Home Bici Le batterie del pc rinascono nelle e-bike. Succede a Modena

Le batterie del pc rinascono nelle e-bike. Succede a Modena

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Non buttate le batterie dei computer, si possono riciclare per comporre un pacchetto che fa muovere le e-bike. Succede a Modena dove si insegna questa tecnica ai disoccupati. Nuove batterie, nuovi lavoratori.

Una delle critiche  più ricorrenti sulla conversione elettrica riguarda il destino delle batterie. Del loro riciclaggio ne abbiamo scritto (guarda), ma è molto interessante un progetto modenese che permette di recuperare a vita nuova quelle dei computer. Si chiama  Velomodena, un programma di formazione destinato a creare lavoro nella mobilità elettrica.

Si recupera tutto: bici e batterie

Ci spiega tutto Giovanni Pradelli, responsabile dell’associazione Amazzonia 90 Sviluppo, che segue il progetto: “Iniziamo dal recupero delle bici, da tre o quattro rottami riusciamo ad ottenere una bici, poi spacchettiamo le batterie del computer , facciamo le misurazioni per capire gli elementi ancora validi e poi ricompattiamo tutto. A questo punto si adatta la batteria alla bici. Ne abbiamo allestita una e funziona perfettamente“.

Da due a 4 ore di autonomia

Pradelli lo sa bene perché a 70 anni ogni giorno pedala dal paese di Bomporto a Modena, naturalmente a pedalata assistita: “La Bici che abbiamo realizzato con una batteria da 24 V e 8 A garantisce due ore di autonomia. A me che faccio tanti chilometri serve più alta; infatti ho una bici con batteria da 36 V. Ma siamo capaci di allestirla anche con questa potenza“.

I ragazzi del primo corso che hanno sperimentano le tecniche, ora porte aperte a nuovi iscritti

Il recupero della batteria si può fare, ma giustamente Pradelli mette in guardia da facili entusiasmi: “Si possono recuperare gli elementi, un’operazione molto semplice. Ma serve tempo, quindi non è una tecnologia a misura di industria. Noi, abbiamo un accordo con Hera, evitiamo di disperdere nell’ambiente materiale inquinante e soprattutto ancora buono“.

Le elettro ciclo officine

Si applica l’economia circolare e si creano anche piccoli, ma preziosi, posti di lavoro: “E’ il nostro obiettivo. Il corso permette ai ragazzi di apprendere le nozioni fondamentali. Con più di 100 ore di meccanica imparano sia a ricostruire una bici dai rottami sia a recuperare dei pacchi batteria. Sarà un lavoro autonomo. Infatti trasmettiamo anche nozioni di informatica e tematiche legate al mondo del lavoro“.

Finanziato da Ministero e Regione

Una prospettiva interessante immaginare tante piccole ciclo officine che recuperano e danno nuova vita alle batterie e offrono assistenza ai ciclisti tradizionali ed elettrici. La formazione è gratuita, il progetto è stato finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali attraverso la Regione Emilia Romagna. Il Comune di Modena ha indicato le priorità ovvero che venga destinato principalmente ai neet (ragazzi che non hanno o cercano un impiego e non frequentano una scuola né un corso di formazione o di aggiornamento professionale) e ai giovani tra i 16 e 35 anni che si trovano in difficoltà nella ricerca di un lavoro.

 

I partner: dalle Acli ad Auser 

Doveroso ricordare tutti i protagonisti a iniziare dall’associazione capofila Amazzonia 90 Sviluppo. Poi i partner Acli Provinciali di Modena, Insieme a Noi, Auser, Una Mano alla Città, Civibox, a supporto dell’iniziativa anche la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Hera e la cooperativa Caleidos. Una rete che si è costituita anche grazie alla collaborazione del Centro Servizi del Volontariato di Modena. Un bel gruppo e ognuno offre un prezioso contributo per la riuscita di un progetto così articolato ed innovativo. Un modello da copiare e replicare.

Per maggiori informazioni e per chi vuole frequentare il corso basta scrivere alla seguente mail:  info@amazzonia90sviluppo.org

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