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Ricarica in vacanza 2 / Disavventure in Leaf

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Ricarica in vacanza 2 / Dopo le disavventure di Michele, con le colonnine imprigionate da concerti e sagre (foto), tocca a un altro lettore raccontarsi. In viaggio si esce dalla solita routine, un’esperienza da condividere, soprattutto se è la prima volta. Chi volesse partecipare può scrivere a info@vaielettrico.it
                                      di Michele Ravagni
“Sono un soddisfatto possessore di una Nissan Leaf e+ con batteria da 62kWh da settembre 2020. Alla nascita del mio secondo figlio ho sostituito, con un po’ di rammarico, la mia Alfa 159 SW Ti 2.4 con l’elettrica. Sfruttando gli incentivi, certamente, ma anche sperando di fare del bene per le nostre future generazioni.
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La ricarica Enel X a Baragazza (foto: Chargemap).

Ricarica in vacanza 2 / L’affannosa ricerca di una colonnina CHAdeMO

Abito a Trento e uso l’auto elettrica anche per le vacanze al mare, l’anno scorso con un paio di ricariche siamo arrivati fino a Terracina. Quest’anno abbiamo deciso di andare a Massa Marittima e girare i dintorni. Partenza da Trento a notte fonda, per ricaricare in autostrada dovrei fermarmi nella stazione di servizio Secchia, vicino a Modena. Arrivo col 50% di batteria, i bambini dormono, decidiamo di andare avanti. Voglio fermarmi a Barberino del Mugello, ma le App dicono che la CHAdeMO é in manutenzione. Un po’ di preoccupazione perché sugli Appennini le colonnine non abbondano e la carica in salita scende velocemente. Dicono ci sia una Enel X a Baragazza, 1.000 abitanti immersi nell’Appennino, a qualche km dall’uscita Roncobilaccio (il Telepass non funziona, ci apre l’operatore).  Arrivo col 10% di batteria, un po’ incredulo trovo la colonnina, mi collego e cerco un bar per fare colazione.
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La  Leaf di Michele ha una batteria da 62 kWh,  385 km di autonomia

La colonnina più vicina? Nel Conad del paese vicino…

Nel  frattempo mi raggiunge tutta la famiglia nella piazza del paesino che si risveglia. Un quadretto di altri tempi: un netturbino che pulisce con cura un tratto di marciapiede, gente che compra il giornale, qualcuno cerca il primo caffè della giornata. Tutti si conoscono. I  bambini trovano anche un piccolo parco giochi. Ne approfitto per tirare la carica al 90%. Mia figlia dice che é la sosta più bella del mondo. Dopo un’ora e mezza siamo di nuovo in autostrada.  Arriviamo a Massa marittima col 30% e ci accomodiamo nel B&B. Cerco la colonnina più vicina, una Enel X Way nel parcheggio del Conad del paese.  Più che la più vicina é l’unica della zona!!! È a 5 km di distanza, benissimo penso, ci vado subito per avere la macchina pronta per il giorno dopo. Trovo un’Audi t-tron collegata alla ricarica AC, poco male, la CHADEMO é libera. Poi capisco perché. La DC non funziona!!!“.

ricarica in vacanza 2Un turista tedesco non riesce a caricare: gli cedo il posto…

Torno alla stanza, ripasso nel pomeriggio. Trovo il posto occupato da una BMW con targa tedesca e un turista tedesco con un furgone Mercedes EQV che tenta di usare la CCS invano. Dopo cena, vedo che la stazione é libera, ci vado, però la prenoto. Arrivo sul posto e c’è di nuovo il tedesco con il furgone che si é fatto accompagnare da più di 30 km di distanza per lasciare l’auto tutta la notte. Non riesce a caricare. Gli faccio vedere che l’ho prenotata. Per quello non funziona, per lui… Infatti io riesco a caricare. Siccome io sono qui vicino e lui deve tornare con chi l’ha accompagnato, gli lascio il mio posto e torno a casa con la promessa che il mattino dopo mi avrebbe lasciato il suo. Ci scambiamo il numero di telefono. E la mattina dopo, con qualche ritardo, arriva assieme alla titolare della struttura dove dorme e facciamo lo scambio. La prendiamo un po’ sul ridere, lui mi dice che é così perché siamo dei pionieri.

