Home Scenari La Cina va alla carica con le batterie al sodio

La Cina va alla carica con le batterie al sodio

26
cina batterie sodio
JMEV, marchio del gruppo Jiangling Motors Group

La Cina va alla carica con le nuove batterie agli ioni di sodio e passa dagli annunci ai fatti. Le prime auto con batterie al sodio sono uscite dalle linee di produzione e arriveranno sul mercato entro l’anno.

Hanno in genere una densità di energia inferiore, ma non contengono il minerale più prezioso, il litio, funzionano meglio a basse temperature e sono molto più economiche.

Le prime BEV escono dalle fabbriche

In dicembre JMEV, un marchio del gruppo Jiangling Motors Group, ha iniziato a produrre veicoli elettrici alimentati dalle batterie al sodio di Farasis Energy.

cina batterie al sodio
Presto dalla Cina arriverà il modello Yiwei 3 della JAC con batterie al sodio

Sempre a dicembre, Hina Battery ha annunciato che la berlina Yiwei 3 equipaggiata con ioni di sodio della Anhui Jianghuai (JAC, società posseduta al 50% dal gruppo Volkswagen), è uscita dalla linea e le consegne inizieranno a breve. Vaielettrico ne parlò diffusamente qui.

Molte altri brand cinesi stanno sviluppando batterie agli ioni di sodio. BYD ha annunciato un impianto di batterie al sodio da 30 GWh a Xuzhou in joint venture con Huaihai Group. CATL ha mostrato alcuni prototipi di ioni di sodio, ma non ha ancora annunciato piani di produzione di massa.

Iodi di litio e di sodio a confronto

Tornando al progetto in stato più avanzato, la compatta JMEV EV3, ha due versioni che consentono un raffronto tra le due tecnologie di batteria. Quella agli ioni di litio ha una capacità di 31,15 kWh e un’autonomia di 301 km (CLTC). La versione con batteria al sodio ha un pacco batterie meno capace (21,4 kWh) e meno autonomia (251 km), ma costa solo 58.800 RMB (8.300 dollari) contro 66.800 (circa 9.400 dollari).

Farasis dice che le sue batterie al sodio offrono energia specifica nell’intervallo 140-160 Wh/kg, ma prevede di lanciare una seconda generazione quest’anno con un’energia specifica di 160-180 Wh/kg e spera di raggiungere 180-200 Wh/kg entro il 2026.

Secondo Xia Shunli, presidente di Yiwei, le batterie agli ioni di sodio, insieme alle LFP, diventeranno «una soluzione a basso costo per la divulgazione di massa dei veicoli elettrici».

– Iscriviti a Newsletter e canale YouTube di Vaielettrico –

Apri commenti

26 COMMENTI

  1. Anche se queste batterie vengono dalla Cina anche la scusa che la Cina detiene la gran parte delle materie prime per la fabbricazione delle batterie sta venendo meno mostrando al mondo che solo chi fa ricerca e sviluppo alla fine vince sul mercato. Chiaramente i politici italiani continueranno a dire che la Cina ci sta invadendo perché hanno le risorse mentre noi non possiamo competere.

  2. Ho la sensazione che in questo monento la CONVENIENZA delle Sodio sia BASSA.

    Questa sensazione mi viene confermata dall’articolo:
    “la compatta JMEV EV3, ha due versioni che consentono un raffronto tra le due tecnologie di batteria. Quella agli ioni di litio ha una capacità di 31,15 kWh e un’autonomia di 301 km (CLTC). La versione con batteria al sodio ha un pacco batterie meno capace (21,4 kWh) e meno autonomia (251 km), ma costa solo 58.800 RMB (8.300 dollari) contro 66.800 (circa 9.400 dollari)”

    Stiamo parlando di SOLI 1100$, peccato che ci passano 10KWh in mezzo. Per come la vedo scritta IO, conviene la Litio (sarà LFP).

