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In Ioniq 5 4.400 km di puro piacere: Liguria-Capo Finisterre

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ioniq 5
La Hyundai Ioniq 5 di Tiziano a Capo Finisterre

L’ultimo (forse) racconto della serie “Vacanze elettriche” ci arriva da Tiziano Fasolini che, con la compagna, è arrivato in 19 giorni dalla Liguria a Capo Finisterre, in Galizia, punto d’arrivo del Camino di Santiago e il terzo punto più occidentale del continente europeo. Tiziano è fleet manager di un grande gruppo multinazionale e per l’occasione ha guidato la nuovissima Hyundai Ioniq 5 long range RWD. Ecco le sue parole 

Percorso e dati chiave del viaggio di Tiziano e Karin

di Tiziano Fasolini

La nostra “avventura” elettrica, un viaggio lungo 4.400 km alla scoperta della Spagna del nord. Con il nostro spirito di avventurieri e forti della nostra esperienza elettrica, io e la mia compagna, siamo partiti accettando una sfida per noi senza precedenti. 

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Tiziano Fasolini e la compagna Karin a Capo Finisterre

Un viaggio pianificato in maniera scrupolosa, scegliendo con prudenza i punti di ricarica (anche qualcuno in più del necessario) aumentando di poco i tempi di viaggio ma con il grande vantaggio di non affaticarsi mai alla guida; questa è stata la prima delle scoperte positive durante questo lungo tour (4.400 km da computer di bordo dell’auto) durato19 giorni, durante i quali abbiamo ammirato l’incredibile bellezza e potenza della natura della Spagna del nord. 

In Ioniq 5…./ Due tappe intermedie in Francia scoprendo i gioielli Arles e Carcassonne

Siamo partiti il 14 Agosto dalla nostra base in Liguria e durante i due lunghi trasferimenti (circa 1.000 km l’uno) abbiamo optato per due tappe intermedie, pernottando nelle belle cittadine di Carcassonne all’andata e Arles al ritorno, soste che ci hanno permesso di scoprire queste due meraviglie della Francia. Pause durante le quali abbiamo caricato una automobile che ci ha sbalordito per le prestazioni di ricarica, spazio, comfort di bordo, tecnologia e con un’efficienza da record  (totale consumo 19 Kw/100 km con il 78% di percorso autostradale): Hyundai Ioniq 5 long range RWD. 

Le ricariche lampo di Ioniq 5 non ci danno il tempo per la pausa caffè

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Auto incredibile che ci ha permesso di effettuare soste da record (leggi anche) alle colonnine superfast Ionity in autostrada: 15 minuti per una carica dall’ 8% al 81% (velocità 220 Kw/h). E’ la prima volta che mi capita di ricevere da bluelink, l’app di Hyundai, l’avviso che l’auto è pronta a ripartire…mentre noi non abbiamo neanche fatto in tempo a completare la più classica delle soste: bagno + caffé!! Un altro grande vantaggio è che mentre l’auto si rifornisce…..lo facciamo anche noi! 

Oltre alla fantastica vettura, c’è anche una App che ci ha permesso di viaggiare sempre tranquilli ed addirittura fare delle “eco-races” tra me e Karin (ovviamente sempre stracciato dalla prudente ma sempre divertente guida femminile!) è Power Cruise Control. Un software che utilizziamo ormai da tempo per i nostri viaggi e sul quale contare sempre per avere i dati effettivi di consumo in tempo reale. Davvero incredibile. 

Due app e via: con Power Cruise Control e Evway addio ai problemi

E per finire l’ultima chicca: il nostro abbonamento a Evway che, grazie alla sua rete europea, ci ha dato la possibilità di ricaricare ovunque tranne che alle colonnine Endesa EnelX, dove abbiamo quasi sempre avuto problemi (2 volte su 3). I frequenti problemi di sistema sulla rete Enel X sono quindi tanto frequenti in Italia quanto in Spagna.  In una occasione ci è stato addirittura  chiesto di richiamare dopo due ore. Cose che non devono accadere! Fortunatamente avevamo buon margine grazie alla generosa autonomia di Ioniq 5, quindi gestendo in maniera attenta l’energia abbiamo potuto proseguire verso un punto di ricarica alternativo. 

