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Idroelettrico boom, corrente gratis in Norvegia

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Un mare di acqua: le precipitazioni di agosto hanno sommerso mezza Norvegia, provocando...

Idroelettrico boom in Norvegia: le forti piogge estive hanno auto almeno un lato positivo, azzerando per un giorno il prezzo dell’energia elettrica in alcune città.

idroelettrico boomIdroelettrico boom, più piove e nevica e meno paghi: con la tempesta Harris prezzo azzerato per almeno 24 ore

Come riporta il sito Europower, a Oslo e Bergen, le due città più grandi del Paese, l’elettricità è arrivata al costo zero per  almeno un giorno proprio a causa delle abbondanti piogge. Una cosa inimmaginabile da noi, ma che in Norvegia ha una spiegazione molto semplice: l’elettricità proviene quasi esclusivamente da fonti idroelettriche. E quindi il prezzo per kWh è correlato alle precipitazioni: più piove o nevica, più i bacini idrici si riempiono e, quindi, meno costa l’elettricità. La tempesta Hans, che ha colpito la Scandinavia in agosto, e altre abbondanti piogge estive, hanno consentito di accumulare riserve. Una stazione nel Sud del Paese ha rilevato in agosto 392,7 millimetri di pioggia, il 257 % in più della media stagionale. Portando al sorprendente risultato. Oggi il prezzo spot per kWh, al lordo di tasse e oneri di rete, rischia di essere addirittura negativo: oscilla tra 0 e -0,3 corone (-0,03 centesimi di euro) a Oslo, la capitale, e Bergen, seconda maggiore città del Paese.

idroelettrico boomUn piccolo Paese in cui si vende più del doppio di auto elettriche rispetto all’Italia

Ma che convenienza hanno le utilities del settore a vendere energia a un prezzo negativo? “I produttori di elettricità hanno spiegato in passato che è meglio continuare a produrre quando i prezzi sono leggermente negativi. Piuttosto che prendere misure per fermare la produzione“, sottolinea ancora il sito Europower. Siamo comunque su un altro pianeta rispetto all’Italia, in un Paese in cui l’auto elettrica è già ampiamente leader di mercato, anche per il contenuto prezzo dell’energia. I numeri parlano chiaro:gli abitanti in  Norvegia non arrivano a quota 5 milioni e mezzo, mentre gli italiani sfiorano i 60 milioni. Eppure anche in agosto si sono vendute molte più auto a batterie nel Paese scandinavo di quante se ne siano immatricolate da noi: 9.250 contro 4.081.

  • Che albergo è se non ha la ricarica? Un servizio che è un’opportunità per gestori e clienti. Il VIDEO di Paolo

Vesper
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26 COMMENTI

  1. In 5-6 anni di politiche intelligenti potremmo farlo anche noi, almeno durante le ore di giorno, col fotovoltaico….. Ma noi dobbiamo puntare sul gas (di cui notoriamente siamo grandissimi produttori).
    Inoltre si pensa addirittura di mantenere la luce a prezzi bassi col nucleare…..
    Mi chiedo….. Ma pensano davvero di agire per il meglio del nostro paese oppure hanno dietro grandi finanziamenti indirizzati? Perché se agiscono come fanno… In buona fede…. Credo sia perfino peggio

