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Come sta la batteria di una e-Golf dopo 160 mila km

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Come sta la batteria di una e-Golf dopo 160 mila km. Gabriele ha raggiunto in poco più di  due anni e mezzo il traguardo che il costruttore prevede come fine-garanzia del pacco-batteria. Sono proprio 160.000 km o 8 anni. E ci racconta quanta autonomia ha perso (guarda il primo check a 135 mila km)

Come sta la batteria? Gabriele ha fatto la diagnosi

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Gabriele con la sua e-Golf

       di Paolo Mariano

Come sta la batteria dopo un uso prolungato. È quel che la maggior parte delle persone si chiede rispetto all’auto elettrica è: qual è la durata nel tempo del pacco-batterie? E questa è probabilmente la domanda che chi acquisterà un’auto elettrica usata tra qualche anno si farà. Oggi infatti ha forse poco senso farlo, visti gli incentivi in gioco. Ma prima o poi un mercato dell’usato esisterà. Un tempo, quando andavamo ad acquistare un’auto di seconda mano, lo facevamo col meccanico di fiducia. Gli chiedevamo di ascoltare il motore e aprire il cofano per eventuali anomalie. Con un’auto elettrica dobbiamo occuparci di altro. Molti, e i dealer in questo a volte contribuiscono alla confusione, associano il termine di garanzia al momento in cui sarà necessario sostituire il pacco-batteria. Ma è davvero così? Gabriele, di fatto in questi due anni e mezzo non ha notato alcuna perdita di prestazioni della batteria. Ma, volendo essere davvero certo di cosa succede nel pacco batteria, si è rivolto al dealer Volkswagen della sua zona, chiedendo una diagnostica.

Come sta la batteria dopo anni di guida in montagna

Volkswagen di fatto non prevede questa possibilità. Forse perché è davvero molto sicura delle performance a lungo termine della batteria. Forse vuole che l’utente non debba preoccuparsi di questi aspetti. Quello che è certo è che tale verifica non è prevista. Ma Gabriele vuole comunque andare a fondo della questione. Si trova, probabilmente unico in Italia ad aver raggiunto un simile kilometraggio in e-Golf, oltretutto su percorsi di montagna, con dislivelli costanti da 0 fino a 1500 metri.

come sta la batteriaIn questo tipo di strade la batteria è molto più sollecitata che in pianura. I picchi nelle richieste di energia nelle accelerazioni in salita sono accompagnate da ricariche fino a 50 KW nelle ripide discese. Un po’ come se di tanto in tanto ma tutti i giorni, più volte al giorno, attaccassimo l’auto a una colonnina fast, pur senza farlo mai davvero. A questo spesso non si pensa. Una guida molto sportiva, o una guida fatta di continue salite e discese, rappresenta uno stress molto maggiore per la batteria dell’auto. Rapide cariche e scariche aumentano la temperatura del pacco batteria e questo può velocizzarne l’usura.

L’analisi affidata ad Aviloo Batteriediagnose

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Il monitoraggio della batteria con la app di Aviloo

Gabriele è venuto a sapere di un’azienda di Vienna, Aviloo Batteriediagnose (qui il sito) attiva dal 2018 nell’analisi certificata dello stato di salute (SOH) delle batterie. Li contatta e si fa spiegare come fanno questa verifica sui veicoli elettrici. L’azienda collega un proprio dispositivo alla porta OBD dell’auto, per accedere a informazioni quali temperatura, livello di carica, ecc. sulle singole celle in tempo reale). Questo dispositivo si collega direttamente via rete cellulare a un cloud sul quale gira il software di analisi. L’auto, con una iniziale ricarica al 100%, viene guidata fino a scaricare completamente la batteria. Il software, conoscendo anche le ricariche dovute alle frenate dell’auto (recupero), calcola quanta energia la batteria è ancora in grado di stoccare. E quindi restituisce lo stato di salute della batteria espresso in percentuale. In questo modo, chi ad esempio desidera vendere la propria auto, è in grado di indicare all’acquirente anche lo stato di usura della batteria.