Ricarica in vacanza 2 / Servono ricariche rapide e diffuse

Mi faccio venire a prendere da un amico e lascio la macchina fino al pomeriggio per avere il 100%. Ovviamente l’amico mi riporta anche a prenderla…Faccio una ricerca su Google per scoprire che a Grosseto hanno festeggiato nel 2021 la prima colonnina, il primo passo verso la mobilità elettrica… Un anno dopo che avevo comprato l’auto!!!  Quello che penso é che non si é consumato nessun dramma, abbiamo tutti ricaricato la nostra macchina, ci sono stati dei siparietti divertenti… Anche se il turista tedesco non sarebbe riuscito con l’autonomia residua a tornare il giorno dopo come me e non era divertito mentre guardava la mia prenotazione. E, come dice mia figlia, abbiamo fatto la sosta ricarica più bella del mondo.  Però credo dobbiamo essere più veloci se vogliamo modernizzare l’Italia. Dobbiamo dotarci di ricariche funzionanti, diffuse e rapide. Per noi che ci abitiamo e per i turisti. E dove non arriva l’iniziativa privata, devono arrivare le pubbliche amministrazioni. W l’Italia!“.

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52 COMMENTI

  1. Come già scritto varie volte, dobbiamo ricordarci che:
    -la presa CHADEMO è ormai OBSOLETA in Italia, dato che viene impiegata solo su due tipi di veicoli:
    Per cui in un futuro ne troveremo sempre meno .
    -alcune zone dell’Italia sono completamente senza colonnine di ricarica:
    Per cui in quelle aree bisogna essere “creativi” con le ricariche approfittando magari anche di una presa del B&B

  2. ognuno si gode le vacanze come più gli puace……io sono partito da Firenze alle 12 e sono arrivato a Bari alle 19 per prendere il traghetto delle 23…check in obbligatorio entro le 20…con l’ elettrica sarei partito allegramente alle 8 di mattina…e tante soste ai WC..

    • -con l’ elettrica sarei partito allegramente alle 8 di mattina-

      Ma del giorno prima però!

      Dai, se vogliamo dirla, diciamola bella grossa e fino in fondo allora. 😉

  3. Una disavventura dietro l’altra ma in compenso… “Nel frattempo mi raggiunge tutta la famiglia nella piazza del paesino che si risveglia. Un quadretto di altri tempi: un netturbino che pulisce con cura un tratto di marciapiede, gente che compra il giornale, qualcuno cerca il primo caffè della giornata. Tutti si conoscono. I bambini trovano anche un piccolo parco giochi. Ne approfitto per tirare la carica al 90%. Mia figlia dice che é la sosta più bella del mondo.” 😂😂😂

  4. Sofferrenza, ansia, rabbia, sconcerto, frustrazione e chi più ne ha più ne metta. Ma che vita è?

    Ma se ti tenevi la 159 non era meglio? gran macchina, consumi a filo gas contenuti, spese di manutenzione ormai ridotte al minimo, motore eccezionale..forse qualche problema alle sospensioni ma del resto è un “Alfiat”.. io col cavolo che la cambiavo per un trespolino giappo

    Astenersi provetti ecologici da commenti del tipo “lui pensa al futuro”..

      • Addirittura? Ma noi chi?
        Perché, se ci si spoglia dagli integralismi, la realtà è che con una roba così in vacanza tranquillo non ci puoi andare.

          • Per sua sfortuna sono il co fondatore di questo sito e il moderatore di questo blog. Quindi decido io chi deve ridimensionarsi e chi no.

