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La Volvo scopre l’acqua calda sulle emissioni. E la rete esulta

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La Volvo XC 40 Recharge: pubblicato uno studio che compara le emissioni di benzina e elettrico.
la volvo scopre
La copertina dello studio Volvo.

La Volvo scopre l’acqua calda: produrre un’auto elettrica (a causa delle batterie) comporta emissioni di Co2 superiori a quelli di un’auto tradizionale. E la rete esulta, per una presunta rivelazione nota a tutti da anni. È nell’intero ciclo di vita, infatti, che l’auto elettrica stravince. Eppure a noi arrivano sfottò come quello di tale Adriano Rossi:  “E mo’ come la mettiamo? Non lo dico io, lo dice la Volvo! Ciao, incantatori di serpenti!”. Aggiungendo il link  a un articolo in cui ci si sofferma solo sulla produzione, non su tutto quel che succede dopo. Ci verrebbe da rispondere “ciao core“, come dicono a Roma. Ma è meglio andarlo a vedere bene, questo studio, “Carboon footprint report”, per capire che cosa dice esattamente.

La Volvo scopre…/ Nell’intero ciclo di vita l’EV vince

la Volvo scoprela volvo scoprePremessa: tutti questi confronti riguardano solo le emissioni di Co2. Sorvolando su tutte le porcherie (a partire dalle famigerate polveri sottili) che respiriamo nelle nostre città, anche per quanto esce dagli scarichi delle auto diesel e benzina. Le elettriche, mentre viaggiano, emettono zero, e questo è bene ricordarlo. Ma veniamo allo studio, con una premessa: la Volvo è sicuramente un riferimento per la sicurezza, non certo per le emissioni nella produzione di auto elettriche. Nello studio si parla addirittura di un70% di emissioni in più. Le concorrenti tedesche fanno molto meglio, come documentato da studi pubblicati già nel 2019. E da allora la situazione è molto migliorata. Guardiamo comunque lo studio della Casa svedese, le cui conclusioni sono riassunte nel grafico sopra. Che dice? Che nell’intero ciclo di vita le emissioni della XC 40 Recharge elettrica sono comunque inferiori a quelle della XC 40 a benzina. Amen.

La Volvo scopre / Se poi l’energia è da rinnovabili…

la Volvo scopre
Le conclusioni finali dello studio Volvo. Al primo punto: “La XC 40 Recharge ha una Carbon Footrprint più bassa della XC 40 ICE per tutti i mix di produzione dell’energia elettrica esaminati”

Di quanto inferiore? Dipende da come viene prodotta l’energia elettrica. Se prendiamo a riferimento la media europea sono 13 tonnellate in meno (45 contro 58). Se l’energia arrivasse tutta da rinnovabili, le tonnellate sarebbero addirittura 31. Ma anche col disgraziato mix mondiale, che tiene conto di Paesi come India e Cina, sarebbe inferiore, 54 contro 58. Non a caso tutti i costruttori investono in rinnovabili e affinano il processo produttivo delle batterie per far sì che il bilancio delle EV sia ancora più favorevole. Forse non la Volvo, che a giudicare dalle cifre non sembra particolarmente efficiente. E che sull’elettrico è oggettivamente indietro (finora solo tre Volvo su 100 vendute sono EV). Comunque sia, anche la Casa svedese nelle conclusioni riprodotte sopra riconosce che l’elettrico emette comunque meno, in ogni condizione. Ma molti siti, anche italiani, hanno riprodotto solo la parte dello studio che parla della produzione.

l Volvo scopre
Roberto possiede una Zoe e chiede…

Il disorientamento dei lettori nella mail di Roberto

Ma ecco, per testimoniare il disorientamento che riportare studi come questo in modo parziale creano nei lettori, la mail inviataci da uno di loro, Roberto Cima: “Sono passato all’elettrico nell’agosto 2017, passando da una bellissima Kuga diesel ad una Zoe. Da lì è iniziato il mio nuovo concetto di viabilità. Devo dire che all’inizio,a causa dell’ansia di ricarica, passavo ore in macchina per arrivare al 100% , specie d’inverno. Poi impari e compri una seconda auto elettrica… Ma molti amici e conoscenti mi taggano post dove parlano di studi contro le Ev. In particolar modo sull’impatto ambientale che può avere, a differenza di un diesel. Ho letto uno degli ultimi report di Volvo, dove indica la parità tra una termica e una elettrica al raggiungimento di tot km. Che si abbassano notevolmente a 49 mila se la produzione è da rinnovabile. Una cosa non mi è chiara. Parlano di km,ma quante ore e quanti km di coda facciamo in un anno? Con una termica in coda inquini, un’ elettrica, anche se è ferma, no. Pensiamo solo alla Dalmine/Milano. 2 ore di strada per pochi km. Quindi gli studi fatti sull’impatto ambientale non rispettano la realtà, sbaglio?”.
SECONDO NOI. Gli studi vanno anzitutto presi nella loro interezza. Non si può prendere solo la parte che fa comodo e strombazzare quello come se fosse il Vangelo. E creare un tam-tam che cresce poggiandosi sul nulla.
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118 COMMENTI

  1. PRIMO

    Separerei il tema emissioni locali da quelle globali, mondiali.

    Come con la disponibilità dei vaccini anti Covid19 (in occidente terza dose a gogo ed in Africa pochissimi vaccinati) anche per quanto riguarda l’inquinamento non possiamo prescindere dalla soluzione dei nostri problemi locali.

    Lo so è “politicamente scorretto” ma è la realtà !

    Se a Nuova Delhi chiudono scuole ed uffici perché l’aria è irrespirabile ma il loro presidente Modi (spalleggiato dalla Cina) costruisce altre centrali a carbone, saranno principalmente problemi loro.

    In Pianura Padana dobbiamo ridurre l’inquinamento ora, non fra 5 o 10 anni.
    Quindi l’Auto Elettrica che circola in Pianura Padana E’ LA SOLUZIUONE A PRESCINDERE!

    SECONDO

    Mentre godiamo ORA dei ridotti consumi,
    anche dovessimo produrre tutta l’energia elettrica che serve per le auto elettriche solo con gas metano o addirittura benzina, l’efficienza del motore elettrico rispetto a quello a scoppio è talmente più elevata che avremmo SEMPRE E COMUNQUE meno inquinamento,

    dei costi ridotti,
    anche senza considerare la differente tassazione dell’energia elettrica rispetto alla benzina, il risparmio è notevole, detto da uno che ha HEV, PHEV e BEV in famiglia, senza contare i tagliandi (economici), i freni (non li consuma), il bollo (non si paga), etc

    del basso inquinamento e mai più “puzza nel box”,

    la Scienza e la Tecnologia stanno migliorando la fabbricazione ed il riciclo delle batterie al punto che nel giro di 5-10 anni avremo migliorato di gran lunga l’impatto ambientale TOTALE, un tempo anche inferiore a quello necessario a costruire una centrale nucleare!

    Nuove chimiche , società di riciclo come ad esempio “Li-Cycle”,
    elettronica e motori molto più efficienti, ad esempio con i transistori GaN, o con i controlli vettoriali ora realizzabili con i potenti ed economici microprocessori (se riesci ad averli!).

    Il cammino delle Auto Elettriche E’ INARRESTABILE.

    Tentare di ostacolarlo vuol dire la morte industriale ed il declino economico.

    Certo, c’é il discorso della disoccupazione (La Tesla Model 3 la si produce in 10 ore e la VW ID3 in 30 ore, come dichiarato dall’AD di Volkswagen) e della redistribuzione del reddito …. ma quando avrai chiuso le fabbriche di autovetture a motore a scoppio … vedrai che disoccupazione!

    • Interessante farti notare che l’inquinamento dell’aria prodotto in Cina sta uccidendo le foreste della British Columbia in Canada e della West Coast degli USA e se domani per incanto tutto il Nord America diventasse carbon neutral l’inquinamento asiatico distruggerebbe le foreste americane comunque. Quindi la tua idea che l’inquinamento lo dobbiamo risolvere in Val Padana ignorando i veleni che l’Asia immette nell’aria e nell’acqua è ridicolo. Unica soluzione è boicottare ogni prodotto proveniente da paesi come la Cina dove le più elementari norme ambientali sono ignorate. Questa è coerenza, la tua è ipocrisia e farà del pianeta solo un posto peggiore.

      • Il mio commento era anche provocatorio ma certamente realistico.

        So perfettamente che le circolazioni atmosferiche esistono ed in generale l’aumento delle temperature dovuto al totale della CO2 emessa è “globale”.