I tempi di ricarica durante il viaggio sono stati sempre ottimizzati, abbiamo sfruttato tutti i momenti in cui l’auto era ferma per visitare le località e i punti di interesse che avevamo scelto, mangiare  e dormire. 

Abbiamo cercato strutture alberghiere e/o appartamenti che ci avrebbero permesso di ricaricare l’auto durante la sosta (Booking ha un’opzione ad hoc nel menu) ma non sempre ne abiamo trovati (solo 6 su 9 e la maggior parte per pernottamenti di 1 notte).Una nota negativa è che il punto di ricarica era effettivamente disponibile, ma, con nostra grande sorpresa, quasi sempre con prese shuko e non con wallbox maggiormente indicate per le auto elettriche, sia per potenza che per sicurezza.

La ricarica in questi casi è quindi stata molto lenta, ma grazie alle lunghe ore notture di sosta siamo riusciti a raggiungere un’autonomia più che sufficiente ad effettuare gli spostamenti programmati per raggiungere le colonnine più veloci, in rari casi a discapito del tempo di viaggio. 

In Ioniq 5…./ La conferma: non servono ricariche al 100%, meglio farne 22, ma più veloci

Ed ecco il nostro tour in datteglio, giorno per giorno:  https://www.polarsteps.com/TizianoFasolini/4196004-spagna-del-nord-2021?s=7aabb2fb-de1f-4b93-b230-9797ece20501 

Abbiamo attraversato due stati, Francia e Spagna, sfiorando il Portogallo ed arrivando alla “fine del mondo” il mitico faro di Finisterre, meta ufficiale del cammino di Santiago. Ma nella nostra avventura ha rappresentato “soltanto il giro di boa”: 2000 km dalla base, il punto più lontano. 

Finisterre, un luogo di una bellezza immensa, dove ogni sera le persone ammirano il miracolo de “la puesta del sol” praticamente a picco sull’Oceano Atlantico. E’ quel momento magico che la natura ci regala e che ha il potere di incantarci dalla notte dei tempi. Qui abbiamo pernottato in un faro, cullati dal rumore delle onde dell’oceano e con la nostra auto…in carica! 

In totale abbiamo effettuato 22 ricariche. Solo in 7 occasioni abbiamo caricato al 100%, solo perchè l’auto è stata “attaccata alla spina” più del tempo veramente necessario. Durante alcune ricariche notturne e in quelle ultrafast in autostrada è stata più veloce di noi nel ricaricare le batterie! Abbiamo avuto l’ennesima conferma: caricare al 100% non serve. Neanche se la destinazione finale è molto lontana perchè raggiunto l’80% la velocità di ricarica rallenta sensibilmente per preservare la batteria. L’80% di autonomia di Ioniq 5 è di 300 km (autostrada) = altre 2 ore e 45 minuti di viaggio. 

Costo della ricarica 365 euro. Chi viaggia molto deve abbonarsi a Ionity

Il Faro di Sant Ander

I costi sostenuti per le ricariche sono stati di € 365. Una nota dolente è che in autostrada il costo di Ionity, soprattutto super fast (colonnine a 350 kw/h) senza abbonamenti ad hoc è di € 0,79 a Kw. Per chi viaggia molto si rende pressoché indispensabile un abbonamento diretto con Ionity o tramite i prodotti messi a disposizione delle case costruttrici. 

Siamo rientrati alla base il 1 Settembre orgogliosi e felici della nostra avventura. Abbiamo conosciuto persone solari, serene e condiviso insieme a loro momenti della loro quotidianità. 

La sopresa delle “communities elettriche”: chiacchiere, consigli e bon ton alla ricarica

Durante le cariche, infatti, si sono create delle piccole “communities elettriche” con altri drivers in arrivo dalle parti più varie (e impensabili) d’Europa. Da Germania, Belgio, Olanda, Inghilterra, e…Italia (una giovane coppia piemontese con una I3). Ci si è scambiati esperienze, curiosità e suggerimenti. Un aspetto che mi ha molto colpito è stata la solidarietà che si è creata tra di noi. In un paio di casi chi era carico a sufficienza ha lasciato il posto a chi doveva caricare. 

