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Ricaricare a casa, servono autorizzazioni? Vediamo…

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Ricaricare a casa, si sa, è la soluzione ideale per l’auto elettrica: si fa nei tempi morti (come la notte) e a costi più bassi. Ma come ci si organizza, con quali accorgimenti di sicurezza? E che problemi ci sono per chi vive in condominio? Consigli preziosi possono venire dal Vademecum realizzato da e-Mob. Per casi specifici, poi, la nostra redazione risponde scrivendo a info@vaielettrico.it. Per esempio qui ecco i dubbi di Piero, alle prese con l’elettricista e l’amministratore.  Qui i dubbi di Andrea e di Federico sulla divisione dei costi di ricarica tra i condomini. E qui i quesiti di Angelo sul posizionamento corretto del contatore…

ricaricare a casaRicaricare a casa: in abitazione singola è tutto più semplice

Chi ha una casa singola non va incontro a particolari complessità. Sicuramente dispone di una presa di corrente in garage o in cortile. E in genere utilizza caricatori portatili collegati a prese di corrente comuni (Schuko o Industriali). Questa modalità di ricarica si chiama Modo 2 ed è quella più diffusa per la ricarica domestica. Sul cavo di alimentazione del veicolo è presente un dispositivo denominato Control Box, che garantisce la sicurezza delle operazioni durante la ricarica. Per maggiore tranquillità, però, è consigliato l’utilizzo di prese CEE industriali al posto delle Schuko, valutate da un elettricista che si occupi anche dell’installazione. Sempre per maggiore sicurezza, l’ideale è installare una wallbox, una “scatola intelligente” appositamente concepita per la ricarica domestica delle auto. In grado di modulare anche la potenza in base alle caratteristiche dell’impianto, evitando che “salti la luce“. Le wallbox più evolute consentono anche di gestire da remoto tempi e modi della ricarica, prelevando la corrente nelle fasce orarie con le tariffe più contenute.

Ricricarica a casaaricare a casa: in un condominio ci si muove così

Le cose si complicano un po’ quando si vive in condominio. Qui ci troviamo di fronte a due situazioni ben distinte: i punti di ricarica privati e quelli a uso condominiale. I primi sono un bene disponibile solo dal singolo proprietario. Mentre i secondi sono un bene comune usufruibile dai condòmini e disciplinato dai relativi regolamenti. In entrambi i casi, spiega il Vademecum di e-Mob, “l’acquisto e installazione dell’impianto può richiedere diversi adempimenti da parte del condomino o gruppo di condomini richiedenti, da parte dell’amministratore e dall’assemblea. Che, a seconda dei differenti casi, dovrà essere convocata e dovrà deliberare con maggioranze diverse”. In sostanza: è sempre bene contattare l’amministratore, che dovrà poi provvedere alla verifica dell’iter sa seguire. Per quanto riguarda i documenti necessari, la legge stabilisce che la realizzazione di punti di ricarica in immobili e aree private anche aperte a uso pubblico, resta attività libera.

Rischi d’incendio nei box sotterranei? Non risulta, dicono i Vigili del Fuoco

Questo significa che, al di là degli adempimenti condominiali, non è soggetta ad autorizzazione né a segnalazione certificata di inizio di attività*. A patto che:

  • il punto di ricarica non richieda alcuna modificaall’impianto elettrico esistente;
  • il punto di ricarica sia conformeai vigenti standard tecnici e di sicurezza;
  • l’installazionedel punto di ricarica sia effettuata da un soggetto abilitato e nel rispetto delle norme di sicurezza elettriche;
  • l’installatore rilasci un certificato di conformitàdell’impianto e del suo funzionamento alle norme di sicurezza elettrica.

Quanto ai parcheggi interrati, non esistono timori di pericolo d’incendio che esigano cautele particolari, come accaduto per i veicoli a GPL. Il Dipartimento dei Vigili del fuoco già nel 2018 ha stabilito che, allo stato, le elettriche non presentano rischi di incendio e/o esplosione maggiori rispetto ai veicoli tradizionali. Le stesse stazioni di ricarica, allo stato attuale, risultano presentare rischi di natura prettamente elettrica. Pertanto non rientrano fra le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi.

*Le rimesse private con un’area superiore ai 300 msono però soggette a tale autorizzazione.

Nei nuovi edifici obbligatorio predisporre la ricarica

Occhio ai nuovi edifici. In alcuni casi la predisposizione all’allaccio per l’installazione di infrastrutture elettriche per la ricarica è obbligatoria per l’ottenimento del titolo abilitativo edilizio. Lo è in particolare, nei Comuni che abbiano adeguato il regolamento edilizio secondo le ultime prescrizioni normative del 2020, per questi immobili:

  • gli edifici di nuova costruzione a uso diverso da quello residenziale con superficie utile superiore a 500 mq
  • per gli edifici a uso residenziale con almeno 10 unità abitative.

Tali infrastrutture di ricarica devono permettere la connessione di una vettura da ciascuno spazio a parcheggio coperto o scoperto e da ciascun box per auto. E, per gli edifici residenziali di nuova costruzione con almeno 10 unità abitative, per un numero di spazi a parcheggio e box auto non inferiore al 20% del totale.

ricarica a casa
La Wallbox domestica prodotta da Elli, Volkswagen.

L’obbligo vale anche per ristrutturazioni importanti

L’obbliga scatta anche quando un edificio preesistente (a uso residenziale e non), con più di 10 posti auto pertinenziali, viene sottoposto a una ristrutturazione importante. Questo se i lavori coinvolgono il parcheggio interno all’edificio o le infrastrutture elettriche dell’immobile. Se il garage/autorimessa non è nell’immobile, ma adiacente, l’obbligo vale solo se la ristrutturazione interessa il garage/autorimessa o le sue infrastrutture elettriche. Nel caso di edifici non residenziali, va installata almeno una colonnina. E, per almeno un posto auto ogni cinque, vanno predisposte le infrastrutture necessarie (canalizzazioni e condotti per cavi elettrici) per poter poi implementare i punti di ricarica. Per gli edifici residenziali, invece, la canalizzazione deve essere implementata per tutti i posti auto. Questi obblighi non si applicano se il costo delle installazioni e delle canalizzazioni supera il 7% del costo totale della ristrutturazione dell’edificio. È interessante notare che, in Paesi in cui l’elettrico è più sviluppato del nostro come la Francia, c’è la corsa ad affittare o acquistare garage dotati dell’allaccio per ricaricare.

ricaricare a casa— Ricaricare a casa: raccontateci la vostra esperienza scrivendo a info@vaielettrico.it

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2 COMMENTI

  1. Buongiorno
    Sono un nuovo iscritto alla vostra newsletter e ho apprezzato molto la vostra prova che avete pubblicato sul tragitto Roma Reggio Calabria sarebbe utile mandarla alla trasmissione di ( LA7) come bisogna viaggiare con una macchina elettrica, per smentire così le bufale che qualche volta pubblicano in TV.
    Essendo anch’io un possessore di una macchina elettrica ( c zero) Citroen ricaricabile da casa con una normale presa schuco e molto comoda per lo spostamento cittadino.

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