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GreenMoove, il… SUV che non ti aspetti

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GreenMoove, il Suv che non ti aspetti. Questa volta sta per Smart Urban Vehicle e si propone infatti come “anello di congiunzione” tra una bici e un quadriciclo.

GreenMoove unisce la stabilità e la sicurezza di un veicolo a quattro ruote con la praticità e la semplicità d’uso di un velocipede. Un mezzo ideale per muoversi in città, ma non solo, grazie al supporto di un compatto motore elettrico, analogamente alle comuni e-bike.  E appetibile per tanti utenti: dai cittadini alle aziende, senza tralasciare la pubblica amministrazione. Andrea Sconfietti ci racconta la genesi e le prospettive.

GreenMoove, primi passi al Centro Ricerche Fiat

  • Andrea, com’è giunto a GreenMoove?

“L’idea parte da lontano. Quand’ero un ragazzino mi piaceva molto giocare con i mattoncini ‘Lego Technic’, poiché consentivano la realizzazione di costruzioni anche molto complesse. Questa passione nei confronti della tecnica ha poi avuto uno sbocco naturale, a livello accademico, nel mondo dell’ingegneria. Dopo gli studi al Politecnico di Milano, ho avuto l’opportunità di inserirmi all’interno del Centro Ricerche Fiat di Orbassano, occupandomi prevalentemente della ‘Dinamica del Veicolo‘. Penso che quell’esperienza lavorativa mi abbia poi aiutato a impostare le linee guida del progetto GreenMoove, soprattutto nella fase di definizione del layout”.

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“Tuttavia, ammetto che il desiderio di creare un veicolo ad alta efficienza si ricollega a un interesse personale, maturato nel tempo, nei confronti della sostenibilità. In questo senso, credo che GreenMoove possa essere una risposta alle problematiche d’inquinamento e di congestione nelle città, ma non solo. Questa valutazione si è rafforzata durante il confinamento di primavera, in cui ho deciso di mettere ‘nero su bianco’ un’idea che mi girava in testa da 2-3 anni. Le immagini satellitari (leggi) mostrarono un importante miglioramento della qualità dell’aria nei centri urbani parallelamente a una forte riduzione del traffico. Si deve ragionare su una nuova visione dei trasporti, da un punto di vista quantitativo, ma ancor di più qualitativo. Ciò implica una riorganizzazione della mobilità delle persone e delle merci”.

GreenMoove in risposta alla domanda di mobilità

  • Può spiegare qual è il contributo del progetto per la mobilità sostenibile?

“Direi che va incontro all’appello dell’ANCMA e dell’EIT Urban Mobility per investire e promuovere tecnologie con un’impronta ambientale ridotta. Ricordo a tal proposito il rapporto Isfort sulla mobilità degli italiani. Il 32,4% degli spostamenti quotidiani risulta essere di prossimità (fino a 2 km). Considerando anche le percorrenze di corto raggio (fino a 10 km), si arriva a oltre il 75% sul totale dei tragitti giornalieri. Questi segmenti chilometrici sono compatibili con l’impiego di microveicoli e velocipedi“.

“In più, bisogna tenere presente il coefficiente medio di occupazione per automobile (pari a 1,36 passeggeri). I dati appena citati suggeriscono quindi l’ideazione e l’adozione di un mezzo più compatto e pratico rispetto alle macchine per muoversi in certi contesti. D’altra parte, ci sono già diversi riferimenti sul mercato che dimostrano una nuova possibile direzione nello sviluppo dei veicoli per brevi spostamenti. Tra i principali figurano Podbike, FlevoBike e Bio-Hybrid. Mi piace pensare che GreenMoove possa essere un’evoluzione rispetto a queste proposte, mantenendone però inalterate le caratteristiche di sicurezza e di semplicità“.

L’architettura da velomobile

  • In che stato d’avanzamento dei lavori si trova il veicolo? Ci sono dettagli tecnici che può rivelare?

“La fase di ricerca metaprogettuale del concept è terminata. Attualmente, insieme ad alcuni collaboratori, sto portando avanti la progettazione CAD e la simulazione dinamica dell’architettura complessiva del mezzo. Si tratta di un quadriciclo a pedalata assistita dall’ingombro ridotto (dimensioni 2300 mm x 850 mm x 1500 mm). Le sospensioni sono indipendenti, mentre il telaio in alluminio ha una struttura a cellula. Trasmissione meccanica, motore e cambio sono invece collocati sull’ossatura del SUV. Questa configurazione comporta una buona stabilità e ‘alleggerisce’ le ruote, poiché il propulsore non si trova nel mozzo”.

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“Dalle analisi finora compiute, il peso complessivo dello chassis ‘nudo’ è di circa 40-45 kg. Dovrebbe salire a 60 kg con la carenatura, modificabile in base alla stagione e dotata di tetto, portiere laterali nonché dei relativi cristalli. Naturalmente saranno inseriti gli specchietti retrovisori e la fanaleria. Verrà inoltre implementato un piccolo sistema d’aerazione per regolare la temperatura nell’abitacolo, incrementando il comfort degli occupanti. Da questo punto di vista, il quadriciclo offre una configurazione in tandem 1+1. Può così trasportare il conducente e un bambino, oppure un bagaglio di medie dimensioni. La portata è intorno a 130 kg, per cui la massa a pieno a carico si avvicina a 200 kg”.

La tecnologia al servizio di comfort ed efficienza 

  • In quale classe di veicoli rientra il concept?

