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Rc auto? All’italiana

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Le nostre compagnie non si pongono il problema: al massimo fanno lo sconto. L’eccezione di Itas che è andata a studiare all’estero: «Utenti più evoluti, fanno meno incidenti»

«Vuole assicurare l’auto? Bene, di che cilindrata?». Ogni polizza Rc auto parte da lì: da un tariffario che ogni compagnia stabilisce in base a diversi parametri, il primo dei quali è la cilindrata del motore. Ma nel caso di un veicolo elettrico la cilindrata non c’è. La maggior parte delle compagnie si limita a partire da un tariffario base, di solito scontato a spanne. Il numero ancora trascurabile di veicoli a zero emissioni circolante in Italia non incoraggia certo le compagnie a dedicarvi troppa attenzione e troppe promozioni. Per fare un esempio Unipol, primo operatore del settore, applica uno sconto medio attorno al 30% rispetto ad auto a benzina con caratteristiche e prestazioni analoghe, ma al momento non ha ancora studiato una linea di polizze ad hoc.

Chi invece si è posto il problema è la mutua assicurazione trentina Itas, ottavo gruppo italiano nel ramo danni e interlocutore privilegiato di alcuni gruppi di proprietari di veicoli elettrici. «Il problema principale da affrontare _ spiega il direttore della direzione tecnica persona Guido Pizzolotto _ è la mancanza di dati significativi sulla sinistrosità di questa categoria di veicoli. C’è qualcosa all’estero, dove i veicoli elettrici sono molto più diffusi, e noi ci siamo basati su quelli per calcolare le nostre polizze».

E’ nato così un prodotto che incorpora uno sconto medio fra il 40 e il 50% rispetto al benzina e che per ora non tiene conto di potenza e dimensioni del veicolo. In poche parole una Zoe o una Tesla pagano lo stesso. «Ora però stiamo rivedendo le tariffe perché prevediamo che i numeri salgano e in questo caso, sinistrosità specifica a parte, dobbiamo tener conto che il costo medio di un sinistro non può essere lo stesso fra auto tanto diverse per prestazioni, masse, prezzi, costi di riparazione».

Tariffe più basse anche per i veicoli elettrici omologati come quadricicli, tipo Twizy. Secondo Pizzolotto, che si basa su statistiche americane, la sinistrosità è «significativamente inferiore» per i conducenti privati, mentre per taxisti e operatori professionali i dati fra veicoli elettrici e veicoli tradizionali sono più o meno gli stessi.

«La nostra convinzione è che i minori rischi di incidente non derivino dalla caratteristiche del mezzo, quanto dalle abitudini del conducente. Nel caso di veicoli elettrici si tratta di utenti evoluti, attenti alle problematiche di risparmio e con stili di vita più controllati. Di conseguenza, stipulando le polizze, abbiamo un approccio legato soprattutto alle caratteristiche psicologiche dei nostri clienti».

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