        A Pechino sono riusciti a ripulire in parte l’aria, mentre a Nuova Delhi no (l’India ha una infrastruttura industriale e sociale anni luce indietro rispetto alla Cina).

        Il mio commento si riferiva alle emissioni in Pianura Padana, non solo CO2 ma anche altri inquinanti tipicamente relati alla combustione di carburanti fossili, perché, data la bassa circolazione atmosferica (afa in estate e nebbia in inverno) è evidente che l’inquinamento che produciamo localmente non verrà trasportato magicamente a Pechino o negli Stati Uniti o altrove (ricordo la trasmissione Portobello di Enzo Tortora dove ci fu uno che proponeva di radere al suolo il Turchino per aumentare la circolazione), ma ce lo respiriamo tutto noi.

        Quindi, è ora e qui in Pianura Padana che dobbiamo emettere di meno, a tutti i costi ed in qualsiasi modo.

        In quanto al boicottaggio, io sarei cauto perché la filiera delle industrie italiane, europee e mondiali si avvale della Cina per la fabbricazione, i pannelli fotovoltaici e tante altre componenti del settore rinnovabili / green sono prodotti in Cina ed inoltre esportiamo molto in Cina.

        Siamo pronti ad un generale aumento dell’inflazione una volta che avremo maggiori costi dati dal dispendioso manufacturing occidentale?

        Siamo pronti ad un generale abbattimento dei salari in occidente (sta già accadendo!) per competere non solo con Cina, India, Vietnam, Bangladesh, ma anche con la Polonia che utilizza pesantemente il carbone e dove la “cara” Fiat produce la 500?

        Siamo disposti a ridurre il consumo di carne, salumi e formaggi?

        Siamo disposti ad introdurre gli insetti nella nostra dieta (magari sotto forma di farine proteiche per non deprimere troppo chi mangiava fiorentine fino ad oggi)?

        Se la sua risposta è sì e lei PERSONALMENTE è disposto ad abbassare il suo tenore di vita, allora il suo commento è ben supportato da un personale impegno e convinzione.

        Perdoni la schiettezza, ma non prendiamoci in giro fra noi che, interessati all’auto elettrica, un minimo di sensibilità ecologica la abbiamo.

        • Io non sono interessato all auto elettrica. Ma la mia sensibilità ecologica mi ha portato a laurearmi in materie ambientali. È oramai assodato da innumerevoli studi delle varie Arpa delle regioni della pianura padana, che il problema della qualità dell’ aria è in minima parte dovuto al traffico veicolare (infatti in estate i valori delle centraline rientrano e il traffico è uguale), gli inquinanti con potere ossidante arrivano da consumo pneumatici, freni, asfalto, biomassa da riscaldamento, effetto camino che porta in città le polveri delle campagne e infine ciò che esce dal tubo di scarico delle auto.
          Puoi elettrificare l intero parco circolante padano e non otterrai comunque un grande riscontro nella qualità dell’ aria.
          La coperta, come si dice è corta.

          • Sono curioso di capire come mai, non essendo interessato all’auto elettrica, lei legge un sito internet che si occupa e promuove le auto elettriche (non è vietato ovviamente, ma curioso).
            In ogni caso con la nostra VW e-Up! dopo 38400km NON ABBIAMO CONSUMATO MINIMAMENTE le pastiglie dei freni.
            Guidando con il solo pedale dell’acceleratore il quale, in fase di rilascio, modula la frenata rigenerativa sino a fermare la macchina senza toccare il pedale del freno.
            Quindi particolato dalle pastiglie freni nullo ed emissioni da combustione inesistenti.
            I pneumatici li consuma anche se la guida ad un pedale, molto predittiva, è meno onerosa per i pneumatici.
            Per quanto riguarda il riscaldamento con biomasse (caminetti, caldaie a pellet, etc) andrebbero proibiti.
            Non sono così sicuro che il traffico veicolare abbia un’incidenza così bassa ma mi documenterò con precisione. e, se vi sarà modo di scrivere ancora, citerò tutte le fonti dalle quali mi sono documentato di modo che ci mi legge possa verificare di persona.
            In ogni caso, dato che l’efficienza dei motori a scoppio non supera il 30% dell’energia del combustibile, mentre l’autovettura elettrica supera l’85%, possiamo stimare che le autovetture elettriche permettano un guadagno di circa il 50% in efficienza ovvero in minori emissioni (spostate interamente presso le centrali elettriche, ovvero nulle se ci si fornisce con energie rinnovabili).

          • Una fonte è:

            Energy, transport and environment statistics 2020 edition
            STATISTICAL BOOKS
            EUROSTAT

            I Trasporti non sono la fonte maggiore di CO2 ma, soprattutto per alcuni inquinanti:

            non-methane volatile organic compounds (NMVOC), nitrogen oxides (NOx), carbon monoxide (CO) and methane (CH4), SO2 equivalents

            sono fra i maggiori contributori.

  2. Credo che le lobbi sia del petrolio sia dei produttori dei motori termici stanno stanno frenando lo sviluppo dei veicoli elettrici dando informazioni false e incomplete e spesso frenando decisioni politiche con ogni mezzo. D’altronde le ricchezze dei paesi arabi produttori di petrolio sono note. Ieri, ad esempio un cargo pieno di Ferrari, è partito da Malpensa per Arabia saudita. Ecc.

    • Sbagliato. Quello che frena la costruzione delle EV è che non ci sono abbastanza schiavi bambini africani a lavorare nelle miniere di cobalto e litio per le aziende cinesi che controllano il mercato delle batterie. Mi chiedo perché Greta non vada in Africa a convincere i genitori a vendere i figli ai cinesi per il bene dell’ambiente. Quanto sono strani gli ambientalisti, sempre due pesi e due misure.

  3. Avrà anche scoperto l’acqua calda ma, per un auto europea prodotta con gli stessi metodi delle normali europee (acquistare da fuori per poi assemblare) ora anche voi sapete che per i primi 80k km avete inquinato più di una termica punto, inquini “meno” solo dopo tale data, peggio ancora se la usi pochissimo e non farai mai quei km… L’energia è quella che è, inutile dire che tra x mila anni arriviamo al 100% di rinnovabili perché è una cavolata grande come una casa, il fabbisogno di energia aumenta ogni anno ovunque per persona, prima della fusione non avremo mai energia pulita per tutti e zero emissioni, le emissioni poi non si fanno mica solo producendo energia…
    Casualmente è il primo articolo dove voi stessi non ponete l’accento sulla co2 ma vi ricordate che esistono tante altre cose… Quando siamo noi nei commenti a dirlo per sbaglio non si nota, e si parla solo di co2

    • Forse non vi rendete conto che oltre alla CO2 che è quello che fa incalzare la temperatura globale c’è anche tutto il resto del inquinante che uccide noi quindi a questo punto bisogna riformulare i conti e se inseriamo anche tutto il resto le auto hanno perso in partenza

      • Auto ovviamente a combustione perché le elettriche non buttano schifezze nel aria quindi di cosa vogliamo parlare, di sola CO2 o di tutto 🤔🤔

        • Quindi tu sposti solo i problema, con le auto a combustibili la produzione di inquinamento è endotermica, con le EV è esotermica. In Cina le EV inquinano perché usano energia elettrica prodotta in gran parte con centrali a carbone, a petrolio, a gas e solo in minima parte nucleare e idroelettrica. Le intermittenti, data la loro natura, non contribuiscono per niente alla produzione di energia elettrica per il trasporto. Quindi hai solo spostato il problema dal motore nell’auto alle super centrali in periferia delle città. Ma mentre tu puoi scegliere di ridurre l’uso e l’inquinamento della tua auto ICE non potrai chiedere di spegnere la centrale a carbone che inquinerà a prescindere perché non ha la flessibilità necessaria di seguire l’andamento dell’uso della tua EV, questione di scala. E non fare repliche assurde, in Cina la densità abitativa non consente l’uso del solare per ricaricare la Tesla come nelle villette in Nevada.

      • Le auto no, ma le centrali a carbone gas etc etc si, è finché non arriveremo a togliere quelle emissioni l’unico risultato è di spostare, ma dato che la co2 è un problema per le temperature globali e molto meno per l’uomo (rispetto agli altri inquinanti dati dalla combustione in qualsiasi posto avvenga) e l’aria non è che resta ferma lì per sempre, circola in tutto il pianeta, in città al massimo diminuiranno i picchi degli orari e giorni di grosso traffico ma il vento non lo fermi, arriva sabbia dal Sahara fino in centro nord Europa, delle molecole grandi un infinitesimo del granello di sabbia andrà ben più lontano.
        Che non si debba guardare la co2 e basta son d’accordo ma si parla sempre e solo di quella non posso farci molto se non rispondere a quello no?

