Home Scenari Elettriche a portata di tutti? Con il leasing sociale si può

Elettriche a portata di tutti? Con il leasing sociale si può

72
acquisto noleggio
Fonte: Sifà https://www.sifa.it/blog/det/il-noleggio-sociale-cose-e-il-caso-francese-426

Il leasing calmierato da un sussidio governativo, il cosiddeto leasing sociale che introdurrà la Francia, è il miglior incentivo alla diffusione delle auto elettriche. Lo dice il think tank indipendente Transport & Environment in un articolo firmato dal direttore William Todts e pubblicato qualche giorno fa. 

Ringraziando il lettore Natalino Tagliabue che ce lo ha segnalato, vediamo le ragioni addotte dal T&E, partendo dall’innegabile constatazione che oggi «i veicoli elettrici siano inaccessibili per molte persone».
I prezzi per l’aquisto sono fuori portata per i redditi da lavor più bassi. Da qui l’idea di un leasing sociale agevolato. Fonte: Transport & Environment

Con i bonus “le case auto comprano sussidi”

Quasi tutti i governi europei hanno introdotto incentivi all’acquisto, ma in alcuni casi senza apprezzabili risultati. E l’Italia è un esempio lampante. Perché? «In base agli standard di CO2 dell’UE _ spiega T&E _ le case automobilistiche sono legalmente obbligate a vendere un certo numero di auto elettriche». Anzichè «creare un’offerta aggiuntiva» calmierando i prezzi, preferiscono però raggiungere i loro target di vendita dirottando la produzione verso i Paesi con gli incentivi più generosi o dove reddito e cultura hanno già permesso di sviluppare un mercato elettrico più favorevole. In altre parole «acquistano sussidi», anzichè ridurre i margini o impegnarsi a sviluppare sistemi di produzione più efficienti e modelli più economici.

…ma i prezzi d’attacco non calano

Il risultato è che i prezzi d’attacco restano mediamente attorno ai 30.000 euro, del 30% superiori a quelli delle auto termiche. Questa è una soglia alla portata di utenti benestanti, mentre  le persone a basso reddito non avranno mai una disponibilità di capitale sufficiente. «Abbiamo bisogno di una strategia per veicoli elettrici entry-level economici» fa notare T&E. Ma con gli incentivi all’acquisto non ci arriveremo mai. Il rischio è che la Cina riesca presto a dominare con le sue BEV il mercato europeo dei segmenti più bassi, e tagli fuori i concorrenti europei anche dai mercati dei Paesi emergenti extraeuropei.
Che fare allora? Semplice: trarre insegnamento da General Motors che, nel secolo scorso, contrastò il dominio di Ford Modello T inventando una nuova formula di finanziamento per l’acquisto dell’auto, compatibile con le possibilità economiche delle classi meno abienti.

I vantaggi del leasing sociale di Macron

Gli autori dell’articolo stimano che 200 euro mensili siano un canone di finanziamento alla portata di quasi tutti gli automobilisti. Una somma che in gran parte rientrerebbe, grazie ai risparmi garantiti sul costo dell’alimentazione, sulla manutenzione e sulla tassa di circolazione.
T&E ritiene che con un canone mensile fra 70 e 200 euro circa 900 mila famiglie francesi a basso reddito potrebbero passare entro il 2030 dall’auto termica a quella elettrica, a costo prossimo allo zero. Seguendo il modello francese, i governi dovrebbero intervenire coprendo la differenza fra gli attuali canoni di leasing, che lo stesso T&E ha analizzato bollandoli come eccessivi, e quelli “accessibili”. Per esempio 100 euro 100 euro al mese per un modello equivalente alla Twingo elettrica e 150 per l’equivalente di una Peugeot e-208.
Il presidente francese Emmanuel Macron.
L’idea fu lanciata dal presidente Macron durante la campagna elettorale dello scorso anno. E’ stata inserita nel budget 2023 e dovrebbe scattare a partire dall’autunno. Secono i piani del governo di Parigi dovrebbe permette a 100 mila famiglie ogni anno di passare dalle ICE alle BEV.
Il costo dell’operazione leasing sociale è stimato in 800 milioni di euro all’anno. Ma gran parte si recupererebbe abolendo gli incentivi attuali dei quali beneficiano soprattutto automobilisti benestanti.
Parte della strategia suggerita da T&E riguarda ovviamente la fornitura di elettricità pulita e a prezzi accessibili e uno sforzo extra per portare la ricarica nei quartieri a basso reddito e negli alloggi sociali.

