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Gli odiatori dell’auto elettrica: chi sono e cosa vogliono

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In una vignetta comparsa sulla stampa USA uno dei cavalli di battaglia degli odiatori dell'auto elettrica: gli incentivi sono pagati attingendo al portafoglio di tutti.

Gli odiatori dell’auto elettrica spuntano da ogni dove, anche nei commenti agli articoli pubblicati su questo sito. Che cosa li muove? Cerchiamo di capire…  

Gli odiatori dell’auto elettrica? Quelli più superficiali…

gli odiatori
Un pick-up a benzina occupa lo spazio di un Supercharger Tesla, negli Usa. Con la scritta un po’ ironica e un po’ provocatoria: “Mi qualifico come una Prius”. Atteggiamenti beffardi di questo tipo sono frequenti negli Stati Uniti.

Ci sono quelli più basici, che si limitano a inveire, con commenti brevi, superficiali, e generalmente molto aggressivi. Come questi, che rendono bene l’idea:

Dovrete tutti passare sotto le mie grinfie, cari elettronauti, e visto che sono un riparatore di impianti e macchine elettriche vi spellerò bene i vs quattrini. Vi farò pagare 200€ ogni mia ora di lavoro così vi faccio passare subito la vs voglia di viaggiare alla spina“.

Poverino questo mentecatto che vi ha interpellato, non si è ancora reso conto che quei 30 Mila euro per comprare l’auto elettrica li butterà tutti nella spazzatura , povero idiota“.

Poveri deficenti non potranno accendere nemmeno lo scalda biberon per caricare il bidone elettrico“.

gli odiatori
La fatica di ricaricare, uno dei temi più cavalcati.

Gli odiatori dell’auto elettrica / Quelli che sono contro tutto e tutti

Generalmente lo fanno per noia, o per il semplice gusto della contraddizione. A volte per il semplice desiderio di veder pubblicato il proprio intervento. Per scatenare una reazione. O ancora per la tendenza a considerare qualsiasi cosa un’imposizione. E quindi a opporvisi, a prescindere da qualsiasi convinzione personale. Anche senza analizzare e capire le cose. Un po’ come tanti fanno per i vaccini anti-Covid. Per una contrattura assumono antidolorifici che normalmente si somministrano ai cavalli. E lo fanno in scioltezza, senza nemmeno preoccuparsi di interpellare il medico, né di leggere il bugiardino. Poi però “no, il vaccino no. Non sono convinto. Io aspetto ancora un po’… Non me lo possono imporre! Io non mi vaccino!”. E intanto non considerano che, se ancora non abbiamo richiuso tutto, forse è grazie a chi invece il vaccino se l’è fatto iniettare

Ma a volte professionisti in tecniche di dietrologia…

Il distributore di benzina in un celebre dipinto di Edward Hopper

Poi ci sono quelli più sofisticati, di media cultura e intelligenza, che all’attività di hating possono permettersi di dedicare molto tempo. Individuano un articolo, lo analizzano attentamente alla ricerca di eventuali imprecisioni da evidenzare. Poi, si mettono in rete alla ricerca di notizie che  possano screditare quanto letto. A quel punto entrano in azione commentano l’articolo. Iniziano generalmente complimentandosi e fingendo apprezzamento. Poi però affermano che le proprie convinzioni, condivise con l’autore dell’articolo, vacillano di fronte alle obiezioni di qualche conoscente, amico o collega. Fingono di chiedere supporto. E a quel punto portano tutta una serie di dettagliatissime argomentazioni per demolire la tesi dell’articolo stesso. Per farlo ci vuole una conoscenza approfondita dell’argomento e tempo a disposizione. Fondamentalmente si tratta di persone che sanno bene che quanto stanno affermando non è la verità. Ma sono abbastanza astute da capire che, se alle loro false verità daranno un bel vestito, qualche dubbio riusciranno a insinuarlo, almeno tra i lettori più disattenti.

gli odiatoriPerché lo fanno? Chi per soldi, chi per giustificare…

In questo caso generalmente non si agisce per noia o per il semplice gusto di contraddire. Quando si investono tante risorse e tempo, lo si fa essenzialmente per due motivi: il denaro o la necessità di giustificare a se stessi un mancato cambiamento. L’auto elettrica ha tutte le potenzialità per rivoluzionare completamente un modello di economia basato sul commercio del petrolio. Questo potrebbe costituire un elemento di disturbo per molti, moltissimi. E non è affatto da escludere che qualcuno possa aver intuito che parte del cambiamento in atto possa avere origine dallo scambio di informazioni. E possa cercare quindi di andarle a minarlo. Facendolo in modo organizzato e sistematico. E investendoci del denaro per farlo. Ci sono stati veri e propri scandali in tal senso. Ricordiamo tra tutti il caso del lobbista della Chevron che pagava gli arzilli  pensionati dell’azienda per screditare l’elettrico sui social: gli odiatori organizzati.

Gli odiatori / C’è che vuole solo sentirsi nel giusto

In parte, un’attività di contrasto all’informazione sull’elettrico così ben organizzata e sistematica potrebbe nascere da un semplice bisogno personale. Quello di trovare un’evidenza che supporti la propria scelta di non cambiare, da endotermico a elettrico. Poiché ad esempio il passaggio non è realizzabile senza modificare le proprie abitudini: “Io ho bisogno di raggiungere quella destinazione a 500 km da casa e all’improvviso, in un’unica tratta, senza soste e quindi non posso avere un’elettrica”. In quanto economicamente non vantaggiosa: “Le ricariche costano fino a 79 centesimi a kWh! praticamente più della benzina!” O perché ecologicamente non migliorativa: “eh, che poi non è mica vero che le elettriche inquinino meno!“. Si invoca di tutto pur di non minare quell’abitudine ormai consolidata e radicata nella cultura popolare.

gli odiatori
Arnold Schwarzenegger, grande sostenitore dell’elettrico, due anni fa girò uno spassoso video in cui si fingeva un venditore di auto usate che sfoderava ai clienti tutti i peggiori luoghi comuni contro l’elettrico. Qui un’immagine.

Noi non siamo fondamentalisti dell’elettrico, ma…

Piuttosto che analizzare i possibili benefici di nuove forme di mobilità (troppa fatica e sforzo mentale), ci si dedica anima e corpo a dimostrare che non ne vale la pena. Che per lui/lei quella nuova tecnologia non è adatta e che, se anche lo fosse, ha altri mille difetti dei quali solo lui/lei si è accorto. E di conseguenza esiste una “giustificazione” per non prenderla in considerazione. Eppure trascorrono le giornate su Vaielettrico.it e su molti altri portali a urlare quanto le elettriche siano sbagliate. Si collegano ogni singolo giorno. Se fossero davvero convinti fino in fondo di quanto scrivono, se non scrivessero in malafede (per mille motivi), probabilmente smetterebbero di farlo, prima o poi. O non avrebbero mai iniziato. Noi, che nella mobilità elettrica crediamo, ma senza essere degli ultras , mai ci sogneremmo incursioni in siti specializzati in altre propulsioni. Magari per smontare le tesi di quanti sostengono la superiorità dei motori endotermici. Riportiamo le notizie, positive e negative, e ospitiamo i commenti di tutti, anche se critici. Ma gli odiatori, quelli no, non li digeriamo proprio.


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113 COMMENTI

  1. Ciao a tutti,

    bell’articolo come spesso accade su questo sito.
    Sono due anni che viaggio in elettrico e faccio per l’ennesima volta la domanda: chi di ha commentato “ha provato” la tecnologia elettrica? Per provare significa averla per un po’ di tempo, fare viaggi di corto, medio e lungo raggio. Io faccio 30.000 km all’anno in buona parte d’Italia (centro nord) ed Europa. Alcuni commenti proprio non li capisco: “chi vuole una vettura sportiva non andrà sull’elettrico”: state scherzando? Porsche Taycan è stata l’auto più venduta per mesi ed è quella che più ha venduto in Porsche. Ha una capacità di carica che fà invidia ad una navicella spaziale. le altre auto? Avete mai provato una Hyundai Kona, una VW ID, una Tesla (anche quella più basica).
    Lati negativi? Certo che ce ne sono e ce ne saranno forse sempre come quelli di inquinare con una vettura endotermica a cui state facendo il tagliando ogni anno spendendo una marea di soldi.
    Concordo con chi dice che la produzione di energia da fonti rinnovabili, in Italia, deve migliorare in quantità e qualità: basta tetti senza almeno un pannello e giusto il commento sui pali della luce che possono essere sfruttati con dei pannelli. Aggiungo anche piloni dei ponti con mini pale eoliche.
    Avanti tutta e che la rivoluzione vada avanti per il bene del nostro pianeta che ci sta dicendo BASTA!

  2. @Leonardo: forse è solo un problema lessicale ma gli incentivi devono indirizzare il mercato o aiutarne lo sviluppo. Per distorsione intendo un’alterazione che non porta ad un qualsivoglia tipo di progresso.

    • Ok, ma occorre spiegare quella che secondo te sarebbe una distorsione del mercato. Una delle critiche maggiori riguarda il fatto che siano incentivate anche auto di lusso o di prestazioni elevate. Sì potrebbe dire: incentiviamo soltanto le citycar, oppure solo le berline fino a 25k euro. La mia opinione in proposito è che si incentiverebbe un mercato con minore innovazione rispetto a quello del lusso, senza contare che 10k euro di incentivi su un’auto di lusso muovono almeno 40-50 k euro sul settore automobilistico (e l’eccedenza circa 30-40k euro dell’incentivo è messa dal privato). Se mettessi 10k euro per incentivare una citycar con 10k di incentivo muoverei soltanto 20-25 k euro sul settore automobilistico.
      Ritengo che la mossa migliore sia quella di fare andare l’industria dove ha più margini, vedi strada intrapresa da Tesla e di seguito gli altri produttori, in modo da fare partire il mercato e renderlo autosostenibile. D’altra parte non mi pare che lo schema attuale stia prevenendo l’avvento di auto più parche come la Spring.
      P.S. occorre ricordare che anche senza incentivi il mercato dei SUV e altri bestioni, spesso utilizzati prevalentemente in città, era già florido di suo. Se li sostituiamo con mezzi elettrici riduciamo l’inquinamento molto di più che non sostituendo una citycar a benzina o a gas. Stendiamo un pietoso velo sulle citycar diesel che “il mercato” vendeva in numeri sempre maggiori prima del diesel gate 🙁

  3. Bell’ articolo, ci voleva, grazie!
    Avete ben identificato e classificato gli “odiatori” della mobilità sostenibile, ne conosco anche io tanti…
    Occhio però, avete tirato un bel sasso in un nido di calabroni, e io me ne intendo di ste bestiacce, dato che di mestiere sono apicoltore.

    • Ah, proprio una risposta equilibrata e pacificatrice. Fortuna che gli odiatori sono gli altri. Christian S., lei come si definirebbe?