    • ..le sodio costano meno a parità di peso (materiali meno costosi),
      però essendo meno dense energeticamente e anche relativamente nuove, se si guarda ai kwh x euro per ora convengono ancora le LFP e sono anche più rodate

      mentre tra 6 mesi – 1 anno si vedrà, le ione-sodio in commercio avranno già aumentato densità di kwh a parità dimateriali e lavorazioni usate, già questo abbassa il prezzo x kwh, e filiere produttive più efficentate

      PS: pare che oltre a soffrire poco il caldo e il freddo, siano scaricabili sino a 0 senza subire danni; nelle ione-litio c’è l’elettrodo in rame che tende a dissolvelsi negli altri materiali se scaricate a 0, nelle ione-sodio l’elettrodo è in banale alluminio e non ha questo problema

      soprattutto, in prospettiva futura, se la filiera delle LFP saturasse, le ione-sodio saranno le batteeie ancora più sostenibili ambientalmente (rispetto LPF togli anche litio e rame) ed economiche, specie per accumuli statici, scooter, vetturette, magari anche auto compatte

      PS: oltre ai primi accumuli per la casa ione-sodio, ho visto in vendita anche batterie 12V da avviamento per auto ICE, ioni-sodio, per sostituire le piombo-acido (ci sono anche 12 V LPF, ma soffrono di più il freddo)

      • /// ho visto in vendita anche batterie 12V da avviamento per auto ICE, ioni-sodio, per sostituire le piombo-acido (ci sono anche 12 V LPF, ma soffrono di più il freddo) \\\ Interessanti le 12V da avviamento, fra l’altro aiutano a far conoscere le chimiche delle batterie da trazione anche ai “termici”.. Credo che non sarebbe male un confronto fra le 12V e i loro aspetti chiave (corrente di spunto, rendimento a varie temperature, …)

    • Son solo 1’100 $ in più ma comunque il 13%… magari per chi ha budget limitato e ne fa un uso cittadino, può aver senso. ricordiamo che parliamo di un’auto comercializata in Cina (non so quanto sia lo stipendio mediano, sicuramente più basso che in Italia).

  3. Interessantissimo il fatto che siamo già arrivati alla commercializzazione.
    Ne sono molto interessato anche in funzione di batteria da accumulo casalinga: so che sono già in vendita, ma chiaramente la diffusione in campo automobilistico significa aumento di volumi produttivi e quindi crollo dei prezzi. Oltretutto, essendo meno sensibili al freddo il fatto di metterle in esterno (della casa) ampia di molto la possibilità per chi vive in condominio (sto pensando alla collocazione in balcone come già ora si mettono le unità esterne dei condizionatori) o anche per chi non ha comunque un locale adatto o avrebbe una tratta troppo lunga di cavi.

    • Gent. Guido, approfitto della sua competenza per una domanda: attualmente ho un fotovoltaico da 2 kWp installato nel 2008 e perfettamente funzionante. Su questo ho l’incentivo di 0,44 € / kWh prodotto fino al 2028. Adesso mi piacerebbe installare un altro fotovoltaico per coprire il parcheggio da 3 posti auto che attualmente è riparato con una tettoia e telo ombreggiante. E magari una batteria di accumulo. La posizione è ottima, è in uno spazio aperto esposto al sole. La domanda è: potrei farlo o rischio di andare in conflitto con l’impianto vecchio e perdere i 4 anni di incentivi che mi restano ? Grazie

      • È una bella domanda che mi ero posto per la stessa ragione (tettoia copertura posto macchina) ma che non ha una risposta (avevo lasciato perdere con le mie ricerche) ma a questo punto la riprendo in considerazione…
        Su Arera non ho trovato qualcosa di chiaro e definitivo, solo fantastici rimandi infiniti, ricorsivi e tautologici ad altre norme: alla faccia della semplificazione.

      • Guido,
        mi permetto di rispondere io, perché il mio impianto funziona attualmente… come lei vorrebbe modificare il suo.
        E’ possibile “potenziare” un impianto esistente (incentivato in Conto Energia) a patto di richiedere l’installazione di un nuovo misuratore di produzione, in modo che l’energia prodotta dai due impianti risulti “distinguibile”. Infatti, da alcuni mesi, il misuratore di produzione non viene più installato nel caso di impianti singoli.
        Il mio impianto da 4kW installato nel 2008, incentivato secondo il 2° Conto Energia, è stato potenziato nel 2022, con altri 10 kW e con la trasformazione dell’impianto da monofase a trifase. Attualmente sono presenti 2 misuratori di produzione (uno monofase, l’altro trifase) ed il misuratore di scambio trifase.