-Iscriviti  alla newsletter e al nostro canale YouTube

Phoenix
Vesper
Apri commenti

72 COMMENTI

  1. Non mi e’ chiaro pero’ dove il governo francese andrebbe a recuperare il gettito mancante da tasse ed accise mentre ci mette altri soldi per finanziare il leasing sociale. Oltretutto questo leasing andrebbe sostenuto per anni, non una tantum come gli incentivi, quindi diventerebbe una voce di bilancio fissa fintanto che i prezzi non tiventino piu’ abbordabili. Una scommessa rischiosa.

    Nota a contorno, tassa di circolazione al momento in discussione in UK anche per BEV, perche’ alla fine i nodi vengono al pettine, quindi meglio essere cauti su quello.

    Ma spendere questi soldini per un trasposto pubblico, bus elettrici e treni, efficiente, capillare e quasi gratis no? Ripeto, un’auto termica che non viene usata produce zero CO2 ed emissioni. Perche’ mai sostituire le auto termiche uno ad uno con elettriche sembra la sola soluzione?

    • Nei piani di decarbonizzazione di tutti i governi europei, infatti, si prevede una forte riduzione del circolante. In Italia, per esempio, si passerebbe da 39 milioni e 24 milioni di auto.

      • Una riduzione del 38,5% non è una buona notizia. In assenza di alternative praticabili molte persone si troveranno nell’impossibilità di muoversi, se non a piedi o in bicicletta. Certamente oggi in Italia abbiamo troppe auto, ma una riduzione così drastica costerà lacrime e sangue e porterà acqua al mulino dei populisti delle varie specie

  2. Notizia interessante, ma il piano finanziario mi sembra gracile. Posto che forse si fa un po’ di confusione tra leasing ed acquisto a rate, in genere entrambi prevedono un anticipo (Attualmente nel caso della e-Twingo, ad esempio, oltre 5.000 euro), chi lo metterebbe? Inoltre il leasing, in genere di durata non oltre 48 o massimo 60 mesi, prevede il riscatto finale e nel caso di persone a basso reddito ciò potrebbe essere difficile

      • Quello che differenzia il Leasing da l noleggio operativo è proprio l’obbligo del riscatto al termine del periodo stipulato.
        Proprio per questo quando non è presente la clausola del riscatto la tipologia di contratto è definito noleggio operativo è il bene va restituito, ma forse in Francia la terminologia e le leggi fiscali sono diverse

          • Io prendo auto in leasing, al termine del contratto è possibile il riscatto, la riconsegna, il rifinanziamento, la vendita per la sostituzione con auto dello stesso fornitore. Questo però in Svizzera. In Italia probabilmente è la stessa cosa

    • Da quello che mi ricordavo dai miei studi di ragioneria il leasing non prevede alcun riscatto.
      Infatti l’auto rimane di proprietà della società di leasing che fa pagare un canone mensile che in molti casi è totalmente detraibile dalle tasse in caso di imprese o partite IVA (ovvero sono un costo per l’impresa detraibile nell’anno fiscale). Non a caso è la forma con cui le aziende fa fronte alla necessità di avere mezzi, visto che molte volte il canone è omini comprensivo di RCA, assicurazioni varie, manutenzione ordinaria e straordinaria. Come direbbe qualcuno zero pensieri.
      Diverso è il noleggio a lungo termine o la forma di finanziamento a valore garantito.
      In ogni caso vi giro (come esempio) uno dei tanti link di una banca dove viene riportata la definizione di leasing, come funziona e quali sono i relativi vantaggi (si intende del loro prodotto, ma basta cercare su internet).
      Non confondete leasing e noleggio (sottolineo noleggio, quindi anche in questo caso l’auto non sarà di proprietà) con i finanziamenti a valore garantito dove il cliente diventa proprietario del mezzo e dopo 3/4 anni può decidere di pagare la rata di riscatto o restituire il mezzo.
      PS: queste formule vanno bene per chi fa molti km in pochi anni e necessità di auto nuove dopo 3/4 anni. Non a caso i canoni sono alti oppure ci sono limitazioni sul chilometraggio e il riscatto è salato.
      In ogni caso la svalutazione è a carico dell’utilizzatore del mezzo.
      Il leasing è sicuramente la formula più conveniente per un’azienda che può scaricare la rata visto che normalmente garantisce un rinnovo del parco macchina.
      Il finanziamento a valore garantito può valere la pena per chi ora vuol passare all’elettrico o si compra un’altra motorizzazione perché è in attesa di un prossima evoluzione delle BEV.

