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Auto elettrica, l’Italia è indietro (e Cingolani che fa?)

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Charxcontrol

Dopo la decisione della Commissione europea di mettere al bando i veicoli a benzina e diesel dal 2035 torna d’attualità la domanda: sull’auto elettrica l’Italia che fa? Nonostante i progressi degli ultimi tre anni, nell’adozione della mobilità elettrica il nostro Paese è in forte ritardo. E per rispettare gli obiettivi europei il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani dovrà probabilmente rafforzare le misure di sostegno del PNRR. E’ quanto sostiene in questo intervento il professor Alessandro Abbotto. 

Roberto Cingolani
Il ministro Roberto Cingolani. Secondo molti fa troppo poco per la diffusione dell’auto elettrica in Italia

di Alessandro Abbotto∗

Si legge spesso nelle ultime settimane del fatto che Cingolani non stia favorendo a sufficienza la transizione verde di cui l’Italia ha disperatamente bisogno per rientrare nei target di decarbonizzazione europei a medio (2030) e a lungo termine, quando al 2050 si dovrà raggiungere la neutralità climatica in tutta l’Unione.

Che sia necessario fare qualcosa nel mondo dei trasporti non vi è dubbio. Da soli sono responsabili di un quarto delle emissioni complessive di gas serra e il principale colpevole è il trasporto su strada (tre quarti del totale). Le emissioni annue delle automobili si contano a miliardi di tonnellate di CO 2.

Per capire cosa abbia in mente Cingolani, al di là delle sue dichiarazioni, conta a questo punto vedere quello che c’è scritto nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), il patto che l’Italia ha concordato con la Commissione Europea e che è legalmente vincolante. Il riferimento principale è la Missione 2 (“Rivoluzione verde e transizione ecologica”), alla quale il piano ha dedicato 59 miliardi di euro, oltre a 10 miliardi dai fondi complementari e REACT EU, per un totale di poco meno di 70 miliardi di euro. La fetta più grande, quasi la metà, è dedicata alle energie rinnovabili e alla mobilità sostenibile.

Auto elettrica, una mosca bianca in Italia

Nel 2020 circolavano in Italia poco meno di 50.000 veicoli elettrici, su un totale di quasi 40 milioni di automobili: più facile trovare in giro una mosca bianca che una vettura elettrica. Il PNRR si pone come obiettivo al 2030 di arrivare a 6 milioni di veicoli elettrici. Il PNRR finanzia la messa in opera di 7.500 punti di ricarica rapida nelle autostrade e 13.755 nei centri urbani, che si sommano ai 20.000 già esistenti. Per dare in termine di paragone, i distributori di benzina al 2018 erano circa 20.000, diversi dei quali in dismissione perché vecchi e superati. Alla infrastruttura di ricarica elettrica si aggiunge una rete (più modesta, solo 40) di distributori di idrogeno a 350 (per camion) e 700 bar (per auto).

Il PNRR ha dedicato a questa sezione quasi 9 miliardi di euro, di cui 740 milioni dedicati allo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica elettrica. Gran parte dei 9 miliardi è stato dedicato al settore più energivoro, quello del trasporto pesante su strada. In particolare bus (per il rinnovo del parco di 5.540 mezzi) e ferrovie (sostituzione dei vecchi treni diesel). A questo bisogna aggiungere le risorse destinate alla ricerca e sviluppo su rinnovabili, batterie e idrogeno, tra i quali quelli destinati alla Missione 4 (Istruzione e Ricerca). Si orevede la creazione di centri di ricerca nazionali ad alta innovazione che dovranno essere generati dalla collaborazione tra Università, centri di ricerca e imprese.

Tra le tematiche in ballo in prima linea vi sono quelle relative alla mobilità sostenibile, alle batterie di nuova generazione e all’idrogeno. Quindi a questo punto è opportuno domandarsi: il ministro, e tramite lui il governo, sta puntando al petrolio, all’idrogeno o all’elettrico? A voi le conclusioni.