La sentenza: resta il 92% di capacità

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Il grafico dei consumi fino al completo esaurimento della batteria. In verde lo stato di carica reale della batteria. In rosso quello segnalato dall’auto. Interessante vedere come, prudenzialmente il produttore mostri un dato peggiore di quello reale. Interessante anche vedere come, in questo percorso, l’auto abbia ricaricato, durante la marcia, oltre un terzo della capacità totale della batteria. Il percorso prevedeva Valle Aurina, Badia, Passo Gardena 2.121 m s.l.m, Passo Sella 2.218 m s.l.m, Canazei, Passo Carezza 1.745 m s.l.m, Bolzano 300 m s.l.m, Chiusa, Terento 1.210, Brunico, Valdora, Brunico, Valle Aurina

Nel caso dell’auto di Gabriele, dopo 159.491 km percorsi, la batteria è ancora in grado di stoccare il 92% dell’energia che poteva stoccare da nuova. Detto diversamente, l’auto ha ancora 212 degli iniziali 230 km medi di autonomia. Questo significa che, per la stragrande maggioranza degli utenti (chiunque percorra meno di 200 km al giorno), la batteria è ancora virtualmente nuova. Sappiamo che la media di autonomia di un’auto di pari categoria di recente progettazione è pari a circa doppio (circa 420 km, ad esempio nella Volkswagen ID3 58KWh). Con performance per lo meno allo stesso livello, dopo 8 anni o 160.000 km percorsi ci ritroveremmo comunque con un’auto ancora in grado di percorrere oltre 380 km con una carica. Teniamo conto anche del fatto che il pacco batteria di e-Golf non è climatizzato e quindi è molto più soggetto all’usura data dagli sbalzi di temperatura. Quindi, nel caso di un’auto con pacco batterie climatizzato, il degrado sarebbe probabilmente ulteriormente inferiore.

L’errore da non fare? Tenere l’auto sempre in ricarica

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Il dispositivo che preleva i dati dall’obd e li invia al server di Aviloo

Di fatto il pacco batteria in un’auto elettrica è forse la componente più costosa. Tuttavia l’usura non sembra essere così veloce e importante da costringere il proprietario dell’auto alla sostituzione nel periodo di vita dell’auto stessa. A meno, certo, di un decadimento che a un certo punto non sia più lineare. Sarà interessante analizzare la situazione quando l’auto avrà raggiunto ad esempio i 240.000 km. Ma quali sono i comportamenti che più negativamente influenzano la durata del pacco batteria nel tempo? Gabriele lo ha chiesto agli esperti di Aviloo. Secondo la loro esperienza, ad esempio, molti utenti in preda all’ansia da autonomia hanno un’abitudine sbagliata. Ovvero collegare sempre e comunque la propria piccola auto elettrica da città alla rete di ricarica. Auto che quindi resta con una carica al 100%, inutilmente, per giorni e giorni, anche se poi la si utilizza solamente poche volte alla settimana. Questo per la batteria è più dannoso che una ricarica fast quotidiana.

Il certificato rilasciato da Aviloo

Il costo chilometrico? L’ha calcolato in 0,02 al km

Lisa, una vicina di casa di Gabriele, che torna soddisfatta da un giro in e-golf

Questo è il motivo per il quale alcune auto sono impostate per bloccare una parte della batteria a livello software. Quando l’indicatore dice che la batteria è a zero, in realtà ha ancora un residuo di carica. E quando l’indicatore dice che la batteria è al 100%, in realtà è più vicina al 90%, in modo da preservarne la durata. Gabriele, al traguardo dei 160.000 km, ne approfitta per fare anche un calcolo del suo costo chilometrico. Il calcolo tiene conto di tutti gli interventi di manutenzione (un tergicristallo, una batteria di servizio da 12 volt, un ammortizzatore, 5 tagliandi, 4 treni di pneumatici), dell’energia elettrica acquistata, dell’assicurazione. In tutto 3.200,00 euro, ovvero 0,02 Euro/km. Non male. Che cosa si potrebbe rompere in un’auto come questa? A quali imprevisti si potrebbe andare incontro guidandola per altri 160.000 km? In che condizioni sarà la batteria? Non lo sappiamo. Ma vi terremo aggiornati. E aspettiamo i racconti delle vostre esperienze con le vostre auto!

Il recupero dell’auto di Gabriele al termine del test, con batteria a terra.