  3. Nell’articolo manca un informazione direi importante…. Ma il Leasing chi lo eroga???
    Se ho capito bene lo stato partecipa al pagamento della rata dell’auto, ad esempio con 100 euro mensili e il cittadino ne mette altri 100
    Quindi 200 euro al mese che non calcolando gli interessi incorrono a circa in poco più di 10 anni di rate e un costo alla collettività di 12.500 euro, che moltiplicato per le 100.000 famiglie fa un totale di 1 miliardo e 250 milioni di spesa solo per lo stato ( in 10 anni )
    ok, adesso quando si acquista in leasing un auto c’è una società finanziaria che acquista l’auto ( e la paga per intero al produttore ) e poi a noi richiede le rate con i relativi interessi, ma in questo caso sarebbe lo stato a sborsare i 2 miliardi e 500.000 euro per farsi carico dell’acquisto dell’auto e poi la metà del valore che però recupererebbe in 10 anni?
    E questo secondo Macron il primo anno, per i seguenti? sarebbe sostenibile per l’economia Italiana?
    Spero che qualche esperto mi dia informazioni

    • Mi armo di santa pazienza e le rispondo ancora una volta. Nell’articolo c’è scritto che il costo stimato in Francia è di 800 milioni all’anno per permettere a 900 mila famiglie di passare all’auto elettrica entro il 2030. Oggi l’Italia stanzia questi fondi per il 2023:
      -190 milioni per veicoli di categoria M1 con emissioni comprese nella fascia 0-20 grammi di anidride carbonica per chilometro (elettrici)*
      235 milioni per veicoli di categoria M1 con emissioni comprese nella fascia 21-60 grammi di anidride carbonica per chilometro (ibridi plug – in)*

      Il risultato è che di auto elettriche ne saranno vandute a fine anno circa 100 mila. La metà di prezzo superiore al limite massimo consentito, quindi non incentivate.
      Faccia lei tutti i calcoli del caso e tragga le sue conclusioni.

      • La ringrazio per la sua pazienza, i miei erano semplici calcoli basati sul costo di 25.000 euro di una twingo elettrica. Ora come si arrivi da 800 Milioni di costo annuo a quello che acquistando 100.000 auto a prezzo di listino corrisponde a 2,5 miliardi in un anno per me resta un mistero. e di questi lo stato francese in 10 anni ne recupera la metà.
        E questa è semplice matematica, poi visto che è lei che ha scritto l’articolo magari ha ulteriori nozioni o sono io che non capisco la matematica.
        Ma stavo scrivendo dell’articolo nello specifico della proposta di Macron, non degli incentivi in Italia

        • Il piano Macron sul leasing sociale non è ancora stato presentato, quindi i dettagli li vedremo, A quel punto si potrà cercare di rapportarli alla realtà italiana e stimare se i costi-benefici sarebbero superiori rispetto quelli degli attuali ecobonus.

  4. Sciocchezze. Altro che procedura di acquisto diverso, devono costare meno ed essere prodotti migliori di quanto siano adesso, punto.
    La spring per esempio ha una bassissima sicurezza passiva, roba che una Punto di 15 anni va meglio, ma stiamo scherzando?

  5. Chi non può permettersi l’auto deve andare a piedi, a prescindere dall’alimentazione.
    Ma è così difficile pensare che i soldi per gli incentivi se auto sono soldi di tutti? Ma dove sta scritto che tutti dobbiamo pagare gli sconti sulle auto dei privati?
    L’incentivo non ha mai avuto lo scopo di aiutare i meno abbienti, ma solo lo scopo di salvare l’industria automobilistica.
    Altrimenti farebbero gli incentivi per prendere l’auto modello base, non le auto farcite di accessori. Ora anche il leasing sociale… Ridicolo a dir poco.

    • Nell’articolo forse non è stato sufficientemente evidenziato evidente ma lo scopo di questo meccanismo è di raddrizzare le storture introdotte dagli incentivi che vengono accaparrati dalle case automobilistiche finendo per aumentarne i prezzi.

  6. 30000 € per una 500 o una Twingo 🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣
    Ma come li trovano così tanti polli…

    • Per tutto il terrorismo mediatico sulle catastrofi ambientali che certi media ( casualmente di proprietà degli stessi azionisti di maggioranza di case automobilistiche ) fanno sui loro giornali e tv. Naturalmente gli sforzi economici vengono chiesti ai poveri peones, non alle industrie che sono molto più responsabili dell’inquinamento ambientale, ma si sà…. da buon politico non si va contro chi finanzia le tue campagne elettorali

      • Le ricordo che non accettiamo interventi di negazionisti climatici. La crisi climatica e le sue cause sono per noi un dato di fatto certo e provato.