La sfida non impossibile delle rinnovabili al 70%

Quali sono i veri punti a mio parere riguardo la mobilità elettrica leggera? Essenzialmente due.

auto elettrica Italia

Il primo è che tutti gli sforzi per sviluppare la mobilità elettrica verrebbero vanificati se non aumentasse significativamente la quota di rinnovabili nel mix elettrico. L’obiettivo
è di superare il 70% al 2030. A mio parere, il target è raggiungibile con alcuni aggiustamenti di percorso (per esempio ulteriore aumento della potenza fotovoltaica rispetto a quanto già pianificato) e programmando molto bene siti e tempistiche di installazione dei nuovi impianti. Ad ogni modo anche questo è un impegno del PNRR, che ha dedicato a questo obiettivo 6 miliardi di euro.

Cittadini, fate la vostra parte. La politica seguirà

Il secondo spunto coincide con le scelte di noi cittadini. Se in Italia circola sulle strade meno dello 0,1% di elettrico non possiamo certo aspettarci che le stazioni di benzina/diesel vengano riconvertite ad elettriche, come stanno già facendo negli USA e in Norvegia. Anche le immatricolazioni elettriche, pur in aumento, sono molto basse, a favore dell’ibrido che invece spopola nel nostro paese (tra i primi in Europa). In altri paesi europei, da quelli scandinavi alla stessa Inghilterra, non è più così. Cominciamo a cambiare le nostre abitudini e scelte e la politica e l’industria ci verranno dietro.

∗∗Direttore del Dipartimento di Scienza dei Materiali dell’Università di Milano – Bicocca

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55 COMMENTI

  1. Vorrei dire all’amico Luca825 che non solo il sud “è un altro paese”, il nord non è solo Milano, quartiere Isola, tutto bello e tutto smart, con gli influencer a far video per ogni occasione: il nord è anche la provincia dove, tanto per fare un esempio, per muoverti da Varese a Milano in treno ci sono tempi di percorrenza uguali a 50 anni fa e l’alternativa è una vecchissima autostrada con una coda perenne.
    Cominciassero a migliorare i trasporti pubblici e relative infrastrutture, il minor uso di auto private sarebbe già un grosso vantaggio per l’ambiente.
    p.s. con stipendi normali non è che puoi tanto riempire ristoranti e boutiques, le spese di riscaldamento e della spesa già ne portano via una bella fetta.

  2. Cittadini fate la vostra parte……quindi mi dovrei svenare x comprare un’auto elettrica, dovrei partecipare alla caccia al tesoro x trovare le colonnine x ricaricare senza contare i tempi di ricarica, dovrei sperare di non avere un guasto sennò a piedi x giorni ….i mus i vola e le marmotte confezionano la cioccolata…..dai siamo seri!!!

    • Fabrizio, anzichè far collezione di fake news, legga quel che scrivono i proprietari di auto elettriche. Nessuno si svena, nessun fa la caccia al tesoro per ricaricare, nessuno dorme sotto un albero per via di un guasto. Per carità, i contrattempi capitano, né più e né meno che con le auto termiche.

      • Non si svenano perché hanno i soldini x comprarla, non fanno la caccia al tesoro perché possono caricarla a casa

    • Mettiamola così, presumo che con l’avvento delle EV chiuderanno parecchi distributori di carburante, visto che l’associazione di categoria afferma che in Italia ce ne sono troppi e non garantiscono più un reddito sufficiente ai gestori, quindi sarà probabilmente più facile trovare una colonnina che un distributore, inoltre il prezzo dello stesso sarà talmente oberato da accise che per fare un pieno ci si dovrà svenare.

      • Quindi la risposta è semplice, eleggere coloro che riducano le accise sui carburanti che servono ai lavoratori ed ai meno abbienti e togliere incentivi e mettere tasse altissime sulle colonnine di ricarica che imbruttiscono le città, occupano spazi e servono solo alle auto dei ricchi. La logica conseguenza di un discorso che deve favorire i meno abbienti e non rovinare i centri cittadini con orribili stazioni di carburante elettrico in ogni marciapiede.

