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A Bologna bando taxi tutto elettrico e incentivi a chi converte

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Un parcheggio di taxi nel centro di Bologna

Nel capoluogo emiliano-romagnolo nonostante le resistenze dei tassisti cittadini l’amministrazione comunale oggi ha approvato una delibera che dà il via libera ad un bando per nuove licenze di taxi destinato sostanzialmente solo a veicoli elettrici. Più un serie di incentivi a chi si converte dal termico.

L’assessore Irene Priolo

Va bene che è dura tenere il passo e la velocità di Amsterdam, ma stare così tanto dietro Firenze che vanta oltre sessanta taxi elettrici non va per niente bene, ci si perde la faccia e vanno a farsi benedire tutti i discorsi su smart city, sviluppo sostenibile…Lo sa bene l’assessore alla mobilità di Bologna Irene Priolo che ha mantenuto la promessa di cui avevamo scritto,  ha tenuto duro e ha puntato sull’innovazione: delle nuove 36 licenze destinate ai taxi ben 30 sono destinate obbligatoriamente ai veicoli elettrici. Ma non è finita qui perché ci sono pure finanziamenti per i tassisti che vogliono convertirsi all’elettrico. Considerando che sei sono licenze destinate al trasporto prioritario di disabili, alla fine si tratta di un bando tutto elettrico. Una vera e propria scossa alla mobilità cittadina, una rivoluzione a emissioni zero.

La nota del Comune

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Piazza Maggiore a Bologna

Ma leggiamo la nota ufficiale del Comune: «Nella prima delibera si dà il via libera al rilascio di 36 nuove licenze, tramite bando di concorso, del valore di 175mila euro l’una: sei dovranno essere licenze “prioritarie disabili” con copertura sulle ventiquattro ore per auto elettriche, ibride, a metano o GPL, trenta dovranno essere invece vincolate all’utilizzo di veicoli elettrici. Nella stessa delibera si dispone di erogare contributi, tramite un bando che verrà redatto in seguito, a quegli operatori che vogliano sostituire il proprio mezzo con un’auto elettrica».

C’è la norma, è fatta. L’amministrazione comunale , nonostante nel comunicato si parli in modo abbondante di concertazione e naturalmente si dialogherà con le organizzazioni dei lavoratori, è riuscita a vincere la partita che avrà indubbi benefici sulla salute dei cittadini, quindi anche dei tassisti, con l’abbattimento delle emissioni. E una riduzione dell’inquinamento acustico.

Gennaro Borrelli, tassista Tesla di Modena.

I rappresentanti cittadini dei tassisti avevano contestato la mancanza di infrastrutture: «Ci preoccupa il fatto di non essere a conoscenza di un piano per dotare la città di una rete di colonnine in grado di ricaricare le batterie» era stata la presa di posizione del presidente di Unica Taxi, Franco Sarti. Ma sono sempre di più le aziende che investono nelle stazioni di ricarica. A Firenze si lavora bene, ma pure a Modena dove abbiamo raccolto la testimonianza di uno del primo tassista Tesla d’Italia (nel capoluogo toscano sono soprattutto Nissan) che non tornerebbe mai indietro. Taxi elettrico a vita.

4 COMMENTI

  1. Immagino , che l’assessore sarà promotrice di una costruzione di un impianto nucleare per produrre l’energia che occorre.

    • Guardi Pasquale che se fossero elettriche tutte le auto circolanti in Italia, cioè 37 milioni, l’aumento dei consumi elettrici sarebbe di circa 80 TWh, molto meno di quanto già oggi prodotto in Italia da fonti rinnovabili che ammonta a 110 TWh. Sono numeri, non chiacchiere, che può facilmente controllare.

  2. Da ammirare la promessa mantenuta dell’assessore Priolo. Allo stesso modo, sono condivisibili le preoccupazioni dei tassisti. Speriamo che, effettivamente, il numero di colonne per ricaricarle venga aumentato, così da dare la possibilità anche ai comuni cittadini di acquistare auto elettriche, senza che abbiano il timore di non trovare il posto dove caricarle!

    • L’assessore Priolo ha già fatto un altro passo avanti lanciando il servizio Corrente di car sharing elettrico che a regime metterà in strada a Bologna 240 Renault Zoe in condivisione. Per alimentarle è prevista l’installazione di altre 30 colonnine pubbliche in città (oggi sono solo sette). Pensiamo che i tassisti non abbiano di che preoccuparsi.

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