        • – la realtà è che con una roba così in vacanza tranquillo non ci puoi andare-

          Signor Elia, provi a vedere il bicchiere mezzo pieno. potremmo anche dire che il nostro amico Michele in vacanza non sarebbe potuto andare più “tranquillo” di cosi. 😉

    • “spese di manutenzione ormai ridotte al minimo” per una macchina che ha almeno 12 anni?
      Da quando la manutenzione è inversa all’obsolescenza? Certo che quando si vuole dimostrare una tesi precostituita si diventa persino ridicoli…
      Gli automobilisti avversi all’elettrico che non ne hanno mai guidato in vita loro una continuano a dimenticare che gli automobilisti elettrici, invece, hanno guidato fino a pochi anni prima delle termiche: a chi vogliono raccontarla?
      “Trespolini giappo”: notoriamente le macchine giapponesi sono qualitativamente pessime, vero?
      Altre “perle” per non annoiarsi dopo che si è finita la settimana enigmistica?

      • Probabilmente la maggioranza di chi guida oggi elettrico lo fa in Tesla, non a caso l’auto più venduta, ergo, si tratta delle persone, quantomeno la gran parte, che prima viaggiava in classe premium, e cambiava auto ogni 4-6 anni al massimo, cosa ne può sapere del costo della manutenzione di auto con 10 e passa anni di vita. La mia monovolume Renault 1.5 dci con 240 mila km ha bisogno solo di un tagliando ogni 30mila km ad un prezzo mai superiore ai 150 euro, praticamente il nulla. Stessa cosa con la mia ex Opel Astra, poi venduta a 350mila km, alla quale nei suoi 16 anni di vita dovetti sostituire solo la pompa gasolio, come intervento straordinario. Non me ne voglia, l’elettrico è il futuro e siamo tutti in attesa di vivere l’esperienza, ma oggi è appannaggio solo di chi prima andava con Audi Bmw e Mercedes

          • Va bene, direttore, è la 500-e, ma certamente Tesla è ai primissimi posti, peraltro nella costosissima versione Y, e mi pare di aver recentemente letto che la medesima casa automobilistica punti al primato mondiale, quindi non mi sembra di aver detto un’eresia. Io parlavo di possibilità “concreta” di poter passare all’elettrico, di avere scelta per le famiglie medie che non possono accontentarsi di una 500 (nel mio caso sarebbe proprio il prezzo alla mia portata, se non fosse per la presenza di 3 figli, che orienterebbero proprio versa una model y, ovviamente irraggiungibile per il prezzo). Poi se sente il sig. Nedo gli spieghi che questo forum non ha bisogno di avvocati delle cause perse, ma soprattutto che qui nessuno ha offeso qualcuno, se non lui medesimo, che probabilmente ha perso l’occasione per mostrarsi addirittura meno ignorante di me.

        • “Probabilmente la maggioranza di chi guida oggi elettrico lo fa in Tesla” io viaggio in Tesla ma ho ancora una Mazda 5 di 14 anni, una Splash di 12 anni e avevo una Panda di 17 anni. Per cui insisto: l’età conta eccome. Perchè cominciano a cedere le sospensioni, i bracci dello sterzo fanno rumore, le serrature cominciano a fare le bizze (semplice usura), il motorino del tergicristallo si rompe, l’isolante dei condotti d’aria ogni tanto perde pezzi, il pomello del cambio si scolla: 12/14 anni di sole invecchiano qualsiasi auto (tranne la NSU Prinz).
          Spendo meno di 100€ di tagliando ogni DUE anni con le termiche, il costo non è lì, è nei pezzi che si rompono e che fatichi a trovare.
          Per la chiusura centralizzata della Mazda mi hanno appena chiesto 300€ per il solo ricambio e 2 mesi di attesa. Prevengo una possibile obiezione: la Mazda 5 vinse il premio affidabilità dell’equivalente ACI tedesco nel segmento “Monovolume” con il punteggio più alto, che in assoluto era davanti a qualsiasi Lexus. Fino ai 10 anni non ho speso NULLA di manutenzione straordinaria (ha le candele in tungsteno, la catena di distribuzione da cambiare ai 250.000, ho sostituito UNA volta le pastiglie dei freni anteriori a 95.000 km, ora ne ha 150.000, cambio l’olio ogni 2 anni. Ma da un anno ha cominciato a perderlo: perchè le fasce elastiche hanno 14 anni e la macchina è a GPL).
          Non esiste solo il tagliando, esistono i guasti, che sono fisiologici per l’età e il mio commento era riferito ai 12 anni di età minima della macchina oggetto dell’articolo (è uscita di produzione nel 2009, faccia i suoi conti).