        • Quindi le auto dei ricchi sono tutte EV? Quelle a Gasolio e a benzina che costano oltre i 50000€ sono tutte dei meno abbietti? Propongo quindi di mettere tasse altissime per chi acquista un’auto che costa più di 15000€, di vietare il parcheggio lungo le strade in modo da non imbruttire le città e occupare solo spazio a chi vuole andare a piedi o in bicicletta ed eliminate tutti gli orribili distributori di carburante.

          • Tasse altissime x auto che costano più di 15000 euro? Così di elettriche non ne vendi più

          • Ci sono già tasse altissime sulle auto di cilindrata superiore, oltre super bolli etc. Dove vivi? Inoltre le accise sui carburanti non incidono sui ricchi ma soprattutto sui meno abbienti. Evidentemente tu vivi nella ZTL e vieni mantenuto. Infine trova una sola EVs che costa meno di 15mila euro senza incentivi e degna di essere chiamata automobile, non ape elettrica come la Wuling. Perché parlare per dire sciocchezze quando la realtà è sotto gli occhi di tutti? Le EVs sono auto per ricchi fatte con tecnologie ancora non mature e con una catena produttiva che si basa purtroppo su lavoro schiavista in miniere africane e processi produttivi super inquinanti in fabbriche cinesi che avvelenano il mondo. Unica parziale eccezione è Tesla che infatti è il leader mondiale. Fine, il resto è noia o bugie ideologiche

          • Per fortuna che abbiamo ancora l’ecologica, etica, efficiente, economica e inesauribile filiera del petrolio (nell’altro mondo dove vive lei Mattia).

          • Buon giorno Fabrizio, ovvio che la mia era una provocazione diretta a evpundit, il quale sostiene che la mobilità elettrica anderebbe disincentivata in tutti i modi, ma io la penso esattamente come te.
            Buon giorno Mattia, delle tre ipotesi che hai fatto su di me non ne hai indovinata una, io vivo in Italia, ma non in una ZTL e neppure vengo mantenuto, ma in compenso ho girato parecchio il mondo per lavoro e ho visto con i miei occhi come vivono e vengono sfruttati gli abitanti della Nigeria (uno dei più grandi produttori di petrolio al mondo, e come vivono i libici (produttore di gas e petrolio), gli immigrati del Qatar (produttore di gas metano) e i malesi, uno dei più grandi produttori di olio di palma che altre ad essere utilizzato per l’alimentazione umana viene utilizzato come biodiesel per i gruppi di cogenerazione. L’affermazione che stai facendo sulle EV me l’hanno detta e ripetuta 1000 e più volte quando ho installato il mio impianto fotovoltaico nel 2007, e non si è verificato niente di ciò che avevano previsto, perché dovrei credere alla tua storia sulle EV? Hai dati di prima mano che confermino quello che dici oppure è solo per sentito dire? Se poi sostieni che gli incentivi sia statali che regionali siano eccessivi probabilmente ci può stare, a questo punto però lo Stato dovrebbe farsi ridare i soldi utilizzati negli anni passati per “Ecoincentivare” le auto a combustione e per finanziare le trivellazioni alle varie società petrolifere. Come puoi capire non esiste il buono e il cattivo, il bianco e il nero, perché ognuno di noi trasversalmente ha beneficiato degli incentivi erogati e che si erogheranno anche se non in modo diretto, oppure tu ti ritieni escluso da queste vicende?

      • Ce ne saranno comunque tanti distributori, le accise? Seguendo il tuo ragionamento le metteranno sulle ricariche elettriche così continueranno a mungere

        • Questo è quello che la commissione Europea ha proposto:
          “innalzamento della tassazione minima sulla benzina, passando da 0,359 a 0,385 centesimi al litro, e stessa sorte per il gasolio, da 0,330 a 0,419 centesimi al litro. Allo stesso tempo però ci sarà uno sconto notevole per l’energia elettrica, le cui imposte passerebbero da un euro a Megawatt/ora a 58 centesimi.” Credo che stiamo andando dalla parte opposta.

