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Zero bonus per la Spring in Francia: “È cinese”

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Zero bonus per la Spring nel 2024 in Francia: è una Dacia della scuderia Renault, ma è prodotta in Cina e il governo di Parigi ha messo a punto incentivi che… 

zero bonus per la Spring
Agnès Pannier-Runacher, ministro della transizione energetica,

Zero bonus per la Spring, gli incentivi 2024 non perdonano neanche Renault Group

La vicenda è paradossale: il presidente Macron ha ordinato di riordinare gli incentivi in modo da escludere di fatto le auto provenienti dalla Cina. E lo stesso numero uno della Renault, Luca De Meo, un giorno sì e l’altro pure tuona contro la sleale concorrenza di Pechino. Arrivando a mettere nel mucchio anche Tesla, solo perché uno degli stabilimenti di Elon Musk è a Shanghai. Ma il primo modello a fare le spese della nuova normativa sul bonus sarà proprio un’auto della scuderia Renault, la Spring appunto, costruita in Cina. Un modello che nel primo semestre del 2023 figura al secondo posto assoluto nelle vendite di auto elettriche in Francia, dietro solo alla Tesla Y, con 15.083 immatricolazioni. Ma la partita è ormai chiusa. Il ministro della transizione energetica, Agnès Pannier-Runacher, ha detto che nel mirino ci sono i modelli prodotti in Cina in fabbriche che utilizzano ancora il carbone. E ha citato Dacia Spring e MG 4 quali esempi.

zero bonus per la spring
La MG 4, altro modello made in Cina nel mirino del governo.

E dire che lo Stato francese è il primo azionista…

La cosa è ancor più paradossale se si pensa che l’azionista di maggioranza della Renault è proprio lo Stato francese. È stato il governo di Parigi a ispirare la strategia di ritorno in patria delle produzioni dell’azienda guidata da De Meo, battezzata significativamente Renaulation. Ed è vero che molte produzioni finite in Paesi a basso costo del lavoro, tra cui la Cina stessa, torneranno in Francia. Ma una sostituta della Spring al momento non c’è ed è chiaro che, senza più incentivi, la piccola Dacia elettrica perderà competitività proprio sul suo mercato principale. Magari a favore della Renault Twingo, che invece è prodotta in Slovenia, all’interno della UE, e quindi non potrà essere privata del bonus.


  • La verità sull’auto elettrica è in edicola o su strada? Il video di Paolo Mariano sull’attacco di Panorama

Phoenix
Vesper
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54 COMMENTI

  1. Io sono uno dei tanti europei, che negli ultimi 20anni ha dovuto cambiare lavoro per colpa della “delocalizzazione” in Cina.
    Mi sorprende che in questo sito, dove l’argomento ambientalista si dovrebbe sposare anche con una visione sociale, venga ignorato il fatto che l’automotive è uno degli ultimi settori strategici in Europa. Se perdiamo anche questo, per semplice miopismo egoistico, ben ci sta essere lasciati ai margini. Anzi, vergogna a voi che acquistate progetti cinesi e poi vi lamentate che l’italiano medio si è impoverito da non permettersi più di acquistare un auto nuova.

    • Appunto perchè l’automotive è un settore strategico non dovremmo permettere alla Cina di monopolizzarlo. Come? Accelerando gli investimenti nella transizione elettrica. Questo prevedono i piani europei, molto meno, purtroppo, quelli italiani

      • Penso che Davide non possa sempre sconfiggere Golia. Ben venga un po’ di “sano” protezionismo, a maggior ragione se comporta effetti collaterali positivi a livello ambientale. RENAULT perderà nelle vendite della Spring? Le auguro di tutto cuore di recuperare con la Clio slovena. Magari i nostri politicanti arrivassero a far scelte simili!

    • Mi dispiace che lei sia stato costretto a cambiare lavoro.
      Per mio conto lavoro all’interno dell’ industria e soffro da anni la staticità della nostra classe dirigente, incapace di prendere una decisione prima di trovarsi con l’acqua alla gola. Aggiunga anche che gli interessi dell’industria petrolifera manovrano affinché la nostra industria resti il più lenta possibile. Purtroppo il destino è segnato e subiremo grosse perdite, ma è come pretendere di voler continuare a produrre pellicole fotografiche, CD, DVD, TV con tubo catodico, cellulari con la tastiera, eccetera, eccetera.
      Onestamente non sono particolarmente felice di comprare cinese, coreano, giapponese, americano ma se i prodotti poco inquinanti arrivano da lì le pare logico continuare ad acquistare prodotti che inquinano e che sono destinati all’obdolescenza non appena le forniture di combustibili andranno in crisi a causa dei volumi in contrazione?

