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Inquinamento dimezzato: tutta Europa respira

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La Pianura Padana carica di smog o meglio haze (https://en.wikipedia.org/wiki/Haze ) oggi dalla ISS, foto Paolo Nespoli, Astronauta ESA

Il blocco del traffico ha ripulito l’aria. Ora tutta Europa respira. Chi insiste a negarlo (leggi) può guardare queste immagini rielaborate sulla base delle rilevazioni effettuate dall’Esa (Ente Spaziale Europeo) attraverso il satellite Copernicus Sentinel-5P. I dati rilevati riguardano le  concentrazioni di ossidi di azoto, gas precursori del particolato atmosferico PM 2,5. Nella media, i grandi centri urbani del Continente registrano in media un calo compreso fra il 40 e il 50%.

Le rielaborazioni sono frutto del lavoro degli scienziati del Royal Netherlands Meteorological Institute (KNMI), che hanno depurato le rilevazioni degli effetti distorsivi degli andamenti meteo. Le nuove immagini mostrano visivamente le concentrazioni di biossido di azoto (NO2) medie dal 13 marzo al 13 aprile 2020, confrontate con lo stesso periodo dell’anno scorso. Madrid, Milano e Roma hanno avuto una riduzione attorono al 45%, mentre Parigi è addirittura a -54%. L’Europa respira, ma respira soprattutto la Pianura Padana.

Un mese di lock down: due anni a confronto

Le immagini, commentano gli scienziati olandesi,  illustrano chiaramente la forte riduzione di biossido di azoto soprattutto in prossimità delle città maggiori.  E aggiungono: “Le concentrazioni di biossido di azoto variano di giorno in giorno a causa dei cambiamenti del tempo. Non è possibile trarre conclusioni sulla base di un solo giorno di dati: il calo delle concentrazioni può non rispecchiare dal calo delle emissioni. Però combinando i dati per un determinato periodo di tempo, in questo caso 10 giorni, la variabilità meteorologica si calcola in media e iniziamo a vedere l’impatto dei cambiamenti dovuti all’attività umana“.

Poiché le misure di blocco continueranno nelle prossime settimane  il team KNMI continuerà a lavorare su un’analisi più dettagliata di altri paesi del nord Europa, dove si osserva una maggiore variabilità dei dati dovuta alle mutevoli condizioni meteorologiche.

Pianura Padana nel mirino degli scienziati italiani

Da aprile è stato avviato anche un progetto di monitoraggio e analisi a livello europeo basato sulle rilevazioni delle centraline a terra. Partecipano tra gli altri i ricercatori  del  Sistema nazionale di protezione ambientale (Snpa), le Arpa delle regioni e delle province autonome  e l’Agenzia spaziale italiana. I primi risultati si avranno a fine mese.  Il progetto utilizza una piattaforma che ha già permesso di effettuare una prima analisi sull’andamento del biossido di azoto (NO2)  in quanto,  tra gli inquinanti dell’aria, «quello che più rapidamente risponde alle variazioni delle emissioni e viene prodotto da tutti i processi di combustione, compresi quelli derivanti dal traffico veicolare». Più complessa è invece la risposta delle polveri fini (PM10) in parte emesse direttamente ed in larga parte prodotte dalla trasformazione di altre sostanze come ammoniaca, ossidi di azoto, composti organici volatili.

Prima risposta: NO2 giù del 40-50% in val Padana

Quello che già possono affermare i ricercatori dello Snpa sulla situazione nella Pianura Padana conferma i risultati dei colleghi olandesi. Si stima infatti «una diminuzione dell’ordine del 50% nella concentrazione di NO2 rilevata nell’area, con riduzioni che oscillano tra il -40% e -50% nelle regioni del Nord Italia». E aggiungono che l’andamento dei valori mediani calcolati dal Snpa evidenzia in Lombardia «una variazione dei valori mediani meno marcata rispetto a quella generale della Pianura Padana: da 26 – 45 microg/m3 nel mese di febbraio a 13 -28 microg/m3 in quello di marzo. La riduzione è dell’ordine del 40%. In Emilia-Romagna i valori mediani sono inclusi in un intervallo più ampio, passando da 20 – 31 microg/m3 in febbraio, a 7 – 20 microg/m3 in marzo. Con una riduzione dell’ordine del 50%». Il coronavirus, insomma, servirà a dimostrare che senza auto termiche ad intasare le aree in Nord Italia, come l’Europa, respira.