        • Grazie a entrambe! Perfetto Andrea a questo punto cerco di informarmi per capire come muovermi ed avere un preventivo di spesa.

        • GRAZIE. Davvero gentile!

          La butto lì per la redazione: fare una sezione sul fotovoltaico e accumulo?

          • Ho preso una power station portatile da un chilo con la quale riesco ( sono ancora in fase sperimentale x migliorare il sistema) a recuperare buona parte della produzione eccedente del fotovoltaico da giardino che va in rete( regalata)…e mi rendo conto del notevole potenziale del fotovoltaico…

      • Guido,
        mi permetto di rispondere io, avendo una coppia di impianti, uno incentivato l’altro no .
        E’ possibile “potenziare” un impianto esistente (incentivato in Conto Energia) a patto di richiedere l’installazione di un nuovo misuratore di produzione, in modo che l’energia prodotta dai due impianti risulti “distinguibile”. Infatti, da alcuni mesi, il misuratore di produzione non viene più installato nel caso di impianti singoli.
        Il mio impianto da 4kW installato nel 2008, incentivato secondo il 2° Conto Energia, è stato potenziato nel 2022, con altri 10 kW e con la trasformazione dell’impianto da monofase a trifase. Attualmente sono presenti 2 misuratori di produzione (uno monofase, l’altro trifase) ed il misuratore di scambio trifase.
        L’energia prodotta dal vecchio impianto continuerebbe ad essere Incentivata fino alla scadenza dei 20 anni del CE.

  4. il delta di prezzo sulle auto (ipoteticamente) importate in europa, sarà lo stesso o dopo qualche strano gioco di dazi e tasse varie sarà diverso? 1600 euro sono tanti certo, ma non mi sembra una differenza sostanziale

    • Le batterie al sodio stanno cominciando a produrle ora, al momento paradossalmente sono quasi più care di quelle al litio principalmente a causa del fatto che per il momento ne producono ancora poche.
      Nel momento in cui la produzione fosse in grado di inondare il mercato, è abbastanza certo che il prezzo crollerebbe in maniera veramente sensibile.
      Ma a quel punto il mercato, e non dimentichiamoci che le batterie al sodio saranno ottime per l’accumulo, potrebbe allargarsi in maniera semplicemente strabiliante. 😉

    • ///”il delta di prezzo sulle auto (ipoteticamente) importate in europa, sarà lo stesso o dopo qualche strano gioco di dazi e tasse varie sarà diverso?”///
      La seconda che hai detto. 🙂
      Inequivocabilmente

  5. Facendo un conto della serva, e ipotizzando che le due batterie abbiano il medesimo ingombro (non è scontato) partendo dai dati esposti nell’articolo potremmo osare e affermare che le batterie al sodio hanno grosso modo una capacità del 30% inferiore rispetto ad una pari batteria al litio. Ora continuiamo a far finta che le automobili elettriche siano fatte come se fossero di Lego e immaginiamo per esempio una Tesla “base” con la sua Brava batteria da 60 kW o anche una più umile mg4 con batteria “long range” (64 kw, ricordo bene?)
    Nel nostro mondo totalmente spannometrico e ideale potremmo rischiare di dire che una equivalente batteria al sodio, tra l’altro coi valori fondamentali di oggi e non con quelli che si preannunciano di qui al 2026, starebbe su per giù sui 45 kilowatt.
    Tutto sommato mica male.
    Di che portare a spasso una onesta segmento C, altro che macchinine economiche.
    Se poi aggiungiamo che, stando agli annunci, questa tipologia di batterie potrebbe già essere in grado di caricarsi a 4C…
    Insomma: se tanto mi dà tanto, come vado ripetendo da parecchio tempo, queste batterie nella loro presunta umiltà rischiano di essere un vero game changer.
    E volendo ripetermi una volta di più, per un paese che è circondato da un mare decisamente salato… eccetera.