    • Io ritengo che sia molto coerente la presa di posizione del governo Francese e qui non si parla di contingentare l’import o bloccare le vendite ma semplicemente di escludere dai bonus incentivi pagati con i soldi dei francesi e degli europei un prodotto marchiato DACIA, e quindi agevolare la vendita di un prodotto che non è europeo ma fabbricato completamente in Cina. Oltretutto la gemella della Spring la Dongfeng Nano Box venduta in Cina costa circa 10.000 euro in meno rispetto al listino italiano della Spring ed è anche più curata.
      Quindi un plauso alla decisione del governo francese poichè di certo non serve incentivare in Europa la vendita di auto completamente fatte in Cina, diverso quando i marchi cinesi apriranno stabilimenti in Europa ma li bisognerà vedere quale saranno i costi reali di produzione.

      • No nessun plauso, con la scusa stanno soltanto aiutando l’industria europea a continuare a produrre e vendere auto termiche. Una “sola” per i cittadini e un regalo alle compagnie petrolifere, più che altro.
        L’obiettivo è anche Tesla che ha fabbrica in Germania ma produce model Y mentre Model 3 è prodotta in Cina. Togliere gli incentivi a Tesla dev’essere una goduria per il governo francese, un po’ meno per i francesi.

        • Il governo francese non impedisce a nessuno di comprare una Dacia Spring semplicemente il modello non usufruirà degli incentivi statali sul listino visto che è prodotta totalmente in Cina, dove i costi di produzione e del personale sono diversi da quelli europei. Chi acquista deve solo scegliere se la Spring o altro.
          Poi se in nome del green cinese dobbiamo distruggere il mercato dell’automotive europeo è un’altra visione.
          La Cina è il primo produttore mondiale di batterie e anche di auto, l’Europa produce 1/5 del mercato mondiale delle auto apprezzate ovunque, se siete così estimatori dei prodotti cinesi e affezionati alla loro cultura trasferitevi li.

          • Guardi non mi importa più di tanto per la Spring soltanto il fatto che l’ industria europea è diretta a tutta velocità verso un muro e il non dare incentivi spronerà i cinesi a premere ulteriormente sull’acceleratore.

          • Onestamente faccio fatica a comprendere questa sua visione.
            Ad oggi il la produzione automotive europea è in una fase di transizione e l’offerta da parte dei marchi di vetture BEM è abbastanza vario.
            Poi se si pensa che i produttori, dall’oggi al domani, debbano fermare tutto e fare solo elettriche da un punto di vista di impatti economici e sociali è qualcosa che no sta in piedi.

  2. INCAPACITA’. LEZIONE DI MACROECONOMIA. SE FAI REGOLE CONTRO GLI ALTRI ASPETTATI CHE ANCHE GLI ALTRI FACCIANO REGOLE CONTRO DI TE.

    Simpatici i Francesini. Peccato che con una mossa del genere è come dire al capoufficio che lunedì non vieni al lavoro perché vai a vederti la finale di coppa intercontinentale.
    Lui, per quanto scemo… ti dice “ok.. si .. vai..” E lunedì ti arriva il controllo dell’inps a casa.
    La Cina ha un movimento commerciale enorme. Mettere delle limitazioni di questo genere … che poi erano state preannunciate mesi fa.. gli cambia zero o quasi. Alzeranno i prezzi delle loro esportazioni e a pagarne le conseguenze sarà la catena produttiva Europea. Noi muoviamo un dito e loro di danno un bel ceffone.
    Sono le lobbettine Europee fatte dai costruttori che hanno PAURA della competizione perché sanno di essere in ritardo, di avere una manodopera costosissima, di non riuscire a bucare le vendite dove si vendono VERAMENTE auto cioè in Cina e India.
    Vediamo cosa farà la Cina con vw in terra propria? di sicuro non lo farà alzando la polvere e non vedremo neanche titoloni di giornali sulla questione. Musk, che è CAPACE DI FARE L’IMPRENDITORE.. ha piazzato fabbriche di Tesla in Cina alla velocità della luce. Gli Europei invece (Mercedes – Volvo…) si sono fatti comprare fette importanti del loro azionariato dai Cinesi.
    Qual’è il risultato? poco o niente se non un mero PROTEZIONISMO ottuso e retrogrado. Se sei in un mercato mondiale devi adeguarti. Se fai regole contro paesi stranieri aspettati che anche loro facciano la stessa cosa su di te.
    La cosa che più mi fa girare la pellicola è che tutto ciò peserà assolutamente sui consumatori Europei che NON POTRANNO comprarsi la vettura Cinese ma dovranno “ciucciarsi” quella Francese ad un prezzo ben più alto.
    Ma alla fine la Cina bucherà sicuramente le misure protezionistiche…