      • Signor Scalchi, io non odio nessuno, semmai provo pena e compassione per chi non si rende conto della situazione critica in cui ci troviamo sul nostro pianeta.

  4. Allora premetto che vi voglio bene, e che l’elettrico è il futuro, almeno sembrerebbe ad oggi.
    Però se avete fatto questo articolo vi siete accorti degli haters, bravi, ed anche la mia primissima impressione era di “antipatia” a questo sito comunque ben fatto e ormai “autorevole”.
    Però la date l’impressione di spingere acriticamente l’elettrico, io sono sempre il vostro troll metanista in attesa di una elettrica, non ho capito se ***sembrate*** al primo impatto antipatici voi oppure i commentatori… tipo certi articoli con gente con ansia da ricarica per 100 km di “lungo viaggio”… è chiaro che portano risate nel migliore di casi e pesanti sfottò nel peggiore.
    Comunque è un aspetto sul quale dovete lavorare…

    • Infatti , e chiaro che l’accelerazione imposta sull’elettrico porterà scompensi nel mondo del lavoro e lascierà parecchi senza lavoro con il paradosso che utilizzerà le tasse versate da questi ultimi per agevolare l’aquisto di auto anche di lusso ( magari di chi dichiara redditi da fame) ecco gli incentivi gli indirizzerei su auto fino a 30K € e una buona parte per le infrastrutture. , per il discorso inquinamento e senz’altro un aiuto, ma lo sforzo deve essere collettivo, sena India Cina e Russia non si va da nessuna parte,

      • Anche Cina, Russia e India hanno firmato l’accordo di Parigi e sottoscritto il report dell’IPCC appena diffuso. Quindi si sono impegnate a ridurre le emissioni. Il tema non si esaurisce con le auto, che soprattutto in quei Paesi non sono il problema più grave

  5. sinceramente ci andrei piano nell mischiare il discorso vaccini col discorso auto elettrica. potresti prendere una gossa cantonata. l’auto elettrica e’ cosa buona e giusta meglio puntare su di essa che e’ vincente da sola , non ha bisogno di rafforzativi con altri settori. saluti

  6. Non commento l’articolo, vorrei commentare i commenti che ho letto. Se uno fa una critica anche sensata , viene criticato. Se uno fa un appunto sulle elettriche e dice di essere a favore di esse , viene bollato come bugiardo e gnegne vari. Mi sa che anche tra i sostenitori delle elettriche ci sono gli haters ( termine un po’ forte) faccio i complimenti alla redazione x gli articoli ben fatti che spiegano il mondo delle elettriche, continuate così. Ah possiedo una termica , la prossima che avrò confido sia molto meno inquinante

    • Concordo al 100%: gli odiatori o loro simili sono equamente diffusi tra i due schieramenti. Eppoi, perché due schieramenti? Non ci posso apprezzare serenamente pregi e difetti di entrambe modalità di mobilità? Anche se si chiama Vaielettrico, si può ragionare serenamente su alcuni punti critici che restano irrisolti e parlare dei pregi di altre soluzioni. Pregi che ci sono, credetemi. Certo che se evidenziando una criticità si viene paragonati ai sostenitori del DDT o dell’amianto, di progressi se ne fanno proprio pochi.

  7. Leggo spesso gli articoli di questo blog, perchè sono un tipo di persona disposta a leggere di pareri e opinioni contrastanti con la mia. E’ la prima volta che commento.
    Punto primo: la mia opinione è che in tutto questo discorso sulle auto elettriche, ci sia molta retorica, poca analisi e scarsa visione generale. (non mi riferisco a questo sito specificatamente e non solo al discorso automobilistico).
    L’inquinamento è un tema molto complesso da analizzare, la catena di produzione di ogni forma di inquinamento è estremamente difficile da ricostruire e quantificare in maniera scientifica.
    L’unico ambito in cui si è passati dalle parole ai fatti è il settore automobilistico: esistono già leggi che decreteranno la fine del motore termico.
    Quanto si sta tenendo in considerazione il resto delle fonti di inquinamento?
    – Riscaldamenti?
    – Allevamenti intensivi?
    – Consumismo? (vogliamo parlare del cambio di automobili ogni 3 anni? fatto solo per aumentare i trimestrali di compagnie indebitate che sparano bond come fossero mitragliatrici)
    – Deforestazione?
    Questo è un discorso mondiale, ma andiamo a vedere il nostro paese, facendo esempi di cambiamenti che non ci sono stati, andando oltre l’inquinamento:
    – Ci sono zone in cui la siccità è un tema attuale, si chiudono i rubinetti
    – I riscaldamenti sono sovradimensionati perchè gli edifici non hanno alcun isolamento termico cristiano
    – Ci sono blackout in città come milano quando le persone accendono i climatizzatori
    – Non c’è la banda larga nella maggioranza del paese, nel 2021
    – Non c’è alcuna digitalizzazione
    Il passaggio alle auto elettriche richiede una pianificazione seria, decennale e trasversale a qualsiasi cambio di colore dei governi. Gli esempi sopra allucinanti, da lasciare sconcertati. Questo è lo stato delle cose.
    A leggere alcuni pareri che spesso vedo qui, sembra che alcuni vivano sulla luna.
    Continuare a ripetere come un disco rotto il fatto che la strada è tracciata, porterà a proroghe inevitabili quando ci si avvicinerà alla data stabilita per il divieto dei motori termici.
    Proseguiamo. Perchè non si fanno subito alcuni cambiamenti nel settore automobilistico?
    – Cominciamo dal fatto di disincentivare l’acquisto periodico di auto ogni 3 anni? (produrre auto inquina, giusto?)
    – Cominciamo a vietare di produrre auto che fanno 250 all’ora o 300 o 350? (Anche elettriche) Non bastano 150 all’ora?
    – Cominciamo a rendere obbligatorio produrre esclusivamente veicoli full hybrid, se termici?
    – Cominciamo a incentivare il fatto che le auto siano facilmente riparabili senza la paura di finire dal meccanico con fatture a 3 zeri? Specialmente quelle ad alta tecnologia, e tecnologia proprietaria.
    Il motivo per cui considero tutto questo discorso sull’elettrico una buffonata (attenzione, la retorica, non l’idea tecnologica di cambiamento), è che non c’è nessuna volontà di fare oggi dei cambiamenti immediati, che limitino da adesso l’inquinamento, c’è solo la volontà di fissare delle date arbitrarie e nel frattempo produrre dei bei veicoli diesel 3000 di cilindrata, che il benestante di turno si compra ogni 3 anni. Un bel BMW X3/X5 diesel o benzina che sia, tonnellate di auto, per fare 10000 km all’anno. Il motivo per cui non cambia nulla è che tutta questa faccenda di suv (prendiamo i suv come esempio, possiamo pensare anche che so, a una Audi rs6, 600 cavalli) di grossa cilindrata da cambiare ogni 3 anni, genera soldi, mossa da interessi enormi. E non è serio.
    Vedo molta miopia sul tema circa tutte queste mie considerazioni, e non sono l’unico. Far cambiare idea alle persone, passa per dare il buon esempio, la dimostrazione di buona fede. Buona fede che non c’è minimamente.
    Saluti

    • Ora qualcuno ti accuserà di essere qualunquista, conta fino a 3 e vedrai.

      Sono parzialmente d’accordo con te ma siccome apparentemente unisci temi diversi, vorrei provare umilmente a sintetizzare il tuo pensiero, se me lo permetti, sorvolando sui vari aspetti, con una domanda: stiamo davvero applicando la migliore ricetta possibile per ridurre la co2?

      Se ho compreso il tuo intervento ed è questa la tua domanda, ce la siamo posti in tanti prima di te. Ovviamente non viviamo nel mondo dell’ovvio, non siamo macchine collegate ad un unico cervello che giungono all’unisono alla medesima conclusione razionalmente ineccepibile. Siamo “biologici” o, se preferisci, umani e come tale la soluzione ipotizzata è quella di un compromesso: un compromesso che non impatti sulle aziende, sulle persone, sulle abitudini ma che porti ugualmente al risultato sperato indicato dagli esperti. Ad oggi la politica di riduzione della co2 non è 100% auto elettrica (c’è tanto anche sulla produzione di energia ma anche sulle altre forme di trasporto) ma è collegata a tanti settori d’intervento: certo l’auto elettrica è uno dei più importanti ed è diventata un po’ un simbolo.

      Riusciranno i nostri …? Ah, boh. Speriamo, per il nostro bene. Anche io avrei fatto qualcosa diversamente (parliamo di smart working e dei suoi effetti benefici su tanti fronti?) ma tant’è, ogni soluzione adottata è frutta di 100 mediazioni prima in un partito, poi in un governo, poi in Europa, poi nel G8 e poi nel mondo reale. Avremmo fatto meglio io e te rispetto a loro? Forse, se avessimo le 5 gemme dell’infinito e potessimo schioccare le dita per imporre al pianeta la nostra volontà, ma al posto di Cingolani o di Draghi si poteva fare di più? Boh, non so, mi ci dovrei trovare, sono ruoli complessi, sai come si dice, la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni …

      • Sono d’accordo Enzo,
        Smart Working è un tema fondamentale, condivido anche il discorso del realismo. Cingolani e Draghi fanno quel che possono, questo governo esiste per altri motivi ed è già tanto che il tema sia stato affrontato politicamente.
        Quel che dico non è che la politica di riduzione CO2 sia solo auto elettrica, dico che è l’unico tema che viene affrontato con regole perentorie, prive di una pianificazione reale ed efficace per ottenere un cambiamento del genere.
        Il divieto di motori termici, è già impattante sul libero mercato, tanto vale fare qualche cambiamento sul fatto che le auto siano sovradimensionate, enormi e inutili per la maggior parte dei casi. Basta un po’ di compromesso, che non c’è.
        Sul riscaldamento, che è “più semplice” affrontare rispetto al passaggio a auto elettriche, non c’è niente di efficace, perchè vanno ristrutturati gli edifici e le persone non hanno soldi. Figuriamoci con le auto elettriche.
        Comunque grazie per la risposta assennata 🙂

        • Scusi Marco: ha presente il superbonus del 110%? L’efficientamento degli edifici lo paga lo stato, e con gli interessi. Le banche sono pronte a finanziarolo al volo. Come fa a dire che non si fa niente? Forse siamo noi a non voler far niente, nemmeno lo sforzo di capire che affarone sia.

          • L’affarone bisogna poterselo permettere.
            A Milano 50mq costano 250 mila euro come minimo se non si vuole ristrutturare. Questa iniziativa somiglia al bonus auto elettriche per persone che non possono spendere se non cifre molto basse e non possono avere una seconda auto di ripiego.
            Il non si fa niente è perlopiù di comunicazione, dove l’unico argomento tartassante è quello delle auto. Se facessimo un paragone, quando lo mettiamo il vincolo di edifici pubblici di classe A?
            E rinnovo l’idea, quando limitiamo la produzione di auto enormi e che fanno 250 all’ora? Perchè un’auto elettrica deve andare a tali velocità? Non c’è mica la logica del cambiare mentalità?