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24 COMMENTI

  1. Mi si perdoni la pedanteria, ma devo segnalare che il termine corretto è “precursori”: In chimica, con funzione di attributo, detto di sostanza che interviene o si è formata in uno stadio preliminare di una reazione o di un processo chimico o biochimico e che in seguito si è trasformata in un’altra o in altre sostanze (così, per es., una provitamina costituisce il composto precursore di una vitamina).

    In ogni caso grazie per l’articolo: l’informazione corretta è importante nel mare magnum di disinformazione pubblicata sui social, e purtroppo a volte anche da certa stampa mainstream.

    • La sua “pedanteria”, Leonardo, non solo è perdonata, ma anzi molto apprezzata. Grazie per il contributo

  2. Va aggiunto che le condizioni meteo non sono state favorevoli al calo, con pioggia quasi assente e frequente alta pressione. Nonostante questo il calo è stato notevole. Il covid ci sta insegnando, in termini di inquinamento, che se vogliamo…. Possiamo ritornare a respirare aria pulita in poco tempo… Ma dobbiamo investire nell’economia e mobilità ecosostenibile

    • Non solo aria, anche acqua pulita. Certo, nessuno desidera di vivere altri periodi chiusi in casa come questo che stiamo vivendo, ma una bella riflessione va fatta sul come organizzare una nuova vita. Io sogno città ridisegnate con una vera ragnatela di piste ciclabili e molto altro, ma sono un sognatore…

      • Siamo in due ad essere sognatori.
        Comunque questo sarebbe il momento per ripartire con mega spinta su tutte le energie rinnovabili e sulla mobilità elettrica.
        Vedremo

      • Io invece sogno una citta in cui non esistono piste ciclabili perchè le biciclette useranno la strada e le auto e scooter se proprio insistono a voler circolare i, avranno il limitatore elettronico automatico da GPS a 30km/h. Sogni estremi.

        • Non sono sogni, è già realtà in mezza Europa. E’ questo che dobbiamo copiare dagli “odiati” Nordici 😉

  3. Il blocco del traffico ha ripulito l’aria.
    FALSO.
    IL BLOCCO TOTALE DELLA VITA E DELLA ECONOMIA HA RIPULITO L’ARIA.

    Malgrado ciò l’inquinamento è diminuito solo del 50%?

    MOLTO GRAVE CHE LA TOTALE SOSPENSIONE DELLA VITA ED IL FALLIMENTO DELL’ECONOMIA COMPORTI SOLO UNA PARZIALE RIDUZIONE DELL’INQUINAMENTO, QUINDI L’ESPERIMENTO E’ FALLITO MISERAMENTE.
    Ciò insegna che anche la stupida idea di obbligare TUTTI a passare alle auto elettriche rispetto a quelle a combustione cambierebbe in modo marginale l’inquinamento totale poiché il peso del trasporto privato delle automobile sul totale è inferiore al 5% del 50% di cui si è vista la riduzione, ovvero una variazione del 2,5% che è praticamente “casuale” e che un qualunque temporale può garantire.
    Avete repliche sensate oppure la solita propaganda. Perchè vi rendete conto che un altro mese così e non ci sarà sicuramente nessun problema di inquinamento dovuto al fatto che la morte economica del paese porterà allo spopolamento definitivo.
    Ad oggi i soli morti da virus cinese, o Wuhan, contati dal ministero, hanno causato una diminuzione della popolazione della Lombardia di oltre lo 0,12%. Se i numeri paventati sono veri per le RSA si arriverà almeno allo 0,2%. Solo questo comporterà un calo del PIL Lombardo fra lo 0.5% e 1% a cui si sommano i danni del lockdown. Volete aggiungere i danni che causerà il Nazi-green New deal? mi auguro di no. Ma se così sarà, SENZA DUBBIO i primi a perdere il lavoro saranno i giornalisti, perchè nessuno avrà soldi da buttare in informazione ridondante e da sprecare in pubblicità per vendere a chi non ha lavoro e non può comprare più nulla….

    • Come sempre i suoi commenti non meritano risposta. Dall’alluvione di frasi in maiuscolo, però, traspare tutta la frustrazione di chi per un mese ci ha deriso scrivendo che il lock down non aveva prodotto nessun calo dell’inquinamento. Faccia i conti non la realtà, le farà bene.