  3. Tutti contro la auto elettrica cinesi?
    Ovviamente la gente vede come il male solo le auto.
    Allora non dovremmo poi comprare iphone, vestiti, giocattoli, e mille Mila oggetti di vita quotidiana….

    • Ma anche basta con queste bufale anti-cinesi, da troll prezzolati

      EURONCAP TEST modalità 2021:

      – 1 stella – Spring Elettrica – peso 970 kg
      – 0 stelle – Fiat Nuova panda – peso 1050 kg
      – 0 stelle – Fiat Grande punto – peso 1150 kg

      la più scarsa delle utiltarie cinesi è fatta meglio delle utiltarie e persino delle compatte dei brand europei, che in più hanno listini gonfiati, termiche ed elettriche

      figuriamoci le utilitarie cinesi migliori, come la Leapmotor T03, che era in vendità in Francia e dovrebbe arrivare anche da noi, 20.000e full optional 5 posti 40.kwh di batteria, le varie BYD, le MG4, etc

      sfido che non qualcuno che tu spalleggi non le vuole, farebbero abbasssare i prezzi di listino

      • E se si abbassassero i prezzi di listino si potrebbe scoprire che non è vero che le auto elettriche non le vuole nessuno.

      • Al di là delle stelle (ormai tutte le segmento C/D ne hanno 5), io vado sempre a vedere le singole percentuali, prendendo soprattutto i primi 2 valori: adulti e bambini.

        Spring: 49% e 56%
        Panda: 45% e 16%
        Punto: 51% e 43%

        In altre parole, che tu sia con figli o che tu sia senza figli, una Spring è NETTAMENTE meglio persino di una Fiat Punto che è di un altro segmento.
        E la Panda è davvero una bara ambulante, soprattutto per chi ha bambini. Sapevatelo.

        • Le stelle son assegnate anche in base alla presenza di dispositivi di sicurezza.
          La Punto è uscita fuori produzione nel 2018, con la produzione cominciata nel 2005.
          Mi spiegate che senso ha fare paragoni entusiastici tra due auto (di cui una fuorioroduzione da 5 anni) uscite in commercio a 16 anni di distanza e con parametri che sono stati modificati nel tempo? Ragionando così diremmo che la Punto era più sicura della BMW Serie 5 E28.
          Quando la Punto è uscita in commercio aveva tutt’altra valutazione.
          La Panda di oggi è l’auto dei poveri per eccellenza(senza offesa per i meno abbienti). Un progetto di di 23 anni fa ristilizzato.

          Virendete conto che la Spring è proprio un mezzo imbarazzante? Uscita due anni fa lotta con auto con più di 20 anni.

          • Quante castronerie.
            Le autovetture si confrontano per Segmento.
            Panda e Spring => Citycar – Segmento A.
            Punto => Utilitaria – Segmento B.

            Nascita Modello:
            Panda => 2011
            Spring (Renault Kwid) => 2015

    • Per trasportare un prodotto finito dalla Polonia in Francia o in altri paesi comunitari ci vuole molta meno energia rispetto a un altro realizzato in Cina o altro paese extraeuropeo

    • Infatti,

      1) per ogni fabbrica bisognerebbe vedere l’efficenza della stessa e il mix elettrico del suo fornitore di corrente (e della sua filiera); ogni fabbrica ormai ha propri studi LCA disponibili e verificabili per un ente esterno, se c’è la volontà di fare i conti seriamente si può fare

      e mi pare che l’europa già stesse facendo qualcosa del genere, forse fatto più seriamente e in modo valido per tutti, non nazionale, con le nuove etichettature delle batterie

      2) il mix energetico “medio” Cinese è migliorato in fretta anno per anno:

      – Cina 2022: 531 gr di Co2 per kwh

      – Polonia 2022: 667 gr di Co2 per kwh

      – il mix elettrico Francese ha un valore Co2 buono, ma non “ottimo” come dichiarano, per una questione storica rognosa non risolta in europa (le sue centrali dichiarano dati non LCA, inferiori di circa 5 volte al dovuto), il dichiarato è taroccato al ribasso;

      se una parte delle filera di produzione di un’auto viene realizzata in francia, e si usano i dati francesi del mix energetico, già il calcolo Co2 viene falsato una prima volta a favore della francia

      Ma sono ragionamenti teorici, come se si volesse fare i conti al meglio; se in Francia i costruttori e il governo vogliono premiare la loro produzione e penalizzare le auto cinesi, qualche modo formale per stiracchiare questi dati o altri lo trovano

      A questo punto sarò curioso di vedere queste tabelle degli incentivi francesi del 2024, se oltre al punteggio finale riportano un po di dati e conti

  4. non è paradossale, è coerente e la notizia è mal titolata, perché il prblema non è il fatto che le auto sono prodotte in Cina, ma che sono prodotte inquinando. La tesla model 3 di Shangai ad esempio non è toccata dall’esclusione ad esempio.

  5. Mah….. si potrebbe estendete il metodo ai millemila prodotti che compriamo da anni ormai ai cinesi e dall’Asia in generale…… siamo in grado di sostituirci a loro nella produzione? Siamo disposti a pagare di più (per ovvie ragioni visto che qui la “schiavitù” non esiste) per lo stesso prodotto?

  6. Lo stato francese fa benissimo! Se hanno sbagliato prima è giusto rimediare! Spero lo facciano anche in Italia!
    Se poi una Tesla è fatta è arriva dalla Cina è lapalissiano che è cinese!

    • Per la legge francese lo stabilimento in Cina deve utilizzare il carbone nella produzione, Giga Shangai non ne usa, quindi le Tesla cinesi rientrano negli incentivi

      • Se è così se la pigliano si denti.
        Sì vede che anche gli altri cinesi apriranno de degli stabilimenti simili per bypassare il vincolo mantenendo i costi bassi e la produzione in casa.

      • Ma non diciamo stupidaggini per favore, essendo in Cina utilizzano il mix energetico di tutti gli altri stabilimenti cinesi…

          • Non conosco se questo funziona anche in Cina, ma di sicuro lo stabilimento di Tesla in Cina non ha nemmeno i pannelli fotovoltaici sul tetto…i certificati verdi sono la più grande cavolata del mondo…

    • Tranquillo Musk come risposta tu ribassa le Y per il mercato francese e poi ti farà arrivare le 3 dai nuovi stabilimenti messicani a prezzi ancora più stracciati.

  7. Se ci deve essere concorrenza deve essere ad armi pari: è troppo facile costruire dove l’intera filiera produttiva è più economica perché non si rispettano tutte le (sacrosante) norme che abbiamo in Europa per la tutela dell’ambiente e del lavoro.
    Basta con l’ipocrisia che un’auto sia ecologica (rectius: rispettosa dell’ambiente) perchè non inquina anche se per produrla si sono utilizzate le peggiori pratiche industriali sia in termini ambientali che di tutela del lavoro.
    Certo, queste limitazioni si applicano solo ai veicoli incentivati mentre per Tesla ciò non vale.
    Temo invece che ci vorrà ancora molto tempo prima di “scoprire” che anche la produzione di batterie (dall’attività mineraria in avanti) non è proprio conforme ai nostri principi e che l’ambientalismo senza sacrifici in Europa comporta danni enormi in altre parti del mondo

    • Quindi le auto a benzina e diesel sono da fare scomparire perché se vedi come estraggono dalla roccia il petrolio in Canada e Alaska ti viene la pelle d’oca, tralasciando tutti altri materiali ferrosi prodotti bei paesi più disparati e le parti in pelle o plastica è un film dell’ orrore ,insomma basta Treni basta aerei basta bicicletta prodotti in modo assoluto non sostenibile po’ compri una bella bicicletta Italiana prodotta sostenibile (dicono i produttori) al modico prezzo di 10MILA euro

    • vabbe hai postato la solita trollata.. presenze fisse..

      c’è poco da scoprire o inventarsi con la fantasia, parlando come al bar di pallone

      c’è pieno di studi che quantificano l’impatto delle diverse filiere, fare batterie e poi usarle per l’autortrazione è molto meno impattante della filiera del petrolio, da 1/3 a 1/10 sul ciclo di vita dell’auto

      bisognerebbe però leggerli quegli studi, avere qualche neurone per capirli, o almeno guardare le figure con i grafici colorati

