Home Nautica Hytem, startup nautica che viene dai treni

Hytem, startup nautica che viene dai treni

0
CONDIVIDI
La barca a vela con motore elettrico

Un imprenditore del settore ferroviario ed un ingegnere che ha motorizzato in elettrico un veliero d’epoca s’incontrano in Hytem. E nasce la start up nautica  

L'imprenditore della startup nautica
Daniele Bossi

L’idea della nautica ad emissioni zero può nascere anche dai treni, il mezzo per eccezione che viaggia in elettrico. Il protagonista principale, ma non l’unico, di questa storia è l’imprenditore Daniele Bossi che eredita dal padre l’azienda di famiglia specializzata in componenti per il settore ferroviario. Nel 2007 Daniele vende tutto, ma fare impresa è nel suo DNA. Sempre in elettrico. E, vista la sua biografia,  riceve la richiesta di intervento su un motore di una barca, ma sottoline l’imprenditore: “Un treno e una barca sono sistemi ben diversi”.

L'ingegnere elettrico
Andrea Rossi

E’ la scintilla però  che porta ad immergersi nella nautica elettrica e nel 2014 alla creazione di Hytem, la società di ingegneria nautica elettrica che vede tra i soci Andrea Rossi che VaiElettrico ha intervistato nei mesi scorsi per il progetto Gometra.

La coppia fa il tour delle maggiori fiere nautiche: Salone di Parigi, Boot Dusseldorf, Amsterdam. Fioriscono le idee e nel 2016 al Salone di Genova si presenta la prima realizzazione di Hytem:  la motorizzazione in elettrico, con un motore  Torqeedo, di una barca a vela Far East che “suscitò tantissima curiosità ed interesse nel pubblico – sottolinea Andrea – anche perché eravamo una delle rare presenze elettriche”.

Daniele Bossi a bordi della Far East con motore elettrico

Osservazione che la dice lunga sullo stato dell’arte: c’è forte attenzione alla nautica ad emissioni zero, ma le proposte sono ancora poche e poco pubblicizzate.

La mission della startup nautica è “la ricerca di soluzioni sia per imbarcazioni già esistenti, il retrofit,  sia la consulenza ai cantieri per soluzioni nuove o l’alternativa in versione elettrica alle linee già esistenti” spiega Andrea Rossi. “Abbiamo dei contatti con alcuni cantieri che ci vogliono mettere a disposizione i loro modelli per testare la propulsione elettrica. Abbiamo anche  depositato due brevetti sulla movimentazione dei motori, in parole povere tirarli fuori dall’acqua, per aumentare la loro durata e ridurre la resistenza quando si naviga”.

Collaborazioni con privati, ma pure con la pubblica amministrazione. A iniziare dai Comuni del Golfo del Tigullio e con l’Area Marina Protetta di Portofino: “Come Hytem  abbiamo offerto il motore elettrico montato sulla barca che viene usata in AMP dall’Università di Genova per studi e ricerche nel Golfo del Tigullio. Grazie a ciò ora sono disponibili boe gratuite per chi arriva con una barca a  propulsione elettrica. Ma c’è già allo studio un progetto di più ampio respiro che coinvolge l’intero golfo del Tigullio”.

La barca in AMP di Portofino
Bossi e Rossi studiano e lavorano per lo sviluppo della startup nautica, ma il futuro? “L’elettrico è un fenomeno inarrestabile  Solo 5 anni fa partecipare alla fiera di Amsterdam significava osservare e vedere tanti  esperimenti fatti con motorini ricavati da elettrodomestici. Tanti creativi, ma dilettanti. Oggi ci sono, invece, aziende strutturate che studiano ed investono e chi avrà la Tesla vorrà la barca elettrica e così via. Il mercato oggi non è ancora pronto, ma le aziende sono preparate ad entrare quando inizierà a crescere la domanda. Una variabile importante è l’evoluzione della normativa, come vediamo nei laghi di alcuni Paesi europei dove si può navigare solo in elettrico. Lo stesso vale per i canali delle grandi città, dove si sta ragionando sull’introduzione di queste norme”.