        • Ne faccia tesoro. Smetta di intervenire su questo blog di “ignoranti integralisti” e saremo tutti più contenti.

          • Complimenti anche a lei, sig. Moderatore. E meno male! Ma possibile che chi pone un dato di fatto, senza pretesa di polemica alcuna, e senza arrecare la minima offesa, debba sentirsi dare gratuitamente dell’ignorante con l’avvallo della redazione? Che dire, complimenti

          • Nessuno ha dato a lei dell’ignorante, Tedeschini ha solo fatto una puntualizzazione (che è un dato di fatto) circoscritta tra l’altro all’Europa (perchè se andiamo a livello mondo, allora è vero che Tesla è la più venduta).
            Il Sig. Nedo invece mi pare che pretenda di dettare le regole in casa d’altri con alcune opinioni (non dati di fatto: opinioni) peraltro da dimostrare perchè appaiono immediatamente falsate e poi parla per aforismi in risposta al mio messaggio dandomi dell’ignorante.
            Quindi dovrei essere io la persona offesa, casomai (non lo sono perchè sono in grado di attribuire un valore circostanziato alle offese e visto il disinteresse per il mittente ne perde anche il messaggio)

        • Non sto discutendo, le ho solo risposto: conosco perfettamente l’aforisma e cerco di applicarlo (ma ogni tanto mi scappa di non essere così algido e cedo ai calori dell’ira). Potrei citarle anche quello del giocare a scacchi coi piccioni e del rotolarsi nel fango, ma saremmo fuori tema.

          Ha l’opportunità di non autocitarsi e rispondere nel merito dell’obiezione sul fatto che un veicolo di 12 anni è statisticamente più soggetto a guasti, quindi costi, rispetto ad un veicolo nuovo (in garanzia) e al fatto che le “giapponesi” sono disprezzabili.
          Oppure tacere e dimostrare che conosce anche l’altro aforisma che viene spesso attribuito ad Oscar Wilde ma in realtà è di Abraham Lincoln.

          • Ho riletto la discussione e ho capito di aver preso un abbaglio. Chiedo venia, buon ferragosto a tutti

          • Altrettanto buon ferragosto!
            È facile fraintendere. Difficile è ammetterlo, quindi GRAZIE.

  5. La mia convinzione è che può solo peggiorare con la diffusione delle BEV, quelle di oggi si intende. Non riesco a pensare che il numero di colonnine possa aumentare in modo da essere capace di soddisfare i clienti il cui numero è in crescita. La soluzione sarà la svolta sulla chimica delle batterie. Serve autonomia vicina ai 1000 km reali, altrimenti non ne verremo fuori

    • Nì.
      Se ora per caricare una batteria da 250 km autostradali (circa 50kWh) impieghi 40 minuti, per caricarne una da 1000 km autostradali (circa 200kWh) quanto impiegheresti? Non il quadruplo ma almeno il triplo. E anche a casa, pur caricando a 6kWh, ci vorrebbero più di 24 ore, anche avendo un contratto da 10kWh (di più, in monofase, non ti danno).
      E quindi cosa si finirebbe per fare? La ricarica quotidiana (a casa). O ricaricare solo per un’ora in una fast, cioè mezza batteria.
      E allora perchè…?

