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Quale 500 scegliere, la sicurezza e-Up / Vaielettrico risponde

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Quale 500 elettrica scegliere tra le varie versioni proposte dalla Fiat? E che ne è stato del richiamo della Volkswagen e-Up? Vaielettrico risponde ad altri lettori.

Quale 500, da 180 o da 300 km di autonomia?  (1)

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“Buongiorno, sto cercando di convincere mio padre a mollare la Smart (è già la seconda che abbiamo avuto in famiglia) per una 500 elettrica. Viviamo a Roma e la Smartina è fantastica per sopravvivere nel caos del traffico, ma con un amico abbiamo visto la 500 nuova in un salone e ci è piaciuta molto. Ho visto che la Fiat propone due versioni, una che fa 180 km e una che ne fa più di 300. La macchina è un po’ caretta e il venditore mi ha detto che tra le due versioni ballano circa 3 mila euro di differenza. Voi che cosa suggerite? Io in giro per Roma non ne ho ancora viste, sta funzionando questa 500? Complimenti per il sito, siete gli unici che rispondono ai lettori!, daje!“. Simone.

Quale 500? Ci sono 3.750 euro di differenza e…

Risposta. Nel listino Fiat ci sono 3.750 euro di differenza tra la versione con 180 km di autonomia (Action berlina) e quella con 330 km di autonomia (Passion Berlina). La prima costa 26.150 euro e ha una batteria da 24 kWh, la seconda costa 29.900 euro e ha una batteria da 42. Ovviamente a questi valori devi togliere gli incentivi statali (fino a 10 mila euro) ed eventuali sconti.
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Quale 500 scegliere, dunque? Beh, dipende dalle vostre esigenze. Se la usate quasi solo in città, e avete la possibilità di ricaricare a casa, la Action Berlina può bastare. Nell’uso urbano i 180 km dichiarati dalla Fiat sono  veritieri, grazie al recupero dell’energia in frenata e decelerazione, manovre molto frequente nel traffico della capitale. Se invece la usate anche per viaggi un po’ più lunghi, e non disponete di una ricarica privata, forse la spesa in più può tornare utile. Ricaricare nelle colonnine pubbliche a Roma è ancora un rebus, visti gli ostacoli che i vari Municipi oppongono all’installazione di nuove colonnine. Quanto al successo della 500 elettrica, in Italia nei primi due mesi 2021 se ne sono vendute un migliaio. Non male, anche se forse la Fiat sperava in qualcosa di più.

Perché non richiamare la mia Volkswagen e-Up?  (2)

quale 500“Gent. Redazione di Vaielettrico, nel dicembre 2020  ho ritirato la mia e- Up elettrica dalla concessionaria di Roma. Si dice e leggo dai giornali , che le e-Up  vetture costruite  nel 2020  possano avere dei problemi alla centralina di controllo – di ricarica, che potrebbero essere seri. Ad oggi non ho mai ricevuto nessuna  lettera di richiamo che mi invitasse  presso il concessionario, per  un aggiornamento del software della centralina. Il concessionario stesso mi dice che l’intervento è stato fatto prima che mi venisse consegnata la vettura. Io però ritengo  che debba esserci una certificazione  a tal proposito, non lo ritenete  giusto anche voi? Sono comunque preoccupato, e mi chiedo, da chi potrei far verificare l’auto che non sia il concessionario, di cui mi fido poco ? Vi ringrazio dell’aiuto che vorrete darmi e Vi  auguro buon lavoro. Antonio.

Problema serio, ma per un numero limitato di auto

quale 500Risposta. Con la sicurezza non si scherza ed è giusto preoccuparsi. Ma i primi a farlo sono i costruttori che, in caso di comportamenti omissivi, vanno incontro a sanzioni molto pesanti. E la Volkswagen, che ancora si lecca le ferite del Dieselgate, sa che deve stare molto attenta. Del richiamo della e-Up abbiamo parlato a gennaio, pubblicando la lettera inviata ai clienti (qui sotto).

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Il passaggio della lettera inviata ai clienti in cui spiega il problema alla base del richiamo.

Nel testo si faceva presente che “è stato accertato che su alcune vetture e-Up prodotte in un determinato periodo esiste la possibilità che in seguito a picchi di tensione si verifichi il sovraccarico di una resistenza nella centralina per il monitoriaggio moduli della batteria ad alto voltaggio”. Secondo la KBA, l’organo di controllo tedesco, in assenza di intervento potrebbero verificarsi cortocircuiti o incendia causa di precedenti danni alle celle della batteria”. Ma nel suo caso ci sentiamo di tranquillizzarla: è stato accertato che il problema riguardava solo di un limitato numero di auto, costruite in un ristretto periodo del 2020.

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