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Fotovoltaico sempre più popolare. Solbian: ringraziamo la Cina

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Luca Bonci, a sinistra, amministratore delegato di Solbian

Hanno venduto i pannelli ai cinesi (leggi) e non li temono. Anzi.  Grazie alla capacità di applicare le economie di scala la Cina ha permesso lo sviluppo del fotovoltaico a livello mondiale. Una lettura non banale del fenomeno quella offerta ai lettori di Vaielettrico da Luca Bonci, amministratore delegato di Solbian. L’azienda fondata con il velista e navigatore oceanico Giovanni Soldini.  Bonci in questa intervista scatta una fotografia sullo stato attuale della tecnologia e degli sviluppi futuri all’insegna di una maggiore efficienza. 

La Cina ha permesso lo sviluppo del fotovoltaico

Una delle critiche maggiori di chi si oppone alla transizione energetica è la sostituzione della dipendenza dai Paesi produttori di petrolio a quella con la Cina anche in riferimento  all’industria dei pannelli. Pensa che il nostro Paese e l’Europa possono ricavare uno spazio in questo settore industriale?

La dipendenza dalla Cina non esiste solo nel settore fotovoltaico, ma in ogni caso la capacità del sistema industriale cinese nel ridurre i prezzi sfruttando i minori costi dell’energia, insieme a una ineguagliata competenza nel raggiungere economie di scala tramite investimenti e tecnologia, ha reso il fotovoltaico quello che oggi è: la fonte energetica meno costosa al mondo, per di più rinnovabile.

Solbian
Luca Bonci, Ad di Solbian

Di questo non possiamo che essere contenti e a giovarcene: sono le decine di migliaia di aziende e i milioni di lavoratori (occidentali) che grazie al basso prezzo dei moduli lavorano con crescente successo nel settore. Detto questo la concorrenza cinese è solamente economica, non è legata a una esclusiva sulla materia prima come nel caso del petrolio; quindi l’Italia e l’Europa possono chiaramente, e auspicabilmente, ricostituire la loro filiera se questo sarà ritenuto di interesse nazionale.

E’ possibile competere con la Cina ed altri Paesi dove il costo della manodopera è molto ridotto e con minore forza contrattuale dei sindacati? I processi di automazione e robotica possono garantire la  competizione  oppure in Europa si deve puntare su ricerca e sviluppo per prodotti tecnologicamente avanzati?

Nella fattispecie dei moduli fotovoltaici il costo della manodopera è poco rilevante rispetto al costo industriale, non lo si utilizzi come alibi. Ricerca e sviluppo sono decisamente trainanti e al momento la Cina guida la corsa, cosa non sorprendente se si confronta la percentuale del Pil utilizzata in formazione e ricerca con quella italiana, a livelli ridicoli da decenni.

Il tempo di vita dei nuovi pannelli fino a quanto può arrivare? A che livello di riciclo e di riuso siamo arrivati?

Anche se nel decennio passato le spinte speculative legate alla forte crescita delle richieste hanno fatto sì che venissero installati moduli fotovoltaici di dubbia qualità, con vite medie inferiori agli sbandierati 20 anni di garanzia, si può dire con certezza che un prodotto di buona qualità può oggi mirare a una vita media superiore ai 30 anni.

barca a vela elettrica
I pannelli solari per la barca a vela Malizia della Solbian

Sul riciclo invece c’è ancora da fare ma, viste le dimensioni crescenti del parco installato, questa attività sta velocemente diventando abbastanza remunerativa da poter prevedere uno sviluppo delle tecnologie e delle capacità di riciclo.

Lo sviluppo della tecnologia  porterà a dispositivi smart e facilmente applicabili sulle più diverse superfici?

Questo è decisamente possibile e anzi è già in corso. Se si parla di monitoraggio, di IoT, di trasmissione dati, tutto questo è già in sviluppo se non già disponibile sul mercato.

Siamo partiti dai computer grandi come armadi per arrivare ai tablet, dai telefoni mobili da trasportare con la valigetta ai micro telefoni, anche nel campo del fotovoltaico si segue questo percorso di miniaturizzazione?
nautica elettrica
Giovanni Soldini, famoso velista oceanico e fondatore di Solbian.

Nonostante l‘efficienza delle celle continui ad aumentare, l’energia solare che investe la terra ha un valore tipico di 1000 W al metro quadro, più di quella non si può ottenere e quindi un modulo fotovoltaico piccolo fornirà necessariamente una piccola energia. Anche essendo decisamente ottimisti, per ottenere la stessa energia di oggi non si potrà scendere e dimensioni minori della metà delle attuali.

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La transizione energetica con Next Generation, Pnrr, Comunità energetiche si sta diffondendo sempre di più. Aumenta la richiesta delle vostre soluzioni tecnologiche? In particolare, per quali settori e da quali Paesi e da quali regioni italiane?

Operando prevalentemente in ambito di sistemi non connessi alla rete elettrica, non siamo direttamente interessati a molti degli incentivi legati alla produzione di energia da fonti rinnovabili, ma certamente tutto questo ha fornito un ulteriore spinta alla maggiore conoscenza della tecnologia fotovoltaica che si afferma sempre di più come il metodo più semplice e più economico di ottenere elettricità.

Una barca solare equipaggiata con i pannelli Solbian

Questo avviene un po’ ovunque nel mondo, e i settori da cui percepiamo il maggior aumento di richiesta sono quelli della mobilità, a partire dal nostro tradizionale mondo nautico fino alla mobilità su strada, con la micromobilità elettrica e il trasporto di merci refrigerate a fare da traino.

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Ci può presentare e illustrare la vostra ultima macchina, stringatrice per celle back-contact? Se abbiamo capito bene si tratta di una spinta ad una maggiore industrializzazione del processo di produzione per rispondere alla maggiore domanda di mercato

La nuova macchina rappresenta un punto di svolta, potremmo dire un segno del passaggio di Solbian a una dimensione più industriale dove con questo termine indichiamo non solo una maggior capacità produttiva, ma anche una migliore qualità e riproducibilità delle caratteristiche tecnologiche che rendono i nostri prodotti dei punti di riferimento.

Nautica elettrica
La nuova stringatrice della Solbian

In particolare si tratta di una macchina automatica per connessione in serie di celle Maxeon, le celle back contact attualmente più efficienti sul mercato. La saldatura automatica delle celle, oltre a garantire una migliore qualità del prodotto, ci ha anche permesso di liberare risorse umane da questa attività, ripetitiva e noiosa, e di riutilizzarle nella fase successiva di creazione del modulo fotovoltaico che, per una azienda come la nostra che offre soluzioni personalizzate, necessita sia di precisione nella lavorazione sia dell’abilità manuale propria di un atelier sartoriale. 

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2 COMMENTI

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