  3. Se tutti i giornali continuano a gridare “quanto è verde il PnRR italiano” quando invece è il meno green d’Europa, che speranza abbiamo?

    La verità è quella raccontata dal TG1. Cingolani viene dipinto come il fratello maggiore di Greta Thunberg…..

    In verità, per gli ambientalisti, Cingolani è il diavolo in persona, una vera disdetta per l’Italia.

    Cingo sta già re-indirizzando gli incentivi delle elettriche alle sue adorate euro6. Siamo spacciati. Non ho speranza.

  4. Quando vedo in televisione la sua faccia paffutella e il suo sguardo ambiguo vado in ebollizione come le caldaie delle sue amate centrali a GAS.

    E’ pazzesco come un ministro della transizione ecologica del 2021 possa interpretare la transizione ecologica come produzione di idrogeno prodotto da fonti NON rinnovabili. E’ una vergogna per il paese. Concordo con i commenti qui sotto mi vergogno anche di Draghi. Non è questo che ci aspettavamo!!!!

    • Cara Antonella, ti faccio notare che un numero insospettabilme alto delle tue colonnine di ricarica elettrica funziona solo grazie a generatori diesel. Tutti gli altri forniscono elettricità prodotti per due terzi da fonti non rinnovabili come gas, uranio, petrolio, biomasse, e per un 20% dalle dighe che non sono proprio delizie ecologiche, in pratica sei passata da un motore a combustione interna ad uno a combustione esterna. Pensa che gioia a Pechino dove la tua EV è ricaricata con energia prodotta all’85% col carbone estratto nella Mongolia Interna. Pensa a quello che dici

      • Probabilmente ancora una volta Mattia attinge dati da siti non ufficiali, forse sarebbe meglio consultare il sito del GSE oppure quello di Terna. Comunque, io personalmente guardo anche questo, spero che la redazione non ne abbia a male se cito un sito esterno.
        https://www.electricitymap.org/zone/IT-SIC?solar=false&remote=true&wind=false
        Per esempio, oggi 18/07/2021 ore 15:00, il nord Italia produce il 71% di energia elettrica dalle rinnovabili e consuma il 60% di energia prodotta dalle rinnovabili. Se poi guardo alla Sicilia la prodotta e la consumata sono identiche attestandosi al 83% e arriva tutta dalle rinnovabili. Vero oggi è domenica, ma sete liberi di consultare il sito domani mattina alle 8:00.
        Inoltre in Italia di generatori diesel che producono esclusivamente energia elettrica sono veramente rari, per lo più sono quasi tutti motori a scoppio che funzionano a metano o biogas e l’energia termica recuperata dagli scarti di produzione (acqua di raffreddamento e gas di scarico) viene utilizzata per il teleriscaldamento che fornisce ACS che calore da immettere nei termosifoni, qualcuno riesce a fare pure trigenerazione (climatizzazione). Rendimento totale (elettrico più termico) circa 85%, almeno da quello che dice ENEA. Diciamo che è un “poco” superiore ai rendimenti di un motore automobilistico.

  5. Perché questo accanimento contro Cingolani che conta quanto il due di picche?
    La linea di governo che evita la mobilità elettrica la decide DRAGHI, abbiamo paura a fare nome e cognome di che non fa nulla per la transizione ecologica.
    Troviamo il coraggio di dire che sulla transizione ecologica il governo DRAGHI e un governo di RESTAURAZIONE???

  6. Cingolani ha a cuore ENI.
    Tutte le sue prese di posizione sull’idrogeno blu e sulla mobilità elettrica e gli incontri avuti con Draghi e Descalzi lo confermano.

    Chissà, quando finirà la sua esperienza di governo, in che consiglio di amministrazione troverà posto.

    Scordatevi investimenti veri sull’elettrico con Cingolani.