  2. In Norvegia ci sono stato, ormai qualche anno fa, quando feci la crociera dei fiordi. Posto stupendo, forse meno distante dalla realtà Svizzera un cui vivo, ma molto bello per la vicinanza al mare e queste montagne a strapiombo sull’oceano. Ai tempi (attorno al 2017) mi ricordo che già circolavano parecchie auto elettriche, ma mi ricordo anche auto termiche vecchiotte ma robuste. Questo aspetto viene spesso dimenticato, la Norvegia in alcuni posti ha intensità abitative di ca. 2p/25 km, cose inimmaginabili da noi. Questo aspetto non va sottovalutato, perché a differenza delle città quali Bergen e Oslo, nelle zone più rurali la completa alettrificazione checché se ne dica è inimmaginabile. Il risultato è sì un mercato altamente elettrico, ma con auto a motore termico circolanti che hanno molti anni alle spalle, poiché queste a causa della tassazione disumana non sono potute essere sostituite nel corso del tempo, che è paradossale considerando che auto più moderne avrebbero cmque permesso una riduzione dell’inquinamento. Per quanto concerne il petrolio, è evidente a tutti come la Norvegia abbia un certo timore di vederselo sparire dalle mani. Da una parte, è propensa alle trivellazioni e alla ricerca in Antartide, dall’altra non si è mai veramente preoccupata di pensare a come sostenere la sua economia una volta che il consumo di greggio diminuirà. I più esperti ritengono la stretegia d’investimento del fondo sovrano ottima. È vero. È vero finché il fondo continua ad ingrandirsi e la sua forza continua a generare profitti sul capitale investito, ma senza petrolio il valore del fondo è destinato a diminuire. Meno capitale investito = meno profitti passivi. Non sarà questione di pochi anni, ma la Norvegia al di fuori del petrolio farà fatica a mantenere il suo benessere, un po’ come Arabia e affini, che quantomeno sono utili mercati finanziari e perfetti punti di snodo per merci e persone.

    • Ciao, secondo me..se uno abita in una zona rurale

      è più facile ricaricare di notte dalla presa elettrica di casa
      che scendere a valle per cercare il distributore di benzina

      e se sei un zona rurale, una piazzuola o un box tiutto tuo ce l’hai, non c’e problema del parcheggio 🙂

      Penso sia anche più efficente in generale, cioè, se dovessero mettere distributori più vicino a tutti i gruppetti sparsi ceh hanno, quanto gliela dovrebbero far pagare quella benzina, se alla pompa del distributore rifornita da autobotte poi ci vanno in 4 gatti?

      PS: 80-85% auto elettriche è il venduto nuovo

      il parco circolante neppure oggi è ancora a questi livelli, non ho trovato le percentuali, ma insomma è normale che ancora per qualche anno sarà misto, man mano che le auto vengono “consumate”,

      posso ipotizzare che per risparmio e anche per ecologia (parlando di emissioni di Co2/energia invece che di polveri sottili) in parte facciano durare delle auto termiche usate, magari come dici tu modelli solidi che il loro servizio lo fanno ancora, sino poi a passare a una elettrica, senza comprare nel mezzo un’altra termica come passaggio intermedio che sarebbe uno spreco di risorse ( costruire un’ auto termica per sostituire un’auto termica, anche se la nuova consumasse qualcosina meno, è un giochino che non vale la pena)..almeno..mi sembra possa essere sensato

      Rinnovo la mia simpatia per questo popolo Nordico ma, almeno nei miei ricordi, affabile, informale 🙂

  3. Sono stato per lavoro in Norvegia un bel po’ di tempo fa, paese e persone “belli”, umanamente molto “sani”, almeno miei ricordi, anche aperti e ben disposti verso noi “caratteri un po’ più casinisti” del Sud Europa, rispetto invece per es. agli Svedesi

    Poi molto dopo, avevo fisto un film Norvegese divertente nel 2014:
    “in Ordine di sparizione”

    e compariva un’auto elettrica come fosse abbastanza una normalità, niente di esotico; non so se fosse una pubblicità occulta (un marcket placemente nel film, come si sfa spesso) o una cosa normale

    non avevo dato peso alla cosa, ora capisco meglio che comuque era sinificativa;
    ancora un poco e ci arriveremo anche qui, almeno qui in lombardia già non sono rare le BEV in strada

    ogni 5, direi che 3 sono Tesla, 1 è una Spring, e il resto un po’ di fritto misto

  4. Comunque per carità, complimenti ai verdissimi norvegesi che vendono petrolio a tutto il mondo, eh, ci mancherebbe.

        • benaltrismo da quattro soldi.

          i norvegesi non sono santi,
          ma di sicuro son più furbi di chi ha tanto sole, ma tanto tanto tanto
          e invece di spingere su TUTTA la filiera del fotovoltaico
          pensa bene periodicamente di menare il torrone con il nucleare.

          il giochetto “ma anche loro comunque…” non attacca più.

          c’è da imparare da chi è più efficace di noi italiani.

