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Blockchain dell’energia: Shell con Sonnen ed Evolvere con e-Prosume

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Se anche i colossi del petrolio, come Shell e BP, investono nei sistemi di ricarica per le auto elettriche, forse non siamo lontani dalla svolta. In fondo sempre di energia si tratta. E se questo è il futuro, dicono, meglio cavalcarlo che subirlo.

In Italia c’è chi, come l’ERG, ha addirittura deciso di vendere distributori e raffinerie per dedicarsi solo alla produzione di energia da rinnovabili. BP e Shell non arrivano a tanto. Ma di certo continuano a impegnare somme importanti sulla ricarica dell’auto elettrica. La prima ha investito 20 milioni di dollari nella start up israeliana StoreDot che promette batterie ricaricabili in soli 5 minuti. La seconda ha deciso di investire 70 milioni di dollari nella Sonnen, un’azienda tedesca che produce colonnine di ricarica (soprattutto domestiche) e pacchi-batterie per auto e per lo stoccaggio di energia fotovoltaica nelle abitazioni. La stessa Shell aveva già investito nella Axiom Energy, un costruttore americano di sistemi di accumulo domestico e successivamente, con Engie, nello sviluppatore di microgrids Husk Power System. Da ultimo è  entrata nella nuova rete europea di stazioni di ricarica ultraveloce Ionity. Ma il primo big dell’Oil & Gas a puntare sull’auto elettrica fu Total che nel 2016 acquistò il produttore Saft.

La soluzione Sonnencommunity

Sonnen è considerata un’azienda all’avanguardia. Il progetto più innovativo riguarda Sonnencommunity, un network di piccoli produttori-utenti di energia elettrica da fonti rinnovabili  che si scambiano energia attraverso una smart-grid  virtuale privata. E sarebbe proprio questa prospettiva ad attirare l’interesse di Shell che in marzo ha acquistato First Utility, una media utility energetica con 825 mila clienti nel Regno Unito. Annunciando l’operazione Shell aveva promesso di offrire ai clienti «più servizi innovativi a prezzi competitivi». Uno di questi potrebbe essere il sistema Sonnencommunity, dove ogni abitazione dotata di pannelli fotovoltaici, batteria di accumulo domestico, wall box per la ricarica degli Ev e collegamento bidirezionale  può partecipare a uno scambio “in natura” di energia all’interno della rete virtuale, fungendo di volta in volta da utilizzatore o da fornitore di energia. L’obiettivo è massimizzare l’autoconsumo a costo zero, rendendosi autonomi alla rete elettrica nazionale.

Lo schema, nella sostanza, è quello del baratto su beni prodotti e scambiati al di fuori del mercato tradizionale. Nella versione 2.0 il nuovo fenomeno si chiama “blockchain” e trova nei Bitcoin la sua applicazione più eclatante. Nell’energia muove i primi passi.

In attesa del peer-to-peer

In Italia, per esempio, Evolvere e Mangrovia Blockchain Solutions, tramite la propria controllata Prosume, hanno creato e-Prosume per lo sviluppo congiunto di soluzioni avanzate in ambito energetico.

L’’ obiettivo è portare la blockchain sviluppata da Mangrovia nel gateway di smart home Eugenio messo a punto da Evolvere, per creare un’’infrastruttura digitale per lo sviluppo di una smart grid energetica. Evolvere, è attiva nella generazione distribuita con oltre 10.000 impianti di proprietà e gestiti; Mangrovia Blockchain Solutions  sviluppa soluzioni avanzate per portare la tecnologia blockchain nelle abitazioni e fornire servizi ad elevato valore aggiunto. Una volta integrate le due tecnologie, saranno installati presso le abitazioni dei clienti Evolvere circa mille dispositivi, che costituiranno i nodi della rete.

I clienti finali, in particolare i prosumer – produttori e consumatori di energia – potranno beneficiare dei servizi connessi allo scambio di energia elettrica con la rete e tra privati, smart billing e smart payment. La piena operatività del sistema è legata all’ulteriore liberalizzazione del mercato elettrico, vale a dire a quando il legislatore italiano consentirà lo scambio peer-to-peer di energia direttamente tra consumatori aderenti al sistema.