    • Concordo quasi su tutto. Cingolani è un pupazzo nelle mani delle lobby.

      Penso che sia comunque una persona pulita che non prende tangenti per favorire ENI. Non credo neanche che Descalzi (negli incontri di cui parli) abbia promesso un posto nel consiglio di amministrazione, finita l’esperienza di governo.

      Lo fa perché crede nel GAS, è la sua scarsa cultura green. Rappresenta l’italiota medio che non è disposto a nessuna rinuncia per il pianeta.

  7. Cingolaniiiii (e tutti quelli che la pensano come lui), il bagno di sangue di Canada ed ora Germania chi lo paga?

    I morti chili paga?

    Questo è il vero bagno di sangue, non quello che sbandieri tu.

  8. A Cingolani consiglio il film
    L’uomo dei sogni (Field of Dreams) è un film del 1989

    cosa c’entra con l’automotive elettrico ?
    poco e molto ..

    nel film il protagonista fa un campo da baseball in mezzo al nulla per onorare il padre, con i vicini che gli danno del pazzo ..
    alla fine del film si vede una fila interminabile di macchine al crepuscolo con i fari accesi che vanno verso il campo da baseball

    a Cingolaaaa fai i campi fotovoltaici lungo autostrade ,ferrovie, tangenziali
    a Cingolaaaa fai pensiline fotovoltaiche con colonnine di ricarica nei centri commerciali ,ipermercati,Autogrill

    e vdrai che SICURAMENTE ..
    “LORO VERRANNO !!”
    “loro” nel nostro caso , sono le auto bhev

    P.S.
    guarda come sono metafisico stasera ..
    😀

    • P.S.
      bev , non bhev
      E se non dovesse svilupparsi il mergato dell’automotive elettrico ?
      male che va ci ritroviamo una montagna di energia rinnovabile a basso impatto ambientale e paesaggistico
      vi farebbe schifo lo stesso ?

  9. Cigolani fa quello che può coi soldi che ci sono. Se davvero siamo in guerra per salvare il clima (e lo siamo) bisogna attivare gli strumenti di un’economia di guerra, mi spiego chiaramente: stampare moneta. Gli investimenti per la transizione green non possono essere finanziati a debito, la BCE stampi la moneta necessaria alla transazione, in questo momento storico non c’è neanche il rischio inflazione.

    • Nel Green deal sono previsti tutti i fondi necessari, dall’Eu agli stati. Non serve stampare moneta, serve pianificare bene e snellire le procedure, a mio avviso

  10. Cingolani sta rifinanziando i soldi per l’acquisto di auto poco inquinanti e, in modo intelligente come indicato da più parti, sta finanziando il bonus anche per l’usato Euro 6: questo significa che se una persona deve acquistare un’auto, grazie all’ecobonus potrebbe prediligere una Euro 6 ad una Euro 3. Esempio molto concreto: 2 settimane fa, una mia collega russa neopatentata qui in Italia ha acquistato come prima auto una Opel Meriva con 18 anni di vita, rinviando l’acquisto di un’auto più recente tra qualche anno. Se ci fosse stato l’ecobonus attivo, mettendoci qualcosa in più lei, avrebbe potuto accedere ad una più nuova Euro 6 e il proprietario della Meriva avrebbe optato per la rottamazione del suo veicolo. Il risparmio in termini di co2 e altri inquinanti è superiore a quello che si ottiene acquistando, da nuova, una Golf 8 diesel rispetto ad una ID3. Cingolani ha correttamente individuato nella fascia più debole proprietaria di vecchie auto inquinanti il settore dove intervenire: l’auto ecologica deve arrivare prima a loro. Ma soprattutto questo si fa con microincentivi che funzionano. Sono personalmente contrario a incentivi che arrivano fino a 15000 euro per l’acquisto di un’auto elettrica: il prezzo non giustifica il vantaggio in termini di co2.