    • Si, estraggono petrolio off-shore e con alti standard ambiantali e tecnologici, a differenza per es degli americani; anche perchè mangiano il pesce pescato o allevato nelle loro acque ed hanno le loro rive li davanti

      un paio di spunti per me interessanti:

      – da tempo usano gas Co2 scarto di processi industriali per pomparla nei giacimenti sottomarini, questo per estrarre più greggio; questo indirettamente è anche una sperimentazione, per capire se questo tipo di “sequestro di Co2” sia stabile ed economicamentre conveniente in futuro, rispetto ad altri metodi

      – hanno una forte tradizione nella cantieristica navale e piattaforme off-shore, e in vista di un previsto calo dell’industria petrolifera, la stanno convertendo per la realizzazione di impianti eolici off-shore, e forse in futuro anche per la ricerca di minerali nei fondali marini

      Anche sulla cantieristica navale per eolico off-shore, mi piacerebbe che fossero un esempio per noi, che di porti, mari, vento, potenzialmente anche una solida filiera “locale”, ne abbiamo,

      però non sarà facile, l’eolico off-shore del tipo su piattaforma galleggiante, per i nostri fondali spesso profondi, è un tipo nuovo, non costa troppo, ma neppure ha già raggiunto la fase di standardizzazione su larga scala con prezzi stracciati di altre tipologie di eolico-off shore,

      per cui lasciato se solo all’iniziativa privata, ha si una curva di crescita, ma non ancora rapida/ esplosiva come ha invece già invece l’eolico off-shore su piloni poggiati sul fondo marino (fondali non oltre i 60metri di profondita)

      servirebbe un po’ di pianificazione a livello nazionale per lanciarlo in italia più velocemente, anche valutando i benefici per la cantieristica navale e la fliera industriale; non sono un economista ma mi sembrerebbe una faccenda da valutare, visto che anche altri paesi lo stanno facendo

      invece non abbiamo questo tipo di pianificazione, l’agenda politica è più terra-terra, anzi pare che abbiamo anche problemi opposti, di rallentamenti posti agli investitori privati dell’eolico-off-shore.. e volontà di dare spazio e fondi a perdere in progetti obsoleti (vedi Picchetto al Mase, le dichiarazioni di questi giorni) e sempre più economicamente baratri di blnancio fuori mercato

    • Sono 4 gatti, vivono in mezzo alla foresta si fa presto per loro. A me non piacciono quei posti freddi preferisco sabbia e caldo sole sole e sole caldo . ….. No freddo . Ghiaccio solo per le bibite
      Poi non hanno industrie eccetto l’estrazione del petrolio, la caccia alle foche e alle balene, mangiano male, ma li vogliamo prendere ad esempio?

    • @ Eraldo

      eh vabbè ma che contorsionismo retorico:

      non ti piace il loro menù di cibi, allora non dovremmo volere delle strategie positive per la nostra economia, società e ambiente?

      – più fonti di energia rinnovabili
      – elettrificazione dei servizi dell’autotrazione?
      ( – un sano rispetto dei “beni comuni” in più ambiti, e anche del dell’ambiente)

      ..sennò ci accomunerebbero a un popolo di cui non ti piace la scelta dei cibi?

      LOL

      Si certo che li vorrei presi ad esempio, per gli aspetti citati sopra, poi in cucina mi preparo i cibi che preferisco 🙂

      PS: nei miei ricordi, avendo lavorato in un laboratorio di una loro industria, guarda un po’, li trovo anche umanamente simpatici, persone informali e a loro modo calorose, in questo si distinguono da altre nazioni nordiche; prova a guardare qualche film, ad es: ” Storie di cucina – Kitchen Stories ”

      sono anche orgogliosi di aver avuto una resistenza durante la seconda grande guerra, invece di altre nazioni loro vicine o lontane che sono state collaborazioniste per quieto vivere; tanto da conservare reliquie monumentali sparse nei campi per ricordarselo

      vero hanno un Pil alto, li molte cose funionano meglio, ma sono state anche scelte

      anche da noi si potrebbe migliorare, almeno un po’, anche senza avere petrolio nei mari, con qualche scelta strategica sulle fonti energetiche rinnovabili, abbiamo sole sul territorio e vento sui mari in abbondanza, oltre che una filiera di 800 ditte con l’italia 4° esportatore tra i paesi europei di componentistica connessa al settore