        • Vede qualche accenno al negazionismo?
          Dal mio punto di vista ( e ascoltando quello che dicono certi esperti come ad esempio il premio nobel Rubbia ) è vero che ci sia anche l’intervento dell’uomo sui cambiamenti climatici ma è l’esagerazione ( da quì il termine terrorismo ) che certi media danno come risalto di alcune notizie lo trovo poco accettabile

          • Ritenere che sia un’esagerazione l’allarme per i rischi climatici è appunto una forma di negazionismo climatico. La stragrande maggioranze della comunità scientifica si esprime attraverso i report annuali dell’IPCC, che certificano tutt’altro. Noi ci atteniamo a quelli

          • “il premio nobel Rubbia” ogni tanto viene citato, ma sapete in cosa ha preso il Nobel? Viene sempre preso a sostegno delle tesi, senza sapere COSA abbia esattamente detto.
            Mettiamola così: l’IPCC è costituito da migliaia di scienziati che hanno pubblicato paper in peer reviewed sul tema climate change che dicono una certa cosa; Rubbia no: e non li ha smentiti pubblicamente con una sua ricerca che confutava gli studi, ha detto alcune cose ben contestualizzate in altri ambiti (convegni, interviste, pubblicazioni NON aventi carattere di ricerca). Quindi siamo a livello di “chiacchiere da bar” (di altissimo livello, ma sempre chiacchiere) al confronto con le altre, che sono ricerche.. E’ più chiaro così?
            Ad esempio, la famosa interrogazione parlamentare che viene sempre citata…. https://www.open.online/2022/07/14/senato-premio-nobel-carlo-rubbia-bufala-cambiamenti-climatici-fc/

      • Uh, mi saprebbe indicare queste tv? Dico veramente, non guardo tanta TV (niente, di mia iniziativa, preferisco lo streaming), ma quella che mi capita di vedere (mediaset, la7…) equipara i movimenti ambientalisti a terroristi, o nella migliore delle ipotesi strumenti inconsapevoli di complotti di Soros (e forse dei rettiliani), la transizione energetica alle sette piaghe d’Egitto, e l’auto elettrica allo sterco del demonio.

    • Semplice, per esempio abiti a Milano e hai una polo diesel euro 4 perchè non puoi premetterti altro?
      Arriva il mitico sindaco Sala e dice che non puoi più circolare. Quindi se vuoi circolare o diventi pollo o vai a piedi

      • -per esempio abiti a Milano e hai una polo diesel euro 4 –

        O una bellissimissima Moto Guzzi 850 T5 “special” del 1984 che va come un orologio e quando sei in giro la gente ti ferma per farti i complimenti da quanto piace e da come è venuta bene? 😂😂😂😂

        (No vabè, ci sta che una moto di 40 anni possa avere delle limitazioni. Però la moto è la mia…😭😭😭)

        • Beh…per 25 giorni all’anno se hai il C.R.S. (Certificato di Rilevanza Storica) in area C a milano puoi circolare….

          • Non ho il crs ovviamente.
            Si tratta di una moto “salvata dalla pressa” una decina di anni fa, non è più originale.
            Ma la stavo mettendo sul ridere. Parlando seriamente, ci sta che si limiti la circolazione di un mezzo di 40 anni.
            Anche come il mio, che va meglio di molti nuovi.
            Andrà a inquinare da qualche altra parte. O magari solo nel week end.

        • Pochissimi chilometri. E la fregatura è che in un primo tempo sembrava che il conteggio dei chilometri fosse limitato al solo comune di Milano, poi si è scoperto che i chilometri sono contagiati più o meno su tutta la Lombardia. E io sappia chi l’ha messa è disperato. Anzi, piuttosto incazzato

  7. -Ma con gli incentivi all’acquisto non ci arriveremo mai. Il rischio è che la Cina riesca presto a dominare con le sue BEV il mercato europeo dei segmenti più bassi, e tagli fuori i concorrenti europei anche dai mercati dei Paesi emergenti extraeuropei.-

    salvini docet? 😁

      • te lo faccio più breve: “Il rischio è che la Cina riesca presto a dominare con le sue BEV il mercato europeo”.
        il discorso è lo stesso, ma cambia l’oratore..
        che poi uno stia antipatico, è un altro discorso.

        ma pensandoci, per te semplifico ulteriormente: cina domina mercato bev, lavoro (italia) europa ciao ciao

