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Un Maggiolino elettrico, la Volkswagen ci pensa

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Anche il Maggiolino Volkswagen potrebbe avere una terza vita in elettrico. Come la Fiat 500 e la Mini, anche questa icona dell’automobile del ‘900 potrebbe essere rilanciata con un motore a emissioni zero. Ma solo dopo il lancio della nuova generazione delle elettriche Volkswagen, contraddistinte dalla sigla I.D.

La Volkswagen I.D. Dalla stessa base tecnica potrebbe nascere il Maggiolino solo elettrico, la terza generazione.

La strategia elettrica della Volkswagen sembra chiara: prima i modelli per i grandi numeri, poi le auto emozionali per un pubblico di nicchia. Da fine 2019, quindi, uscirà prima la I.D., ovvero un’auto delle dimensioni della Golf con 400 km di autonomia e la possibilità di ricarica rapida in 20 minuti. Della Volkswagen oggi più venduta la I.D. non avrà solo le misure: anche il prezzo sarà equiparabile a quello della Golf turbodiesel, ovvero 28 mila euro circa. Nel 2020 è attesa poi la I.D. Crozz, ovvero il primo Suv a emissioni zero della marca di Wolfsburg. Due anni più tardi uscirà poi il primo modello emozionale, ovvero l’I.D. Buzz, riedizione a elettrica del celebre pulmino, che gli americani chiamano Bulli. Ed è a quel punto che nella gamma potrebbe entrare anche la terza serie della New Beetle, che per gli italiani è sempre rimasta il Maggiolino. In un’intervista  al setimaanale inglese AUTOCAR il capo del design, Klaus Bischoff, ha spiegato i motivi di questa tempistica: <La nostra priorità ora è lanciare le vetture in grado di fare volumi. La tecnologia è super-complessa e caricarsi di troppi impegni sarebbe un errore. Ma dopo potremo pensare a vetture più esotiche ed emozionali>.

Klaus Bischoff

Aggiungendo però che la flessibilità della nuova piattaforma MEB, su cui nasceranno le Volkswagen elettriche, sarebbe l’ideale per il Maggiolino. Dando la possibilità di aumentare in modo considerevole lo spazio interno, senza alterare le forme iconiche, non modificabili:: <Se esaminate la MEB, vi accorgete che l’interasse più corto è quello dell’I.D.. Se prendete quello e lo mettere sul Maggiolino, avrete un sacco di spazio nell’abitacolo senza alcun compromesso nella funzionalità della vettura. Ne uscirebbe un’auto molto atttraente>. Probabile che una decisione in materia venga presa entro l’anno prossimo. La prima edizione del Maggiolinio è datata 1946, anche se il progetto di un’auto del popolo era partito dieci anni prima per volere addirittura di Adolf Hitler in persona. Nel 1998 uscì la versione moderna, poi riveduta nel 2011 e ormai prossima alla pensione.