      invece eleggiamo amministratori (senza stare a farne una questione di colore politico, sennò ci scanniano inutilemnte tra noi, ma proprio una questione anche basica di serietà professionale) in base ad altri criteri di “pancia”, non razionali, che frenano sul bene comune e stanno a fare magheggi populisti per dividere l’elettorato e perdere anni di tempo nelle strategie economiche.. piangiamo le nostre stesse scelte.. e chissà, magari rinsaviamo

      miei 2 cents

      • esatto era solo un po di retorica, considerato che è una nazione con pochissimi abitanti quindi è molto semplice gestire la parte energetica green sopratutto in totale mancanza di industrie energivore che permetteno loro di avere un surplus di denaro incamerato dalla vendita degli idrocarburi; se non vendono quelli sono alla slitta a renne.
        Pil e stipendio alto si ma poi ne butti il 50% di tasse e costo della vita in proporzione
        andrei a vivere li …. anche no secondo i miei gusti ( ma neanche a lavorare) clima spiacevole come in tanti posti del nord (Inghilterra, Scozia, Irlanda ecc.).
        Cibo, io letteralmente mangio e ho mangiato di tutto : serpente, cane , gatto, scimmia, tartaruga, pesce palla, squalo, delfino, medusa, scorpioni, lumache , rane, però la cucina dei paesi nordici dai è noiosa…. (non sanno cucinare ). Ti do ragione sul punto delle scelte e dello sviluppo energetico, da noi data la nostra posizione molto favorevole, potremmo averne a iosa ++++ sulle fonti rinnovabili (anche comunque tenendo il culo in parte seduto sulle fossili non si sa mai)
        Tra i vari paesi do ho vissuto (come scritto in un post sopra ) sud America eccezionale per molti divertimenti e cibo (carne , grigliate e vino al top) anche se giravo sempre armato (cosa che non mi ha mai disturbato all’onor del vero); Cina top per le città , servizi, tecnologia, sicurezza, cibo buono ma necessita di apprendimento un po meno per lato divertimenti e tempo libero .

  5. Se tutti gli Stati europei mettessero in comune la rete elettrica, così da sfruttare i punti di forza di generazione da fonti rinnovabili di ciascuna posizione geografica (acqua al nord, vento nei mari, sole al sud), si stima che i costi per l’utente finale scenderebbero del 32%:

    https://www.ucd.ie/newsandopinion/news/2022/february/10/pan-europeansupergridcouldcut32fromenergycostssaysnewucdstudy/

    Ad oggi, la rete elettrica paneuropea, manco a dirlo, è invece molto frammentata:

    https://en.wikipedia.org/wiki/Synchronous_grid_of_Continental_Europe

    La UE ha messo quasi 7 miliardi di euro per migliorare la situazione con il progetto HVDC-WISE entro il 2026

    https://cordis.europa.eu/project/id/101075424

    Noi purtroppo “quardiamo oltre” le soluzioni più semplici e immediate e che beneficiano immediatamente le tasche e la salute degli italiani: miriamo allo hub del gas per l’Europa. A quanto pare, a Roma, reputano migliore adattare porti, costruire cisterne e rigassificatori e gasdotti per spacciare prodotti di altri (il metano), piuttosto che mettere dei normali piloni con i fili elettrici sopra, o cavi sottomarini per comperare elettroni dai Paesi vicini, o vendere quelli che potremmo produrre noi se non ostacolassimo le rinnovabili perché rallentano il flusso delle mazzette.

    • Sono confidenti che l’Europa avrà bisogno ancora a lungo del gas. In fondo chi siamo noi per mettere in dubbio il fatto che potrebbe essere una scommessa fallimentare nel medio/lungo periodo? 🤷

      • Intendi come il metadone per quelli che fanno fatica a disintossicarsi, ad esempio i compagni Ondrej e Viktor?

        Quanto al medio/lungo periodo, penso che la scommessa sia già persa visto che la natura prevalentemente non usa il metano, ma la radiazione solare, per prosperare da centinaia di milioni di anni. A parte una specie che ultimamente è in preda a una fenesia autolesionista suicida.

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