        • Vi ricordo che l’Italia del dopoguerra era la Cina d’Europa per paesi come Francia, Germania e Regno Unito.
          Tant’è che all’epoca molte industrie di bassa manovalanza furono spostate in Italia solo perché il lavoro costava molto meno.
          Ora ci sono altri paesi che hanno costi bassi e con la velocità dei trasporti odierni l’Italia non può più competere.
          Il problema è che i nostri politici stanno assecondando il mondo imprenditoriale italiano (non tutti per fortuna) che punta a creare sempre più povertà per costringere i lavoratori ad accettare paghe basse senza nemmeno accollarsi la briga di formare il personale.
          Peccato che non hanno capito che la generazione da metà anni 90 in poi preferisce non fare nulla finché potrà, o guadagnare nel mondo virtuale dove non pagano tasse, spostarsi in un’altra a nazione dove il lavoro è visto diversamente o rinfoltire l’esercito delle varie male.
          In poche parole dovranno far lavorare gli immigrati che però prima o poi presenteranno il conto con gli interessi.
          Il discorso è che gli imprenditori devono investire in ricerca per produrre i prodotti che saranno necessari nel prossimo futuro (anche accontentandosi per i prossimi anni di margini minori), i politici dovranno garantire stabilità ed una programmazione industriale ben chiara (senza andare a tentoni) oltre che a garantire stupendi non da fame.
          Siamo alla campanella dell’ultimo giro

  8. A parte la solita discussione se il leasing sociale sono comunque soldi di tutti noi che finiscono nelle tasche dei produttori, andiamo oltre, il mio contributo odierno è questo: quando si parla dei produttori cinesi c’è un sottinteso, ovvero loro sono quelli che pagano l’energia poco, la manodopera poco e quindi hanno prezzi più bassi e posso occuparsi della fascia bassa del mercato, etc. etc.

    In realtà, se ci riflettete, non è affatto così. I produttori occidentali producono anche in Cina, pagano la corrente ai prezzi cinesi, pagano gli stipendi ai prezzi cinesi. Tesla produce in Cina (ed esporta), VW pure, etc. Quindi cosa impedisce ai produttori occidentali di produrre in Cina auto low cost per la Cina e il resto del mondo, praticamente replicando quello che fa BYD, Saic, Great Wall, GAC, etc.?

    NULLA. Non hanno alcun impedimento. E’ una questione di volontà. Loro potrebbero occuparsi anche della fascia bassa del mercato, magari con un subbrand low cost, ma SCELGONO di non farlo.

    Sapevatelo.

    • Non è una novità: l’industria mondiale sono almeno 30 anni che si comporta così e in tutti i settori produttivi e merceologici, dall’abbigliamento all’alimentare, dall’elettronica alla componentistica di tutti i tipi. E il tutto per speculare sul costo di produzione mantenendo inalterato il prezzo di vendita al dettaglio.
      Avremmo dovuto impararlo almeno dopo la pandemia, quando fu dolorosamente evidente che era addirittura letale aver affidato alla Cina e in generale ai paesi est-asiatici la produzione di beni essenziali quali farmaci, mascherine, ecc.
      Invece, finita l’emergenza, tutto è ripreso esattamente come prima, ciecamente e cinicamente.
      Non è ovviamente diverso per il settore dell’automobile.

      • aggiungo:

        non era forse quello che chiedevano a Genova nel 2001 i manifestanti no global (non i delinquenti black block)
        che dicevano “uè, una globalizzazione fatta come la state pensando devasterà pianeta, società, culture, popolazioni, lavoro”

        credo che in PARECCHI dovrebbero delle scuse, oggi, ai manifestanti tacciati al tempo come insulsi comunistoidi

    • Eccoci qui Enzo, sono quasi sempre in disaccordo con te, ma questa volta hai fatto centro, è proprio come dici tu. Non è solo da quando c’è l’ elettrico che i signori delle auto e non solo quelli giocano coi prezzi. Anche sulle ICE, facevano un restyling e il prezzo aumentava, sempre piu di quello che costava. Con l’ elettrico poi ci hanno marciato e ci marciano alla grande. Un esempio: in Italia gli stipendi dei lavoratori dell’ auto sono fermi da 20 anni, ma i prezzi delle auto, neanche di quelle costruite i Italia, sono rimasti fermi.

    • Ma se tu fossi al posto del produttore….. perchè dovrei vendere la 500E a 20.000 euro quando c’è una marea di gonzi che la acquistano a 30.000 oppure c’è uno stato che comunque mi da 5.000 euro di tasca sua ( ops…nostra ) e comunque a 25.000 euro le vendo ugualmente?
      Tanto hanno già tentato di farmi la legge su misura ( vietare la vendita dei termici dal 2035 ), quindi uso un pò di terrorismo mediatico ( guarda caso sono anche i proprietari di qualche quotidiano ) e finanzio la campagna elettorale di qualche politico e la legge la faranno ugualmente, naturalmente con qualche blocco in mezzo così da creare un obbligo senza scriverlo.
      Ti è sufficiente Enzo come spiegazione?

