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Studenti bolognesi ancora campioni del mondo con la moto elettrica

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All’Università di Bologna ci sanno fare con l’elettrico. Gli studenti di UniBo Motorsport hanno fatto il bis vincendo per il secondo anno consecutivo il campionato mondiale Motostudent. E’ successo sul circuito internazionale Motorland Aragón, in Spagna.

Nemesi fa il pieno: innovazione, design e progetto

Il podio è stato conquistato da Nemesi, la moto elettrica progettata dagli studenti bolognesi supportati dal main partner  Fondazione Ducati.

Il prototipo di moto elettrica durante le prove in Spagna

E’ stato un tris con la conquista di tutti e tre i trofei in palio: Best Innovation, Best Design e Best Project. En plein.

La storia di questo successo è raccontata da Gabriele Cernicchi, team leader di UniBo Motorsport: “Il primo giorno il prototipo elettrico è riuscito a passare tutte le ispezioni tecniche al primo tentativo, tra cui Rain Test e Press Test, due delle prove più difficili“. Buona la prima.

Bene anche il Dynamic Safety Check in cui “i piloti professionisti dell’organizzazione testano le moto dei diversi team allo scopo di valutarne la sicurezza e la guidabilità”.

Il terzo giorno via alle prove dinamiche con Brake Test, Gymkana e Acceleration più la Final Presentation ovvero “una presentazione di 30 minuti davanti ai giudici – spiega Cernicchi – riassuntiva di tutto il lavoro di progettazione e gestione dei costi svoltosi durante i due anni precedenti“.

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Gli studenti bolognesi sul podio mondiale per due anni consecutivi

Alla fine per la seconda volta consecutiva è arrivato il primo premio. “Andiamo fieri del traguardo vista la competitività degli altri 25 team presenti, provenienti da quattro continenti“.

Premiati su tutti i fronti dal lavoro manageriale e ingegneristico e sportivo con la vittoria della gara nel circuito internazionale Motorland Aragón. Insomma campioni MotoStudent anche nel 2023.

I dati tecnici di Nemesi elettrica

Ecco le specifiche della moto elettrica: “Il motore è standard per la categoria ed eroga 48 kW di picco. Il pacco batteria viene progettato, simulato, assemblato e testato da noi, ha una tensione massima da regolamento di 126 V per un’energia di circa 7kWh“.

Il team vittorioso

La vittoria bolognese è frutto anche di studiare e lavorare nel fertile terreno della Motor Valley dove non mancano le aziende innovative. “Tutto questo è stato possibile anche grazie al prezioso aiuto delle aziende partner tra cui Ducati, Engines Engineering, Marposs e Icos, che hanno sempre dimostrato convinzione, interesse ed entusiasmo nel supportare il progetto”.

Bene la moto, bene anche la barca elettrica Uniboat che conquista regolarmente il podio nella competizione di Monaco Energy Boat,  la più importante a livello mondiale (leggi qui).

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2 COMMENTI

  1. L’università italiana, che per natura ha respiro internazionale e orientato all’innovazione, sta allevando e sfornando tecnici di caratura mondiale per il settore in evoluzione della mobilità elettrica, così come ha sempre fatto per quello della mobilità tradizionale.
    Dove andranno a lavorare questi tecnici se il sistema paese Italia è così arretrato e tetragono alla mobilità elettrica e così ostinatamente attaccato a quella termica?
    Questo è uno dei tanti aspetti da considerare: resistere al cambiamento, anziché mettersi a cavalcarlo, significa anche sprecare risorse per creare laureati che poi dovranno andare all’estero per trovare lavoro.

  2. Per l’amor del cielo, chi vince ha ragione.
    Però quella corona grossa come una pizza “nun se pò vedé”! ahaha 🙂

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