            Il non voler parlare in maniera coerente è il vero problema. E’ necessario che una tesla vada come una lamborghini o è uno sfizio?
            Il consumismo è il problema numero 1 dell’inquinamento, va cambiata questa mentalità, prima di ogni altra cosa

          • Piccolo errore: non lo paga lo Stato ma tutti noi, come tutti gli incentivi. Incentivi che, inevitabilmente, distorcono il mercato. Che piaccia o no.

          • Lo Stato siamo tutti noi. Tutti noi paghiamo il reddito di cittadinanza, la sanità, la scuola, i sussidi per le aziende in crisi, gli incentivi per le ristrutturazioni edilizie, i sussidi carburante per gli autotrasportatori e per gli agricoltori. Tutto, secondo lei, distorce il mercato? Oppure lo calmiera?

          • @alberto scalchi
            Oltre a quanto detto da Massimo, il mito che il mercato risolva tutto spererei di averlo ormai alle spalle. Se fosse per il “mercato” ovvero in questo caso per il volere dei produttori, viaggeremmo in auto senza catalizzatori (sono solo un costo), useremmo benzine col piombo, gasoli non desulfurati, le tasse sui carburanti non ci sarebbero. In compenso vivremmo più o meno come nei paesi del terzo mondo.

          • @Massimo: volevo solo precisare che siamo noi che paghiamo ma vedo che concorda. I sussidi spesso creano delle distorsioni, come le creano alcune normative e regole tecniche. Questo avviene, soprattutto, quando si incentiva il mezzo e non il fine e quando sono strutturati maie (tipo il superbonus). In quanto a @Leonardo: mai parlato di mercato, non mettetemi in bocca quello che non ho detto e un discorso sul mercato ci porterebbe lontano. Come il DDT e l’amianto che, tra l’altro, sono casi affatto diversi tra loro.

          • @alberto scalchi ok, gli incentivi distorcono il mercato. In effetti sono promossi proprio a questo scopo, che piaccia o no.

      • Sono d’accordo Enzo,

        Le mie sono volute provocazioni per sottolineare come, se si da tutta questa importanza sul tema, bisogna mettere da parte i fondamentalismi, avere visione ampia e accettare compromessi, compromessi che riguardano anche il mondo delle auto.
        Questo fondamentalismo senza senso, non lo vedo coerente con tutte le altre fonti di inquinamento che ci circondano, e nemmeno col fatto che alcune cose potrebbero essere migliorate subito.

        Politica internazionale e non, fanno parte del gioco, ma non capisco perchè ci si accanisca solo su un singolo tema, solo con visione a senso unico mettendo già divieti. Sul resto, nessun cambiamento all’orizzonte, da un punto di vista normativo.

        Siccome le cose belle piacciono a tutti, beati loro che possono comprarsi la M3 e cambiarla quando esce il modello nuovo. L’invidia è per i poveretti.
        Grazie per la tua opinione,
        Saluti 🙂

    • Uno dei principali appunti che fai è che la gente cambia l’auto ogni 3 anni come esempio di consumismo come se l’auto che viene sostituita venessi rottamata dopo solo 3 anni di vita…. qui chi fa retorica mi sembri tu, almeno su questo aspetto… la vita dell’auto no si calcola moca su quanto tempo la tiene il primo proprietario come vuoi far intendere tu… perché chi compra l’auto nuova e la cambia dopo 3 anni non la rottama di certo, quell’atto non viene tolta della circolazione e quella nuova che viene acquistata nel parco auto marciante non prende il posto di certo dell’auto che di 3 anni perchè questa viene messa nel circuito delle auto usate e viene acquistata da una persona che magari ha venduto un auto di 8 anni che a sua volta verrà acquistata da uno che aveva un auto ben più vecchia (15 o 20 anni per esempio) e che non ha soldi per permettersi auto più “giovani”…. quindi io riccone di turno che compra un auto nuova ogni 3 anni non fa uscire prematuramente un auto “giovane” dalla circolazione ma va semplicemente ad alimentare il mercato del usato e l’auto che lascia il posto a quella nuova appena prodotta ha con tutta probabilità dai 15 ai 20 anni…. io non conosco nessuno, per quanto ricco possa essere, che rittamerebbe un auto di 3 anni anziché rivenderla…. quindi tutto il tuo teorema sul consumismo è pura retorica (la tua non la nostra) perché si fonda su un assioma palesemente falso….
      E guarda che non sto facendo una difesa per partito preso perché io sono si uno che ha sempre acquistato auto nuove ma non le ho mai sostituite prima di 10 anni, cioè prima che iniziassero a dare problemi in quantità tale che continuare a ripararle sarebbe stato più oneroso (sia dal punto di vista economico che di inquinamento) rispetto a sostituirla…. però non do addosso a chi cambia auto ogni 3 anni, si vede che a livello economico se lo può permettere e quindi gli dico buon per lui consapevole di 2 fatti: il primo è che l’auto che sta uscendo dal.mercato non è certo quella da 3 anni ma una molto ma molto più vecchia (l’ultimo anello della catena dell’usato), il secondo è che se non ci fossero loro e tutti si tenessero l’auto nuova fino alla rottamazione come faccio io non esisterebbe il mercato dell’usato a cui attinge chi non ha grandi disponibilità economiche e che quindi grazie a chi cambia l’auto prima che vada rottamata può avere un mezzo di trasporto che diversamente non potrebbe permettersi se dovesse comprarlo nuovo in prima persona….

      • Chi compra l’auto ogni 3 anni, lo fa per avere l’ultimo modello. i noleggi a lungo termine sono fortemente anti-economici. Molte di quelle auto rimangono invendute per anni, perchè costano troppo e non sono affidabili (questo lo menzioni anche tu). Quanto costoso sia ripararle, è un tema che ho affrontato sopra. Di molte auto moderne premium, i costi diventano esorbitanti. Le utilitarie nuove costano infinitamente di meno di alcune auto usate di 5 anni di media dimensione (premium). Per non parlare di cilindrate e cavalli, totalmente inutili.
        Prendiamo una polo non esageratamente accessoriata, col motore base. Ti costa quasi 18 mila euro. Se la prendi a noleggio ti costa 3000 e oltre solo di anticipo e centinaia di euro al mese per 3 anni. A fine dei tre anni, sei imprigionato e gli devi dare 7-8 mila euro. E rinnovi per altri 3 anni. Quell’anno poi viene messa fuori usata a 15 dopo 3 anni e compri una yaris ibrida nuova con la stessa cifra.
        Se hai davvero pochi soldi e puoi spendere 3000 euro, l’auto che compri è molto vecchia e deve essere molto semplice, piccola ed affidabile, ovvero un’auto che non ha alcun senso noleggiare. Tutto il mercato delle auto è drogato completamente dal consumismo di prodotti che non servono.
        Tutto questo per dire che cosa? ho una media disponibilità economica e ho preso una auris ibrida di 5anni a 14.000, negli anni precedenti ho dovuto prendere una mini del 2003 con 3000 euro, semplice, senza turbina, senza elettronica (60000km), non potevo permettermi altro. Questa forbice è il problema per cui ciò che dici tu, non è vero. Fai un giro su autoscout. Non mi compro con 3000 euro un serie 3 pieno di elettronica del 95.
        Il riccone, non fa nessun favore ai poco abbienti come dici tu.

        Tutto questo, per come la penso io, non è un’invidia a chi può comprare la M3, se io avessi i soldi l’avrei già comprata, buon per loro, è una provocazione per far capire ciò che ho scritto sopra: non si vuole risolvere il problema oggi, nemmeno per ciò che sarebbe possibile fare.
        Quando sento dire “bisogna cambiare le abitudini, bisogna accettare che per fare un viaggio bisogna pianificarlo e cambiare mentalità, ecc ecc”.
        Cambiamo mentalità subito: auto a massimo 160 all’ora, pochi cavalli, disincentivo a macchine enormi, obbligatoriamente full hybrid. E poi ti vendono la E-Tron Suv enorme che deve fare i record nel circuito, o la tesla che accelera più veloce di una lamborghini.

        • Poi non capisco limitare tutto fortunatamente siamo tutti differenti e con priorità diverse, secondo il tuo punto di vista auto 130km tanto è il massimo che si può fare , a questo punto con 30mq a persona quindi case rapportate, stipendi tutti uguali visto che non servono differenze perché essendo tutto uguale per tutti non c’è il nesso, forse hai sbagliato nazione , mi sembra una dittatura del blocco sovietico, cambia visione mantienila più aperta vedrai che forse ci saranno più persone che ti ascolteranno

      • Giusto: chi cambia l’auto ogni tre anni (io le noleggio, per cui è questo che avviene) aiuta a svecchaire il mercato perché ad essere rottamata è un’auto Euro 0 che verrrà sostituita da una Euro 6.

    • Purtroppo e per me non lo è c’è un tema molto importante, sono anche io per la riduzione degli inquinanti , poi per il discorso dei 3000 la vedo una buffonata e lo dico perché lo posseggo e mi trovo spesso a discutere con amici con l’ibrida, ma conti alla mano io inquino meno, mi dirà impossibile e invece no perché lo uso due volte l’anno e ci faccio 2000km mentre loro con l’auto ecologica si sparano 25/30000km a fine dei conti chi sta inquinando ? Il resto dei km 12000 li faccio in elettrico .
      Detto questo non si può cambiare da oggi a domani, i motivi sostanziali sono due tutti i posti di lavoro, dove mettiamo tutta quella gente se non diamo loro il tempo di evolvere e trovarsi un altro impiego, la seconda le infrastrutture non vengono gratis e non nascono da sole, poi di fondo c’è la volontà della gente ogni giorno trovo da discutere io cerco di essere un promotore parziale primo perché non sono loro devono devono capirlo in modo autonomo e vederne veramente li bisogno per le generazioni future e per salvare casa nostra, ma non è di così facile comprensione, perché il problema la collettività non fa gruppo ma ognuno corre per se stesso, le tue affermazioni non sono sbagliate ma viste così esposte non portano da nessuna parte, è come per l’autore dello scritto che ha paragonato questa recensione al covid inutile come il check-up nel caffelatte, quindi gli obiettivi servono e a volte serve anche spostare i paletti, l’importante è che ognuno di noi nel suo piccolo partecipi o comunque cominci a farlo.