        • l’auto dallo scarico non emette solo CO2 ma polveri sottili nox benzene etc. zolfo ormai lo hanno tolto quindi non puoi negare l’evidenza le auto a combustione inquinano a 360°

    • No, come sempre leggi ma non capisci.
      Per un’auto come la Volvo, con quel taglio di batteria e quel consumo al km, ci vogliono 80k km.
      Per un’auto come la e-up, con 1/3 di batteria e consumi dimezzati, ci vorranno meno della metà dei km, quindi meno di 40k km.
      Se poi usi e segua 100% rinnovabile, es da FV o con contratto che lo preveda, anche molto prima di 40k km.

      • e-up 32303 km pareggio co2 con up benzina. se poi aggiungiamo anche tutti gli altri inquinanti il pareggio “globale” a mio avviso è già dopo 100 km!

        • ho visto che il sito del tci svizzero mette come consumi alla e-up ben 16.4 kWh/100 km , con la mia skoda citigo e-iv (che reputo simile come consumi) nel primo anno, circa 13000 km ho un consumo medio di 12 kWh/100 km scarsi (e abito nel nord Italia) quindi punto di pareggio più basso dei 32000Km.

  4. Volvo ha sottostimato il costo di produzione di una elettrica.
    Facciamo per esempio una Tesla :
    Il rame e il litio partono dal Sudamerica assieme al cobalto africano e magnesio nickel da altre parti del mondo etc e vanno alla catl in Cina (che ci mette terre rare etc)
    La Cina spedisce le batterie in America.
    La Tesla assembla la macchina e la spedisce in Europa…
    Che bello, appena compri la tua bella macchina ecologica, ha solo bruciato migliaia di litri di gasolio in giro per il mondo…a ma poi la ricarichi col vento…

    • Invece la benzina sgorga direttamente nel tuo distributore vero?
      Quelle che hai indicato tu hanno un solo nome: SCUSE PER NON AMMETTERE LA VERITÀ!!!!

    • quanto è umano, pardon, fazioso lei ..

      1) come se non ci fossero gli stessi problemi
      per materie prime e componenti per le macchine termiche

      2) L’Italia è un paese ESPORTATORE di tecnologie e componenti per l’automotive ,rinunciare alla globalizzazione , è fantozziano , significherebbe rinunciare a una bella fetta di export
      a cominciare dalle gigapress birianzole che usa tesla

      3) Tesla è una delle poche compagnie al mondo che ha sposato la nuova economia di area
      proprio per ottimizzare gli sprechi di cui lei parla , Giga Berlin, permessi permettendo, servirà allo scopo dal 2022, sembra che seguirà anche una Giga London

      così pourparler ,
      Il Litio è stato scoperto nel deserto del Nevada , Tesla ha investito in compagnie minerarie per estrarlo e ha depositato anche un brevetto per l’estrazione del litio ecologicamente sostenibile

      le auto Tesla sono talmente avanzate che IL MERCATO , gli europei hanno deciso di comprarle lo stesso ,che arrivino dagli USA o dalla Cina,ANCHE con un listino che costa 10000 dollari/eur in più rispetto a quello usa

      model 3 auto più venduta in Europa a settembre
      si chiama libero mercato

      batti lei

  5. Continuate a guardare la pagliuzza e non la trave. Il vero problema è la pesca industriale che distrugge gli oceani e non permette a quest’ ultimo di svolgere il loro lavoro di spazzini nei confronti della CO2. Per quanto concerne l elettrico l’inquinamento deriva sia dalla produzione delle batterie che dalla produzione di energia..senza considerare lo smaltimento delle stesse batterie. Se gli stati impiegassero tante energie nel riorganizzare la pesca a discapito dei poteri forti non ci sarebbe neanche bisogno delle elettrico ma i potenti della terra ci fanno notare solo le cannucce di plastica e non le.reti da pesca..non i milioni di pesci predatori pescati ogni giorno…etc..bisogna.imformarsi ..informarsi

    • batterie vita media user tesla oltre 250000 km , quelle VECCHIE
      quando scendono al 60% della capacità , puoi continuare a usarle come citi car
      o destinarle a SECONDA VITA per le rinnovabili
      dopo 20-30 anni che sono in giro vanno al RICICLAGGIO
      azienda svedese ha fatto in questi giorni la prima batteria NUOVA usando il 100% di materie prime riciclate dalle vecchie , sta programmando un mega impianto che sarà pronto in pochi anni ,creando ricchezza e sviluppo quando i volumi delle batterie da RICICLARE saliranno

      noi lo facciamo con quelle al PIOMBO da 30 ANNI ma lei non se ne è mai preouccupato immagino
      immagino che non gliene frega niente nemmeno della raccolta degli oli esausti
      fuburiamoci delle tonnellate di merBEEP liquida che diventa gassosa BRUCIANDOLA nella auto rermiche e nelle caldaie di casa

      frateli ..
      pregate per i troll di Snam e Eni
      ora pronobis

      • Mai sentito parlare dell’ acidificazione degli oceani?
        L utente sopra ha detto una mezza cavolata (nel senso che la pesca non c’entra), ma l equilibrio compromesso degli oceani si. Sono la maggior spugna di CO2 del pianeta con un rapporto direttamente proporzionale alla velocità delle correnti.
        Il problema è che le correnti stanno rallentando quindi gli oceani assorbono sempre meno.

        • Ne ho sentito parlare, stia tranquillo, e ne ho scritto ampiamente. Le correnti rallentano perchè lo scioglimento dei giacci polari modifica la salinità dell’acqua e quindi la fisica degli oceani. Anche quello è una conseguenza dell’innalzamento della temperatura. Una ragione in più per ridurre le emissioni. Mi pare che siamo perfettamente d’accordo

  6. Una aspetto di cui non si parla mai è l’inquinamento dal pozzo al serbatoio.
    Non possiamo fare solamente il confronto dell’inquinamento della benzina o gasolio bruciato durante la vita di un auto confrontato al possibile inquinamento per produrre la corrente elettrica per caricare le EV.
    Dobbiamo aggiungere il CO² prodotto per l’estrazione al pozzo, il trasferimento in navi e il loro consumo e forte inquinamento durante il viaggio in mare, poi per arrivare in Europa e passare alla raffineria. Non finisce qua, il trasporto su gomme (inquinante) fino al benzinaio.
    Come la mettiamo in quel caso?
    Non ci sono dubbi, in nessun caso, il EV vince alla grande.

  7. Sarei curioso di capire se nel conteggio del impatto per la produzione (e successivo smaltimento) delle auto a motore termico c’è dentro solo il primo set con cui esce o tutto il materiale che utilizza nella sua vita….
    Mi riferisco all’olio motore, ai filtri di vario tipo, al liquido antigelo, alle cinghie e cinghiette, alle candele e/o iniettori ed a tutte quelle cose che su di un termico vengono sostituite svariate volte (ancge decine di volte nella maggiorparte dei casi)….
    Tutti sappiamo che produrre una batteria è impattante e nessuno ha la ben cge minima intenzione di negarlo ma l’auto elettrica sostanzialmente come esce dalla catena di montaggio arriva al suo fine vita (non c’è praticamente nulla che deve essere sostituito periodicamente…)
    Invece in un termico moltissime parti dell’auto uscita dalla catena di montaggio (sulla quale viene calcolato il valore d’impatto per la produzione) hanno una vita che è solo una minima parte della vita totale dell’auto… quibdi se vogliamo essere onesto per tutte queste parti si dovrebbe prendere il valore di emissioni e moltiplicarli ler il numero di vokte che si sa benissimo avrà bisogno di essere sostituita… per esempio per un auto termica ancge se esce dalla fabbrica con 5 kg di olio motore non è corretto considerare l’impatto di questi e basta perché nella sua vita avrà bisogno di 5 kg × 15-20 e questa è la reale quantità che deve essere prodotta e smaltita per quella singola auto….
    Se si facessero i conti in questo modo, che a parer mio è quello più onesto, non mi sorprenderei se si scoprisse cge questo inquinamento in più per la fabbricazione a carico delle elettriche non è neanche vero.