        • Supponendo che si arrivi ad avere un 10kWh/100km (10kn/kWh).
          Supposto e non concesso, io ho misurato che in folle, solo per attrito aerodinamico, volvente e trascinamento del riduttore per la ZOE40 ci vogliono ai 100km/h, 14,33kWh/100km e per la ZE50 (non ancora slegata) 16,6kWh/100km.
          Ma mettiamo che si arrivi a 10kWh/100km, per fare 1000km ci vogliono 100kWh.
          Al B&B, in Hotel o in appartamento ti daranno una colonnina o è già molto se ti danno una presa da 2kW?
          Per 100kWh ci vogliono almeno 50ore, beh, se sei andato nel B&B per fare escursioni a piedi…l’auto può anche star ferma 2 giorni…
          Ma, qualsiasi sia il peso della batteria, 100kWh peseranno sempre molto di più di una 40-50kWh, per fare 1000km una volta l’anno vale la pena portarsi dietro più peso i rimanenti 360 giorni? E fermarsi 1/2 ora ad una Fast, una volta l’anno, è così una disgrazia???
          Tanto ad una Fast o colonnina AC da 11kW (per noi zooisti e twingari anche 22kW ahahah) ci devi andare lo stesso fintanto che i B&B, Hotel o appartamenti non ti concedano una colonnina da almeno 7,4kW.
          Se poi partiamo con un consumo autostradale di 20kWh/100km…altro che B&B, Hotel o appartamento…

    • -La soluzione sarà la svolta sulla chimica delle batterie. Serve autonomia vicina ai 1000 km reali-

      Senza dubbio… ma forse fino ad un certo punto.
      Piaccia o no, per la gestione di grossi flussi si deve ragionare con “grossi” strumenti.
      Stavolta è davvero il caso di dire che per pitturare una parete grande ci vuole un pennello grande.

      Gestire grossi flussi “a colonnine” non è impossibile ma secondo me è velleitario.
      Di nuovo gestire grossi flussi a “superbatterie” idem.
      Anche se 500 km “veri” (e magari fatti il 31 genniao alle 5 del mattino con 0 gradi) non fanno schifo a nessuno, sia chiaro.

      Oltre a batterie genericamente “migliori”, piaccia o no il salto di qualità si potrà ottenere quando sulle grandi arterie di scorrimento si potrà viaggiare “ricaricando wireless” almeno parte dell’energia spesa.

      A quel punto per gestire questioni tipo ferie, esodi, eventi che radunano tanta gente e spostameti di massa in ogni autogrill non serviranno 10 o anche 20 stalli ad alta potenza ma ne basteranno 5 o 6 per minimi rabbocchi e l’unico problema, ad oggi di fatto già risolto, saranno gli ultimi 100/150 km massimo (ma esagerando). E ad ogni “destinazione” oltre a delle immancabili fast disposte con granu salis e non quasi con obbligo, si potrà serenamente ragionare in termini di colonnine da 11/22 kw. Facili da mettere e “economiche”.
      Così la vedo io. Ahugh. 🙂

    • O in alternativa, serve un’infrastruttura di trasporto pubblico funzionale.

      Un treno associato una capillare rete di affitto a breve termine potrebbe permetterci di fare spostamenti più lunghi del normale, e direi con maggiore comodità.

      1000 kilometri di autonomia sono sprecati per un’auto che fa meno di 100 kilometri al giorno per la maggior parte del tempo.

      Per chi fa un paio di viaggi lunghi all’anno portarsi dietro (e pagare) una batteria da 1000km tutti i giorni non mi sembra conveniente.

      Sulle colonnine: ora come ora, con poche auto in giro, probabilmente molte colonnine restano inutilizzate per lunghi periodi, ma in periodi di “punta”, può capitare che siano occupate.

      Se in un punto di ricarica c’è una sola colonnina, bisogna aspettare che si liberi. Diciamo che si deve aspettare un’ora.

      Se il numero di auto cresce di 10 volte, e le colonnine fanno altrettanto, nello stesso punto di ricarica ci saranno 10 colonnine. E anche se si trovano tutte occupate, è molto probabilità che una si liberi in meno di 10 minuti.