  8. Questo sito si chiama vaielettrico molto entusiasta delle auto elettriche parlandone solo in senso positivo, i lati negativi sono omessi.Per alimentare tutti i veicoli elettrici dove troveremo tutta questa energia?In Germania e in Polonia si costruiscono ancora centrali a carbone, in Italia l’enel chiuderà 3 centrali a carbone entro il 2025. Nel nostro paese a vocazione turistica stiamo riempiendo colline e monti di pannelli solari e pale eoliche ora arriva anche l’offshore a cui personalmente sono contrario,ci salveremo soltanto se ogni casa sarà dotata di energia rinnovabile e sono circa 29 milioni i pali della luce sono circa 10 milioni e potrebbero essere alimentati con un solo pannello solare . Le aziende chiuse che fornivano l’indotto per motori termici spariranno quindi altri centinaia di migliaia di posti di lavoro persi, le auto elettriche anno 250 componenti le auto termiche 2450 per la precisione. A chi piace la guida sportiva non penso che piaceranno le auto elettriche, concludo le auto elettriche sono meravigliose auto da città ma non credo che risolveranno tutti i problemi dell’inquinamento.

    • Non è vero che il nostro sito “omette” i lati negativi dell’auto elettrica. Certo che di solito affrontiamo problematiche un pò più centrate delle sue.

      • Caro signor Massimo Degli Esposti lei continua a darmi del deficiente,io faccio progetti per l’energia rinnovabile certo che in Italia e tutto più difficile per una persona non raccomandata perché lo cose semplici non piacciono in Italia. Ma voglio precisare una cosa chi conosceva 20 anni jeff bezos., Elon Musk ho gli inventori di WhatsApp ho Facebook negli stati uniti queste persone vengono fuori in Italia impossibile noi creiamo nulla e importiamo tutto schiavi degli americani e in futuro dei Cinesi..

    • La tua è solo retorica….
      Riguardo al fabbisogno dell’energia elettrica un parco auto al 100% elettrico non decuplica o triplica il fabbisogno elettrico come voi “catastrofisti” credete, gente del settore ha già calcolato di cge cifra si parla e siamo sull’ordine di un aumento del 20% rispetto al fabbisogno odierno… quibdi cifra più che realizzabile soprattutto se consideriamo cgehe anche se da domani si vedessero solo ed unicamente auto elettriche (quibdi lo scenario di transizione più rapido possibile) con i volumi d’immatricolazioni annui odierni (di tutte le auto messe insieme non solo delle elettriche) servirebbero comunque minimo 20 anni per raggiungere il pieno rinnovo del parco auto attuale (quindi per avere il parco auto al 100% elettrico)… ne consegue che il tasso d’incremento annuo di fabbisogno energetico per la mobilità elettrica si aggirerà intorno all’anno 1% che è un inezia per un sistema energetico nazionale.. poi questi discorsi sono già stati fatti anche a suo tempo per il termico quando ai suoi albori si criticava perché si diceva che se fosse diventato di massa mai e poi mai si sarebbe potuto produrre abbastanza carburante per tutti o non ci sarebbero mai potuti esserci abbastanza distributori… a te risulta che per il termico qyedti problemi ci siano stati? A me sembra di no perché la rete di produzione è distribuzione si è adeguata man mano che cresceva la richiesta e tutti hanno sempre avuto ciò che gli necessitava… lo stesso avverrà oggi con l’elettricità non vedo perché ciò che è stato già fatto una volta non può essere ripetuto… riguardo ai costi di questo ampliamento ricordo che saranno più che ripagati con le minor spese per l’acquisto di petrolio ed I suoi derivati ed ancge dalla minor spesa sanitaria per gli ammalati da inquinamento dato che una diffusione su larga scala dell’auto elettrica contribuirà ad abbattere l’inquinamento nelle nostre città che ricordo essere la prima causa di malattie gravi e di morti….
      Riguardo alle pale eoliche e gli impianti fotovoltaici io li preferisco di gran lunga ai fumi degli scarichi delke auto ed in generale di tutto quello che funziona bruciando petrolio ed I suoi derivati e che può essere sostituito con apparati elettrici che oltre a non emettere alcun che sono ancge di gran lunga più efficienti dal punto di vista energetico… il fatto cge i fumi non li vedi ad occhio nudo non li rende di certo preferibili alle pale eoliche ed i pannelli fotovoltaici cge non saranno il massimo dell’estetica ma non ti fanno male….
      Riguardo alla filiera che sta dietro al motore a combustione si troverà a chiudere chi non ha le capacità tecniche o la volontà di aggiornarsi e di convertire la propria attività a ciò che richiede la nuova filiera che si verrà a creare…. in sostanza, come è sempre accaduto, chi è valido ed ha voglia di lavorare troverà sempre un lavoro, chi invece non ha voglia di far nulla se ne starà a casa a girarsi le dita…. anche la transizione dalle carrozze a cavallo all’automobile a scoppio ha chiuso una filiera per aprirne altre… alcuni tipi di lavori sono spariti e ne sono nati altri ma non mi sembra che il mondo sia finito per questo.. chi aveva voglia di lavorare si è reinventato ed ha continuato a lavorare.
      In ogni caso il cambio di tipi di lavoro (perché non sarà solo chiusura della vecchia filiera con conseguente perdite di posti ma anche creazione di una nuova con nuovi posti di lavoro che si creano) non può essere un motivo valido per pensare di fermare un processo senza il quale fra non tantissimi anni non avremo più un pianeta su cui vivere.. perché il cambiamento (che non Riguardo solo le automobili ma tutto) dal sistema basato sul fossile a quello basato sull’elettricità prodotta in modo sostenibile è una cosa irrinunciabile, ormai è una cosa palese per chiunque abbia occhi e cervello…. solo i ciechi possono pensare cge potremo salvare il nostro avvenire su questo pianeta restando ancorati al sistema a fonti fossili… è restarci ancorato solo per la paura di perdere posti di lavoro porterebbe solo a perderne molti di più perché i motori a combustione verranno abbandonati comunque e se non ci muoviamo ora a creare la filiera che servirà il nuovo sistema ci ritroveremo a perdere i posti di lavoro della vecchia filiera senza avere quelli della nuova filiera cge verrà sviluppata altrove… già siamo partiti in ritardo rispetto alla Cina (non è mica una colpa dei cinesi se noi europei siamo stati bloccati nell’ultimo decennio per gli interessi dei petrolieri) adesso è l’ora di muoversi e provare a recuperare un po di terreno altrimenti davvero saranno lacrime e dolori ma non per colpa della transizione in sé ma per la nostra stupidità di volerla contrastare fino all’ultimo minuto…

      • Caro Moreno volevo solo precisare che per creare energia da fonti rinnovabili basta mettere i pannelli solari sui i tetti delle case indipendenti ho condomini ne abbiamo circa 29 milioni e aggiungo i milioni di aziende chiuse con strutture ancora valide. I pali della luce sono circa 10 milioni con un solo pannello solare darebbero luce gratis a tutto il paese, e molto semplice. UN SALUTO

        • No Nando, purtroppo non “basta” usare i pannelli solari. Di notte non producono ma soprattutto in inverno producono una frazione di quanto producono in estate. La questione di come vada prodotta l’energia che ci occorre non va banalizzato, perché ci serviranno sistemi di produzione diversi (idroelettrico, solare, eolico, geotermico) che dovranno essere integrati con sistemi di interscambio e di accumulo per riuscire a garantire di avere l’energia che ci occorre, quando e dove ci occorre.
          Ma non bisogna neppure drammatizzare perché i mezzi per costruire un sistema elettrico migliore e meno stupido dell’attuale ci sono già tutti.

        • Sono per il fotovoltaico ma, come tanti, chiudo gli occhi sull’impatto in termini di CO2 che ha la produzione dei pannelli, che avviene in massima parte in Cina. A parte quello, mi occupo di pubblica illumazione da 25 anni. Diciamo che, prescindendo da considerazioni estetiche, i 10 milioni di panneli andrebbero verificati come orientamento e come resistenza del palo (soprattutto al vento). E poi nei quadri va aggiunto un inverter. Ora, fatta tutta questa fatica, sarebbero 2 o 3 GW quando il parco funzionante in Italia è di poco più di una cinquantina (quasi il doppio se si consederano le centrali in manutenzione, revamping etc). Vogliamo dire che non risolveremmo nulla? Due calcoli due, prima di scrivere. Aiuta.

          • Dimenticavo, una parte non piccola di questi 10 milioni sono su facciata o su sospensione, per cui il numero va ridotto. E poi ci sono quelli artistici. Ti prego: il pannello fotovoltaico sulle lanterne no, ti prego.
            Per cui i GW difficilmente saranno più di 1 – 1,5

    • Prendi sempre argomentazioni come tanti, facili In cui girare il dito. Il lavoro lo crei. Come disse una persona (credo tu sappia chi sia) le persone stupide si danno la colpa tra di loro le persone intelligenti trovano una soluzione. Ed è così. È brutto da dire ma bisogna reinventarsi. Inoltre la tua osservazione si è limitata al campo automotive. E i robottini per pulire i vetri? Per aspirare per terra? Così togli il lavoro a persone addette… Inoltre credo che tu sia abbastanza maturo sicuramente più di me a capire che un auto elettrica non inquina messa su strada. Una a motore termico si. E quell’inquinamento finisce nei tuoi polmoni… Causandoti diversi problemi non piacevoli. Lo puoi notare tranquillamente tu comunque. Sempre più tumori

      • Donatella, guarda qualunque statistica ma l’inquinamento dell’aria è molto inferiore a, per esempio, gli anni ’70. Non so se i tumori aumentino ma una delle cause è l’allungamento della vita media.

