindi è un processo ampiamente gestibile dall’automobilista, sia nel quotidiano sia nel valore residuo al momento della sostituzione. Questo non lo diciamo solo noi, ma chi le auto elettriche le guida in strada da anni. Del resto non mi dirà che l’efficienza di un veicolo termico resta la stessa dopo dieci anni. Ha ragione sul fatto che è abbastanza difficile seguire il dibattito in questa sezione. Purtroppo non dipende da noi ma dalla configurazione della piattaforma.

  8. Finche si tratta di auto da citta come ormai ridotta la smart, che tra l’altro ha visto da quando solo elettrica piu che dimezzare le vendite da una parte e lievitare non poco i prezzi di quelle a benzina o diesel dall’altra forse puo starci.
    Ma quando si tratta di spendere cifre importanti il discorso sara ben diverso. Ho provato la Taycan, io ho una 992,finita la prova ho chiesto al venditore di darmi 3 buoni motivi per i quali uno deve spendere una cifra del genere per una scatola vuota, spinta da un insieme di batterie e un propulsore elettrico, con componenti provenienti da chissa dove ma facile immaginarlo, il cui costo forse corrisponde a 1 solo degli 6 o 8 cilindri del motore della Panamera. Non mi ha risposto. Gli ho detto che forse a meno della meta del prezzo di listino un paio riusciranno a venderle. Bentley ha detto che dal 2030 solo elettrico, immagino che alla Bentley o hanno in programma di dimezzare 2 volte i loro listini o hanno anche preso in considerazione di chiudere.

    • Buona sera Stefano,
      non ho capito in che modo quello che scrive riguardi il mercato dell’usato.
      Ad ogni modo sappia che ad agosto Taycan è stata la Porsche più venduta in Europa. Quindi, anche se il venditore non le ha risposto, queste auto le vende.
      https://www.vaielettrico.it/la-porsche-piu-venduta-e-lelettrica-taycan/
      Qui abbiamo analizzato come si potrebbe motivare, almeno in Italia, una scelta di questo tipo, sempre se auto di questo genere si scelgono guardando anche al portafogli.
      https://www.vaielettrico.it/lusso-elettrico-prestazioni-e-risparmio-al-top/
      Lei ritiene che un propulsore elettrico e una batteria non possano avere la stessa dignità di un motore a 6 o 8 cilindri? Perché? Solo perché si tratta di qualcosa che si conosce ancora poco?
      Parliamo sempre di grande tecnica e alta tecnologia, anche in un powertrain elettrico. Proprio per questo motivo proprio il Center of Automotive Management di Bergisch Gladbach l’ha eletta nel 2019 “auto più innovativa al mondo”: sono state premiate soluzioni tecnologiche inedite come l’architettura da 800 Volt, la trasmissione a due velocità sull’asse posteriore, i 265 kW di potenza in fase di recupero e il coefficiente di penetrazione pari a 0,22.

      • Forse ho capito in parte quello che voleva dire il signore sopra. Il motore e le pacco batterie chi le crea per la taycan? Stesso discorso in linea per capire, vale anche per Ferrari e McLaren, che hanno detto no all’elettrico per il momento. Tutto ciò per dire che chi acquista queste tipi di vetture non è che acquista solo la scocca ma tutta l’ingegneria che viene sviluppata sopra e che non è solo questione di potenza, ma gli appassionati e chi se lo può permettere sanno che ognuna ha una caratteristica diversa, una propria voce e altre cose simili. Sostanzialmente, cosa mi cambiarebbe fra il comprare una Ferrari o una McLaren elettrica se esistessero ?

        • Buon giorno Marco,
          certo che non acquista solo la scocca. Acquista anche tutta la tecnologia che c’è dentro, e che non è assolutamente la stessa per qualsiasi produttore, soprattutto ai livelli di supercar come queste. Per quale motivo una Ferrari e una McLaren elettriche, se esistessero, dovrebbero essere identiche sottopelle? Davvero non capisco.

  9. Credo che il problema sia legato alle batterie. Se compri una auto normale e ti si frigge il motore dopo 13 mesi, alla peggio hai 3000 euro di spese, spesso anche meno con un motore usato. Compri una elettrica, dopo 13 mesi batterie fritte: che fai?
    Occhio che non mi riferisco a batterie che riducono la capacità ma proprio a un guasto improvviso che potrebbe compromettere per sempre, insomma hai un pezzo di elettronica che se si rompe quasi nessuno sa riparare, che anche se sa riparare costa tantissimo e che se non è riparabile ti costa più dell’auto. È un bel rischio. E comunque proprio le Leaf vecchie avevano problemi enormi di batteria…

    • Enzo, si, capisco il timore.
      La storicità è talmente bassa al momento che è difficile fare delle statistiche di questi eventuali casi. Posso dire, per mia esperienza (senza che questo sia ovviamente esaustivo della questione), che tra le decine di persone con le quali mi sono relazionato negli anni e che guidano auto elettriche, nessuno mi ha mai riportato di una situazione simile.

      • Ciao Paolo, grazie per la risposta. Per la Leaf io vedo 2 problemi:
        – la prima generazione utilizzava lo standard Chademo che è in via di dismissione (non solo non crescerà la rete Chademo ma i suoi punti di ricarica potrebbero essere convertiti a standard più moderni), quindi non mi pare un affare acquistare un’auto che si avrà sempre più difficoltà a ricaricare (è lo svantaggio di essere un early adopter)
        – le batterie della Nissan Leaf prima serie sono famose per essere pessime. Cito: “i proprietari della Leaf prima serie hanno constatato una perdita di capacità del 27,5% dopo due anni di utilizzo e questo senza una guida particolarmente aggressiva” fonte: https://www.newsauto.it/guide/durata-batterie-auto-elettriche-garanzia-degrado-ioni-2019-224159/ (c’è una disamina tecnica molto esaustiva sul perché fanno così pena)

        Anche se è probabile che i concessionari non fossero a conoscenza di questi problemi, è comunque un valido motivo per tenersi alla larga da quest’auto, anche in presenza di un chilometraggio basso e una guida accurata. Le nuove batterie (quelle dal 2018 in poi) sono migliori ma, cito, “l’azienda però non ha modificato il monitoraggio delle celle / sistema di raffreddamento, che costituisce un punto cruciale per diversi osservatori che temono che il nuovo pacco non abbia le carte in regola per durare più a lungo rispetto ai precedenti. Come è ben noto, Nissan riduce la potenza di ricarica se l’auto ricorre a ricariche fast più volte consecutivamente. Nissan afferma che questo comportamento riduce significativamente il degrado della batteria, anche se alcuni clienti lamentano il fatto che ciò prolunga notevolmente il tempo necessario ad affrontare i lunghi viaggi.” (fonte: https://www.gruppoacquistoauto.it/approfondimenti/batteria-della-nissan-leaf-2018/ )

  10. Ma volendone acquistare una usata, la concessionaria si proporre e di darmela per provare il sistema aviloo? Anche perché diciamocelo, io non mi fido di quello che dice il concessionario sull’usato, e ovviamente penso nessuno di noi.

    • Mi verrebbe spontaneo pensare che sia nell’interesse del venditore certificare le condizioni della batteria attraverso un ente esterno. Certificando le condizioni della batteria potrebbe tenere più alto il prezzo.

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