      • /// fare batterie e poi usarle per l’autotrazione è molto meno impattante della filiera del petrolio \\\ Soprattutto quando partiranno le varie gigafactory in Europa di cui esistono i progetti da anni (vedi articoli VE)… Se partiranno

    • Perché tutte le imprese italiane rispettano tutte le regole?
      Citiamone qualcuna. Norme di sicurezza sul lavoro, norme anti inquinamento, fuori busta, lavoro in nero, lavori che in busta essere pagati secondo CCNL e poi ai dipendenti non arriva quanti dichiarato, elusione IVA e fiscale, fallimenti pilotati prima con cessioni di rami azienda per non licenziare e dover pagare TFR e non per assumere (impedendo ai lavoratori di potersi sganciare senza perdere soldi e tempo).
      La lista la possiamo allungare quanto vogliamo.

  8. Ammiro il buon Paolo … che cerca di replicare “punto-punto” ad un articolo palesemente fazioso e pensato per colpire le semplici menti di chi non approfondisce gli argomenti e non prova di persona.. e non pensa di cambiar mai le abitudini attuali

    una missione nobile ma persa in partenza.

    da tanto tempo penso che per l’auto elettrica succederà quel che è successo nella telefonia
    (un tempo ormai lontano .. metà anni ’90 ) in cui i principali players del mercato erano aziende europee (Siemens, Nokia, Ericsson etc) o americane (Motorola in testa.. prima che nascesse Apple ) o al limite giapponesi (Sony, etc ) ..
    Quando arrivarono i primi cellulari “tascabili” (monitor 1″ LCD monocromo, batteria “verde” MAX 6 ore autonomia, tasti meccanici)
    mi ci vollero interi stipendi per comprarli MA era un oggetto “di sicurezza”: giravo tanto in moto (mono/bicilindriche.. non elettriche ! ) e volevo poter chiamare in caso di emergenza… ma anche per necessità di lavoro…

    Adesso il 90% ( ? ) dei telefonini son prodotti in Cina, a volte su mandato americano (Apple ) ..ma comunque il “grosso” è asiatico (Sud Corea: Samsung, LG o Cinese: Honor, Xiaomi, ex Motorola / Nokia HMD)… e, a parte prodotti “di punta” super-sofisticati.. TUTTI (bambini & pensionati compresi) hanno un cellulare in tasca … e NEPPURE X TELEFONARE, ma far FOTO ( fotocamere e cineprese KO), “navigare” su internet

    SE in Occidente non ci impegneremo TUTTI ( politici, manager, banche, giornalisti, clienti “nazionalisti” ) A DIFENDERCI COMPETENDO su oggetti del Presente / Futuro prossimo … saremo in declino irreversibile.

    E chi replica parlando della “solita auto termica” che fa 1000km con un pieno .. non mi dica che usa ancora il telefono fisso col FILO e LA ROTELLA X COMPORRE i numeri … o magari lo Star-Tac e_TACS Motorola con antennina estraibile .. e il televisore “a valvole” della Geloso…

    (pazienza poi…se dopo solo due secoli di combustibili fossili siamo riusciti a distruggere il nostro ambiente VIVIBILE su questo povero pianeta Terra … che comunque andrà avanti senza di noi)

    scusate lo sfogo … ma il futuro lo vedo nero (fuliggine fossile) poveri ragazzi

  9. Credo che De Meo fosse ben al corrente di questa mossa e anzi in un certo senso l’ha voluta lui. In questo momento sta brindando con lo champagne. Questo perché eccezion fatta per la Spring, destinata comunque alla pensione (non può competere con la futura id1) o a giocare un ruolo minore in Europa, tutte le altre elettriche incluse quelle future sono e saranno prodotte in Europa (anzi, proprio in Francia). E’ una sorta di protezionismo che la Francia spera si allarghi al resto d’Europa per ostacolare l’avanzata cinese. Dopotutto la stessa MG ha dichiarato che sta pensando di produrre qui in Europa, mentre Magna sta cercando di offrire i suoi stabilimenti europei ai cinesi per una produzione in loco. Nulla di nuovo sotto il sole, gli altri continenti da sempre adottano una strategia protezionistica, mancava solo l’Europa all’appello e ci stiamo arrivando anche noi.