40 COMMENTI

  1. Ottimo articolo e dovrebbero essere incorniciati test del genere perché è uno dei principali dubbi di chi si avvicina al mondo elettrico.

    L’unica precisazione che mi sento di dare è che sul sistema VW si può automaticamente arrestare la carica ad esempio all’80% o al 90% in modo da preservare la batteria non tenendola carica al 100% a lungo (è stare al 100% per lungo tempo che la rovina non il caricarla al 100% e subito usarla).
    Così come in tutte le elettriche.

    Sarebbe interessante sapere il tipo di ricarica che ha fatto Gabriele. Se tutte lente o tutte fast o un misto, se tutti i giorni o ogni tanto, se con limite o al 100% e via dicendo.

    • Ti hanno già detto che non è il motivo principale per cui rovini una batteria, caricarla in casa alla minima velocità consentita è giù più che sufficiente per ottenere i risultati di questo test.

  2. Buon giorno Pepo,
    Grazie.
    Si, quello che intendevo è proprio il lasciare a lungo l’auto carica al 100%. Gabriele carica per circa un quarto fast e il resto type 2, tutti i giorni. Non credo che limiti la ricarica all’80% ma posso chiedere.
    Paolo

  3. Molto interessante, purtroppo ho sentito dire che la comunità europea presto pretenderà la porta OBD cifrata. Per ‘sicurezza’ dicono, io dico invece che pretendo, quando compro un prodotto, che quel prodotto sia mio e che dovrei essere in grado di parlarci. Spero sia magari solo in discussione perchè test come questi non saranno forse alta scienza da laboratorio ma sono importanti.

    • N.B. Con l’adozione del Trattato di Lisbona il 1º dicembre 2009, la “comunità europea” formalmente, non esiste più essendo stata assorbita dall’Unione europea.

      • Il costo di 0, 02 al km è anomalo, solo di energia vanno almeno 0,03 al km poi dipende da dove di carica.

  4. Ottimo articolo.

    Non sono esperto di batterie e ringrazio in anticipo per le vostre risposte alle mie domande.

    Da pochi giorni possiedo una Hyndai Kona, con batteria da 64 kWh. Abito in una zona collinare e prevedo di percorrere circa 150 km/settimana, piu`un viaggio al mese di 200-350 km, e un paio di viaggi all’anno di 1000-2000 km/ciascuno.

    L’auto e` parcheggiata all’aperto. In inverno la temperatura scende spesso pochi gradi sotto zero. Raramente scende a -6 gradi.

    Prevedo di fare il 95% delle ricariche a casa e pochissime presso DC fast chargers.

    Domade (per aumentare la vita della batteria), riguardanti la ricarica a casa:

    1) Pensavo di ricaricare quando la batteria e` sotto il 40% di carica, oppure il giorno prima di un viaggio lungo. Concordate con questo approccio?

    2) Mi conviene ricaricarla a 80 o 90% (100% prima di un viaggio lungo)?

    3) A casa ho una wallbox e posso regolare la potenza di carica nell’intervallo 2 -7 kW. Se fosse utile, potrei anche arrivare a 11 kW. Ma dovrei spendere 1500 Euro per modificare l’impianto di alimentazione e quindi non credo valga la spesa. Che potenza mi consigliate?

    Grazie per le risposte, e saluti dalla Provenza.

    Mario.

    • Ciao Mario.
      Da quanto ho appurato anche con l’aiuto di un articolo di cleantechnica e svariate altre raccomandazioni i consigli migliori sono:
      – Metterla in carica ogni giorno ma limitata (ad esempio 80/90%, più il limite del produttore viene un discreto limite superiore). Così si limitano tanto i cicli che arrivano ad aumentare di svariate volte.
      – Prima di partire per un viaggio più lungo portarla al 100% se serve (ad esempio se si parte alle 07 di mattina si può caricarla entro le 07 al 100%, non gli fa male, fa male tenerla al 100%)
      – poche fast.
      – generalmente più lenta è la ricarica meglio è. Di certo tra 2 o 7 non c’è apprezzabile differenza.

      In questo modo ho letto anche di altri con le EV che in più di 150’000 km non hanno avuto problemi.