    • Sai com’è, in Italia (territorio delle Repubbliche Marinare) e delle regioni banchiere come il Gran ducato di Toscana la mentalità industriale non ha attecchito. Vale il detto pochi e maledetti subito che tanti forse domani. Da qui i sovrapprezzi di tutti i prodotti commerciati nel nostro paese visto che si preferisce il ricarico da commercio e i tassi sui prestiti alla programmazione industriale.
      In poche parole gli imprenditori che programmano investimenti con rientri in 5/10 anni ce ne sono pochi, tutti voglio rientrare già dopo il primo anno e per farlo significa non investire in ricerca ma comprare un processo produttivo già oleato all’estero se non un prodotto finito.
      Non a caso molti marchi Italiani producono in Cina/sud est asiatico ed importano il prodotto finito in Italia (soprattutto beni di consumo del cavolo).
      Solo le realtà del lusso che richiedono (per poter vendere) che il prodotto sia fatto in Italia si continuano a fare qui (vedi Ferrari e prodotti di abbigliamento, calzatura o borse che i più non si possono nemmeno sognare ed infatti tranne pochi milionari/politici italiani comprano e per lo più sono destinati all’estero).

    • Quello che dici è condivisibile. Io vorrei fare un’altra considerazione visto che hai nominato Tesla e MG4. La prima sta costruendo auto con batteria strutturale, non riparabile in caso di incidente e non sostituibile in caso si voglia fare un upgrade al mezzo. Mentre la MG4 viene attualmente prodotta con la stessa struttura che può supportare diverse batterie a seconda della versione: 51, 64 e 77 kwh, lfp o ncm. Forse in futuro la saic farà una batteria al sodio per eseguire l’upgrade o solo un semplice update sulla MG4.

      • “non riparabile in caso di incidente” non è corretto. La batteria è riparabile, è comunque fatta di singole celle assemblate in un contenitore che è strutturale (il contenitore, non le celle), che poi Tesla per motivi di praticità te la faccia cambiare intera, è un altro discorso: non dimentichiamo che le hanno adottate perchè costano meno a Tesla, non perchè siano un vantaggio per il consumatore…
        L’elettronica in generale e i service, funzionano così: hai un pezzo complesso difettoso? Te lo cambio per intero (non solo la parte guasta) e poi io, tramite qualcuno/altro mio impianto specializzato, intervengo sul pezzo cambiato andandolo a riparare. Ma è ovvio che data la garanzia di 8 anni sulla batteria, DEVE essere sostituibile o vogliamo pensare che Tesla ti cambi la macchina intera?
        Non è sostituibile con altri tagli, questo vale per qualsiasi altro veicolo: nasce con una batteria e con quella muore. La Model Y con batteria strutturale esiste in due tagli (60kWh LFP e 78kWh NCM), telaio identico. Le Model S in alcuni incroci di versioni da 75 a 100kWh avevano in realtà la stessa batteria, ad un certo punto hanno smesso di produrre le più piccole e in caso di guasto ti montavano la più grande, limitata via software.

      • Ciao, per scrupolo (per ch leggesse) scrivo una cosa già ovvia per molti

        con “batteria strutturale” si intende che l’involucro della batteria aiuta anche a gestire le forze della scocca (ad esempio diventa direttamente il pavimento che regge i sedili); mentre una batteria non strutturale più o meno regge solo il proprio peso

        però la batteria “strutturale” rimane una parte sbullonabile dall’auto, in 2-3 ore di lavoro in officina; è sostituibile (eventualmente anche con una batterie compatibile / upgradata se venisse prodotta in futuro)

        vero è che se c’è la presenza di schiume/collanti all’interno tra le celle (realizzazione come un sandwitch di parti incollate) la rende parecchio difficile da riparare (ma non impossibile per una di quelle officine artigianali viste mi pare in Croazia o in Inghiliterra)

        • Cerca i video di Bjorn in cui parla di Elbilmek, ragazzi estoni (se ricordo bene) che lavorano a Oslo, fanno riparazioni sulle auto elettriche e sono veramente in gamba. È come vedere con anni di anticipo come saranno le officine indipendenti del futuro.

Rispondi