  9. Tema interessante la fenomenologia dell’odiatore dell’auto elettrica. Ci vorrebbe Umberto Eco. Chiariamo: stiamo parlando di “odiatori”, quindi non di chi avanza critiche motivate, giuste o sbagliate che siano, però usando sempre gli strumenti della ragione e un linguaggio urbano. No, stiamo parlando di coloro che esternano, spesso in modo scomposto e volgare, la loro viscerale avversione per questa nuovo prodotto che la tecnologia mette a disposizione. Siamo dunque in quell’ampio territorio completamente disabitato dalla razionalità o dominato dalla passione.
    Azzardo quelle che secondo me sono le tipologie prevalenti, tralasciando quella più ovvia, ovvero il trollatore professionale, che diamo per scontato.
    IL NOSTALGICO AGGRESSIVO
    E’ colui che vede nell’auto elettrica un attentato ad un ordine cosmico costituito che c’è sempre stato e sempre ci sarà. Solo a sentire parlare di elettrico gli si strizzano le budella. Per lui l’auto è, è stata e sempre sarà solo quella a pistoni e con un tubo di scarico. Chi è favorevole all’elettrico è un nemico che vuole rubargli il giocattolo. Il suo argomentare è sconclusionato e spesso aggressivo perché in preda a forti emozioni. Va capito. Tenerezza.
    LO SMARMITTONE MACHO
    Delle tecnologie dell’auto in realtà non gliene frega molto. Più giovane del nostalgico, concepisce l’auto come una protesi della sua maschia fisicità, quindi il rumore, pardon, il “sound”, è un elemento fondamentale per richiamare l’attenzione della femmina e degli amici del bar. Nel suo angusto spazio mentale non è prevista ovviamente un’auto silenziosa, non esiste proprio. Normalmente non è interessato a scrivere, se capita casualmente in blog come questo si limita a sputacchiare insulti a casaccio senza alcun costrutto. Imbarazzante.
    IL COMPLOTTISTA
    E’ il tipo più scontato perché è quello che va per la maggiore di questi tempi. Vede dietro ad ogni situazione un complotto dei poteri forti, dei Cinesi, della Spectre, di Bill Gates., ecc. Quindi anche l’auto elettrica non fa eccezione e si ascrive nel paradigma. Coerente.
    IL NARCISISTA
    In realtà non è interessato all’argomento (non approfondisce nulla e si limita a fare copia incolla di qualche cosa letta qua è là). Sputa sentenze con tono sprezzante e insulta tutto il resto del mondo, che ovviamente non capisce niente, così massaggia un po’ il suo ego e dopo si sente meglio. Fastidioso.
    L’APOCALITTICO
    Non basterà l’energia… dove metteremo le batterie… ci sarà molto più inquinamento… Insomma, l’auto elettrica, come qualsiasi grande novità (internet, il computer, la televisione) sarà la causa di sciagure e disgrazie per l’umanità. Termina sempre con un “vedrete, vedrete!”. Immancabile.
    IL SAPIENTINO
    Ha deciso, per motivi suoi, che l’auto elettrica non funzionerà mai e, convinto di saperla lunga su tutto, manipola dati e argomentazioni per dimostrare che “ovviamente” l’auto elettrica è una bufala, per questo, questo e quest’altro motivo. Noiosetto.
    IL REAZIONARIO
    Negazionista totale del cambiamento climatico, Trumpiano dentro, vede tutto ciò che puzza di green come fumo negli occhi, roba da radical-chic debosciati, da Gretini senza palle, che vogliono solo la distruzione dell’economia del pianeta e contraddicono la vera propensione del sapiens a dominare e sfruttare la natura come cavolo gli pare. E’ graniticamente aggrappato alla sua ideologia da petroliere ottocentesco. Attenzione: potrebbe essere il tuo vicino di casa con la faccia sempre arrabbiata che ha visto che hai comprato l’auto elettrica! Salutalo ed evita qualsiasi discussione. Inquietante.

  10. Io sono tra quelli che acquisteranno un’auto elettrica forse tra 10 anni. Per tantissimi motivi, primo dei quali ho appena acquistato una ero 6d temp che va’ benissimo, silenziosissima, sono stracontento faccio 25 km con 1 litro di gasolio ; e facendo 8000 km all anno il gasolio può arrivare anche a 2 euro ..non mi cambia la vita. Quando vedrò quasi tutti i camion, camper furgoni e imbarcazioni funzionare full elettrico allora avrò compreso bene che da un lato è vera la volontÀ di cambiare le cose e dall altro la tecnologia, la rete e i costi saranno ottimali per l utilizzo che il mio mezzo di trasporto mi deve garantire come lo fa l attuale auto a motore termico.

    • Comprare un diesel per fare 8000 km all’anno è un controsenso già di per sé, anche senza tirare in ballo le auto elettriche.

      L’unica cosa certa è che tra dieci anni varrà quanto un pacchetto di noccioline.

      • Invece di commentare riconoscendo che uno acquista un auto diesel euro 6 e fa SOLO 8000 km producendo meno inquinamento di chi non va in bici a piedi o con i mezzi pubblici e magari fa 20000 km all anno la butti sul risparmio economico tra litro gasolio e benzina?? La mia auto varrà come la tua elettrica del 2021 che venderai se vorrai, nel 2024 perchè le batterie avranno una tecnologia totalmente diversa .

        • Dove ho parlato di risparmio tra benzina o diesel?
          Difficile evitare di banalizzare la questione, ma per fare 8000 km all’anno un diesel non mi pare la scelta più azzeccata.
          Inoltre, secondo i produttori, anche con chilometraggio basso occorre sostituire l’olio ogni anno, certamente fuori garanzia si potrà fare un po’ meno frequentemente senza effetti particolari sul motore: in ogni caso si tratta di inquinamento inevitabile.
          Anche un’auto elettrica sarebbe poco indicata per un chilometraggio così basso, per via delle emissioni per produrre la batteria, a meno di non sceglierne una con batteria piccola.
          A conti fatti produrre un’auto per utilizzarla poco è sempre un problema dal punto di vista ambientale.
          Sulla questione valore economico dopo dieci anni è abbastanza scontato che un diesel di oggi non varrà praticamente nulla. Un’auto elettrica tenuta bene avrà ancora la sua utilità, anche se non è scontato che i produttori supportino la manutenzione delle batterie così a lungo.

    • … questo commento sembra quasi un volersi giustificare per la fregatura presa su vari fronti ed anche un cercare di giustificarsi per essere tra quelli che sicuramente continuano ad inquinare maggiormente l’ambiente che tutti condividiamo .. bhe complimenti. Se vuole le faccio anche i complimenti

  11. Articolo esemplare.
    Io sono d’accordo che ci sia un confronto, ma perchè ci sia un confronto occorrerebbe che la controparte sapesse di cosa si sta parlando. La stragrande maggioranza (Tutti?) parla solo per sentito dire, o perchè a letto qualcosa. Che poi gli utenti cambiano e gli argomenti sono sempre gli stessi. Ogni volta rispondere le stesse cose. Una volta lo facevo, ora francamente mi è passata la voglia.

  12. Però devo dire che quello che si finge riparatore fa tenerezza, dall’altro lato della tastiera puoi inventare qualsiasi cosa se vuoi instillare il dubbio, lui invece attacca fingendo di fare quel lavoro, un po’ come se uno dicesse di essere venditore folletto e che spellerá tutti i clienti folletto, o un macellaio che si dichiara vegano e dice che aumenta i prezzi della carne a 300€ al kg, credibilità zero…e si sarà pure impegnato poverino.

  13. Non ho mai letto così tante sciocchezze in un solo articolo. Probabilmente ha dedicato molto tempo per riuscire a concentrare una marea di stupidaggini in quello che ritengo essere un limpido esempio di ignoranza tecnica, culturale, sociologica, politica, economica e anche medica (visto che sproloquia anche di vaccini).

    Complimenti e buona continuazione. Mi ha regalato alcuni minuti di grande ilarità. Bravo!

    • Lei è nuovo di questo sito, direi. Sappia che commenti di questo tenore non interessano nessuno. Cambi registro, motivi le sue crtiche e moderi i termini, oppure le chideremo le porte di casa nostra.

      • Molto brutta la sua minaccia. Anche perché è oggettivamente sbagliato parlare di vaccini in un articolo del genere. Generalizzazione superficiale. In linea con il modus operandi degli odiatori qui denunciati. Si potrebbe essere d’accordo con diversi aspetti dell’articolo, ma con questi elementi inseriti dentro ha perso di credibilità. Superficialità.

        • Questa è casa nostra. Chi rispetta le nosre regole e ben accetto, gli altri no. Sarebbe una minaccia? Mi faccia il piacere…

        • se critichi cercando di giustificare e spiegare ha senso commentare … se lo scopo è attaccare per creare litigio e appunto offuscare il contenuto di un articolo …. ci sono tanti social per attaccare e offendere quindi pieno consenso agli autori

    • Buon giorno Ele, grazie innanzitutto per i complimenti!
      E mi fa piacere di averla intrattenuta e divertita!
      Visto che sono sempre contento di imparare, se vogliamo confrontarci, mi scriva pure. Io sono qui.
      Quali aspetti tecnici, culturali, sociologici, politici, economici e medici sto ignorando?

    • Buonasera a tutti,
      é il mio primo commento qui e lo scrivo per ringraziarvi e supportarvi nel vs lavoro, a dispetto degli haters.
      Perché sto programmando l’acquisto di una bev entro la fine dell’anno nonostante sia un amatore e possessore di veicoli turbo benzina, 2 tempi e tutto ciò di più ingnorante che gli anni 80 e 90 ci hanno lasciato.
      Ma i veicoli omologati Asi sono una cosa, i veicoli di uso quotidiano un’altra.
      E anche grazie a voi ho cominciato a prendere in considerazione il cambiamento di mentalità e, dopo alcuni test drive, devo ammettere che le bev mi stanno conquistando.
      Continuate così, un saluto a tutti

  14. L’elettrico sta iniziando a cambiare la vita di tanti, a breve di tutti in qualche modo. Alcuni se non si svegliano subiranno danni economici rilevanti: i costruttori di auto, i riparatori, i concessionari, tutta la catena del petrolio (estrazione, raffinazione, distribuzione, vendita). E’ ovvio che in giro ci sia parecchia gente che ha tutto l’interesse per cercare frenare lo tzunami che arriva. Ma l’onda è già partita e non la si ferma più. Meglio provare a cavalcarla. Come dice quel detto: “Se non puoi battere il tuo nemico, fattelo amico”.

    • In italia c’è un parco circolante di quasi 40 milioni di auto, quasi totalmente termiche. Un buon anno (per es, il 2019) ha immatricolato poco meno di 2 milioni di auto. Se anche solo il 50% delle nuove immatricolazioni – numero davvero molto ottimistico – fosse EV, ci vorrebbero almeno 20 anni per sostituire metà del parco circolante. E se i prezzi delle EV rimangono gli attuali, la vedo dura vendere metà del nuovo sotto forma di EV, quindi il tuo “a breve” secondo me non è proprio breve breve..

      • …non a breve breve, ma la vita con i motori termici prevedo diverrà abbastanza dura abbastanza a breve: tra tasse in aumento, restrizioni alla circolazione, sbalzi continui dei prezzi del petrolio e conseguenti aumenti dei prezzi e/o scarsità alla pompa a causa del necessario adattamento alle nuove politiche energetiche, oltre al diradamento delle attività di distribuzione carburanti perché non più convenienti e/o per la necessità di spalmare i costi fissi su un numero minore di litri erogati… direi che l’impatto in pochi anni sarà importante e interessante da vivere in auto elettrica, probabilmente da subire con le auto endotermiche.

  15. Premetto di essere sostenitore dell’auto elettrica e di non essere no vax, ma:

    – purtroppo le auto elettriche con batterie nmc nel momento in cui si incendiano (a volte in modo subdolo ed apparentemente immotivato) diventano un incubo a causa della tempestività e l’intensità con la quale il fuoco avvolge l’auto (se uno è incastrato ma vivo i soccorsi non arriveranno mai in tempo, neppure se sono ad 1km di distanza).

    – purtroppo per quanto riguarda i vaccini covid:
    > lo stato introduce il green pass in quanto per i vaccini covid non si conoscono gli effetti collaterali futuri (sulla liberatoria che si firma è pure scritto nella parte finale) e non vuole renderli obbligatori in quanto creare l’obbligo porterebbe lo stato all’obbligo di risarcimento in caso di problemi;
    > è assurdo legare il green pass al vaccino in quanto una parte dei vaccinati si ammala e contagia, la cosa seria e corretta sarebbe il tampone per tutti.