    • Ciao, condizionare la tua vita è sforzarti di rispettare certe regole che oggi sembrano valide, ma domani potremmo scoprire che non lo sono, è sbagliato. Cosa faresti se tra 100.000 Km scoprissi che una delle regoline magiche che hai diligentemente rispettato tutti i giorni fosse sbagliata ed anziché preservare la batteria l’avresti rovinata? Goditi la tua auto e limitati alle semplici regole che tutti sappiamo. Ovvero mai del tutto scarica, mai troppo carica per troppo tempo, fast charge il meno possibile ovvero quando non puoi farne a meno. E vivi sereno. Diamine.

  5. Gabriele carica al massimo 70% presso i fast charger. A casa in inverno carica al 100% e d’estate all’80/90%.

    • 1 ammortizzatore?!?!?!
      Che bestialità! si cambiano sempre almeno per asse, mai uno solo; questo fa capire che tipo di manutenzione fa. Manco il minimo indispensabile.
      Bella roba.

  6. Grazie Mario.
    Faccio una premessa. Non sono un tecnico. Ciò che condivido sono solo le mie esperienze dirette e quelle raccolte dagli altri automobilisti elettrici. Tuttavia Pepo, condivido pienamente tutte le risposte date a Mario.

  7. per me che mi sto per avvicinare ora al mondo delle ev, l’articolo ed i vostri commenti sono veramente utili, grazie

  8. Complimenti per l’articolo: chiaro, dettagliato e senza perditempo acchiappa click tipo “sensazionale” o commenti e giudiI personali non richiesti complimenti ancora

  9. ottimo articolo complimenti, sarebbe anche interessante capire cosa succede alle batterie con il tempo, cioè dopo otto anni ( e nom due e mezzo come in questo caso ) la tecnologia di queste batterie è simile a quella dei cellulari….

  10. Marco, sono d’accordo con quanto suggerisci. Non bisogna fissarsi troppo con le regole. Altrimenti si perde una parte del piacere. E, come detto, non ci arroghiamo la detenzione della verità assoluta, ma raccontiamo solo ciò che vediamo.

  11. Max, certo, sarebbe molto interessante. Se ci capiterà di conoscere chi ha un’auto elettrica da così tanti anni, proveremo a raccogliere la sua esperienza!

  12. La nostra Smart ED è del marzo 2013, ad oggi ha percorso 143000 km senza batter ciglio.
    Oggi ha percorso 98 km con un residuo di 69 km quando la casa madre ne prevede 145 con batteria nuova, mi devo preoccupare?

  13. Eugenio, no, direi di no. 🙂 Ha voglia di raccontare di questi 7 anni su vaielettrico.it ?

  14. I miei droni hanno batterie ai polimeri di litio, molto simili a quelle agli ioni x quanto riguarda le regole x preservare. Ciò detto sono “intelligenti” ovverosia se lasciate al 100% dopo x giorni, che posso modificare io tra 5 e 10, iniziano da sole a scaricarsi fino al 65. Sono oggetti da 5400 mah e costano 80 – 90 euro, niente di paragonabile al costo di quelle delle auto. Esistono cose simili anche nelle batterie x auto? Sarei sorpreso del contrario

  15. Interessante Villi, ma, da quanto mi risulta le auto elettriche non hanno nulla del genere, anche se non sarebbe una cattiva idea!

  16. Probabilmente nelle automobili questa funzione non è stata prevista per evitare di sprecare energia (e soldi). Sarebbe come fare il pieno di benzina e dopo x giorni buttarne via una parte . Probabilmente questa funzione ci sarà per i veicoli che permettono di trasferire energia dalla batteria alla rete. Ma, anche le batterie verrano migliorate e protrebbero non avere più questo problema.

    Nel frattempo chi ha voglia, può gestire la batteria in modo manuale, o seguire i consiglio di Marco: “Vivere sereni e godersi l’auto elettrica”.

    Caro Marco, condivido pienamente le tue parole. Ma, spesso mi faccio trascinare dalla curiosità di capire come funziona.