    La Spring avrebbe comunque sofferto l’arrivo della LeapMotor T03 e di altre cinesi low cost che si sono affacciate in Europa proprio all’ultima fiera di Monaco, per non parlare della Panda elettrica, attesa a 24000 euro e probabilmente ben più allettante della Dacia Spring. Rinunciare all’incentivo significa farlo perdere anche alla concorrenza cinese e rendere più appetibili le prossime R4 e R5 che invece ne beneficeranno.

    In generale c’è comunque un abbandono della fascia low cost e dei segmenti A e B, cercando di traghettare gli utenti sui segmenti più costosi. Questo lo stanno facendo tutti i brand: Fiat (che uccide la Panda), il gruppo VW (che uccide addirittura Seat “sostituendola” con Cupra), la stessa Jaguar (che ha annunciato la morte di tutti i modelli, inclusi quelli elettrici, per una ripartenza completa col solo elettrico già dal 2025 e con un listino che partirà da oltre 100000), Chevrolet (che voleva uccidere l’economica Bolt ma è stata obbligata dai numeri a ritardarne la morte), Kia (che ha ucciso la Rio senza sostituirla con un altro modello), Alfa Romeo (da tempo spostata sul premium/luxury). Le uniche auto economiche sotto i 20000 euro sono i modelli benzina, con la Clio, lancia Y, Dacia Sandero, Dacia Duster, etc. che sono lì per sopravvivere qualche altro annetto e basta …

    • La risposta l’hai già fatta intravedere tu, Enzo: con tutta probabilità, appena le marche cinesi riusciranno ad attivare degli stabilimenti in EU, la “nicchia ecologica” delle utilitarie dai 25.000 euro in giù lasciata vuota dei costruttori nostrani verrà occupata da loro.
      Perché di gente con pochi soldi o poche esigenze ce n’è e ce ne sarà sempre di più in questo modello economico che arricchisce i già ricchi e schiaccia lafamosa “middle class” verso la povertà.

    • Sul fatto che De Meo e Tavares abbiano ispirato questa modifica in Francia penso hai ragione

      – da vedere se la Spring la salvano con regole ad hoc, ma pure non piangono se fosse penalizzata, non mi pare ci tenessero più di tanto a venderne ancora di più, vettura poco aggiornata negli anni (le versioni cinesi sono già più ammodernate), e anche listini tenuti abbastanza alti per quanto poco gli costava; una delle poche utilitarie elettriche che rompe un po’ il giochino dei brand europei di spingere per primi i modelli elettrici più grandi/costosi

      – se le tabelle a punti e soglie previste per i nuovi incentivi francesi saranno calibrate su misura, forse riescono a far escludere dagli incentivi Francesi “pieni” di circa 7000e (leggevo poi forse rimangono quelli più “ridotti” a 3000-5000e):

      > vetture BYD
      > MG4, Smart, Mini, etc
      > forse (ma stabilimenti molto efficenti) le Tesla Model 3 RWD di Shangai
      > piccole utilitarie estere in arrivo, come la Leapmotor T03 già in vendita in Francia, ben rifinita e accessoriata, che farebbero scendere più velocemente i prezzi

      Bho..vedremo quando si sapranno le tabelle per il 2024, quanto sono stati smaccati o meno nel ritagliare gli incentivi “su misura” o meno..

      C’è da sperare che il diffenziale tra gli incentivi alle auto francesi e quelli delle altre non superi i 3000e (es. 7000e contro 4000e ) sennò invece che un progresso abbiamo un casino in più

      • Circa la Model 3 di Shangai, quando De Meo ha detto appena qualche giorno fa che le Tesla sono “cinesi”, stava mandano un messaggio urbi et orbi (e in particolare a coloro che erano in ascolto), ovvero che per lui la Model 3 deve essere penalizzata. Champagne …

      • Già..poi sarebbe la beffa per lui se poi scoprono che lo stabilimento Shangai ha una impronta Co2 bassa e non riescono a giustificare di escluderla

        vabbe..vediamo cosa combinano in Francia per gl incentivi alle utiliatrie, accennavano che faramno tabelle differenziate per le utilitarie.. non so se in bene o in male..qualcosa del tipo incentivo ok se il nome inizia con “Twi” e fisce con “zi”.. prezzo listino 26.000e batteria 3.kwh

  10. Chapeau bas au le President.

    Ogni tanto si vede un po di coerenza in politica. Se Renault vuole far accedere la Spring agli incentivi, basta che la produca in EU.

    Altrimenti la venda senza incentivi.

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