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Chi ha vinto e chi ha perso: vendite di EV 2021 in Italia

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Anche nell'elettrico gli italiani preferiscono le piccole: qui la 500 e la Dacia Spring.

Chi ha vinto e chi ha perso nel mercato dell’auto elettrica 2021. La più venduta è ancora la 500, incalzata dalla Dacia Spring. Deludono la Zoe e le Volkswagen.

Chi ha vinto: bene 500 (con qualche aiutino) e Spring

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La Smart EQ, al 2° posto nel 2021 tra le EV.

Dicembre è stato un mese fiacco anche per l’auto elettrica: se ne sono vendute un migliaio in meno dell’anno scorso, 6.205 contro 7.257. Il motivo: gli incentivi erano esauriti e questo ha tenuto lontani gli acquirenti, che speravano in un rinnovo nel 2022, poi invece non arrivato. E così nessun modello ha raggiunto nel mese le mille immatricolazioni, con la solita 500 davanti alla Spring, quest’ultima penalizzata dalla carenza di auto da consegnare. Seguono altre tre piccole: la Twingo, la e-Up e la Smart ForTwo, a dimostrazione che in Italia la EV è vissuta soprattutto come seconda auto per la città. Nella classifica dell’intero 2021 stravince ancora la 500, la prima auto elettrica a superare le 10 mila immatricolazioni in un anno, anche se con con l’aiutino di qualche Km Zero… Dopo le solite piccole, troviamo in 5° posizione la Tesla Model 3,  per la prima volta oltre quota 5 mila: non male per un’auto che costa più di 50 mila euro.

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La Renault Zoe ha deluso le aspettative nel 2021: solo 6° nelle vendite..

Chi ha perso: ci si aspettava di più da Renault e VW

Chi ha deluso le aspettative? Sicuramente la Renault Zoe, che è stata a lungo leader di mercato e che nel 2021 si piazza solo sesta. Con la ciliegina finale di una clamorosa bocciatura nella prova-sicurezza dell’ente europeo Euro NCAP. In dicembre, addirittura, la Zoe non è neppure entrata nella top ten. Al di sotto delle attese anche le due nuove Volkswagen, ID.3 e ID.4. La prima, presentata come erede della Golf, non è arriva a 300 immatricolazioni medie al mese (3.440 in tutto l’anno). Complessivamente nel 2021 si sono vendute 67.542 auto elettriche, con una quota del 4,6% del totale. Ci si aspettava di più, ma è stato un anno nerissimo per tutto il mercato dell’auto, fermo a 1.457.952 unità vendute. Per ora gli italiani restano guardinghi e preferiscono le ibride, che valgono il 29% di quota (le full hybrid al 6,9% e le mild al 22,1%). Le ibride plug-in hanno chiuso invece al 4,7%. Tra i carburanti “alternativi”, tiene bene il GPL (7,3%), mentre il metano è sempre più marginale (2,1%). Calano nettamente benzina e gasolio, con vendite al 29,7% e al 22,6% di share.

Chi ha vinto e chi ha perso: queste statistiche sono tratte dal sito Unrae.it.

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  1. Sugli incentivi io sono un po’ perplesso. Prendiamo la Tesla: fa profitti enormi, il che significa che hanno ampi margini di guadagno per ogni auto venduta. Senza incentivi, se vogliono continuare a vendere, saranno prima o poi costretti a ridurre i prezzi. Con gli incentivi invece continueranno a fare grossi profitti coi soldi dei contribuenti! In generale, visto che le auto servono alla gente, o l’industria riesce a produrle a costi ragionevoli, oppure significa che l’elettrico non è una soluzione percorribile.

  2. Anch’io interessato all’auto elettronica, sorpreso dalla prova di una Tesla 3 di un parente, prestazioni fantastiche interni da capire, faccio il giro concessionarie, 500
    molto bella ma piccola, Zoe mi sembra vecchia, Mazda bellissima ma poca autonomia ma la delusione maggiore da id3 gli interni sembrano una Punto del 93 con un tablet!
    Comunque in tutti i casi prezzi veramente troppo alti, considerando tutti i fattori il punto di pareggio dei costi rimane lontano.

