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La ricarica in condominio, ecco il problema

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La ricarica in condominio? Ancora un problema. Il bello dell’elettrico, anche dal punto di vista economico, è ricaricare a casa. Ma è qui che ci si scontra con problemi pratici che, spesso, fanno desistere dall’acquistare un’auto elettrica.

Auto elettrica? Giulio si è informato, ma desiste

Ecco una delle tante lettere giunte in redazione a lamentare il problema:

Impossibile capire come fare a installare un punto ricarica in box privato. Mi spiego meglio. Entro un paio di anni, dovrò cambiare auto, e stavo pensando a un’elettrica o ibrida plug-in. Dovrò necessariamente portare un punto di ricarica nel mio box, e pensavo, preventivamente, di affrontare la spesa ora in presenza degli incentivi, che ora ci sono e domani chissà. Il mio box si trova in una rimessa privata interrata soggetta a CPI dei vigili del fuoco. Occorre portare una linea elettrica dal mio contatore al mio box, passando per il pulsante di sgancio generale di tutta l’autorimessa. Mi sarebbe piaciuto un servizio “chiavi in mano” che comprendesse l’installazione a norma e la certificazione. Ecco, non riesco a trovarlo. Ho anche chiesto a EnelX, dove mi hanno dato risposte confuse, e discordanti tra loro. Pare che serva il progetto di un professionista, poi pare che serva l’intervento di un elettricista, poi pare… Ma possibile che non ci sia un modo “semplice” per fare questa operazione, che credo sia ormai comune in parecchi box nella mia stessa condizione?
Grazie, Giulio Coluccia

Raccontateci altre esperienze (e suggerimenti)

Il fatto è che ci sono troppi ostacoli pratici, normativi e tariffari, all’installazione di ricariche condominiali. Che senso ha obbligare i nuovi edifici ad avere la predisposizione per un impianto di rifornimento delle auto elettriche, se poi nei fatti non si riesci a trovare la strada per autorizzarlo a funzionare? Se si vuole che veramente il mercato delle macchine a emissioni zero decolli, bisogna risolver questo  problema. Anche per dare agli amministratori un quadro certo su cui intervenire. È nelle grandi città, come Milano Roma, che il potenziale dell’elettrico è più rilevante. Ma qui la maggior parte delle persone vive in grandi palazzi in cui è molto difficile intervenire. Ecco perché vorremmo aprire una discussione sulla ricarica in condominio, con pareri ed esperienze, per provare a proporre qualcosa di concreto. Lo spazio sotto è a vostra disposizione.

— Leggi anche: come si ricarica un’auto elettrica, con un video. E qui il testo integrale della circolare dei Vigili del Fuoco che fa giustizia sulla presunta pericolosità delle elettriche

8 COMMENTI

  1. Ciao a tutti, personalmente non ho avuto alcuna difficoltà. In tempi in cui ancora non avevo un’auto elettrica, avevo deciso di dotarmi di wallbox in quanto, per motivi di lavoro, avevo spesso auto elettriche in prova. Alla prima assemblea di condominio utile, ho comunicato ai condomini che avrei installato una wallbox sulla parete accanto al mio posteggio, e che avrei fatto avere all’amministratore l’attestazione dell’elettricista di corretta posa in opera. Ho acquistato la wallbox online. Quando è arrivata ho contattato l’elettricista, ho preso appuntamento, e lui in un paio d’ora ha fatto l’installazione, prelevando la corrente direttamente dal quadro principale (dove sono tutti i contatori del condominio) e portandola fino al mio posto auto. Circa 400,00 Euro di wallbox (da 3,7 KW) con cavo di ricarica integrato e circa 350,00 Euro di materiali e installazione per l’elettricista.

  2. Penso che il problema più grande sia appunto nei condomini di una certa età dove la corrente nei box è comune.
    Qui si apre un ampio capitolo, anche un collega di lavoro è stato bloccato nel parcheggio sotterraneo perché ci vuole un tasto di stacco generale.
    Nel mio caso sono al piano terra ma dovrei portare la corrente dal locale contatori che è parecchio lontano. Me lo faranno fare? Vedremo.
    Già mi spifferano di no in molti ma se non mi sbaglio non potrebbero rifiutarsi finché faccio tutto a norma e non rovino aree comuni.

  3. Caro Giulio , mi sembra che tu ti sia purtoppo rivolto a persone poco qualificate. Nel tuo caso è sufficente:
    1) un progetto dell’impianto di ricarica redatto da un progettista elettrico.
    2) fare eseguire i lavori da un elettricista abilitato.
    3) consegnate il progetto e la dichiarazione di conformità all’amministratore del condominio ed inviarne copia ai VVF via PEC.
    Se hai bisogno di ulteriori info mi trovi su Twitter

  4. Ci sarebbe anche la possibilità di sfruttare il contatore della rimessa installando un contatore alla propria wallbox o usufruire una app che paghi direttamente l’amministratore

  5. Ciao a tutti, avrei un quesito in merito alla detrazione fiscale del 50%. Abito in condominio e vorrei installare una ricarica mobile da 7.4 kw (è detraibile quella mobile? ) nel mio box privato con allaccio indipendente oltre a un aumento di potenza da 3 a 6 kw.
    Oltre ad avvisare i condomini in assemblea qualcuno mi potrebbe dire se basta o bisogna interpellare i vigili del fuoco? . Ovviamente il lavoro verrà effettuato da un elettricista con regolare fattura.

    Grazie.

  6. Personalmente NON sono aggiornato dal punto di vista fiscale ….
    dal punto di vista tecnico/realizzativo invece DEVI :
    1) far eseguire un progetto dell’impianto di ricarica redatto da un progettista elettrico abilitato.
    2) fare eseguire i lavori da un elettricista abilitato che rilascerà la dichiarazione di conformità .
    3) consegnate il progetto e la dichiarazione di conformità all’amministratore del condominio.
    4) se la aerorimessa é soggetta al controllo dei VVF (attività 75) dovrai i suddetti documenti all’Ufficio Prevenzione Incendi dei VVF via PEC.
    Se hai bisogno di ulteriori info mi trovi su Twitter PaoloPerottiMI
    PS se vuoi caricare 7,4 kW devi aumentare la potenza del contatore ad almeno 7 kW !

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