Abbiamo incontrato persone curiose e spesso incredule di vedere una macchina elettrica con targa italiana a migliaia di chilometri dal confine. Sono stati curiosi di vedere l’auto, di sapere come ci eravamo organizzati e di conoscere le nostre tappe. E noi siamo stati ben felici di raccontare la nostra avventura, sperando di incoraggiare altre persone a sperimentare un viaggio elettrico e provare le nostre stesse emozioni, sapendo anche di aver fatto bene all’ambiente. 

Un viaggio elettrico: impatto zero e tanto divertimento!!! 

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13 COMMENTI

  1. Complimenti a Tiziano e Karin, per la loro scelta d’auto e per aver condiviso la vostra bella esperienza di viaggio. Inoltre evitando Tesla avete dimostrato personalità nella scelta, non come la maggior parte di coloro che con lo stesso budget acquistano il marchio americano per sentirsi moderni e sentirsi “qualcuno”.
    Buon proseguimento.

    • Tesla non è solo un marchio. Se avessi quel budget una Tesla la comprerei per avere accesso ai supercharger, non per sentirmi qualcuno.
      Ci sono sicuramente anche dei contro tipo i prezzi alti dei ricambi originali Tesla (per quanto sia possibile mitigare la possibilità di averne bisogno sfruttando la garanzia e facendo una buona assicurazione casco).

  2. Spero di sbagliarmi, ma questa convivialità tra EV driver ai punti di ricarica secondo me non durerà a lungo. Non appena lo slancio “emotivo” ed ambientale dell’acquisto di una EV scemerà del tutto e si baderà solo al soldo, anche lo scambio di favori alle fast, le chiacchierate, ecc termineranno…

    • “Quant’acqua può contenere un tubo da due pollici per un’altezza di un metro o due? Un litro, forse neanche. Potevo berla tutta subito, sarebbe stata la via più sicura. O lasciarne un po’ per l’indomani. O dividerla a metà con Alberto. O rivelare il segreto a tutta la squadra.

      Scelsi la terza alternativa, quella dell’egoismo esteso a chi ti è più vicino, che un mio amico in tempi lontani ha appropriatamente chiamato nosismo. Bevemmo tutta quell’acqua, a piccoli sorsi avari, alternandoci sotto il rubinetto, noi due soli.”

      Cit. I sommersi e i salvati. Primo Levi.

  3. Bel viaggetto, altro che Roma – Reggio Calabria in 52 ore di Piazza Pulita 😉
    Dopo un certo disagio iniziale mi sto rendendo conto che con un’elettrica puoi davvero andare dove vuoi quando vuoi, anche con la mia e208 che ha una batteria piuttosto piccola riesco a viaggiare in autostrada. Mi fermo ogni 200km, viaggio a 120km/h (tranne quando devo fare qualche sorpasso occasionalmente e accelera da 120 a 140 in un attimo). Ok, con un’auto a benzina ci metterei meno tempo…ma non me ne frega niente.

    • Ecco, il tema secondo me è proprio questo: l’elettrico è un’opportunità in più, che a noi piace esplorare (sapendo che, come tutte le cose umane, ha le sue criticità) e ad altri non interessa. Bene, liberi tutti di scegliere. Quel che è difficile capire è perché in tanti si sentano in dovere di venire su questo sito a insultare chi si scambia tranquillamente opinioni ed esperienze di viaggio.

  4. Ancora più rilassante è fissare la meta e non doversi preoccupare di quando o come rifornire… si può andar piano e fermarsi a piacere anche con un pieno di diesel che garantisce 1000km di autonomia…Dover scegliere le strutture alberghiere in base alla ricarica non è libertà, nemmeno programmare un viaggio pensando di dover aggiungere alternative perché non ci si può fidare della rete è libertà .. servono molti passi ancora e un paio di nuove generazioni di batterie per arrivarci.. poi per piacere si fa tutto, anch’io ho attraversato da nord a sud tutta l’Italia in moto per piacere , con evidenti limiti logistici ( serbatoi da !7 litri) e fisici ( più di 500 km al giorno non mi sentivo di fare).ho percorso strade diverse dalle principali e sono andato pianissimo, ma se avessi dovuto farlo nel minor tempo possibile avrei preso un treno ad alta velocità..