      • Ma perché non riuscite a spiegarvi senza insultare il prossimo? Non possiedo una 500e, ma se ne avessi una mi girerebbero parecchie a sentirmi dare del “gonzo”.

        • Ha ragione sig. Tedeschini, il termine che ho usato è errato per un commento pubblico, resta il fatto che secondo me che acquista un utilitaria a quel prezzo ha buttato via i suoi soldi ( che giustamente uno spende come vuole ).
          Le cose cambiano quando sono anche le mie tasse che fanno parte del contributo da 5.000 euro che lo stato da ai produttori che le cose non mi vanno bene, per un utilitaria che pur contribuendo a ripulire l’aria dalle schifezze che rilasciano i motori termici difficilmente potrebbe essere una “prima auto” da famiglia ( e quindi in famiglia ne dovrebbe essere presente una seconda forse termica?) di conseguenza con un contributo minimo sul fattore ambientale ma “pensatuccio” sulla fiscalità sociale

    • @Enzo.
      Non ricordo di averti mai letto in questi termini.
      Finalmente e benvenuto, dico io, meglio tardi che mai.
      E’ più che evidente che una mera questione di volontà, per questo penso e dico da qualche anno che le sorti dell’elettrico sono nelle mani della gente comune, la quale dovrebbe semplicemente smettere di acquistare le termiche.
      Per questo è necessario contrastare le falsità di tanta stampa del settore ed dei tanti “porri salvini”.
      Nessuno dice che si devono rottamare termiche nuove o quasi ma, quando arriva il momento di cambiarla, la termica deve essere presa in considerazione solo da chi fa almeno 500 Km al giorno… che talvolta sono invece coloro che si prendono la Tesla.

  9. Direi che l’idea alla base è ottima.
    Per due motivi, gli incentivi sarebbero dati solo alle famiglie a minor reddito (questo mi va benissimo anche se ne sarei certamente escluso). Il secondo motivo è che non avendo incentivi alla rottamazione i produttori per abbattere la CO2 media della loro gamma saranno costretti a mettere in commercio modelli BEV più economici delle ICE.

  10. ” partendo dall’ innegabile constatazione che oggi i veicoli elettrici siano inaccessibili per molte persone”.
    E poi:
    “Il risultato è che i prezzi d’attacco restano mediamente attorno ai 30.000 euro, del 30% superiori a quelli delle auto termiche. Questa è una soglia alla portata di utenti benestanti, mentre le persone a basso reddito non avranno mai una disponibilità di capitale sufficiente”.
    Quindi? Lo ho scritto qui decine di volte che le elettriche costano troppo per la maggior parte delle persone, sono sempre trattato come un idiota, adesso pare che non sono il solo a dirlo.
    Il gruppo di coloro che non capiscono allora è grande…

    • Costano troppo per le famiglie a basso reddito. Non si inventi quello che T&E non ha scritto. In Francia calcolano 900 mila famiglie su 29 milioni. Quindi una minoranza. Il gruppo di coloro che non capiscono è grande, ma lei ne fa parte

      • Il suo commento è vergognoso : io non mi invento nulla. Il virgolettato lo avete scritto voi, per cortesia.
        Io non capirò nulla, ovvio, ne sono consapevole ma almeno non mento sapendo di mentire. Grazie

          • Va bene, invento, anzi l’articolo lo ho scritto io…
            Comunque: l’auto elettrica prenderà piede perché imposta dall’alto. Solo per fare soldi ai soliti noti. Le auto cinesi nel loro paese di produzione costano un terzo di quanto le paghiamo noi, mi dica che anche questo non è vero. Che ci sia l’emergenza climatica è fuori dubbio ma a quanto pare le auto impattano circa il 10% del totale. Perché questa fretta? Adesso ci inventiamo il leasing sociale, ovvero vogliono che la gente si indebiti per comprare una cosa che non può permettersi, così continuerà a pagare anni e anni, anzi forse per sempre. Se volessero veramente il prezzo delle auto potrebbe scendere almeno del 30% visto che da altre parti già è così, ma qui la mucca si può ancora mungere

          • Non so se è il caso di intervenire in una discussione “altrui” ma anch’io ho letto la frase in questione sui 30K euro nell’articolo (che a sua volta riprende affermazioni di T&E)

          • Ok, vedo che tutti hanno letto l’articolo e lo spiegano a me che l’ho scritto. Cosa ho sbagliato?