  8. Chi immette più di chi?
    Senza voler prendere le parti di nessuno, ma quale è il fine dell’auto elettrica? Ridurre la CO2 (e altre schifezze) immessa? Ok…
    Anche io ne acquisterò una a breve (una spring), e prenderò un Niu ai miei figli. Ma per convenienza economica, non altro.
    Ma non pensate che si tratti esclusivamente di fumo negli occhi? Al G20 è chiaro a tutti cosa è stato decretato? E Cop26?
    L’auto elettrica è un encomiabile e altrettanto inutile sforzo per contrastare un fenomeno incontrollabile.

    Posso accettare che si affermi che si riducono le emissioni in contesti ben ristretti e circostanziati (le città), ma calcolare le “briciole” quando c’è un mostro (Cina, Usa prima di tutto) che immette milioni di tonnellate di CO2, francamente lo trovo senza alcun significato.
    Il vantaggio ambientale in larga scala è assolutamente nullo.
    Spero ne conveniate.

    • No, non ne conveniamo: il trasporto incide per il 30% circa sulle emissioni di CO2 e poco più della metà riguarda i veicoli privati leggeri. Quindi siamo fra il 12 e il 15% del totale. Poi c’è l’industria, le abitazioni, l’agricoltura, la deforestazione ecc. Presi singolarmente nessuno avrebbe “alcun significato”, oome dice lei. Ma messi insieme determineranno la catastrofe. Quindi bisogna agire su ogni aspetto

      • Scusi sig. Massimo ma i numeri indicati sono a livello globale o solo europeo? Già in un altro post ha indicato una riduzione del 30% delle emissioni da parte dell’industria con i trasporti in aumemto, per poi scprire che sono solo stime europee. Dire che l’industria ha fatto la sua parte perchè ha delocalizzato la produzione fuori dall’unione europea ed in buona parte in Cina non fa un gran servizio alla causa ambientale. Ribadisco che ancora oggi al2021 non esistono sistemi di compensazione per i prodotti provenienti da fuori l’Unione cosa che ha grandemente incentivato la delocalizzazione di massa e le inevitabili ricadute sociali. Non basta, queste imprese si intascano anche le quote di CO2 distribuite a titolo gratuito. In buona sostanza vengono pagate per inquinare. Non fermiamoci alla sola auto elettrica ma vediamo il problema a 360 gradi.

        • Confermo i dati a livello europeo. Stati Uniti e gli altri Paesi industrializzati non si discostano di molto. Asia e America Latina hanno comunque emissioni pro capite molto inferiori, per non dire dell’Africa che ha emissioni pro capite prossime allo zero (ma la gente muore di fame…). Dire che l’industria occidentale ha ridotto le emissioni solo per la delocalizzazione è eccessivo: la produzione industriale in Europa e America è al massimo storico, quindi un efficientamento indubbiamente c’è stato. Tant’è vero che l’Europa ha le minori emissioni in rapporto al Pil al mondo. I certificati verdi per le quote di CO2 non sono distribuiti a titolo gratuito; sono pagati dalle aziende più inquinanti che in questo modo compensano quelle meno inquinanti. I dazi compensativi calcolati sulle quote di carbonio saranno introdotti appena messo a punto il mercato del carbonio, che è stato oggetto del dibattito alla Cop26 di Glasgow. L’Europa ha però preannunciato che li introdurrà in modo unilaterale. E non stipulerà più accordi commerciali di libero scambio con Paesi che non rispetteranno gli impegni a ridurre le proprie emissioi.

      • Non condividete ma gli ha appena dato ragione.. Come si può pensare che togliendo quel 15% delle auto private si risolve il problema? C’è tutto un 85% che ogni anno aumenta, compresi gli anni di pandemia che han portato a stop anche delle produzioni a livello mondiale Cina e stati uniti compresi… Io vedo solo tanti obblighi sul privato e tanti “eh iniziate a pensarci” a tutto il resto dell’industria, quando basterebbe una riduzione del solo 15% delle emissioni non da trasporto privato (quindi non le portano a zero ma le riducono di uno sputo) per compensare totalmente le emissioni delle auto termiche personali… Però… Si parte dalle auto perché è più facile far sentire un colpa una persona che una multinazionale che ti ricatta lasciando a casa lavoratori e poi non ti rieleggono più quindi meglio convincere i privati che sono loro a risolvere il problema cambiando auto, “green” oramai ha totalmente perso il suo significato ed è stato sostituito dal marketing tanto è vero che c’è chi vive di sola pubblicità delle auto elettriche, pannelli da mettere sul tetto, efficienza energetica casalinga… ma non c’è nessuno che vive di pubblicità per le centrali a carbone totalmente filtrate,di navi da trasporto a emissioni zero, aerei a zero emissioni…

        • Industria e settore abitativo in Europa hanno già ridotto le loro emissioni del 20% rispetto al 1990. Progressi sono stati fatti anche negli Stati Uniti e perfino in Russia. Anche la Cina ha ridotto le sue emissioni in rapporto al Pil. Ma non basta “compensare” quelle dei trasporti, che continuano ad aumentare in tutto il mondo. Per conseguire i risultati climatici bisogna continuare a ridurre le emissioni di industria, residenziale, agricoltura ma aggiungere anche una riduzione drastica dei trasporti. Altrimenti non si otterrà l’obiettivo del meno 45% entro il 2030 e delle emissioni nette zero entro il 2050. E queste sono le condizioni dettate dalla scienza per sperare di contenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi (sarà comunque un peggioramento rispetto ad oggi, quando la temperatura media globale è a +1,1 gradi e già assistiamo a catastrofi come lo scioglimento dei ghiacci e la desertificazione di intere aree del Pianeta).

          • Quindi 20% un trent’anni (abitativo caldaie a condensazione, case in classe A4 solo elettriche che costano il 50% più di una casa in classe B)
            Oggi ci chiedono di fare la stessa cosa, sempre noi privati in 5 massimo 10.
            Cmq gradirei avere una fonte che dica che l’inquinamento industriale è calato del 20%, le emissioni non sono MAI calate nessun anno della storia recente umana, e non lo dico io ma tutti gli studi che escono da mesi, 3 mesi di blocco mondiale di sostanzialmente tutto, produzione mondiale dimezzata per due anni, ed è comunque aumentato…
            I ghiacci si scioglievano pure negli anni 90, ma il ritmo è aumentato (almeno in teoria, studi Seri mai visti solo parole sensate quindi c’è il plausibile dubbio), erutta etna mette in atmosfera più co2 ogni giorno di tutte le auto in Europa se non forse del mondo, di eruzioni cenè state diverse nel mondo un 30 anni o sbaglio?
            Sarò curioso di vedere l’anno prossimo e anche quelli successivi nei prossimi 12 anni, il sole si è lasciato alle spalle i 12 anni più attivi e caldi del suo ciclo e va ad aggiungere le tempeste solari… Spero nessuno andrà in giro a dire che il sole ci punisce distruggendo i satelliti perché ci rifiutiamo di passare alla elettrica e smettere di inquinare, anche se c’è chi ne sarebbe capace…

            Mah

            Ah a proposito, Norvegia si è accorta che gli mancano i dindini delle accise sulla benzina nelle casse dellerario e a breve si vedrà come inizieranno a ridistribuire le tasse, ne vedremo delle belle, fino a un paio di mesi fa mi dicevate che ero paranoico ed era infondato il discorso accise su elettrico…

          • Lei ha stancato. Ci chiede di ripetere all’infinito ciò che abbiamo scritto e documentato decine di volte e che lei finge di non capire. Abbiamo già scritto anche che non tollereremo più sulle nostre pagine interventi di negazionisti climatici. E certe sue affermazioni pendono fortemente da quella parte.

        • Come al solito si rigira la frittata…
          Caro Xardus che si vuole togliere SOLO l’impatto del auto privata è una sensazione tutta sbagliata che TU hai perché è l’unica che ti tocca direttamente! La realtà è che l’intervento sull’auto fa parte di un pacchetto dove dentro c’è TUTTO e su TUTTO si va ad agire perché TUTTE le componenti che emettono CO2 devono essere ridimensionate…. Anzi su altri aspetti si sta intervenendo in modo ben più pesante rispetto all’auto dove ad oggi nessun divieto è stato messo ed a livello pubblico c’è solo un incentivazione di una quota marginale (6K € su 25-30K è una quota molto marginale)…. invece sul fronte del riscaldamento domestico l’intervento è ben più pesante perché addirittura l’incentivo copre oltre le spese effettuate, secondo te il euper bonus del 110% che scopo ha? Non sarà mica fatto ler abbassare la spesa energetica (quindi l’inquinamento prodotto) per riscaldare le case? Oppure per tutta l’industria sono anni che gli fanno pagare multe (a te per la tua auto ti fanno pagare una multa?), i certificati green questo sono, a chi inquina e molto peggio arriverà appena entrerà in vigore il sistema del mercato del carbonio….