      • /// 1000 kilometri di autonomia sono sprecati per un’auto che fa meno di 100 kilometri al giorno per la maggior parte del tempo.
        Per chi fa un paio di viaggi lunghi all’anno portarsi dietro (e pagare) una batteria da 1000km tutti i giorni non mi sembra conveniente \\\ Riflessione condividibile, vedi anche articolo https://www.vaielettrico.it/e-se-fossimo-noi-a-far-costare-meno-le-elettriche/ che fra l’altro accenna alla batteria modulare del prototipo Fiat 120

        /// Se il numero di auto cresce di 10 volte, e le colonnine fanno altrettanto, nello stesso punto di ricarica ci saranno 10 colonnine \\\ Non so se ci sará lo spazio fisico per aumentare senza limitazioni il numero di punti “multi colonnina” in proporzione al numero di auto elettriche.. Credo che sarebbe piú fattibile e capillare un sistema collegato ai lampioni (vedi articoli VE) e altre strutture giá esistenti.

      • Il 99% dei casi il sedile posteriore delle vetture è vuoto. E allora perchè il 99% delle persone non compra vetture biposto? Semplice: perchè quando il sedile dietro serve, bisogna averlo. Con l’autonomia è la stessa cosa. SU questo sito leggo spesso dei progressi rapidissimi delle vetture elettriche. Infatti fra qualche anno, quando davvero ci saranno vetture con autonomie da 1.000 km, quelle attuali saranno ferrivecchi da rottamare.

        • Perchè fare salire a bordo più di due persone è statisticamente probabile dato che la famiglia media italiana è pari a 2,4 componenti che vanno necessariamente arrotondati a 3; inoltre è impossibile supplire alla mancanza di posti a sedere con soluzioni alternative: effettuare un pieno in più quelle poche volte all’anno è invece possibile e il disagio e la perdita di tempo ulteriore sono compensati dal minore costo e dal minore consumo (dato dal peso inferiore) energetico e di risorse.
          Inoltre l’interesse ad avere una batteria di capacità da 200 kWh è solo per chi ricarica in viaggio sistematicamente ed effettua sistematicamente percorsi superiori ai 400 km in unica tratta, perchè poi il tempo di ricarica complessivo rimane necessariamente lo stesso: se non ricarico a destinazione mentre non uso l’auto, alla fine il tempo è il medesimo, dato che la velocità di carica è comunque la stessa.
          Per alcune, particolari, categorie saranno una validissima soluzione, per la moltitudine sono assolutamente un surplus che cozza contro l’esigenza di ridurre qualsiasi forma di spreco.

    • Tutti noi utenti di Panda a metano siamo stati tutti deficienti??? 250km di autonomia a velocità ultrabassa, consumi in autostrada … a velocità bassa … fino a qualche anno fa il metano in giro si trovava col lanternino. Prezzo pure elevato, Dovevamo aspettare un’auto a metano con autonomia di 1.000km??? Che stupidi a non averlo fatto.

  6. Dovremmo obbligare i nostri politici ad usare auto elettriche blu.. in un paio di anni diventeremo il paese con più colonnine.. Nessuna proposta di legge dai nostri politici?

    • E fu così che Roma si riempì di colonnine, ma il resto d’Italia no.
      Lasciamo stare i politici se dobbiamo fare queste cose per “obbligarli” alla transizione. Sarebbero loro in primis a dover promuovere la cosa, non noi a costringerli.

    • Francesco non abbiamo due strade, ce n’è solo una. Questa. E non solo per la mobilità elettrica. Anche per le fonti rinnovabili.