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“Come detto precedentemente, si tratta di un quadriciclo a pedalata assistita. Sfrutta un motore limitato elettronicamente a 250 W, analogamente a quanto accade per le biciclette elettrificate alle quali è equiparato. Ciò permette di evitare spese come il bollo e l’assicurazione. È previsto però un allestimento con potenze superiori tra 500-1000 W per l’esportazione. Per quanto riguarda la batteria, ha una capacità minima di 800 Wh ed è agli ioni di litio, anche se potrebbe diventare agli ioni ferro-litio in futuro. In ogni caso, sarà disponibile un sistema di recupero d’energia in frenata. In aggiunta, sto valutando l’adozione di un pannello fotovoltaico sul tetto e di una piccola turbina eolica. L’intento sarebbe aumentare il potenziale energetico del mezzo senza stressare la batteria”.

  • Come sarà la modalità di conduzione di GreenMoove?

“Assomiglierà molto a quella di una bicicletta tradizionale. La posizione di guida sarà però simile a quella dei velomobili per migliorare l’efficienza di pedalata. Il sedile verrà realizzato con una membrana a rete traspirante per agevolare la dissipazione del calore prodotta dal guidatore, ma l’ausilio del motore resterà rilevante. Specialmente in abbinamento con un cambio epicicloidale. Così si potranno effettuare senza problemi le partenze da fermo in salita, mantenendo una buona trazione. Parlando invece della sterzata, ci sarà un piccolo volante dotato di comandi ausiliari e predisposto per il supporto di smartphone”.

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“In più, per dialogare con il veicolo, è probabile che sia sviluppata un’applicazione ad hoc. Ciò consentirà di regolare per esempio la gestione di erogazione della potenza, adattandola al proprio stile di guida. Ma l’aspetto più interessante riguarda il sistema di frenata. Il veicolo avrà dei supercondensatori capaci di accumulare energia provvisoria durante le decelerazioni o le discese. Tale energia verrà poi rilasciata velocemente in caso di necessità, (come nelle partenze a pieno carico). In questo modo, si può preservare la batteria, allungandone la vita utile. Infine, le ruote lenticolari da 20″ consentiranno di affrontare in tranquillità diversi fondi stradali, reggendo nel contempo elevati carichi radiali e laterali”.

Un progetto di design sostenibile e universale 

  • Ci sono aspetti nel ciclo di vita del prodotto legati all’ecodesign?

“La carenatura è in resina biocompatibile, più lavorabile e leggera rispetto alla fibra di vetro, oltre che meno impattante in caso di dismissione. Al momento è ancora in fase di definizione, ma sarà fabbricata tramite formatura a caldo. Il telaio è invece in alluminio poiché è facilmente riciclabile e garantisce ottime proprietà meccaniche come materiale primario o secondario. Il veicolo è inoltre concepito per utilizzare molti componenti già esistenti, come freni, cablaggi e ruote. Ciò permette di ridurre l’impronta ambientale complessiva e di adoperare la modularità per riparare, aggiornare o rimuovere le parti che costituiscono il mezzo”.

  • Quale target spera di raggiungere? Quali saranno i prossimi passi?

“I potenziali destinatari di GreenMoove sono tanti. Non solo privati che desiderano recarsi a lavoro oppure a fare la spesa in modo attivo e sostenibile, ma anche aziende e amministrazioni locali. Il quadriciclo risulta infatti idoneo per effettuare le consegne dell’ultimo miglio, specialmente nei centri storici e nelle ZTL. Oltre a ciò, potrebbe formare flotte di mezzi in sharing, magari da utilizzare in località turistiche. In un certo senso, il concept possiede alcune similitudini con il progetto MULO del designer Fabrizio Ceschin”.

“Tuttavia, per portare avanti la sperimentazione e completare la prototipazione del SUV, lavorerò insieme al team per trovare nuovi finanziamenti. Attraverso piattaforme di crowdfunding, come GoFundMe e buonacausa.org, ma anche aderendo a bandi per l’innovazione e la mobilità sostenibile. A tal proposito, nelle Marche sono stati da poco presentati gli obiettivi strategici legati al fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) per il periodo 2021-2027. Essendo ormai marchigiano d’adozione, proverò ad accedere a questo programma. Penso che il progetto abbia un buon potenziale, visto che è stato selezionato tra i 12 vincitori dell’edizione 2020 del concorso Ecapital. D’altro canto, sono pronti il business plan e le risorse umane per sviluppare propriamente GreenMoove. Il mercato per questa tipologia di veicoli è ricettivo e poco saturo, per cui credo che si possa guardare avanti con fiducia”.

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2 COMMENTI

  1. Ma perché VaiElettrico non propone una sfida rivoluzionaria?

    Una sfida rivolta a tutti i tecnici di buona volontà: confrontarsi per progettare un triciclo o quadriciclo leggero ed aerodinamico a due o tre posti.

    Progettare in open source, consentendo poi di scaricare i files per realizzare a casa o in laboratori artigianali con la stampa 3D i componenti del mezzo da assemblare ovunque nel mondo.

    Un telaio realizzato in tubi di fibra di carbonio o in lega di alluminio o addirittura di bambù nei paesi asiatici, tubi collegati tra loro attraverso nodi di giunzione metallici stampati in 3D.

    Sfruttando, né più, ne meno l’idea geniale di Kevin Czinger, Divergent 3D.

    https://www.divergent3d.com/
    https://www.youtube.com/watch?v=UVqDeCmKDSQ

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