          La verità è che sull’auto si sta agendo in modo molto minore rispetto a tutto il resto ma tu vorresti che non la si toccasse perché è l’unica parte del lavoro che spetta di fare anche a te…. come sempre in Italia le cose si vuole che a farle siano solo gli altri ma non funziona così… TUTTI devono fare la loro parte se vogliamo che le cose cambino e nel TUTTI, mi dispiace per te, c’è dentro con entrambe le scarpe anche l’auto.

        • L’azienda dove lavoro sono anni che sta puntando al green a 360° li prossimo anno se tutto va come pianificato dovremmo ricevere la certificazione, e ti dico che di milioni ne son stati spesi molto ma giustamente è la strada unica per poter lavorare in modo pulito.
          Li fotovoltaico è da anni che lo abbiamo e parlo di 100kwh e stanno pensando di aumentarlo, il nuovo stabilimento finito quest’anno anche quello già munito di fotovoltaico, l’anno prossimo puntano ad installare colonnine di ricarica per rappresentanti, clienti, e dipendenti, se tutti fanno così sicuramente ne gioverà tutta la comunità, idem però lo deve fare anche il privato visto che siamo un numero esponenziale, e le auto pure devono fare la loro parte, così facendo si ottengono risultati tangibili.

        • Il problema di fondo che lei come molti altri fa finta di non vedere è che l’inquinamento è sceso in maniera significativa in percentuale pro capite, ma noi siamo in crescita esponenziale quindi se trent’anni fa ipotizziamo una tonnellata a testa ora anche se siamo a mezza ma la popolazione è triplicata siamo comunque in aumento % è un semplice calcolo, quindi o abbassiamo la nostra impronta in modo considerevole per andare in controtendenza o diminuiamo la specie umana, e siccome questo è assolutamente assurdo l’unica strada è arrivare al punto zero ora come ora non è possibile ma se nessuno fa nulla la seconda ipotesi diventerà realtà dettata dal pianeta.

          • Si ma all’ambiente e alle temperature globali interessa poco se il procapite è diminuito in alcune aree del globo, quando il totale delle emissioni aumenta di un 4% ogni anno comunque, chiaro che non si può diminuire la specie umana (con forte delusione dei cospirazionisti), ma si deve azzerare l’emissione e rimuovere quella che già c’è o combinando emissioni e rimozione per avere un totale negativo, perché è ovvio che non tutto può essere portato a zero soprattutto le emissioni fuori dal nostro controllo (incendi eruzioni vulcaniche etc) e serve compensare 200 anni di disboscamento selvaggio

            Il problema di fondo che tante iniziative e tanti obblighi introdotti danno l’illusione di star facendo tantissimo ma ad essere obiettivi è una frazione di quello che servirebbe fare, soprattutto dati i tempi sempre più brevi a ogni “aggiornamento” di nuovi studi sulle nuove evidenze disastrose che man mano succedono, l’auto si è parte della soluzione assieme all edilizia ma c’è tutto un mondo che ha appena iniziato ad intaccare le sue emissioni totali

            Quello che mi fa venire il nervoso è l’ipocrisia generalizzata su questo tema, non parlo di te o di chi generalmente scrive qua che è chiaro abbia più consapevolezza, ma tanti (anche e soprattutto chi non si è convertito alla nuova trazione) punta su quella scelta perché sostanzialmente è da str non pensare all’ambiente e si sente finalmente incluso nel movimento green, ma poi al supermercato compra sempre frutta fuori stagione coltivata in sud America, come dici spesso anche tu bisogna quantificare le emissioni di tutto quello che viene venduto e metterle nero su bianco, che le care centrali termovalorizzatori e compagnia bella oltre a nox e co2 immettono anche acidi e altri composti estremamente pericolosi quando inalati che cmq viaggiano ovunque col vento

        • Sono assolutamente daccordo con Xardous.
          Per non parlare dei camini o caminetti dei quali li non si sente mai parlare ma che potrebbero essere facilmente fitrati o meglio spenti.
          Torniamo alla Volvo.
          Sono stati fra i primi a non produrre il diesel, fra i pochi a firmare l’ impegno di non produrre motori endotermici dopo il 2035, ma fino ad allora qualcosa dovranno produrre oppure devono chiudere??

    • Attenzione perchè qui c’è un equivoco colossale. India e Cina “immettono milioni di tonnellate di CO2” per produrre i prodotti che acquistiamo noi. Quindi i responsabili morali di quell’inquinamento siamo noi. Noi siamo in mandanti, loro sono solo gli esecutori.

      • Si vero, e secondo me manca un dato di partenza ogni prodotto deve avere la targhetta con il CO2 e gli altri inquinanti emessi per produrla, ed a ogni passaggio l’aggiunta , alla fine quando uno acquista sa che impronta ecologica fa, e così di conseguenza tutti sono obbligati al acquisto meno impattante, e per fare questo si va ad obbligare indirettamente chi produce, se tutti siamo sulla stessa lunghezza d’onda lavorerà solo i più green, sta già avvenendo in altri settori basta solo volerlo.

  9. Giusto dobbiamo considerare l’intero ciclo di vita non solo la fabbricazione e l’utilizzo ma anche lo smaltimento E non esiste solo la CO2. Tra l’altro sarebbe meglio separare CO2 da inquinamenti, sono due cose diverse. Come mi disse una del settore smaltimenti smaltire un’auto elettrica costa moltissimo. Ci sono metalli e terre rare estremamente inquinanti. Tra l’altro dubito che possiamo accorpare macchine diesel e benzina assieme. Il diesel produce polveri sottili (ma molto poche da euro 6) non CO2. Come la mettiamo? Fa sorridere la testimonianza del tizio che si compera ina Second a auto elettrica per stare tranquillo. C’e poi io problema della durata dell a carica. Come i telefonini la carica durerà sempre meno magari dopo 5 anni saremo ridotti a 100 km di autonomia. Significativo.il fatto che Tesla voleva insediare una fabbrica a Singapore e aveva chiesto i finanziamenti per le produzioni green Singapore fece uno studio e bocciò la richiesta perché con l’INTERO ciclo di vita, compreso lo smaltimento, non c’erano sostanziali vantaggi rispetto a un prodotto tradizionale. La CO2 è solo uno degli aspetti e non il principale. Una sola portacontsiner di grossa taglia inquina più dell’intero parco macchine di una media regione italiana…

    • Il suo commento merita più di una puntualizzazione.
      a) il problema delle batterie non è “smaltire” le sostanze che non sono altamente inquinanti. Il problema, già in parte risolto, è recuperare e riutilizzare quei materiali in nuove batterie. Sarebbe come dire: la combustione del petrolio genera gas tossici e CO2 che oggi vengono dispersi in atmosfera e respirati da tutti noi, bisogna recuperarli tutti per ricreare e riutilizzare il petrolio.
      b) la combustrione del gasolio nel diesel genera CO2. Meno della benzina, ma ne genera eccome
      c) Le batterie sono garantite per 8 anni con un degrado massimo del 30%. Un’auto che parte con 250 km di autonomia dopo 8 anni deve mantenerne quasi 180. iversamente viene sostituita a carico del costruttore
      d) Le emissioni di Co2 sono il principale problema perchè causano l’aumento delle temperature medie del Pianeta (desertificazione, catastrofi naturali, innalzamento dei mari, morte delle barriere coralline, scioglimento dei ghiacci)
      e) una sola portacontainer inquina come migliaia di automobili, ma trasporta beni per l’equivalente di milioni di automobili. Quindi è un tipo di trasporto molto più efficiente se si calcolano le emissioni per tonnellata di merce trasportata.
      f) Tutti gli studi, compreso questo di Volvo, confermano che nell’intero ciclo di vita le auto elettriche emettono fra il 30 e il 50% meno di una equivalente diesel.