    • Sul primo punto non c’è molta differenza con le auto tradizionali prima che arrivino i soccorsi, anzi in alcuni casi, come le auto a benzina oppure a gas potrebbe essere anche peggio

    • Perfetta dimostrazione di quanto scritto nell’articolo….

      “Premetto di essere sostenitore dell’auto elettrica e di non essere no vai ma:
      …..
      Seguono cavolate di turno
      …..”

      Mai dimostrazione più lampante!!!!!

      • Moreno adesso ti dirà che possiede un EV ed è vaccinato ma è contrario al green pass per questioni di privacy (curioso che su facebook tra l’altro tutti contrari al green pass, poi vedi dati anagrafici, parentele, foto loro e della famiglia, scrivono dove si trovano e dove andranno, preferenze politiche e di ogni tipo….ma alla privacy ci tengono solo col green pass (Che sostanzialmente dice solo se sei vaccinato).

    • Il green pass è come la cintura per guidare la macchina (anzi meglio perché protegge di più). Se fai incidente con la cintura hai meno conseguenze. Quindi se vuoi guidare dovresti metterla. Poi ci sono le esenzioni (come per i vaccini, alcuni non possono farlo e alcuni non possono usare la cintura).

      La riduzione del rischio consente di non chiudere.

      • Io ho fatto solo un analisi delle criticità.

        Nel primo caso le batterie LFP e le nuove Blade di BYD dovrebbero avere già risolto il problema.

        Nel secondo caso io concludo dicendo che la soluzione più sicura è tampone per tutti, in quanto il vaccino lascia un 15/20 di possibilità di ammalarsi e trasmettere.
        Purtroppo vedo nei vaccinati troppa sicurezza e si dimenticano che il loro scudo non è al 100%.

        • Io volevo evitare di risponderti per non dare ulteriore credito alle cavolate che hai sparato ma non resisto….
          Allora affrontiamo entrambe le “criticità” nel merito:

          1) per le batterie che secondo te prendono fuoco e non danno tempo di fuggire forse ignori (nel senso che vuoi far finta di non saperlo) che la percentuale (dato svincolato dal numero puro di auto per ogni tecnologia essendo appunto una percentuale di casi d’incendio ogni 1000 auto circolanti) di auto termiche che prendono fuoco ogni giorno è maggiore per le termiche che per le elettriche…. io fatto che quando prende fuoco una termica non lo si viene a sapere a meno di non passare in quel momento in quella strada perché ormai è considerato così “normale” da non fare assolutamente notizia non vuol dire che i termici non vanno a fuoco ma semmai l’esattoncontrario e cioè che ci vanno così tanto da essere considerato un evento non degno di nota.
          Poi vogliamo parlare della pericolosità in caso d’incendio? Una batteria nel caso in cui faccia combustione non brucia all’istante come vuoi far credere tu, può essere vero che ci vuole più tempo per spegnerla (perché costruttivamente è fatta apposta per essere isolata dall’acqua per ovvi motivi nell’uso quotidiano quindi lo è anche quando si deve arrivarci per spegnerla) ma la combustione non è mai immediata e soprattutto non esploderà mai come invece fa una termica se le fiamme arrivano al serbatoio…

          2) tu vuoi far passare il green pass come un obbligo a vaccinarsi e dite che la soluzione perfetta per voi è fare a tutti i tamponi giusto? Bene ma ti rendi conto che ti contraddice da solo? Ma lo sai che per poter fare qualsiasi cosa non è “obbligatorio” il green pass nel senso che chi non c’è l’ha basta che abbia fatto un tampone negli ultimi 2 giorni e può fare esattamente tutto quello che fa chi ha il green pass? Quindi dove sta il fondamento della tua critica se la soluzione da te indicata è esattamente ciò che già c’è? Forse il problema sta nel fatto che vorresti fare un tampone che ti valga per mesi o non vorresti pagarlo ma che te lo facciano a gratis??
          Sai la differenza grande, grandissima, che c’è fra chi si vaccina ed ha il green pass e chi invece non lo fa e fa il tampone solo in occasioni “speciali”? Semplicemente che chi fa il vaccino è coperto e ragionevolmente sicuro (con quel 20% di possibile contagio) di non essere un pericolo per gli altri 24H/24H 365 giorni all’anno e non solo per i 2 giorni in cui uno senza vaccino si fa il tampone per “l’evento eccezionale”.

          Quindi ribadisco che le tue “criticità” sono assolute cavolate perché in entrambi i casi sono infondate

          • So benissimo che il rapporto di incendi tra termiche ed elettriche è di 8 a 1, ma se fai una ricerca noti che buona parte dei casi relativi alle Tesla Model S, X e 3 sono inquietanti, quasi a livello del GPL, con l’aggravante che non si fanno spegnere se non dopo aver esaurito l’energia contenuta nelle batterie, e la rapidità con la quale l’incendio si sviluppa è agghiacciante.
            L’ultima model S Plaid che si è incendiata è emblematica si è salvato per puro fondo schiena, ed invece quelli del precedente caso non hanno fatto in tempo.
            Con questo non sono contro l’elettrico anzi, vorrei che trovassero una soluzione definitiva che renda le batterie ignifughe, adottassero batterie LFP su tutte le auto elettriche (mi auguro le facciano installare sulla M3 P) o le più recenti Blade.

            Per quanto riguarda la questione vaccini non replico per non essere frainteso.

            E’ incredibile, mi sento come il tifoso di una squadra, di una fazione politica ecc., che per il solo fatto di aver evidenziato dei problemi, fatto una critica, viene aggredito come se appartenesse alla squadra/partito opposti. Pazzesco.

          • Sul punto 1), trovami una statistica che tenga conto dell’anzianità del parco auto. Credo che confrontare un parco auto con pochi anni di vita con uno che ne ha più di 20 non sia equilibrato.

      • Rocca, per non chiudere basterebbe non farlo. Le precauzioni e le limitazioni a cui siamo sottoposti da troppo tempo non hanno senso, o meglio lo si trova a leggere tra le righe….

        Comunque ribadisco che parlare di vaccini e green pass (l’odiosa prassi dell’anglofilia) qui è fuori luogo, nei commenti come nell’articolo

  16. Sono stato possessore di auto a benzina, benzina-gpl, metano, diesel e oggi elettrico. Solo io la considero un’alimentazione come un’altra? L’ho acquistata principalmente grazie ai contributi rottamazione e ai costi di gestione bassissimi (come feci per gpl e metano) poi ovvio che mi piace guidarla, come mi piaceva guidare il 1.9 tdi euro 3 Audi. Ma questa la carico col sole le altre costano più in tasse che altro. Quindi mi va bene così punto. Non capisco perché qst debba essere visto come un’appartenenza quasi religiosa

    • Anche a me piace molto guidare la mia nuova Twingo elettrica così come la diesel euro 6 iperrisparmiosa. Ma anche la Clio benzina (mi pare di tornare giovane)
      Non mi sento tanto a mio agio invece con il camper diesel del 95 ma finché regge lo tengo.
      Al lavoro (⁶ km) ci vado naturalmente in bici.
      La famiglia è numerosa e abbiamo bisogno di diversi mezzi. Con l’arrivo dell’elettrica in casa cercheremo di usare prevalentemente quella a discapito dei termici. Ma non ho alcun senso di colpa quando passò davanti al benzinaio e non mi fermo.
      Non avrò più una sovrapproduzione di energia dai pannelli: magari valuterò se ampliare l’impianto.
      Ma certo non farò guerre di religione!

      Complimenti alla redazione per l’approccio lieve e pragmatico, signorile e competente.

  17. Divertente l’idea di quanto sembrerebbe inopportuno andare su un sito specializzato in motori termici a rompere le scatole perché secondo noi è meglio l’elettrico. Approfitto per dire una volta per tutte che gli hater che commentano sui siti EV sono altrettanto inopportuni.

  18. Speriamo che dagli stati uniti non arrivi
    l’inciviltà FISICA
    le teslacam , registrano spesso
    odiatori che si divertono a graffiarle
    e addirittura squilibrati che sparano
    o tagliano la strada cercando l’incidente

  19. Le tifoserie, se non si parla di cose irrilevanti tipo il calcio, sono stupide a prescindere, personalmente ho seguito il mondo dell’elettrico per anni con l’idea “comprerò una elettrica quando ne uscirà una con autonomia di almeno 200 km a 20000 euro” condizione che avrebbe rispecchiato le mie esigenze sia di spostamento che di range. Oggi posseggo una Mii electric e ne sono molto soddisfatto: l’ho pagata 18000 euro (non vivo in Italia e qui il contributo statale é molto più contenuto) ma visto che mi costa in media 1 centesimo a Km (dove una Mii a benzina con i prezzi che ci sono qui ne costa 8) e che l’equivalente del bollo per le elettriche qui é irrisorio, con i chilometri che facciamo in famiglia recupererò la spesa extra in poco più di un anno. Tutto questo per dire che non c’è hater che possa scalfirmi per il semplice motivo che l’acquisto l’ho effettuato sulla base di un ragionamento e non di facile entusiasmo.

  20. Perché tirare in ballo il fuffavirus? Cavolo centra con le auto elettriche? Si parla di motori su questo blog o di fantademenza collettiva? Questa volta Vaielettrico ha proprio toppato, se volete fare campagna politica mainstream pdidiota esistono altri modi meno subdoli e soprattutto altri luoghi come bar e cloache! Vergogna!

    • Questo vale anche per lei. Questo sito è casa nostra e scriviamo quello che ci pare. Se ne vada lei, Clone di chiassà chi

      • Dal momento che il sito è pubblico , massimo, non può rispondere in questo modo. Visto il suo tono sottoscrivo in pieno il commento di clone. Questa è casa nostra….sembra proprio propaganda leghista della prima ora!

        • Nei luoghi pubblici si rispettano le regole. E le regole le stabilisce chi li mette a disposizione. Lei non ci arriva?

  21. Anch’io, felice possessore di auto elettrica da circa 5mesi, condivido l’ articolo e i primi commenti allo stesso. Personalmente avrei evitato l’infelice paragone con i vaccini! Restiamo sull’ elettrico che già mi sembra complicato da affrontare. Saluti

  22. Il termine hater è un termine forte e non può essere usato con leggerezza. Certo, gli hater ci sono ma si può dire che gli “elettro-fan” lo usano con troppa leggerezza verso chi ha delle riserve. L’auto elettrica non è ancora un’auto perfetta: non a caso stesso VaiElettrico, ad alcune lettere di alcuni utenti che chiedevano suggerimenti per passare all’auto elettrica, ha risposto in passato dicendo che no, non esiste ancora un modello elettrico in grado di rimpiazzare un veicolo tradizionale per quelle determinate esigenze.

