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Mate Rimac si compra la Bugatti dalla Volkswagen

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La Volkswagen avrebbe ormai deciso di vendere la Bugatti, non più strategica.

Mate Rimac si compra il marchio Bugatti? La Volkswagen sembra sul punto di cedere il marchio francese al costruttore croato di supercar elettriche.

Mate Rimac: il “Ferrari di Croazia” ha solo  32 anni

mate Rimac
Mate Rimac, classe 1988, con una delle sue incredibili supercar elettriche.

L’operazione, secondo quanto anticipa la rivista britannica Car, passerebbe attraverso la Porsche, che è azionista sia di Bugatti sia di Rimac. L’affare sarebbe stato sostanzialmente concluso la settimana scorsa, mancherebbe solo l’approvazione del Comitato di sorveglianza Volkswagen. Un timbro che viene considerato una formalità, vista la decisione del presidente Herbert Diess di disfarsi delle partecipazioni ritenute non più strategiche. L’acquisto della Bugatti da parte del Gruppo Volkswagen  risale al 1998, quando al timone del gruppo c’era il mitico Ferdinand Piech. L’ambizione era di costruire l’auto di serie più veloce al mondo e in effetti la Bugatti ha prodotto bolidi dalle prestazioni incredibili. Obiettivo raggiunto con modelli come la Veyron e la Chiron, entrambi con prezzi che si misurano in milioni di euro.

L’idea di fare della Bugatti un marchio solo-elettrico

Mate Rimac è considerato l’astro nascente dell’automobilismo europeo, il “Ferrari di Croazia“. Ha solo 32 anni e ha fondato la sua azienda nel 2009, quando di anni ne aveva soltanto 21. Non costruisce solo supercar: fornisce anche componenti e tecnologia ad altri costruttori. Ed è stimato al punto da avere stretto legami molto intensi con nomi come Hyundai, Kia e Aston Martin, oltre a Porsche, il suo primo supporter.

Mate Rimac
La Rimac Concept Two, C Two.

Anche qui parliamo di supercar i cui prezzi si misurano in milioni: il suo Concept One è stato lanciato nel 2016, con 1.224 cavalli di potenza e una velocità massima di 340 km/h. È stato seguito poi dal Concept Two (C Two), che secondo la società può superare i 400 km/h. L’intenzione di Rimac sarebbe di fare anche della Bugatti un marchio solo elettrico, trasferendo tutta la sua esperienza e tecnologia in un brand di grande fascino. Un marchio el quale mai il vecchio Piech si sarebbe privato.

— Leggi anche: Ferrari o Maserati, sull’elettrico uno dei due sta sbagliando

6 COMMENTI

  1. Molte e rilevanti le analogie sul fronte dei dati puramente tecnici.
    Una su tutte, il peso.
    La Bugatti Veyron si attesta sui 20 ql. (come le Rimac) a seguire le dimensioni e le quote per ricarrozzare la monoscocca in fibre di carbonio di Mate Rimac.

    Il marketing cosa dice?

    Più facile vendere e trarre profitto da una Rimac battezzata Bugatti e ricarrozzata Chiron/Veyron o una Rimac priva di quell’aura creata da Ettore Isidoro Arco Bugatti e dai figli Rolando, Jean e dal mitico fratello scultore Rembrandt.
    Una Rimac dagli elevati contenuti tecnici ma dalla poco esaltante estetica e senza storia.

    Operation Petticoat

    Rimac C_Two
    Larghezza 1986 mm
    Altezza 1208 mm
    Passo 2745 mm
    Massa 1950 kg

    Bugatti Veyron EB 16.4
    Larghezza 1998 mm
    Altezza 1226 mm
    Passo 2710 mm
    Massa a vuoto 1880 kg

    • Concordo e credo che l’operazione abbia senso perché, oltre al segmento di riferimento (milionari), lo stile di guida delle 2 auto è simile (e non solo per i pesi). La Bugatti è un’auto dall’accelerazione brutale, la si guida “sparandola” sui rettilinei, fai una curva, poi vieni “sparato” brutalmente alla curva successiva, inchiodi, fai la curva a velocità normale e poi ancora “sparato” verso l’altra curva, con una guida stile montagne russe (mostruose discese e brusche frenate). Ed è così che si guida anche una Tesla in pista. Inoltre sia Bugatti che le auto elettriche condividono la nicchia dei record, ovvero veloci in determinati segmenti (velocità massima, 0-100 Km/h, 0-400m, tempo al ‘ring) che è una cosa diversa dal piacere di guida (si veda la “fissa” degli sportivi per il cambio manuale che infatti sarà presente anche sulla prossima Nissan Z o almeno per un doppia frizione che offre sempre una modalità manuale oltre a quella automatica).

      Questa invece non è affatto la guida di una Ferrari che offre ben altre dinamiche di guida e dà il meglio di sé proprio nelle curve, unendo elevate performance con una guida “docile” che richiede elevata esperienza solo nelle versioni più esasperate o quando si cerca il limite in pista.

      • Tuttavia hanno compiuto entrambi un colossale errore: Mate Rimac non ha la fama né la storia di Bugatti.

        Il livello tecnologico di Rimac è superlativo, ma così non è riconosciuto. È venuto a mancare l’apporto indispensabile del marketing.

        Scuoiata dalla carrozzeria l’architettura Rimac con la monoscocca a tunnel centrale autoportante delle batterie distribuite anche dietro i sedili fino a formare la T strutturale è straordinaria nei valori di resistenza torsionali e flessionali, perfetta nella distribuzione dei pesi, nella posizione del baricentro e del momento statico.

        Qualcuno obietterà: “In fondo l’architettura Rimac è quella di un prototipo WEC convertito EV e poi, non c’è già la Lotus Evija?”

        Bastava un accordo di riservatezza fino alla presentazione della prima Bugatti EV con tecnologia proprietaria Rimac e il clamore sarebbe stato tutta a favore di Mate e non avrebbe penalizzato le vendite della W16 di Volkswagen.

        Questa notizia danneggerà entrambi.

        I clienti Bugatti stanno già chiedendosi: “Ma chi è Mate Rimac e dov’è Sveta Nedelja?”

  2. La cosa importante è che un altro marchio venga strappato al motore termico. E’ vero che si venderanno 10 Bugatti l’anno ma il pensiero di un’auto inutile che farà forse 2 km/l, di questi tempi, mi disgusta. Se proprio i milionari devono trastullarsi con questi cosi, lo facciano almeno in modo silenzioso e piu efficiente possibile

    • di Bugatti all’anno se ne vendono decisamente più di 10, circa 100 (non che siano tante). Ma il bello è che non fanno neanche 1km/l… 🙂

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