    • Tuttavia si rallegri, permettiamo a chi acquistava Audi di comprare Tesla in maniera conveniente, ignorando che la maggior parte delle transazioni che avvengono in Italia per un’auto sono inferiori ai 15000 euro complessivi…

    • > Il risparmio in termini di co2 e altri inquinanti è superiore a quello che si ottiene acquistando, da nuova, una Golf 8 diesel rispetto ad una ID3

      Magari ho capito male io, ma lo sai che le emissioni CO2, durante tutto l’intero ciclo di vita di una vettura, sono nettamente inferiori in una BEV rispetto a una ICE?

  11. Grazie dell’articolo, utile anche se ci sono due cose non condividibili che se corrette potrebbero dare una visione più ottimistica/propositiva:
    1) non è vero che le auto elettriche non si vedono, può essere che nel Trentino tra turisti e quinto reddito nazionale ci siano più possibilità, però ho trovato auto elettriche e stazioni di ricarica fino a tutte l’Italia centrale, quindi se ci sono è perché c’è richiesta,
    2) bisognerebbe finirla con questa storia della CO2! Non è l’unica cosa emessa dai motori a combustione, io mi preoccupo di più degli inquinanti del diesel e benzina che fanno male alla mia salute e a quella dei miei cari……se si rimarcherebbe di più anche questo aspetto, forse il “Cittadini, fate la vostra parte” potrebbe avere più effetto.
    Sulle rinnovabili (e sulle critiche quotidiane per alimentare un parco elettrico come quello prospettato dal 2035) credo che si possano fare delle simulazioni…..sulla terra arriva, ogni giorno di sole, 1 kWh/m2….fate voi i conti.
    inoltre, se guardiamo il progresso fatto dai veicoli elettrici negli ultimi tre anni, il 2035 è lontano anni luce, quindi mi aspetto incredibili progressi nella produzione di rinnovabili, nei saistemi di accumulo e nella tecnologia di trasporto elettrico. Be positive.

  12. Si vero. Fra 50 anni ci arriviamo pure noi. Un mese di un parlamentare equivale a un Anno di noi operai metalmeccanico. Che vergogna

  13. Siamo quasi secondo mondo a livello salariale, con uno stipendio medio medio tra 3 e 5 volte inferiore a Inghilterra e Norvegia non possiamo rientrare tra gli early adopters… Con un po’ di ritardo arriveremo anche noi…

    • Lo stipendio medio di un lavoratore italiano non è 3-5 volte inferiore a quello inglese o norvegese. E’ circa la metà. Però la ricchezza media cumulata in Italia è fra le maggiori al mondo. Il patrimonio privato delle famiglie italiane è di 8 mila miliardi di euro, e nel solo periodo Covid i conti correnti cdegli italiani sono cresciuti di 80 miliardi di euro. Quindi la scarsa diffusione delle auto elettriche non si giustifica solo con le minori possibilità economiche.

      • Gentile Redattore, ammetto la mia approssimazione nel confronto dei dati, ho mescolato un dato italiano ormai superato con quello relativo alle capitali, da una ricerca più approfondita mi risulta tuttavia un valore circa doppio per il Regno Unito e quantomeno triplo per la Norvegia, un divario non da poco. Mi perdoni se non mi trovo d’accordo sul discorso inerente al risparmio, è mia opinione che il risparmiatore italiano con patrimonio relativamente elevato in proporzione al reddito faccia già abbastanza fatica a fare in modo che l’inflazione non depauperi dallo stesso più di quanto non riesca a risparmiare e ricavare da interessi nell’arco dell’anno, difficilmente intaccherebbe il patrimonio per un bene di consumo, oltretutto di lusso, quale l’auto elettrica. Mi appare ragionevole quanto opportuno che debba essere il reddito a coprire le spese non essenziali, piuttosto che i patrimoni, altrimenti gli stessi sparirebbero nell’arco di una generazione…

        • Evidentemente in Inghilterra e in Norvegia la pensano diversamente da lei, visto che beneficiano di redditi più alti, ma il risparmio medio e il patrimonio medio delle famiglie è più basso. Controlli i dati e scoprirà che dico la verità