      • Tutto giusto massimo ma.. L’ultimo punto no
        Lo studio di volvo dimostra solo ed esclusivamente che una loro auto elettrica (e sostanzialmente una europea tradizionale non va a stravolgere al massimo sposta un 3 o 4% i km finali) va in pari con le emissioni di co2 di una loro termica dopo 80k km se si guarda il mix europeo e 110k nel mix energetico peggiore al mondo (che noi ipotizziamo Cina ma loro non fanno nomi), dopo dipenderà da quanti km oltre gli 80k farà il proprietario, perché a 80k km non è che l’elettrica smettere di inquinare ma ha solo recuperato le maggiori emissioni necessarie alla sua produzione (differenza del 40% circa dovute alla batteria), se per sbaglio l’auto viene venduta a favore di un’altra e vero che resta nel mercato dell’usato come una termica e andrà cmq prima o poi al pareggio, ma è anche vero che ne acquisti un’altra che genera le sue emissioni che dovranno a loro volta arrivare al pareggio, idem se ti sostituiscono la batteria degradata che sia in garanzia o meno ti porti sul groppone anche quella co2 che a conti fatti è il 40% di una termica e poco meno del 30 di un’altra elettrica intera

        Detto questo, è uno studio che andrebbe poi fatto ogni anno perché non esiste da nessuna parte che il mix energetico resterà così negli anni, i metodi estrattivi e produttivi (soprattutto quando saranno in larga scala veramente) tenderanno a diminuire le emissioni efficientando i processi e soprattutto ci saranno batterie con ben altri minerali in futuro.
        gli studi ahimè quando parlano di intero ciclo di vita non considerano mai un cambio di batteria, dando per scontato che non sarà mai cambiata da nessuno, nessuno fa proiezioni a 250k km o 400k km cosa che per assurdo andrebbe a favore delle elettriche dato che più si allunga il kilometraggio più si allarga la forbice con le termiche, sembra che diano tutti per sottointeso che appena scade la garanzia della batteria l’auto vada cambiata..

    • Nota: i diesel producono quantità notevoli di NOx. Sono recenti gli studi secondo cui il quantitativo emesso realmente, rispetto al limeta da normativa e dunque misurato in fase di omologa, è di circa 10 volte più alto. Peraltro i cicli di omologa (guarda caso) non considerano la procedura di spurgo dei filtri antiparticolato (detta rigenerazione). Inoltre, continua l’utilizzo di svariati defeat device, anche nel recentissimo passato.
      Che dire, il diesel (ma anche i benzina puri) sono chiaramente sul viale del tramonto. Le case spingono le ibride, sempre più phev o al massimo le mild. Non certo il diesel.
      Mi piacerebbe chiedere invece quante auto elettriche ha dovuto “smaltire” la conoscente che lavora nel settore. Col costo che ha una batteria, smaltire è davvero l’opzione più stupida. Scommetto che quel numero è zero

    • Lo sa che l’Italia è leader mondiale nello smaltimento fine vita batterie al litio perché il litio è una terra rara e ha un valore inestimabile come qualunque materiale di valore, dopo di che si producano batterie nuove, vedasi ciclo vita batterie al piombo, si arriverà ad un punto che non servirà più estrarre il litio come avviene per il piombo, da quel punto sarà ancora più ecologico produrre batterie, e questa volta l’Italia ha visto l’ontano.
      E questa cosa dovevamo vederla ancora vent’anni fa con lo smaltimento del elettrica anche lì abbiamo fatto arricchire gli altri, ora speriamo che si svegliano un po’ tutti i settori.

      • Il litio non è un elemento delle terre rare, guardati una tavola periodica.
        In Europa non si ricicla il litio perché costa troppo, solo metalli nobili e quasi solo in Germania. Il litio (carbonato di litio) lo recuperano in Asia con altoforno.

  10. Il domani è elettrico alimentato da rinnovabili. Nessun dubbio. Ma il mix di energia elettrica da prendere in considerazione quando si valuta l’acquisto di un’ automobile elettrica OGGI non è quello global e neanche quello EU28: l’ auto elettrica che si introduce è un consumo marginale e va considerata alimentata con la fonte marginale di elettricità, quindi da combustibili fossili. Il concetto può non essere immediatamente compreso dal lettore medio ma è elementare per un economista o per un vecchio ingegnere come me.
    Quindi ritengo lo studio Volvo corretto nei numeri ma presentato in maniera biased a favore dell’elettrico.
    A mio modesto parere bisogna incentivare di più la produzione e soprattutto l’accumulo di energia elettrica da rinnovabili e rimodulare gli incentivi alle auto elettriche tenendo conto del fatto che oggi non possono esprimere tutto il loro potenziale di riduzione delle emissioni.

    • Sulla mia bolletta leggo che il mix nazionale è del 45% da rinnovabili.
      Ho sottoscritto un contratto con un distributore che è anche produttore ( Dolomiti Energia ) per avere una fornitura 100% da rinnovabili.
      Se poi tengo conto che ho un impianto FV che produce il 120% di quanto consumo, direi che i conti di Volvo non mi rispecchiano per nulla.

      Se Volvo, anziché fare dei SUV energivori, facesse berline sobrie, i consumi ne gioverebbero ed il rientro si avrebbe prima.

      • Hai ragione il problema di fondo è che stanno cercando un qualsiasi cavillo per non passare al elettico, oltretutto sulle ICE tengono conto solo la CO2 perché è la componente che fa aumentare la temperatura globale, ma tutti si dimenticano del testo degli inquinanti che non fanno nulla al momento al pianeta, ma uccidono noi e questa è una cosa da considerare a priori ma non lo fa nessun 😡😡

      • Non hai capito il mio commento precedente..
        Anche se fai contratto con un fornitore che ti racconta che lui ha 100% rinnovabili quando tu compri un’auto elettrica aggiungi un consumo (marginale) alla rete elettrica. Questo tuo consumo marginale è coperto dalla fonte energetica marginale, cioè dal fossile al 100%.
        Bisogna aumentare la produzione di energia rinnovabile più che i consumi!

        • Guarda che ognibanno la produzione di elettricità da fonti rinnovabili aumenta e non di poco…. tu dici che un auto elettrica non prende solo ed unicamente elettricità “pulita” ed ad oggi hai ragione ma circa la metà (dato che in Italia siamo sopra al 40% di produzione elettrica da fonti rinnovabili) dell’energia immessa nel “serbatoio” di un auto elettrica è pulita al 100%….ed il restante viene prodotta comunque con un fattore di rendimento complessivo almeno doppio rispetto a quello che si ha nel motore termico (quindi vuol dire che per produrre la stessa quantità di energia che arriva alla ruota di un auto serve la metà di materia prima)….
          Ora dimmi quant’è la percentuale di energia pulita che entra nel serbatoio di un auto termica? Te lo dico io lo 0% spaccato e sarà così oggi come in futuro perché il miraggio del e-fuel è appunto un miraggio perché per produrlo serve una quantità così enorme di energia che non sarà mai sostenibile su larga scala né dal punto di vista dell’energia disponibile per farlo che del puro costo: 1L di E-fuel costa e costerà sempre uno sproposito, tipo 20 € semplicemente perché questo è il valore dell’energia necessaria per produrlo (poi andrebbero afmggiunti i margini di guadagno che ogni operatore di tutta la filiera di produzione e distribuzione vorrà avere…). Che si stia iniziando a pensare di utilizzarlo nelle corse non vuol affatto dire che potrà essere utilizzato dal comune mortale ler far spostare la sua piccola utilitaria… d’altronde da sempre i carburanti “tradizionali” utilizzati nelle corse nulla hanno a che vedere con quelli che si trovano alle pompe dei distributori per lo stesso motivo: hanno un costo che nessun comune mortale potrebbe permettersi… spendere qualche migliaio di € di carburante per fare una gara (3-400 km al massimo) non è un problema dato la quantità di quattrini che girano in quegli ambienti sono solo spiccioli… diverso è pensare che il normale operaio possa sopportare una tale spesa nella vita quotidiana…

        • Quel che non capisce lei è che non si decide a capoccia quale sia il “consumo marginale”. La sua nuova lavastoviglie, il nuovo impianto industriale, la trasformazione di un riscaldamento a gas in uno a pompa di calore? Perchè mai dovrebbero essere solo le auto elettriche?

    • Avremo abbastanza rinnovabili per supplire alla richiesta di energia che sempre più veicoli elettrici richiederanno?
      No perché se continuiamo con le fonti fossili, il problema non si ridurrà in modo sensibile.
      Scusate ma sono profondamente pessimista in questo senso.

  11. Buongiorno,
    Ci sono studi che tengano conto di quanta CO2 ci vorrà per smaltirla un auto elettrica, a differenza di una termica?
    E dell’impatto ambientale del produrle (terre rare..) e smalrirle le batterie?
    E della perdita in percentuale del produrre energia elettrica, stoccarda in batterie e usarla?
    Secondo me, il tema è molto, molto, molto più ampio di quello che si crede (o di vuole far credere…)
    Grazie dell’attenzione, saluti.