    • Ma uno che fa dalla Liguria alla fine del cammino di Santiago e ritorno, ha interesse a fare nel più breve tempo possibile il tragitto? Se avessero voluto trascorrere 1 settimana in Galizia sicuramente avrebbero preso l’aereo, non l’auto…

    • Un pieno di diesel certamente garantisce più autonomia ma ti assicuro che è molto meno pesante fermarsi ogni 3/3,5 ore per 20-30 Min che farsi 1000 km magari tutti d’un fiato. Fatte entrambe le cose ovviamente ma preferisco di gran lunga le soste. So che allungo il tempo di viaggio ma ne miglioro la qualità.
      La scelta delle strutture con ricarica è stata per pura comodità e comunque cercando strutture che non avessero incrementi di costo notevoli per questo servizio. Personalmente mi sono sentito libero, anzi, con maggiore scelta e comodità visto che potevo caricare sia in struttura che fuori.
      Andrea ha capito alla perfezione il nostro spirito di viaggio. Grazie!

  5. Mi piace la Ioniq 5, una delle “meno peggio” in circolazione, ma non ne sono innamorato. Sconta, a mio avviso, lo stesso approccio Inc Cool8 dei brand occidentali (sia auto termiche che elettriche). Spulciavo il suo listino, oggi, e la retrocamera posteriore è disponibile solo sull’allestimento top di gamma che costa 5000 euro più dell’allestimento intermedio. Se uno oggi compra la 72.6 kWh Innovation per 52000 euro (il prezzo di una casa) non hai la videocamera posteriore, devi arrivare a spendere quasi 57000 euro. Le cinesi, a titolo di cronaca, tendono ad offrire modelli full optional.

    Stando a una nota rivista di settore, questo modello farebbe circa 500 km in città ma meno di 300 km in autostrada. Compensa con la ricarica veloce, però, certo, è un dato basso e sembra essere indirettamente confermato dall’articolo (22 soste per 4400 km sono circa 200 km tra una ricarica e l’altra). Facendo il pari e il dispari, considerando che si tende a non ricaricare fino al 100% e a ricaricare sempre con un po’ di riserva (anche per gli imprevisti) va programmata una ricarica “veloce” (15 minuti) ogni 2 ore. Sempre che la Fast sia libera.

    Nel frattempo arrivano le cinesi e così andiamo un po’ off topic. In Norvegia Nio ci consegna l’ES8 con 2 belle novità: intanto 20 swap station entro il 2022 solo in Norvegia e poi l’aspetto più importante di tutti, il prezzo. Conosciamo bene la logica “occidentale” per cui la Renault City K-ZE costa 7000 euro in Cina e, nonostante sia fabbricata in Cina, ce la vendono qui esattamente identica a 20000 euro (le tasse!! l’iva!! i tappetini più belli!!). Ebbene, cosa farà mai un produttore cinese “giovane”, come Nio, quando porta qui da noi un’auto cinese? Di quanto aumenterà il prezzo? Scommettete, dai, poi continuate a leggere.

    Ebbene, Nio ha ABBASSATO il prezzo (nonostante le tasse!! l’IVA!! i tappetini!!). 60000 euro anziché 62500 euro (il prezzo cinese). Capite che siamo su un altro pianeta, un altro approccio alla clientela, un altro tipo di attenzioni. Questo il prezzo per la versione con batteria da 75 kWh, per la batteria da 100 kWh sono 7000 euro in più. Chiaramente entrambe le auto sono vendute in allestimento top di gamma.

    • Anch’io ho provato il configuratore online della ioniq (si vende solo online) e il prezzo è subito schizzato paurosamente a livello Model Y se non oltre.
      Bella è bella, vista anche dal vivo, ma se devo spendere 60K in questo momento mi sentirei più tranquillo con la sicurezza dei Suc Tesla e la maggiore efficienza (pesa e consuma meno) della Y.

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