          • Naturalmente, la propensione al risparmio è maggiore in Italia rispetto all’Europa del Nord, tendenza invertita a proposito dell’indebitamento privato. Va da sé che in quei paesi in cui la fiducia nello stato, nel welfare, nel dinamismo del mercato del lavoro è più bassa la popolazione cerchi di tutelarsi da sola, ma è proprio questo valore cautelativo del risparmio italiano a renderlo ancor meno rilevante in merito al discorso sull’auto elettrica. Oltretutto, chiedo scusa per l’OT, è risaputo si tratti di un patrimonio in buona parte illiquido, oltre la metà è costituito da immobili, spesso ereditati, che non riflettono necessariamente la capacità di spesa del proprietario. In buona sostanza, se fai l’impiegato e guadagni 1500€ non vendi la casa di nonno per comprare una Tesla, in genere…

          • Magari affitta la casa del nonno a 1.000 euro al mese: ecco colmato il divario di reddito con il “perfido” inglese. Via Luca, non so dove viva lei, ma questo è il Paese, almeno al Nord, delle boutique di lusso, dei ristoranti pieni, del billionaire e di un’automobile ogni 1,3 abitanti minorenni esclusi (la più alta densità pro capite al mondo). E’ anche quello con la sanità gratis, l’Università quasi gratis, le baby pensioni ecc. Non mi pare che nessuno sia costretto a cautelarsi dal rischio di un futuro gramo.

          • Non riesco a citare il suo ultimo messaggio dunque mi perdoni se le rispondo da qui, ecco spiegata la nostra differenza di vedute, vivo al sud, si fidi, è un altro paese… 😉

      • Riguardo ai patrimoni privati non contesto i suoi dati, ma sarebbe interessante sapere quali categorie di risparmiatori possiede questi patrimoni e a quali è incrementato il conto corrente ai tempi del Covid…

    • Adottiamo una moneta forte che non rispecchia gli stipendi. Negli USA, nonostante lo stipendio medio è più alto [ https://www.wallstreetitalia.com/un-americano-su-due-fa-parte-della-classe-media-ecco-a-quanto-ammonta-lo-stipendio-medio/ ] rispetto a quello italiano [ https://www.vanityfair.it/mybusiness/network/2021/06/18/quanto-guadagna-un-medico-avvocato-stipendi-mensili-lavoratori ], le auto costano molto meno: la Tesla base parte da meno di 34000 euro, qui in Europa da 48000 Euro (in entrambi i casi ho preso i prezzi senza incentivi). E non c’entra dove avviene la produzione. A partite invertite, la Giulia da 280cv RWD costa 34.700 Euro (incluse le spese di importazione!!!), da noi in Italia lo stesso modello costa 59.900 Euro!

      Questo perché l’Europa è un continente premium e siccome il prezzo dell’auto è tarato sui mercati altospendenti anche da noi le auto devono costare molto di più, per spennarci, nonostante i nostri stipendi non siano confrontabili. Anche i cinesi quando vengono qui fanno impennare i prezzi alle stelle.

      Per questo l’Europa dovrà tenere conto delle difficoltà del nostro mercato.

      • I prezzi americani sono al netto delle tasse, per altro più basse delle nostre, è una questione fiscale più che monetaria. Inoltre i prezzi della model 3 in paesi come Polonia, Croazia, Ungheria, tanto per uscire dall’eurozona sono uguali al prezzo francese ad esempio, malgrado moneta diversa e salari enormemente più bassi…

    • Anche io, come Massimo Degli Esposti, non condivido l’affermazione di Luca825, secondo Wikipedia (che qualcuno probabilmente definirà di parte, ma non si sa bene di quale parte stia) il PIL pro capite (Parità Potere Acquisto) di un Italiano è di 41433$ quello di uno statunitense di 68309$, quello di un Inglese di 43620$, Quella di un Tedesco di 52558$, mentre quello di un Norvegese di 74356$. Gli anni di riferimento per il calcolo del PIL (PPA) non sono per tutti uguali ma la differenza è di un paio d’anni o al massimo tre. Quindi, gli unici che si salvano in questa lista sono i Norvegesi con un rapporto di 1,8 tra i due stipendi e non da 3 a 5 volte come affermato da Luca825. A questo punto una domanda sorge spontanea, da dove attinge le informazioni Luca825?