    • Bhe, cerca lo studio dell’ICCT (un comitato finanziato anche dell’Europa che si occupa proprio di questo). Ha analizzato tutto il ciclo di vita di una EV: produzione, utilizzo e smaltimento ed è molto chiaro che inquinano tra il 30-67% in meno rispetto a una termica già da ora. Dipende anche dalla zona di produzione. Ciò salirà al -87% con solo rinnovabili.
      Ricorda inoltre che le batterie vengono smaltite quasi completamente per batterie dei fotovoltaici. Ciao

      • In realtà le batterie dei fotovoltaico sono garantite 25 anni o 10’000 cicli quindi no se mai sarà il contrario, comunque stoccaggio energetico per sopperire ai picchi sicuramente sarà un vantaggio, o comunque sia di utilizzo se ne trovano sempre e a fine vita ripartirà il ciclo iniziale visto che sono materie nobili.

    • Paolo, ci sono studi che tengano conto quanto inquinamento produce tutta la filiera del petrolio?
      Perché forse non lo sai, ma il serbatoio di una ICE, non si riempie per magia.
      E lo smaltimento di olii e filtri per ogni tagliando?
      Ciao

    • Si ma a questo punto bisogna tenere conto dello smaltimento inquinanti che escono dal impianto di scarico delle auto a combustione è questo al momento non è possibile 🤔🤔

  12. ALT. Qui c’è un grosso problema di fondo e mi rivolgo alla redazione a cui faccio una domanda precisa. Analizzando i grafici, si nota che la parte inquinante è quella relativa alla produzione delle batterie. E fin qui, nulla di nuovo, lo sapevamo, anche perché il resto inquina uguale. La redazione “accusa” Volvo di inquinare troppo per le batterie a causa di processi industriali non efficaci. Cito: “Non a caso tutti i costruttori investono in rinnovabili e affinano il processo produttivo delle batterie per far sì che il bilancio delle EV sia ancora più favorevole. Forse non la Volvo, che a giudicare dalle cifre non sembra particolarmente efficiente.”. E ci tranquillizza: i competitor farebbero meglio.

    Ma … ma … ma … le batterie che adotta Volvo non mi pare siano prodotte in casa! Sono quelle di CATL e LG o sbaglio? LG è usata per gli XC40 elettrici venduti in Europa e in Usa, mentre in Cina Volvo si affida a CATL e con entrambe ha contratti triennali di fornitura perché vuole tenersi le mani libere per valutare continuamente opzioni migliori. In pratica gli stessi fornitori di tutte le altre aziende, inclusa Tesla e VW. Volvo però ha voluto vederci chiaro: non solo si è assicurata che il cobalto destinato alle sue batterie sia estratto in modo responsabile ma si è fatta certificare la co2 prodotta dai fornitori per le batterie e l’ha calcolata come propria, proprio per dare la massima trasparenza.

    Ora mi chiedo: un’azienda che non vuole finire coinvolta domani in un ****gate e quindi si muove con la massima trasparenza dichiarando tutta la co2 emessa per la costruzione di un veicolo elettrico merita di essere applaudita o derisa? Va chiamata inefficiente (è palese che non è così perché acquista le batterie che acquistano anche gli altri!) o va premiata per la sua onestà? Davvero la redazione ritiene, alla luce di quanto scrivo, che Volvo sia “non particolarmente efficiente” oppure forse è arrivato il momento di chiedersi come sia possibile che VW sia riuscita con uno schiocco di dita a ridurre se non dimezzare la produzione della co2 emessa per le batterie in appena 2 anni?

    Spero in una risposta puntuale sul dubbio esposto e non una risposta generica sugli studi degli istituti di ricerca, o la risposta jolly che forse la chimica delle batterie è differente e per questo Volvo avrebbe scelto per ignoranza batterie estremamente più inquinanti rispetto a quelle fatate di VW, etc. etc.

    • stessa domanda me la sono fatta io. E’ curioso che proprio VW, artefice n° 1 del dieselgate, adesso sia più brava di gente come volvo che da sempre mira alla sicurezza ed alla trasparenza.. non è che tra poco tempo salterà fuori un elettrongate?

  13. Immagino che in questo ragionamento si sia tenuto conto anche del “costo” ambientale della realizzazione della rete infrastrutturale necessaria per passare all’elettrico.

  14. La Volvo può dire cosa vuole, io per andare al lavoro mi faccio i miei 35 km al giorno con lo scooter Niu e in giro per fare spesa, commissioni varie ci vado con la Twingo ZE , e sono molto felice di non buttare schifezze nell’aria che tutti respiriamo, oltre che risparmiare un sacco di soldi, potendo ricaricare in garage a casa e con l’ausilio del fotovoltaico.

  15. Come comportarci nell acquisto di una nuova macchina in conclusione ?? essere lungimiranti e visionari e dare fiducia all ‘elettrico e sperare in un aiuto individuale, il cambiamento climatico puo esserci solo con un sano cambiamento burocratico nell’ acquisto .
    secondo la mia logica le macchine costano troppo e tutte le motorizzazioni inquinano tanto da cio che si dice a questo punto ??
    la migliore delle soluzioni e’ un aiuto definitivo da parte di chi può veramente cambiare il trasporto e renderlo a emissione bassissime di co2. Le tecnologie!!!!! possono!!!!! hanno mezzi e possibilità per rimediare all inquinamento con volontà e ricchezza economica e risparmio in alternativa il pianeta terra risorgerà come ha sempre fatto .

  16. Il comunicato di Volvo mi pare assolutamente trasparente e onesto comunque, considerati gli investimenti della casa a favore della mobilità elettrica

  17. Comunque sia Volvo parla per Volvo ha le simulazioni con i suoi dati e fa le proprie dichiarazione, gli altri faranno le loro prove con i loro mezzi e i loro dati, non esiste che un azienda facci i conti per gli altri è come dire che il mio vicino mi fa i conti in tasca su quello che acquisto e quello che consumo 😱 una vera follia.

    Detto questo dipende sempre da cosa si usa, anche se per produrre le auto ICE vs BEV fosse uguale al momento della consegna al proprietario, la BEV a produrrà inquinamento in percentuale alla produzione del energia elettrica, quindi se uno la carica a casa con impianto fotovoltaico è già alla consegna a pareggio, se no è in base alle percentuali usate, mentre quello del ICE continuerà ad aggiungere inquinamento oltre quello della produzione e son si sta parlando solo di CO2 che è quello che si chiede di ridurre, ma tutto il resto dove lo mettiamo è pur sempre un costo per la collettività, a questo punto ci sarebbe da aggiungere tutto quello che volutamente è stato tralasciando visto che si tiene conto solo della CO2.

  18. ho appena fatto un minicorso,non vi dico di cosa , un docente universitario asseriva che 275 miglia equivalgono a circa 300 km , si parlava di autonomia di EV con 90 kWh di batteria ..
    spero sia stata solo una svista del momento ,succede a tutti gli esseri umani
    altrimenti simo messi male

    • Che auto o meglio che SUV ha utilizzato per fare i suoi calcoli io con 21kwh percorro 190km quindi con 90kwh teoricamente dovrei fare più di 800km ok aumentano i pesi quindi aumentano i consumi ma siamo lontani dalla realtà dei 300km

      • ha sbagliato la conversione , per lui 275 miglia , la tabella era in miglia ..
        erano 300 km
        bastava chiedere a google per vedere che erano 442 km

  19. Io suggerisco sempre di fare il paragone con l’esempio dell’illuminazione di casa fatta revival con lampade a gas invece che elettriche: non c’è più nulla di cui discutere.

    • Paragone insensato , l’auto e ricaricabile, l’illuminazione elettrica di casa e a filo , al limite potresti paragonarla alle torce a batteria contro le lampade a gas…

      • Ok, quindi quando ti serve di illuminare qualcosa meglio le lampade a gas delle torce a batteria.
        La batteria è un problema da sistemare ma non è IL PROBLEMA. Troppi vantaggi.

  20. Oste (Volvo), è buono il vino?

    Aggiungiamo anche che al momento le Volvo elettriche sono tra le meno efficienti. Con l’efficienza di una Tesla il punto di pareggio sarebbe ben prima degli 80.000 km, sempre ammesso che già oggi non sia inferiore per quasi tutte le elettriche.

    • Avete il coraggio di Denigrare Volvo ed il loro modo di essere Green, di sposare il Green e di essere trasparenti!
      E pompate VW….
      Intanto L’italiano finanzia le Trivellazioni…
      Sace garantirà i fondi di Cdp.
      Intesa invece ?
      da Carburante, Batterie o Finanzia a suo di quattrini il progetto Arctic Lng 2?
      Cioè in previsioni nuove Mega Trivellazioni e nuove Aste..

