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La 500e di Pizzuto e la 500e della Fiat

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Fiat 500 Pizzuto
La Fiat 500 elettrica di Gianfranco Pizzuto partita dal Brennero destinazione Oslo.

La 500e di Pizzuto e la 500e della Fiat. La prima è stata protagonista di uno sfortunato tentativo di record (in 24 ore, dal Brennero a Oslo).

500e Pizzuto
Gianfranco Pizzuto

La seconda è tuttora in una fase finale di sviluppo avvolta dal mistero.

Un viaggio comunque utile

Ma dall’esperienza di Pizzuto si può trarre qualche indicazione utile al prodotto ufficiale in arrivo. Per chi non lo conoscesse: Gianfranco è un pioniere della mobilità elettrica. Un entusiasta che, tra le sue mille attività, ha deciso di importare e trasformare la prima 500 elettrica, quella venduta solo in Usa. Sostituendo la piccola batteria originale con una da lui brevettata con 44 kWh di capacità. Tanta roba per una citycar. Il viaggio, come si diceva, non è stato coronato da successo, per il maltempo (sulla Germania imperversava Mortimer) e per il susseguirsi di interruzioni sull’autostrada.

Fiat 500 Pizzuto
Sosta bagnata in una stazione Ionity: la 500 di Pizzuto ha caricato fino a 90 kW

Tre indicazioni per mamma Fiat

Ma alcune indicazioni utili alla Fiat, secondo noi, sono emerse comunque.

  1. La prima: in tutto il Nord-Europa ormai rifornire con alte potenze è diventata un’abitudine consolidata. Le colonnine in DC da almeno 50 kW sono diffuse in modo talmente capillare, sull’autostrada e fuori, da offrire a tutti la possibilità di un rabbocco veloce mentre si beve un caffè.
    Fiat 500 Pizzuto
    In autostrada in Germania, tra maltempo e interruzioni per lavori.

    Pizzuto, con la sua 500, nelle stazioni Ionity ha ricaricato fino a 90 kW. Non serve una potenza così importante, ma certo la nuova Fiat 500e non potrà rifornire solo a meno di 7 kW come avviene oggi con il primo modello “americano”.

  2. La seconda: l’autonomia di 200 km, a cui pensa la Fiat (vedi l’intervista a Olivier Francois), è il minimo sindacale per un’auto che non sarà in vendita prima di fine 2020. Certo nessuno pretende un pacco-batterie da 44 kWh come il Cinquino by Pizzuto, ma nessuno ha voglia di ricaricare continuamente. E non può certo bastare l’autonomia della prima 500e, che non va oltre i 100 km reali.
  3. La grande simpatia con cui la 500e di Pizzuto e soci p stata seguita, al di là dello sfortunato epilogo, dimostra una cosa. Ovvero: in un momento in cui un po’ tutti i costruttori si stanno dirigendo verso macchine elettriche grandi e costose, si apre un grande spazio per la 500e.
    Fiat 500 Pizzuto
    Sosta notturna per ricaricare: il viaggio si è interrotto in Danimarca.

    Una terza vita per la creatura di Giacosa

    Per la Fiat è l’occasione di dare alla creatura di Dante Giacosa una terza vita, dopo il lancio nel 1957 e la rinascita nel 2007. Questa macchina sembra nata per l’elettrico. E le dimensioni ridotte del motore possono dare la possibilità, a parità di ingombro esterno, di migliorare lo spazio interno di quel tanto che serve. Soprattutto dietro. Una grande opportunità, da sfruttare bene.

 

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6 COMMENTI

  1. Gianfranco Pizzuto…sei un mito…testa dura e grande determinazione e ovviamente competenza….per un passionista come me x le “Energie alternative” ….la passione ed una visione Lunga danni i risultati che come spesso succede in Italia..le grandi aziende gestite da Uper Manager…dovrebbero vedere da sole….Fiat svegliaaaaaa.
    Grazie Gianfranco & grazie Mauro T.

  2. I tempi sono ormai maturi e FCA deve tirare fuori la tanto desiderata e premiata Fiat Centoventi.
    Cosa aspetta??

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