          • -Ok, vedo che tutti hanno letto l’articolo e lo spiegano a me che l’ho scritto. Cosa ho sbagliato?-

            “Sbagliato” è una parola grossa, ma a sto punto vista la piega degli eventi probabilmente non sbagli se fai un remind di che cosa è un leasing, del perchè e del percome.
            Non è colpa tua, sai benissimo che a volte bisogna rispiegare anche quello che sembra ovvio. Capita. 🤷‍♂️

            Per quanto mi riguarda ritengo l’idea valida di per sè.
            Farla IN QUESTO MOMENTO abolendo gli altri incentivi temo possa avere comunque qualche effetto negativo. Perchè ste auto elettriche costicchiano comunque anche a star benino.
            Va pensata bene perche non è detto che chi potrebbe beneficiarne poi si butterebbe in massa e a quel punto l’effetto pratico sarebbe “regressivo”.
            Però in linea di massima l’idea ha un auo perchè.

          • Gli articoli li scrivete voi, ma Io nell’articolo leggo e cito testualmente: “Il risultato è che i prezzi d’attacco restano mediamente attorno ai 30.000 euro, del 30% superiori a quelli delle auto termiche. Questa è una soglia alla portata di utenti benestanti, mentre le persone a basso reddito non avranno mai una disponibilità di capitale sufficiente.”

            Ora si parla di prezzo d’attacco per benestanti, che non necessariamente vuol dire classe media, che non è citata. La classe media gira con l’utilitaria. Le persone a basso reddito girano con l’utilitaria di almeno 15 anni.

            Fonte ISTAT (basta andare sul sito) il reddito medio di una famiglia italiana è 26,597 euro, che di certo non consente l’acquisto di un’auto nuova se non con enormi sacrifici e tante rate.
            L’auto elettrica è un bene di lusso, non per il ceti medio, se non puntare su utilitarie ridicole.

            Lo confesso, faccio parte della schiera di quelli che non capiscono, soprattutto la semantica degli articoli di VaiElettrico dove si scrive una cosa e nei commentia si nega.

          • Il testo prosegue così: “T&E ritiene che con un canone mensile fra 70 e 200 euro circa 900 mila famiglie francesi a basso reddito potrebbero passare entro il 2030 dall’auto termica a quella elettrica, a costo prossimo allo zero”. In Francia le famiglie censite sono poco più di 29 milioni. Quindi non si parla di ceto medio ma di “basso reddito”. Lei approfondisca il dato Istat e ci trovi la fascia di reddito nella quale si colloca il maggior numero di famiglie italiane e questo potrà definirlo il “ceto medio”. Il leasing non è un debito: è un contratto di locazione, con facoltà di riscatto del bene locato sulla base di una cifra stabilita al momento della stipula del contratto, di immobili, veicoli, impianti, macchinari o attrezzature industriali. Se non si riscatta, sarà solo un “affitto”, senza esborso di alcun capitale. Chiaro così?

          • in risposta a Massimo del 3 giugno 23.44

            va bene, Ha ragione, non so cosa sia un leasing. Se ne è convinto Lei, pazienza.
            Restando al focus dell’articolo: chiunque lo abbia detto, le ev costano troppo care qui
            da noi, questo mi pare sotto gli occhi di tutti.
            Adesso si discute come fare per incrementare la quota delle bev, come? Regalando altri soldi
            della comunità ai produttori, pochi o tanti che siano e poco importa che lo si faccia sotto forma di
            bonus o di leasing. Il discorso è che le bev non costerebbero tanto, sono i produttori che le fanno
            costare tanto, prechè poi tanto ci sono gli incentivi e quindi lo stato ci mette la sua bella fetta.
            Per fare un esempio di una signora che abita qui vicino, ha comprato una Yoyo XEV nuova : prezzo in Italia
            a partire da 15.900 € mentre guarda caso in Cina costa 6.500€. Quella enorme quota di differenza a chi finisce?
            E’ giustificabile? Io ho una Twingo ZE, mia figlia ha una Twingo a benzina, stesso equipaggiamento: la mia costa
            24.500€, la sua nuova la ha pagata 13.700. Stessa auto stessa dotazione, dove sta il trucco?
            La ricerca che i produttori da noi fanno, invece che essere quella nei laboratori per studiare le soluzioni del futuroè quella di come fare
            a spremere al massimo i contributi pubblici per fare facili profitti, importando materiali bell’e pronti dall’est Asia e rivendendoli
            da noi a prezzo triplicato con immenso piacere degli azionisti.
            Ed in questo modo vogliamo portare il mercato dell’elettrico allo sviluppo, incentivando le famiglie meno abbienti
            ad indebitarsi più di quello che già sono per ingrassare la cedola da staccare agli azionisti?
            Ottimo

          • Appunto per questo T&E suggerisce una formula diversa di incentivazione, che premi gli automobilisti a basso reddito anziché gli utili dei costruttori. Non mi dica che non ha capito nemmeno questo. Poi padronissimo di avere idee diverse e di spiegarci perchè secondo lei il leasing sociale non ottiene il risultato auspicato.