    L’errore degli elettro-fan è proprio la loro visione binaria che, come si evince da questo articolo, prevede solo 2 colori, bianco e nero, e non ammette sfumature. Trovo privo di alcun precedente storico la tesi secondo la quale un acquirente non acquisterebbe il prodotto migliore per sè per partito preso, soprattutto su un acquisto importante come quello di un’auto. Così come trovo difficilmente condivisibile la tesi che le persone che esprimono delle riserve lo facciano per motivi economici, come se fossero tutti benzinai. Penso con maggiore realismo e conoscenza del settore che l’argomento dell’auto talvolta tende a creare tifoserie contrapposte come quella arci-storica tra gli alfisti e i fan delle sportive tedesche (o anche lì dobbiamo immaginare che sia una “guerra” fomentata dai concessionari ufficiali?) ma nulla di più.

    Io invece avrei scritto un articolo del tenore diametralmente opposto e lo sintetizzo qui di seguito, sperando che questo mio commento venga pubblicato senza censure.

    Quando uscirono le prime auto elettriche (penso alla prima Nissan Leaf e alle altre auto simili), molto costose, con scarsa autonomia e prestazioni, gli elettro-fan la acquistarono, la incensarono e la “proposero” al resto del mondo per sostituire gli inquinanti veicoli a benzina. Ma il resto del mondo disse di no a quel modello e a quelle limitazioni. Così, un po’ alla volta, le case costruttrici si misero a lavoro per produrre modelli che potessero soddisfare le esigenze degli acquirenti. Si è partiti con l’aspetto prestazionale e con discrete autonomie (Tesla), si è passati per la velocità di ricarica (sempre Tesla con i supercharger V3 da 300 Kw) e ora si punta sul prezzo (prima l’offerta dei cinesi e ancora Tesla con la Model 2 di imminente presentazione). Ad ogni innovazione crollano le motivazioni (che io ritengo valide e non stupide preclusioni) degli acquirenti che passano sempre più convintamente all’elettrico. A titolo di esempio, a fine anno ci sarà la presentazione della Model 2, un’auto con batteria da 50 kw, celle 4680, autonomia di circa 500 km e prestazioni in stile Tesla: il prezzo di 25000 dollari (che poi in Italia si potrebbe declinare in 25000 Euro, vedremo) è decisamente allettante. Sempre per rispondere alle esigenze dei consumatori, sono arrivate dalla Cina batterie al grafene capaci di garantire la ricarica all’80% in appena 8 minuti. Per non parlare dell’innovazione dell’autopilot offerto da molte case a prezzi sempre più competitivi.

    Tutto ciò per dire che, anche se può sembrare una provocazione, sono gli elettro-scettici che stanno rivoluzionando il mondo. Perché, senza di loro, saremmo ancora fermi alla Nissan Leaf. Se ci fossimo tutti accontentati della Golf elettrica o della Renault Twizy oggi avremmo un’offerta davvero triste sul mercato. Certo, anche gli early adopters sono stati preziosissimi: senza i loro soldi (e senza quelli dei governi) oggi le case non avrebbero potuto procedere in ricerca e sviluppo. Ma la ricerca e sviluppo c’è stata perché l’auto elettrica non è nata perfetta: lo sta diventando e per alcuni (sempre più persone) è già oggi perfetta grazie all’evoluzione di questi anni. Presto sarà l’auto perfetta per tutti, che richiederà nessuno o pochissimi compromessi e ci sarà un passaggio naturale a questi modelli, anche in assenza di una legge. Da qui al 2035 vedremo tantissimi modelli, uno più avvincente e futuristico dell’altro, talmente tanto superiori all’auto termica che anche i più critici, anche gli hater nel vero senso della parola, rimarranno completamente senza argomenti.

    • C’è differenza appunto tra hater e critico.
      Il critico presenta delle critiche fondate su evidenza. Questo può anche aiutare il processo di miglioramento del prodotto.

      Mi sfugge invece il contributo di chi augura ogni male a chi fa una scelta di un certo tipo.

      Resta infine curioso capire perché uno che per le sue validissime ragioni non sceglie EV poi passa ore a leggere e commentare articoli sulle EV scrivendo sempre le stesse cose. Li davvero lo fa o per noia o per interesse diretto. Altrimenti non si spiega

      • Chi augura ogni male non è un hater, è uno scostumato.

        Sai qual è la sfiga di uno che si informa, studia, si documenta come il sottoscritto? È che non risponde bianco o nero, non si schiera, ma vede tanti grigi da una parte e dall’altra. Pensa che qui, per qualcuno, sono un elettroscettico. Pensa che, in altri ambiti, sono un elettrofan. Per aver scritto che preferisco a parità di soldi una Tesla Roadster ad una Ferrari 296 mi sono beccato 40 vaffanc..o di fila.

        Chi sono veramente? Uno la cui prossima auto sarà una elettrica. Per mia fortuna non devo comprarla oggi, la mia è nuova di pacca, ma quando dovrò sostituirla sarà elettrica e finalmente sarà perfetta per me: sarà molto veloce, economica e si ricaricherà velocemente. Forse una Model 2 performance, forse una mg cyberster, vedremo. Dovessi comprarla oggi? No, grazie, quelle interessanti x me sono ancora troppo care…

        • Beh lato auto economica sono già uscite senza scomodare la model 2 cui non sappiamo ancora il prezzo (sono d’accordo che le aspettative sono alte e scombinerá il mercato).

          Per il resto l’articolo quando parla di hater lo fa a ragion veduta perché non ha scritto che tutti i commenti negativi sono di hater ma ha messo degli esempi di commenti che chiaramente non sono di persone serene nello scrivere (non si possono certo definire costruttivi).

          Poi noi EV driver ad esempio spesso sconsigliamo una EV a chi non ha un posto auto privato per caricare, a volte comprano lo stesso e alcuni si trovano pure bene ma i rischi sono alti e io stesso non mi metterei in quella situazione onestamente.

          C’è chi dice che si può fare quasi tutto come con una termica, si parla di viaggi, basta organizzarsi e si perde poco tempo in più ma in ogni caso quello è soggettivo: sono disponibile a perdere tempo durante il viaggio che faccio X volte all’anno? Per riflettere devo mettere vantaggi e svantaggi sul piatto. In pochissimi consigliano senza se e senza ma l’EV

          • Andrea ti rispondo sugli hater per dirti che sono concorde con te, tra quelli che criticano in modo civile secondo me non ci sono spie pagate ma persone serene. Ognuno di noi nella vita si è imbattuto nella critica di qualche hater, abbiamo imparato a riconoscerli e a ignorarli. Anche qui su questo forum, dove grazie ad articoli ben scritti circola un livello d’informazione discretamente alto, il “poveretto” (possiamo chiamarlo così?) che commenta con affermazioni da trattamento sanitario obbligatorio o palesemente errate lo ignoriamo e basta. Dopotutto è più stupido lo stupido o chi si mette a discutere con lui?

            Il problema dell’articolo è che invece fa un censimento a mio avviso sopra le righe di tutti quelli che osano avanzare delle critiche, inclusi gli utenti informati, che passano tempo a documentarsi perché sono appassionati della materia. Io non ho mai letto in vita mai (e sono in internet dai tempi dei modem 9600) un articolo che attaccava i commenti fatti da utenti informati che si prendono la briga di documentare ciò che scrivono riportando le fonti e i link, degli utenti che rispondono ad un articolo con educazione, riportando le parti con le quali sono d’accordo e criticando quelle dove hanno un pensiero diverso. Infastiditi dalle critiche documentate, ci si attacca al retropensiero che questi siano professionisti della disinformazione, pagati dalla Spectre per boicottare l’elettrico. Ragazzi questa cosa qui non si può leggere, questa è da complottisti puri.

            I complottisti (tra cui, ironia della sorte, gli stessi no vax citati dall’autore con cui c’è più di un’assonanza) si comportano allo stesso modo: sono convinti di essere la bocca della verità, non accettano critiche e siccome, documenti alla mano, in passato ci sono stati casi reali e documentati di disinformazione, allora insinuano il sospetto che anche adesso ci sia dietro la Spectre o la P2. Siccome la Chevron ha pagato in passato dei pensionati per screditare l’elettrico, chi critica l’elettrico oggi è pagato da qualche oscuro signore. Sicuramente.

            Anzi, quasi quasi mi vien voglia di lanciare un appello: se qualcuno mi vuole pagare per scrivere ciò che penso davvero sull’elettrico, accetto volentieri, 2 soldi mi farebbero comodo in questo periodo 😀 😀 😀

    • Enzo, invece secondo me se le auto elettriche di 10 anni fa avessero avuto successo oggi ci sarebbe una maggiore scelta e gli investimenti sull’EV delle case automobilistiche sarebbero stati più precoci ed ingenti. Basta vedere l’andamento dei mercati attuali e le strategie che stanno adottando le case.
      Gli hater e chi critica a prescindere non li prendo nemmeno in considerazione, mentre gli scettici necessitano solo di tempo per uscire dalla comfort zone (ero uno di questi fino a 1 anno fa, adesso sto aspettando la mia prima EV), escluso ovviamente tutti quelli che non rientrano nei potenziali clienti (per mancanza di possibilità di ricaricare a casa ad es.)
      Mi è piaciuto il paragone dello scontro alfisti/teutonici, perchè in quel caso ci si mette un pò di tifoseria e passione per il marchio… ci sta se pensiamo a chi ama il rombo di certi motori o l’uso del cambio (io nonostante abbia ordinato una elettrica rimpiangerò per sempre la mia golf gti dell’88 e la mia A4 quattro) e ne faccio un altro, cosi’ tanto per parlare, con gli scettici del diesel nel 92-93 che dicevano: ” tanto dopo i 3 anni vedrai che rimettono il superbollo..” “la stessa auto a benzina costa 4 milioni in meno..)” ” poi voglio vedere i costi di manutenzione..)”

      • L’evoluzione di un prodotto ha 2 padroni: o c’è un imprenditore che crea l’esigenza oppure c’è una esigenza che nessun imprenditore ha ancora soddisfatto. L’auto elettrica rientra nel secondo caso: risponde ad una esigenza, quella di un’auto che inquini meno contribuendo a salvare il pianeta. Ma il mercato ritiene il prodotto immaturo: senza miglioramenti non compra. E i produttori si adeguano.

        Non avrebbe senso per i produttori investire miliardi di dollari se gli acquirenti fossero già pienamente soddisfatti e se acquistassero comunque. Se i produttori investono tanto è per prendersi i soldi degli elettroscettici, non rischierebbero miliardi di dollari per batterie più performanti ed economiche se tutti acquistassero le loro attuali batterie.