      • per quel che ci riguarda non abbiamo denigrato Volvo. Abbiamo denigrato i tanti tentativi di strumentalizzare uno studio Volvo riportandone solo la parte nella quale le auto elettriche escono peggio, sorvolando sul giudizio generale in cui invece escono benissimo.

  21. Quando arriveremo al riciclo delle batterie e la circolarità sarà quasi totale la CO2 per la produzione di un auto elettrica si abbasserà molto di più ed oso dire che laddove per il riciclo e la costruzione verranno usate energie rinnovabili sarà prossima allo zero.

  22. Come al solito qualcuno NON è onesto con i numeri ! leggendo brevemente ho notato …..
    1) a pagina 16 al punto 2.4.2. dello studio si afferma di considerare una percorrenza di 200’000 km per entrambe le motorizzazioni: per l’auto a pistoni sono tanti in quanto sarà a fine vita, per l’elettrica essendo appena scaduta la garanzia ne farà altrettanti.
    Peccato che questo aspetto non viene minimamente considerato
    2) a pagina 20 al punto 3.4 si SOTTOSTIMA il consumo dell’auto a pistoni e si SOVRASTIMA il consumo dell’auto elettrica: come la solito 2 pesi e 2 misure .

    • A parte i calcoli puramente numerici, i quali hanno la loro valenza, stranamente nessuno ricorda mai l’occupazione dei reparti di oncologia polmonare. Avessero anche gli stessi indici di inquinamento nella produzione e bla bla, nessuno pensa a quello che esce dalla marmitta ogni metro percorso?

      • Rimaniamo sul tema. Io Non mi azzarderei su problematiche mediche, perché altrimenti bisognerebbe analizzare la situazione umana di coloro che lavorano nelle miniere di cobalto.

        • Eccerto, come per l’intera filiera di produzione carburanti ed olii, che inizia con “accordi” con gli stati produttori per terminare con le pulitissime raffinerie in Europa passando attraverso laghi di petrolio a fior di terra in Nigeria ed autobotti in giro per il mondo.
          Se tralasciamo le varie filiere, ognuna delle quali ha i suoi pesanti nei, rimane una evidente questione di aria e di polmoni.
          Comunque scusate l’intromissione non volevo contraddire nessuno.

          • No se compri una model 3 standard range
            adesso,quando te la consegnano, te la danno con la batterie LFP senza cobalto
            il Prof Armaroli , ne ha avuto una della serie di test uscita un anno fa ,
            ora è ufficiale , i modelli base Tesla non hanno cobalto

            Panasonic e Samsung pochi giorni fa hanno annunciato che presto ,entro 2 o tre anni, lo toglieranno

          • Non credo per tutte le linee. In ogni caso si guarda al presente e non ad un futuro possibile, perché fidi futuri possibili c’è ne sono un infinità

          • Oltre ad essere in via di sostituzione, il cobalto viene impiegato in molti altri settori, per i quali peró nessuno protesta.

          • Infatti, Luigi: il maggior utilizzo del cobalto è nella raffinazione del petrolio. Pensa un pò…

        • E vero dove estraggono e raffinano i petrolieri le patologie oncologiche e respiratorie non esistono.
          Vada a vedere i danni fatti dai petrolieri nei paesi del terzo mondo con impianti senza il minimo rispetto ambientale già che c’è guardi i danni fatti dalle nostre parti grazie a leggi fatte su misura da politici corrotti.

          • Questo non può indurci a girare le spalle e non vedere quello che succede in Africa nelle miniere. Sostenibilità non significa solo risparmio di CO2 altrimenti siamo punto e a capo… e come al solito saremo in pace con la nostra coscienza.

          • Sono totalmente d’accordo.
            Altrimenti dovremmo anche guardare alle emissioni metano dei poveri bovini, oppure si potrebbe analizzare bene l’inquinamento Co2 degli sportivi: a respirare oltre 30 volte al minuto inquinano più del doppio di una persona normale. Sai quanta Co2 alla maratona di new york?

          • Per non parlare del fatto che uno dei maggiori utilizzatori di cobalto è proprio l’industria petrolifera, nel processo di desulfurazione del gasolio.

    • Un auto termica a 200.000 km è a fine vita…..?!
      Ma sta scherzando?….:-)
      Forse 400-500 mila km per le 2000cc a salire
      Ed un 300 mila dai 1.300 in su…
      Vogliamo parlare dei costi per rinfrescare un motore termico e compararli con la sostituzione di un pacco batteria garantito 8banni o 140…160 mila km?

      • Scusa il tuo motore termico quanto è garantito? La garanzia arriva a 8 anni o 160K km? Newnche 1/4 di questa percorrenza/tempo ti garantiscono e già durante la garanzia diverse parti vanno cambiate (tagliandi obbligstori) pena la fibe anticipata delle garanzia…

        In secondo luogo lei il suo termico lo considera da buttare quando finisce la garanzia? Io non penso proprio… quibdi perché secondo lei una batteria di una elettrica dovrebbe essere da buttare il giorno che termina la garanzia???
        La realtà è che se tratti l’auto nel modo giusto (presupposto che da sempre vale anche con il termico… se non ne hai cura con il cavolo che ti dura 300K km!) sarà da rottamare ben prima l’auto che la sua batteria perché durerà almeno 300K km.

  23. Io quelli di volvo (Geely) non li capisco: stanno investendo miliardi per trasformare la loro gamma in elettrico e poi buttano fumo negli occhi ai potenziali nuovi clienti.

    • Purtroppo ci sono mercati come il nostro e gli stati del terzo mondo, che l’elettrico lo vedranno per ultimi e devono assorbire le ICE finchè sarà conveniente produrle. Per questo l’opera di disinformazione di massa, attuata anche in altri campi, sta continuando con le auto elettriche ma anche con la stessa transizione ecologica.
      Nessuna delle grandi compagnie è disposta a rinunciare a parte del proprio profitto per la salute del mondo, possiamo essere solo noi a guidare il cambiamento con le nostre scelte..

    • Io la chiamo Onestà…!!
      Non devono nascondersi dietro a nulla.
      Vw interromperà la vendita entro il 2035….e non sigla Accordo.
      Volvo sigla accordo e si anticipa al 2030.
      Perdonatemi ma non dovreste Denigrare VW piuttosto che mettere sotto la lente di ingrandimento lo studio riportato da Volvo e denigrare questa Casa Costruttrice.
      Mha……

  24. Se ricordo bene lo studio diceva che il punto pareggio nell’inquinamento, tra le sue due auto, avveniva a 80000 km percorsi. Certo che si parla di un’elettrica con 78 kWh di batteria: un’elettrica con una batteria più contenuta, e nelle vendite di questi anni sono la stragrande maggioranza, impiegherebbe molti meno km per pareggiare col termico. E di li in avanti, tutto inquinamento in meno.

    • Ma infatti continuiamo a scrivere che questa moda dei grandi Suv anche nell’elettrico ha un senso per i bilanci delle Case auto, ma non ce l’ha affatto per chi vorrebbe vivere in città meno inquinate. Presto con batterie da 50 kWh si potranno avere chilometraggi più che sufficienti per la stragrande maggioranza di noi, per muovere auto che non siano bestioni da due tonnellate e più e batterie super-capaci.

      • È proprio su questo punto che bisogna insistere. Io ho una EV con una batteria piccola (35 kWh), ma più che sufficiente per le mie attività quotidiane. Il giorno che dovrò fare viaggi più lunghi o fitto una macchina o vado con altro mezzo.

        • La mia è da 21kwh e copre ampiamente l’utilizzo giornaliero e faccio 60km per andare al lavoro, e riesco tranquillamente a fare il giro fuori porta il weekend.

    • Oltre alla dimensione della batteria, in kWh, conta anche il consumo, in kWh%km.
      La stessa batteria, su di una berlina, che consuma la metà, raggiunge il pareggio prima.

  25. Beh certo che dare credito a studi fatti da chi le macchine te le deve vendere e che vorrebbe (tutti tranne forse uno) continuare a venderti quello che ti hanno venduto per 100 anni…è come mettere a controllare il controllato….di questi studi inaffidabili siamo pieni

    • Il problema più intollerabile è che siamo pieni di persone in malafede, perché l’articolo lo hanno letto tutto, che di quell’articolo prendono solo il pezzettino che fa loro comodo per continuare a ripetere la menzogna che l’auto elettrica inquina più della termica, nascondendo (sempre in malafede sfacciata) la conclusione che spiega che è vero il contrario di quanto loro sostengono: l’elettrica inquina meno. Quello è mentire sapendo di mentire

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