      • In più, vivendo in Germania, posso dirvi che gli affitti, i trasporti e altri costi qui sono più alti che in Italia. Certo non ciao o balzelli come pedaggi autostradali e la benzina costa un po’ meno che in Italia, ma alla fine non c’è grande differenza. La vita in Norvegia costa di più che in Italia.

      • Buongiorno Marco, confonde il dato del PIL (per altro PPA il che non ha senso per i prodotti importati su scala globale) con il salario medio netto, non è affatto la stessa cosa. Non ho fonti privilegiate le basta cercare online “stipendio medio netto Italia”, “Uk” o “Norway avarage net salary” per trarne le desolanti conclusioni…

  14. Salve. Si lamentano che l’Italia sta indietro con le macchine elettriche. Ma che fine a fatto l’ecobonus-40%? Un operaio può comprare una macchina eletrica x il costo che ha. I signori parlamentari non so cosa abbiano sbagliato x l’ecobonus-40 adesso leggevo che forse se ne parla x l’anno nuovo. Che schifo, che vergogna. Siamo Italiani

  15. Io già giro su Tesla dal 17 Marzo e ci sono pure venuto in vacanza qua ora a Porto D’Ascoli partendo da Modena….il mio lo sto già facendo. 🙂

    • Ma mi faccia il piacere 😉

      Gabriele, perdonami, tu non rientri tra i clienti che si sono “sforzati” per acquistare un’auto elettrica: intanto a meno che l’auto non l’hai rubata con gran fatica, vuol dire che i soldi per acquistare o finanziarti una Tesla li hai. Il punto è, Gabriele, che nelle fasce C e D le elettriche non solo sono competitive ma, a mio avviso, in molti casi migliori di una equivalente auto a combustione interna. Una Skoda Enyaq 80 da 204cv, grazie agli ecoincentivi, costa 10000 euro meno di una Volkswagen Tiguan 2000 TDI da 200cv; una Model 3 AWD Long Range Dual Motor da 351 cv, con gli ecoincentivi, costa 8000 Euro meno di una BMW 330i xDrive da 258 cv. Parlo in entrambi i casi di auto con percorrenza congrua e degna, senza ansia da ricarica, con basso prezzo di acquisto, niente bollo, meno manutenzione e risparmi anche per il costo al km.

      Amico mio, tu non ti sei “sacrificato” comprando l’elettrica: tu, grazie agli ecoincentivi (ovvero i soldi di tutti noi), hai fatto “l’affare” e hai comprato un’auto migliore di una termica. Bello sacrificarsi così …

      Purtroppo questo non vale nei segmenti A e B dove ad oggi l’elettrico non è affatto competitivo.

      • Nessuno deve “sacrificarsi” comprando un’auto nuova. E si, hai ragione Enzo nel dire che nel segmento C e D c’è più convenienza nel comprare elettrico….per questo ho preso una Model 3 di cui sono stra-contento ad oggi.
        Girare in elettrico non deve essere un “sacrificio”…ma una SODDISFAZIONE. 🙂 Soddisfatti nel dare il proprio contributo, seppur piccolo….e soddisfatti nel guidare una nuova auto a emissioni zero che ci piace e con ottime prestazioni. Non è certo un sacrificio ma anzi….è fonte di soddisfazione. 🙂

        • Ma infatti oggi come oggi chi può permettersi un’auto del segmento C o D può tranquillamente scegliere un’elettrica. Purtroppo la VW Up è impossibile da comprare, se no con gli incentivi andrebbe bene anche quella. Manca una panda/punto elettrica ad un prezzo praticabile. E poi non ci sarebbero più scuse.

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