    • Non nelle prime 10, le uniche comunicate da Unrae. Peraltro nella top ten non c’è alcun Suv, a meno che consideriamo tale la piccola Dacia Spring…

  3. Senza incentivi sarà un anno nero per le elettriche ma anche le termiche avranno poco da ridere. Comunque gli incentivi arriveranno, questo è sicuro

  4. Gli aumenti dei costi delle ricariche li capisco proprio poco: personalmente, e non credo di essere il solo, ho il prezzo al le fissato per ancora circa 2 anni. I vari interventi dello Stato sono orientati alla riduzione della tassazione sulle fonti energetiche, elettricità in primis. L’esito è che per i prossimi mesi, io vedo una riduzione del costo al kw… Sbaglio qualcosa? Ok, le ricariche fuori casa aumenteranno, ma dal momento che pesano meno del 10% bè… I problemi non sono proprio qui 🙂

  5. Nelle immatricolazioni sono inclusi anche il parco auto di società di noleggio e sharing che inficiano sulle statistiche (consideriamo quante e500 sono nei parchi auto), e visti i bassi numeri direi che sbilanciano di parecchio le statistiche.

  6. Il 2022 sarà un anno nero in Italia per le elettriche. Non che la quota non continuerà a crescere, perché inevitabilmente crescerà, ma il listino è davvero poco invitante per le tasche degli italiani. Il successo delle plugin è davvero duro da digerire perché costano davvero tantissimo per quel che offrono: d’accordo alla teoria del compromesso e di avere una “bi-fuel” (benzina ed elettroni) ma che prezzi!

    Le elettriche low cost tardano ad affacciarsi sul mercato: la MG Marvel sarebbe costata 32500 se ci fossero stati gli incentivi, ma senza il prezzo schizza quasi a 40000, resta una gran bell’auto ma non è più “un affare”. I modelli di auto più popolari si rinnoveranno senza rinunciare alle motorizzazioni tradizionali. Quest’anno inoltre arriveranno sul mercato auto “tradizionali” come la Alfa Romeo Tonale, il nuovo B-SUV della Jeep, la Dacia Bigster (odio i suv ma devo riconoscere che il Bigster è visivamente una gioia per gli occhi). Per il 2022 insomma nessuna novità di rilievo, le auto elettriche continueranno ad essere auto premium per pochissimi fortunati oppure seconde auto per famiglie borghesi.

    • Mettiamoci anche gli aumenti delle ricariche alle colonnine pubbliche già prospettati da diversi operatori e gli aumenti della fornitura di energia elettrica domestica e la frittata è fatta.
      Ci saranno solo sconti o immatricolazioni a Km0 per il numero di vetture che servirà alle case per abbassare il valore medio di emissioni CO2.
      Certo le auto a metano stanno messe ancora peggio!

    • Credo che purtroppo ic vorranno anni. Ci fosse un’auto della categoria della Classe E, con interni simili, elettrica, che fa 700 km con una ricarica, allo stesso prezzo la prenderei subito. Ma non c’è.

    • Anche a me piacerebbe cambiare la punto mjet di mia moglie con la 500e, ma costa più di 23mila euro a km zero. Un esborso per me eccessivo. La spring costa più o meno gli stessi soldi che a kmzero non ne ho viste, ma secondo me vale meno della piccola Fiat.
      Quindi fino a che non bloccheranno la circolazione della punto o fino a che non avrà grossi problemi continueremo a bruciare gasolio. Sul piano inquinamento posso dire che fa 5mila km all’anno dato che viene usata 1, massimo 2 volte a settimana per brevi percorsi probabilmente inquina meno usarla che rottamarla.

      Penso che molte famiglie italiane faranno ragionamenti come il mio e quindi la quota delle auto elettriche rimarrà nel 2022 piccola. Penso che l’economica panda a benzina la farà sempre da padrona nelle vendite. Auto che sarebbe la candidata naturale a sostituire anche la mia punto.

      Io invece uso la bicicletta per andare a lavoro e percorro con i miei muscoli 30km al giorno. Bastano 10kg di bici da corsa per portare in giro i miei 70kg. Questa è vera efficienza ecologica. 🙂

    • Salvo che Huawei non sbarca in Europa con la sua prima elettrica appena annunciata.
      1.200 km dichiarati su carta…..(spero nei siano almeno 700 effettivi) ed allora la fritta è fatta per la concorrenza.

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