      • Invece di progredire regrediamo, perdiamo sempre piu la libertà di possedere il nostro tempo e di gestirlo come meglio crediamo per difendere questo, quello.. facendo finta di non vedere che il problema non sono le auto termiche, il gas, la guerra… è che siamo in troppi su questo piccolissimo pianeta e qualsiasi cosa facciamo è irrilevante. Crediamo di salvare il mondo con 1.000.000 di auto elettriche in Europa quando ci sono 2 miliardi di africani che guidano auto di 40 anni fa, 3 miliardi di asiatici che guidano di tutto e mangiano di tutto ecc.ecc. La soluzione la troverà madre natura da sola (quando una specie è in esubero di punto in bianco scoppia un’epidemia devastante che la conduce sull’orlo dell’estinzione). La macchina elettrica è meravigliosa da guidare e economicissima nell’esercizio a patto di avere 2 auto (di cui 1 diesel), non avere problemi economici e ricaricare a casa se no è una fregatura incredibile perché sei schiavo dell’auto come lo sei quando prendi un trasporta poveri (servizio pubblico di trasporto). E ve lo dice uno che ha una mustang mach-e (e il diesel in garage).

        • “Crediamo di salvare il mondo con 1.000.000 di auto elettriche in Europa”: no.
          Crediamo di salvare il mondo con le auto elettriche E le barche elettriche E le pompe di calore E la coibentazione edifici E le rinnovabili E riducendo gli spostamenti inutili E efficientando i processi produttivi E riciclando di più.
          E crediamo di salvare il mondo facendolo in Europa E negli USA E in Canada E in Australia E costringendo il resto del mondo a doverlo fare per non perdere clienti/fornitori.
          E crediamo di salvare il mondo smettendo di pensare che ognuno da solo non salva il mondo ma ognuno deve fare qualcosa perchè gli oceani sono fatti di singole molecole di acqua.
          Che poi non si faccia in tempo a fare nulla e madre natura si libererà dell’ospite parassita, può essere. Sicuramente avverrà se non faremo nulla e staremo a guardare, questa è una certezza assoluta.

          • ” E costringendo il resto del mondo a doverlo fare per non perdere clienti/fornitori.” Ah beh, allora….

          • “Ah beh, allora” vedasi esempio Russia. C’è chi ha cessato i rapporti con la Russia unicamente per salvare la faccia, pur rimettendoci economicamente. Comprese tante aziende Cinesi: perchè se tra i tuoi clienti hai gli USA, l’Europa, la Russia e la Cina, per volere continuare a servire la Russia rischi, per la ragione di cui sopra, che qualcuno decida che non sei più “etico” e si cerchi altro fornitore. L’ipocrisia non è il motivo che vorrei dietro a certe decisioni, ma raggiunge ugualmente lo scopo.
            La Cina farà la transizione perchè vuole vendere nel resto del mondo; l’Africa è 1/50 dell’Europa come veicoli. Rimane fuori, e non è poco, l’India e l’America Latina: ma se il resto del mondo va in una certa direzione, potrai solo ritardare la tua scelta, poi dovrai prenderla anche tu e avrai beneficiato di decenni di riduzione costi e zero spese di ricerca.

        • In Africa ci sono 1,3 miliardi di persone. Posseggono in media 15 auto ogni mille (in Usa più di 800, in italia più di 700).

  7. Ed eravate in due… Pensa se foste stati in dieci… Inimmaginabile poi se molte più persone avessero avuto un’elettrica nei paraggi

  8. Certo che l’approccio all’elettrico comporta la necessità di mutare profondamente le proprie abitudini di una vita intera. Non tutti saranno disposti ad accettare simili compromessi, soprattutto se, come temo, l’aumento delle postazioni di ricarica avverrà solo di pari passo ed in proporzione all’aumento delle Bev. Nella mia città di provincia, in centro, c’è solo una colonnina, alla quale è costantemente attaccata una Tesla, magari saranno due, o tre uguali, stesso colore, chissà, ma mi chiedo come possa io poterla eventualmente sfruttare, nel caso di transizione, o cosa accadrà quando veramente tante persone avranno compiuto il passaggio. Ma mi chiedo: in caso di estrema necessità, quindi di auto praticamente scarica, ad esempio su una superstrada, per non dire su autostrada, è obbligatorio chiamare un carro attrezzi oppure è possibile rimediare con un generatore di corrente? Quantomeno per farla spostare e raggiungere il più vicino punto di ricarica. Grazie