          • in risposta a Massimo 4 giugno ore 11.24
            forse non sono mai riuscito a fare passare il messaggio che io sono assolutamente favorevole al passaggio all’elettrico, infatti ho messo il fotovoltaico ed ho un’auto ed uno scooter elettrici, un’auto ibrida, riscaldamento con 4 condizionatori a pompa di calore ecc.
            Quello che mi lascia perplesso è perchè continuare a regalare soldi ai costruttori (perchè di questo si tratta) che continuano a frignare perchè non ce la fanno, dopo decenni che prendono sussidi di stato ed hanno partorito delle perle come il diesel gate VW. Che si tratti di leasing, incentivo, regalia, prestito a fondo perduto o come si voglia chiamare si tratta sempre di dare soldi agli stessi soggetti. Allora a questo punto preferisco darli ai cinesi, almeno loro di ricerca ne fanno ed i prodotti li vendono (da loro) ad un prezzo accessibile.
            La famiglia a basso reddito magari un suv non lo compra ma se, tanto per restare in casa, una twingo ZE la Renault la vendesse a 16.000 € come prezzo di listino e lo Stato a fronte di rottamazione di un vecchio veicolo inquinante facesse magari 2000€ di incentivo ed un finanziamento in 5 anni a TAEG zero (magari utilizzando i fondi di CDP per compensare gli interessi a chi eroga il prestito) ecco che qualcuno magari l’auto la cambierebbe pure e tale scelta peserebbe quasi zero su chi, per sua scelta decida che ancora adesso non è per lui il momento di passare ad una bev e le tasse le paga regolarmente e non è d’accordo che vengano regalate a chi la pensa diversamente.

          • Se la Twingo elettrica costasse 16.000 euro, il canone del leasing rientrerebbe nei limiti del cosiddetto leasing sociale finanziato con incentivo statale. Quindi è una soluzione che stimola le case auto ad abbassare i prezzi.

  11. Qualche anno fa in California c’era una legge per cui un singolo confezionato(singolo, non gruppo) poteva immatricolare 9 auto ICE dopo che ne aveva immatricolata una BEV. Chiaramente sono entrati giochi tra concessionari di prestiti per marchi senza prodotti con chi ne presentava di più. Ma il risultato eclatante era che venivano vendute sotto costo le BEV con le perdite coperte dal guadagno sulle ICE. Ed in mercato che è arrivato velocemente al 10%
    Forse la servirebbero obiettivi più ambiziosi, ma nel 2015 (credo che il periodo era quello) ha funzionato

    • Questa potrebbe essere un’altra strada da seguire senza che lo stato cacci un soldo pubblico.
      Poi si potrebbe aumentare di un’unità ogni anno e il gioco è fatto, lasciando dal 2035 1 ICE su 100.

          • Ad esempio quelli che in nome dell’ecologismo imbrattano opere d’arte o gettano coloranti nella laguna di venezia?

          • O i negazionisti climatici e gli irriducibili del diesel che vengono in casa nostra ad insultarci

          • quelli che si inventano di ogni per obbligare la ggente alla bev?

        • Non è una questione di fanatico.
          Io ho solo constatato che mettere limiti sul numero minimo di elettriche da vendere è un modo per non elargire incentivi a carico della collettività.
          In poche parole è uno stimolo a far meglio alle case.
          Ti dirò di più. Sono contrario agli incentivi di stato, visto che falsano il prezzo del prodotto.
          Ma dovendo pensare alla mobilità elettrica dal 2035, se ci pensi bene metti i produttori con le spalle al muro, perché se vorranno vedere dovranno commercializzare prodotti competitivi.
          È più o meno quanto fatto con la normativa Euro 1,2,3,4,5,6 e prossimamente 7. Le case scalpitano ma alla fine devono adeguarsi.

    • Scusate, per info questo leasing funziona come i normali leasing ? Mi spiego, nel costo di quel canone rientrano : gomme, bollo, assicurazione, tagliando, revisione ?

      • Il leasing base generalmente non comprende quel che dice lei. Il “full leasing” sì, ovviamente con canone più alto. La proposta francese di leasing sociale, da quel che si può capire, sarebbe omologabile al leasing base.

Rispondi