    • Luca, il suo commento merita invece una risposta. Secondo lei non possiamo sposare lo sviluppo economico alla tutela ambientale? E’ proprio il contrario. C’è tanto da fare (e da guadagnare, e tanti posti di lavoro nuovi). La sostituzione di tutto il parco circolante, la creazione di una rete di punti di ricarica. ma anche dispositivi di filtraggio dei fumi delle aziende, delle caldaie domestiche. L’incentivazione del trasporto pubblico. Pochi esempi che riguardano solo un aspetto della tutela ambientale, perchè c’è tanto altro. E non ultimo ne guadagnerebbero anche i nostri polmoni, e il sistema sanitario, come amaramente stiamo constatando non adeguato.

    • “BLOCCO TOTALE DELLA VITA E DELLA ECONOMIA”
      Falso.
      Ne la vita ne l’economia sono state bloccate. La vita è andata avanti e per alcune persone la sua qualità è pure migliorata, e l’economia è stata solo rallentata, C’è stata solo l’azzeramento dei consumi e degli spostamenti non essenziali, E l’ambiente ne ha tratto vantaggio.
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      • Forse lei vive in un altro mondo, mi scusi ma se una azienda non lavora vuol dire che non fattura e se fattura non paga dipendenti e tasse…la previsione di un -15%-20% in meno del PIL secondo da dove arriva??? Forse non si rende conto se ci sono i soldi per fare muovere l’attuale economia sono in prestito non certo vengono o verranno donati!
        È crollato il consumo di energia perché la maggior parte delle fabbriche e con lui l’inquinamento e per di più rispetto allo scorsi anni io bel tempo ha favorito una netta diminuzione degli riscaldamento altro grave fattore d’inquinamento e per ultimo il trasporto.

        • Non “per ultimo”, per favore. Il traffico incide per il 35-40% sul totale delle emissioni inquinanti. E’ quindi il primo fattore di inquinamento nei centri urbani. E’ anche il fattore inquinante che si è maggiormente ridotto (fra il 60 il 90%) durante il lock down, mentre la generazione elettrica è scesa solo del 10%, l’attività industriale ha un peso abbastanza marginale e non c’è nessuna evidenza che siano diminuiti i consumi domestici. Anzi, potrebbero essere anche aumentati vista la permanenza più prolungata nelle case.

          • Sig. Massimo le rispondo qui perché non riesco a risponderle direttamente alla sua ultima risposta, generalizzare che il 30-40% è responsabile il trasporto è sbagliato. Prima di tutto lei propone un dato che deve essere ancora pubblicato ma mi fido ci mancherebbe, però è solo dell’Emilia Romagna, se vede miei dati del comune di Milano e il trasporto incide per un 14-15% che è una delle città più trafficate d’Italia.
            È troppo facile prendere le percentuali che fanno più comodo perché dipende molto dal territorio, a Milano c’è un’altissima concentrazioni di abitazioni e soprattutto condomini, e questo fa abbassare la percentuale del trasporto come inquinate, così come sarà in Monza Brianza, Bergamo, Brescia, Bologna, Modena, Roma,. Napoli ecc… Mi piacerebbe verificare in Emilia Romagna i PM risultanti da riscaldamento e parlo soprattutto di Pellet e legname e per il primo l’Italia è il quarto utilizzatore europeo con concentrazione nel nord Italia compresa l’Emilia.
            Quindi come può vedere i problemi sono altri, e ripeto attenzione a dichiarare che la mobilità elettrica è la salvezza perché non è vero, aiuta a ridurre l’inquinamento certo, ma non fa miracoli, il consumo dei pneumatici e maggiore di un auto ICE e quasi metà del PM proviene da quelli ed è maggiore sulle BEV per via del peso superiore… diamo tutte le informazioni corrette in un momento difficile in cui l’ultima cosa che serve é discriminare il motore termico che non è mai stato efficiente come oggi!