    • Hai ragione, non avevo pensato che in effetti sarebbe uno spreco di carburante. Ma poterlo attivare è disattivafe mi piacerebbe. Intanto oggi vado a prendere la E 208, sono bello “carico” se mi permettete il gioco di parole 🙂

  17. Non ha senso parlare di batterie costose ed inquinanti come quelle attuali!
    Al costo di 0,02 € /km va aggiunto il costo della batteria perché per esperienza con carrelli elevatori, col cavolo che dura 8 anni……o perlomeno l’autonomia cala in modo tale che non è più “papabile”.
    Ragazzi, ma li avete visti i prezzi delle auto elettriche? Ma non scherziamo!
    Io passo (e continuo con il metano) in attesa delle nuove tecnologie ad IDROGENO.

  18. Farste, come detto, verificheremo come si evolve la situazione nel tempo e racconteremo volentieri l’esperienza di chi guida auto elettriche da molti anni per capire come si è eventualmente deteriorata la batteria. Per le informazioni in mio possesso, i carrelli elevatori utilizzano batterie al piombo-acido. Solo più di recente alcuni carrelli utilizzano batterie al litio, proprio per migliorare la longevità.
    I prezzi delle auto elettriche li vediamo ogni giorno. Si cosa ritiene che stiamo scherzando?

  19. ma di cosa stiamo parlando? dopo solo 2 anni e mezzo (io abito in montagna) ci si aspetta normalmente che l’auto sia nuova. Sarebbe strano il contrario. La mia golf a gpl ha il doppio dei km e 5 volte gli anni di quella sopra e va ancora come un orologio con la stessa autonomia di quando l’ho comprata (con le dovute manutenzioni programmate).
    Considerando anche i costi esorbitanti di questi mezzi e la scarsa autonomia diciamo che sono mezzi che è meglio lasciare a chi dell’auto non ha davvero bisogno o che può permettersi di cambiarla dopo pochi anni.

    • Paolo Mariano, ho espresso una mia valutazione che nulla vuole togliere alla discussione molto interessante e ricca di informazioni utili per chi vuole avvicinarsi al mondo delle auto elettriche.
      La mia opinione è che l’auto elettrica sia obsoleta ancor prima di nascere (commercialmente ed ecologicamente) perché esistono giá soluzioni molto migliori anche da un punto di vista economico.
      Ovviamente l’espressione “ma non scherziamo!” in questo caso è da intendersi come rafforzativo della mia opinione e non in senso letterale.

      • i carrelli elevatori….”ottimo” termine di paragone. Io da piccolo (anni 80) avevo una turbo panther radio comandata con batterie nichel cadmio. Ha ragione lei…tecnologie obsolete

  20. Gentile sig. A,
    mi fa molto piacere che la sua auto a gpl con 320.000 km e oltre 12 anni vada ancora come un orologio e che abbia la stessa autonomia di quando lei l’ha acquistata. In quanto all’e-golf di Gabriele, ritengo che un deterioramento della batteria dell’8% dopo 160.000 km sia accettabile, soprattutto se consideriamo che ha un impatto zero sull’utilizzo. Riguardo a quelli che lei definisce costi esorbitanti, mi piacerebbe invece approfondire cosa intende. Se paragono e-golf a una golf a motore di pari allestimento e motorizzazione paragonabile, e-golf costa certamente meno.
    Ultimo ma non meno importante, detto che ognuno è ovviamente libero di fare le scelte che crede, Gabriele della sua auto ha certamente bisogno. Le dico di più: i costi di gestione di una golf diesel sarebbero spropositati. Se ha piacere possiamo analizzarli.
    Cordialmente,
    Paolo

  21. Farste, grazie mille!
    Mi farebbe davvero molto piacere (glielo dico in nella più assoluta sincerità) sapere a quali soluzioni migliori fa riferimento. Così magari ci confrontiamo. Super volentieri.
    Paolo

    • Anch’io sono interessato a sapere da Farste quali sono le soluzioni gia` estistenti e migliori anche da un punto di vista economico.

  22. Pippodepippis, sono stati sostituiti due ammortizzatori, non uno solo. Uno era a carico di Volkswagen e uno a carico di Gabriele.

  23. Buongiorno, sono un felicissimo possessore di e-Golf. Volevo chiedere a Gabriele se volesse unirsi al gruppo telegram degli e-golfisti italiani, siamo circa una trentina di membri. Il link è questo: https://t.me/egolfitalia
    Grazie!

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