        Nota a margine: guarda il posizionamento di Musk che da un lato lavora per soddisfare la domanda e dall’altro cerca di inventarsi nuovi bisogni. L’autopilot, il comando a distanza, il volante joke

        • Date uno spazio permanente a questo signore su questo sito. Ho letto questo ed altri suoi interventi e risultano sempre piacevoli, interessanti e ben scritti. Firmato ‘un lover’

        • Secondo te un prodotto viene migliorato solo quando il compratore non lo reputa all’altezza? Mai sentito parlare di concorrenza? Anche quando non ci saranno più elettor-critici lo sviluppo non si arrestarà finché c’è margine di miglioramento semplicemente perché ogni produttore ha l’interesse di proporre sul mercato un prodotto superiore a quello dei propri concorrenti ler convincere la gente ad acquistare il proprio in vece di un’altro qualsiasi… e lo stesso sarebbe avvenuto in ogni caso anche se non ci fossero state criticità da risolvere o gente che le sbandiera… è una semplice legge di mercato: finché un qualsiasi prodotto non ha raggiunto il massimo dello sviluppo c’è sempre la corsa fra i produttori a fare un prodotto migliore o a minor prezzo… se fosse come dici tu i smartfone di oggi dovrebbero essere gli stessi di 10 anni fa perché già quelli non avevano criticità per l’utilizzo di tutti i giorni e quindi anni fa i produttori non avevano difficoltà a convincere la gente a comprarli… invece lo sviluppo c’è sempre stato e continuerà finché ci sono le possibilità tecnologiche di offrite un prodotto più veloce, più prestazionale, ecc… ecc…

          Quindi la tua teoria che il merito delo sviluppo attuale delle auto elettriche è di chi le critica più di chi già le utilizza consapevole che oggi non si è ancora al top della tecnologia è una sciocchezza perché lo sviluppo ci sarebbe stato lo stesso ma senza chi acquista già oggi il prodotto le case costruttrici sarebbero state meno invogliarte a sviluppare un prodotto che nessuno compra… senza la Tesla (e i suoi acquirebti) che con la M3 è costantemente nei primi posti delle vendite, soprattutto negli ultimi mesi, gli altri costruttori non si sarebbero sentiti con il pepe al culo e non sarebbe partita la corsa allo sviluppo… altro cge merito di chi le critica!!!!!!

          • Moreno chiaro che senza concorrenza non c’è sviluppo, di che parliamo, stiamo dando per scontato che non siamo nella Russia comunista del 1900 con le aziende di stato, è l’ABC. Che servano concorrenza, investimenti, talento, libertà di impresa, etc. lo diamo tutti per scontato.

            La concorrenza vale per entrambe le ipotesi che ho fatto: prima delle auto elettriche, perché sono nate a 4 ruote sterzanti, con tachimetri digitali e con l’apertura delle portiere keyless? Perché erano i produttori che creavano la domanda, si inventava un prodotto che non esisteva prima e che il consumatore ignorava di desiderare o di cui non ne sentiva il bisogno: una volta creato, se genera desiderio e maggiori acquisti, ha avuto fortuna (e diventa il nuovo standard), altrimenti no.

            Tu credi che la Tesla avrebbe avuto successo se non ci fosse stata una sensibilità ambientale? C’era e c’è un bisogno, sempre più sentito, di emettere meno co2, Musk l’ha intercettato per prima e per primo ha iniziato a soddisfarlo. Ma il prodotto finale soddisfa tutti tutti tutti?

            Fammi un piacere Moreno. Spero tu sia vestito. Va allo specchio. Cosa vedi? Ti aiuto io: hai addosso gli stessi vestiti di tuo nonno, anzi, tuo nonno era vestito meglio. Questo perché noi entriamo in un negozio e compriamo sempre la stessa maglietta e lo stesso pantalone, stesse forme e stessi tessuti. Manca la domanda ad innovazione, manca la domanda di un prodotto alternativo e quindi cosa fanno le aziende produttrici che dovrebbero competere fra di loro? Sono 100 anni che ci vendono sempre gli stessi vestiti (anzi: ora sono pure sintetici e peggiori, tanto il consumatore non capisce la differenza).

            Guarda la differenza nel campo calzaturiero: c’è competizione, gli atleti passano giorni a testare le scarpe migliori. E infatti la Nike ha tirato fuori le MaxFly, le scarse che sono servite all’italiano a vincere le olimpiadi e che danno qualche decimo di vantaggio.

            C’è domanda di scarpe più performanti? Sì: Nike MaxFly
            C’è domanda di pantaloni diversi? No: solito jeans
            C’è domanda di auto elettriche con più autonomia, più veloci da ricaricare e più economiche? Se no: tutti con la Renault Twizy a vita. Se sì: Tesla Model 2, Gac Aion V, Renault 5 elettrica.

  23. Gli odiatori sono deprecabili in ogni settore ma, absit iniuria verbis, che voi siate obiettivi proprio no.
    Basta vedere il vostro testo. Parlare di malafede è già porre se stessi nel giusto e gli altri nel torto. Posseggo 2 ibride plug in e domani, con grande fatica, installerò la mia seconda wall box. Contento quando posso viaggiare in elettrico (una delle due viaggia in tale modalità mediamente il 90% del tempo, l’altra meno perché faccio viaggi più lunghi ma l’autonomia di 90km reali mi consente di usarla molto in tale modalità) ma il passaggio alla mobilità elettrica comporta alcuni nodi tuttora irrisolti. Il primo è che se nel mio condominio (con 86 box) solo la metà installasse una wall box, la rete di distribuzione collasserebbe. E quando l’adegueranno, il costo finirà in bolletta. Il secondo è che il fisco ricava dagli idrocarburi un cinquantina di miliardi all’anno. Quando anche solo la metà dei veicoli passasse all’elettrico, dove recupererebbero i 25 miliardi perduti? Anche se il mio prossimo veicoli potrebbe essere un EV, credo che la mobilità elettrica sul breve sia un lusso per pochi e per lungo tempo (forse mai) non potrà essere universale come lo è l’endotermico. E dato che l’Europa incide per l’8% delle CO2 prodotta al livello mondiale, non sarà l’EV che salverà il pianeta. Sto scrivendo un articolo sul tema dove argomento più approfonditamente questi temi. Se vuole, glielo posso inviare.

    • Leggeremo il suo articolo con grande interesse, ce lo può inviare all’indirizzo info@Vaielettrico.it. Quanto ai 50 miliardi che arrivano da tasse e accise sul petrolio, non può essere questo l’argomento che guida le scelte di un Paese. Con questo metro avremmo ancora il DDT e i tetti in amianto che, dal punto di vista economico, erano imbattibili. Con questo, sia chiaro, non voglio dire che le auto a benzina o a gasolio siano nocive come questi prodotti. Dico solo che, se vogliamo provare a salvare questo pianeta, qualche scelta coraggiosa andrà pur fatta e dobbiamo capire in modo oggettivo se l’elettrico davvero è una delle strade giuste. Secondo noi sì, se prodotto in modo sempre più sostenibile ed è poi alimentato con energia che viene in gran parte da rinnovabili.

      • Apprezzo la pacatezza della sua risposta. Concordo anche che non ci si può fermare per i 50 miliardi di accise e iva ma è importante intraprendere un percorso utile all’ambiente ma sostenibile anche economicamente. Giusto incentivare l’auto elettrica ma dovrà arrivare il momento in cui si sosterrà sulle sue gambe, anzi…ruote. Credo che l’EV possa essere efficacissimo per combattere l’inquinamento locale, non sono così certo (è solo un mio dubbio) che per TUTTE le scelte di investimento (dalle autostrade alle ferrovie per poi arrivare al fotovoltaico o all’EV o al mondo degli idrocarburi) il conto della CO2 sia fatto correttamente. Ma è solo un mio dubbio. Intanto mi godo le mie plug-in. Per le quali, sono sincero, ho deciso e non ho fatto i conti prima. Ma mi va bene così.

    • Molto felici di ospitare il suo articolo. Ci permetta però una chiosa sul concetto di obiettività. Noi crediamo nell’elettrico e al contrario suo pensiamo sia una strada obbligata e auspicabile. Altrimenti non ci chiameremmo Vaielettrico, non trova? Tuttavia non ci può accusare di parzialità nell’esporre i fatti e i numeri. Speriamo che lei faccia altrettanto.

    • Che gli introiti derivanti dalle acise siano immani nessuno lo può negare, ma manca un dato molto ma molto importante che nessuno rende di facile dominio pubblico, ossia i milioni se non miliardi che ogni anno Oglio cittadino paga per l’inquinamento che facciamo, si proprio dai tubi di scarico e dai camini, quindi se si eliminasse quegli inquinanti il beneficio nelle casse dello stato sarebbe molto più vantaggioso.

      Detto questo una diecina di anni fa ero un sostenitore dei motori endotermici ho sempre avuto auto con cilindrate importanti e tutt’ora ne ho una che utilizzo quando ho tratte importanti e soprattutto carichi importanti, ma faccio il 99% autostrada, poi arrivo e parcheggio.
      Posseggo un full elettrica per casa lavoro che è il grosso dei km che faccio e ne sono pienamente soddisfatto.

      • Esatto! Contare le minori entrate delle accise sugli idrocarburi e ignorare i costi dell’inquinamento è un classico esempio di “bias”, gli stati che pensano di far pagare di più l’elettricità per recuperare sulle accise sono stati che avrebbero dovuto, e da molto tempo, fare pagare di più gli idrocarburi per l’inquinamento (morti incluse) che producono

        • Più fotovoltaico e meno inquinamento, il pianeta e le generazioni future ringraziano.
          Quello che spaventa sono i migliaia di posti di lavoro a rischio, perché ci saranno sempre meno officine sempre meno distributori e ovviamente anche tutto il comparto ne risentirà, ma siamo esseri senzienti torneremo a studiare e cambieremmo lavori, non ci si può fossilizzare se no finiremmo come i dinosauri.
          Parlo da ex meccanico d’auto abbandonato il settore trent’anni fa.

          Quindi l’importante è non restare a guardare i cambiamenti lamentandosi ma cavalcare l’onda o meglio anticiparla.
          Poi sicuramente molti termici continueranno a viaggiare ma come stiamo già osservando fuori dalle città perché oramai sono diventate invivibili.

      • Ha detto che ha 2 ibride plugin, visto che l’autonomia in elettrico di una plugin è limitata a circa 50 km presumo che abbia 2 wallbox per ricaricare entrambe le auto di notte

      • Perchè ho due box e le 2 auto le carico di notte. In uno dei due box carico anche, con una presa da cantiere, anche una Twizy. Per la cronaca, una delle plugin ha 90km di autonomia. In ogni caso, o le carico sempre o viaggerei sempre col motore termico. Così uso il motore termico solo nei lunghi viaggi fuori città.

  24. condivido tutto, compreso il parallelo con i no-vax o no-pass. Ma dico io: abbiamo bisogno di loro? NO. “Non ti curar di lor, ma guarda e passa” , diceva il Poeta

    • Concordo al 100%.
      Qualcuno disse…”poco importa se bene o male…l’importante è che parlino di te.”
      Vanno quindi semplicemente ignorati….e si risponde/tiene considerazione solo delle critiche costruttive…e mai quelle fini a se stesse. Just my 2 cents. 🙂

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