    • /// in caso di estrema necessità, quindi di auto praticamente scarica, ad esempio su una superstrada, per non dire su autostrada, è obbligatorio chiamare un carro attrezzi oppure è possibile rimediare con un generatore di corrente? \\\ Sí direi che con batteria praticamente scarica non resta che chiamare il carro attrezzi (se possibile uno di quelli equipaggiati per le “emergenze elettriche”), per quanto riguarda l’uso del generatore ricordo il video di Matteo Valenza https://youtube.com/watch?v=UzSg4Px_yJg&vl=it 😉

  9. Stessa disavventura a Massa Marittima. Il giorno prima della partenza per il ritorno volevo caricare per bene l’auto (Tesla Model Y LR) ma … sorpresa! La DC non funziona. Ho scritto a EnelX la quale mi ha risposto che nelle successive 2 settimane avrebbero provveduto (sic!).
    Per me, alla fine, il disagio è stato relativo perché mi è bastato allungare di poco il ritorno passando al Supercherger di Grosseto, ma mi domando: se non avessi avuto una Tesla (con il suo enorme controvalore dei Supercharger sempre funzionanti) come avrei fatto?!

    • Semplice con la situazione che abbiamo in certe zone d’Italia o non ci vai con l’auto elettrica o ti devi programmare più di una alternativa per ricaricare.

  10. Bella testimonianza e complimenti per come ti sei comportato col tedesco, un gesto di civiltà che oggi come oggi non darei per scontato.

    • Secondo me non è del tutto vero, persone educate e civili ce ne sono in abbondanza, ma fa più notizia l’eccezione. La scorsa settimana la concessionaria Honda di Melegnano mi ha permesso di usufruire della sua Honda-e per due giorni, arrivando all’unica fast di Bormio intorno a mezzogiorno per lasciare l’auto in carica durante il pranzo, 10 secondi dopo aver attivato la colonnina ma non aver ancora collegato il cavo di ricarica all’auto arrivano due ragazzi svedesi con una Volvo, e vedendomi armeggiare con il cavo mi chiedono se devo ricaricare, gli rispondo di si e che la ricarica durerà poco meno di un’ora. Mi dicono che hanno solo i 20% e hanno bisogno di ricaricare per 10 minuti per raggiungere la loro prossima destinazione. Rispondo che anche la mia batteria è nelle stesse condizioni della loro. Mi promettono che gli serviranno veramente 10 minuti. Senza pensarci due volte gli cedo il posto e nel frattempo di una chiacchierata passano 15 minuti e neanche me ne accorgo. Collego la mia alla colonnina e me ne vado a pranzo. Torno dopo 45-50 minuti col la batteria al 98% ed ad aspettare questa volta trovo un’auto targata UK, mi sento un po’ in colpa per aver lasciato l’auto collegata per così tanto tempo, e chiedo scusa alla coppia che sta aspettando, gentilmente la signora mi risponde che no ci sono problemi.
      Segno di civiltà per una paese a vocazione turistica come Bormio sarebbe quello di reinvestire parte dei guadagni incamerati grazie ai turisti estivi ed invernali in colonnine fast e quick, l’azione del singolo può mitigare l’inadeguatezza della rete ma niente di più.

      • Complimenti a ciò che a scritto e a tutti quelli che si comportano in maniera civile. Oltre a leggere racconti di problemi incontrati per caricare, è bello leggere anche gli esempi di civiltà.

        Il suo racconto mi ha fatto venire in mente che quando si è fermi per una pausa pranzo, o visite turistiche, la sosta può essere lunga e, se lo stallo non serve ad altri, può essere utile lasciare l’auto collegata per raggiungere il 100%. Ho pensato di preparare un foglio con il seguente messaggio, che lascierò in auto per essere messo sopra il cruscotto durante le ricariche:

        Sono nei dintorni. Se lo SoC ha superato 85% e gli altri stalli sono tutti occupati, telefonatemi al n. ….. Tornerò subito per spostare l’auto.

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