          • La ricerca che cito è pubblicata. L’ho consultata in PDF, che se vuole le mando (sono oltre 100 pagine). I suoi dati su Milano sono del 2015. Da allora si è fatto tantissimo sulla riqualificazione energetica degli edifici e sulla riduzione delle emissioni industriali. Io parlo di inquinamento nella Pianura Padana e mi pare che l’Emilia-Romagna la rappresenti meglio della sola città di Milano. Le BEV consumano di più gli pneumatici per via del peso (30% circa in più) in compenso non hanno usura di parti meccaniche e non usano quai mai i freni la cui usura contribuisce all’emissione di polveri sottili come e più delle gomme. Non ho mai detto che la mobilità elettrica fa miracoli. E’ una delle soluzioni, assieme a tutto il resto, di cui non parlo perchè esula dall’oggetto del nostro sito. Fatto sta che negli ultimi dieci anni industria, abitazioni e generazione elettrica hanno ridotto le loro emissioni del 20-30% a livello europeo, mentre il trasporto ha continuato ad aumentarle.

          • Mauro, le emissioni climalteranti e l’inquinamento sono due cose diverse. Sono certamente due problemi che possono avere soluzioni comuni ma in definitiva i dati sulle emissioni climalteranti non possono smentire quanto riportato nell’articolo.

  4. E non vogliamo spendere qualche parola sull’azzeramento dell’inquinamento acustico? Certe mattine aprendo la finestra mi sentivo come fossi in ferie in alta montagna! Con città così silenziose non sentirei piu la necessità di spostarmi 500km per andare in vacanza in tirolo.

  5. Basterebbe utilizzare una full Hybrid per avere anche il beneficio del non consumo dei freni e mantenere così il peso…comunque non condivido che la media nazionale sia il 30%-40% anche dopo aver letto i dati Ispra che qui riporta ad un 9% responsabile dei PM il trasporto ed il dato è a livello nazionale introducendo gli allevamenti nel calcolo delle percentuali https://www.google.com/amp/s/www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/inquinamento-smog-riscaldamenti-allevamenti-intensivi-polveri-sottili-pm-particolato/4eb39bde-39f5-11e9-a27a-3688e449a463-va_amp.html

    C’è stato un fine marzo e per ora un aprile molto caldo, poi complice la chiusura ormai già da questo qualche mese delle scuole e molti edifici pubblici, tra cui bar e ristoranti che non hanno utilizzato il riscaldamento, in più è stato un ottimo periodo per le energie rinnovabili pensi che il mio impianto fotovoltaico dal 1 aprile ad oggi ha prodotto la stessa energia elettrica di tutto l’aprile 2019…senza contara la chiusura di ormai tre settimane in contemporanea delle industrie più energivore acciaierie e fonderie ecc…
    Per cui dire che il blocco del traffico ha ripulito l’aria è sbagliato! Senza contare poi che trasporti pesanti e corrieri stanno viaggiando più di prima e quest’ultimi non hanno certo mezzi all’avanguardia.

  6. No, purtroppo un full hybrid non basta (per la cronaca attualmente ho un full hybrid Toyota, quindi non ho nulla in particolare contro questa tecnologia, che anzi è veramente interessante e ingenosa). Ma l’ibrido purtroppo si porta dietro troppa complessità e la maggior parte dei problemi dei motori a combustione interna. In pochi anni non sarà neppure più economicamente conveniente: l’elettrico è talmente semplice in confronto che diventerà conveniente perfino rispetto alle auto non ibride. Non capisco poi perché abbia tutta quest’antipatia per l’elettrico, tra l’altro se possiede dei pannelli solari saprà che molta dell’energia necessaria per far muovere un’auto elettrica può essere autogenerata, cosa che né con l’ibrido ma neppure con idrogeno è possibile fare. Un ultimo appunto sui dati: ci sono problemi distinti se si guarda all’inquinamento a livello nazionale, regionale (es. pianura Padana) o urbano. Potrebbe anche essere accettabile un certo livello di inquinamento a livello nazionale, sicuramente meno se si pensa alle condizioni della pianura Padana, assolutamente inaccettabile a livello urbano dove la concentrazione di PMx e NOx a livello strada sono per la maggior parte causate dal traffico. Quindi l’ibrido potrebbe anche essere accettabile al di fuori delle città però poi alla fine le ZTL dovranno presto o tardi escluderlo dalla lista delle auto con accesso ai centri urbani. Ognuno si faccia i propri conti, visto che l’acquisto di una nuova auto è un investimento consistente nel bilancio famigliare che deve poter durare e poter essere utilizzato per diversi anni dopo l’acquisto.

    • sottoscrivo in pieno, analisi lucida e onesta da parte di chi non dove magnificare la sua Tesla, ma parla con cognizione di causa del full-hybrid Toyota che possiede.

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