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I distributori di metano chiudono: “A questi prezzi…”

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14 MARZO, MODENA / Un distributore di metano con prezzo esposto 1,999 euro.

I distributori di metano chiudono, “piuttosto che applicare prezzi esorbitanti alla pompa”. La denuncia è del presidente di Assogasmetano, Flavio Merigo.

i distributori di metano chiudono
Flavio Merigo di AssogasMetano

I distributori di metano chiudono: prezzi alla pompa allucinanti

Merigo ha descritto come disperata la situazione del settore, intervenendo davanti alle Commissioni della Camera che si occupano del Decreto Energia: “Il settore della distribuzione metano sta vivendo da mesi una situazione drammatica. Già a settembre dello scorso anno abbiamo lanciato l’allarme, chiedendo un incontro con il governo per identificare strategie e misure per calmierare i prezzi. Purtroppo, sino ad ora, senza esito. I costi del gas naturale sono incrementati di 10 volte ed il costo dell’elettricità, necessaria per la compressione/erogazione del gas, più che quadruplicato”. Una spirale assurda, dice l’Associazione, con questo risultato: “Ne consegue che anche gli oneri fiscali (IVA) pagati dagli utenti sono saliti in eguale misura. Facendo levitare il prezzo alla pompa in maniera tale da renderlo, di fatto, non attrattivo per l’utenza che ha scelto il metano per la sostenibilità economica ed ambientale“.

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Anche le vendite di auto a metano (qui la top ten dei primi due mesi del 2022) stanno crollando, con una quota di mercato passata dal 2,2 all’1,3% rispetto al 2021..

Con prezzi di 4-5 euro al kg non c’è futuro

Già ora, secondo Merigo, in alcune zone del Paese, i gestori piuttosto che applicare prezzi esorbitanti alla pompa (4-5 euro al kg), preferiscono chiudere l’impianto. Questo “con grave disagio alla nostra utenza, composta di oltre 1 milione di utenti, prevalentemente famiglie a medio e basso reddito”. Situazione drammatica, dunque: molti impianti hanno da mesi azzerato vendite e ricavi: se non verranno messi in atto correttivi, saranno costretti a chiudere i battenti. Merigo ricorda che l’Italia è fra i primi produttori di biometano, carburante “ecologico“, già nella rete distributiva per una quota del 26%. E che il suo impiego nei trasporti, sia allo stato gassoso che liquido, permette già oggi una notevole riduzione delle emissioni. Con una tecnologia propedeutica alla progressiva introduzione dell’idrogeno. Come intervenire, dunque?  L’Associazione chiede di ridurre l’IVA sul gas naturale dal 22 al 5%, come per l’utenza domestica e industriale. E di dar corso a un regime temporaneo di prezzi amministrati, evitando l’effetto panico fra i clienti.

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28 COMMENTI

  1. “Con una tecnologia propedeutica alla progressiva introduzione dell’idrogeno” e niente, fa già ridere così

  2. Eppure tra Milano e Varese i prezzi sono in lieve discesa, tanti sotto i 2€ rispetto ai 2,40/50 delle scorse settimane…
    Non sono bassi, ok, ma tornano convenienti a confronto della benzina che continua a salire.
    Ad oggi costo chilometrico equivalente alla corrente a 0,39€/kWh+iva.

  3. leggevo un articolo la settimana scorsa il quale parlava di striscia la notizia (che non guardo da anni) e un servizio sul gas metano: ad inizio 2000 si estraeva in italia qualcosa come 14 miliardi di metri cubi all’anno. oggi si naviga intorno agli 800 milioni.. merito dei soliti verdi e ambientalisti al governo. l’inviato, ha parlato con un “presidente” (direttore? non ricordo) il quale ha detto che ci sono molti impianti con diversi punti di estrazione e il gas è già presente, basterebbe aprire una valvola.. nessuna nuova perforazione ecc, solo mettendo a regime parlava di 17 miliardi di mc all’anno.
    ma essendo il popolo di coglioni che siamo, meglio pagare russia algeria e altri

      • Le scorte di gas metano accertate in Italia sono di 70 miliardi di metri cubi. Potrebbero rimpiazzare l’import dalla Russia più o meno per due anni. Poi ciccia, finito.

          • Lei Alessando ha instillato il seme del dubbio, io ho fornito la certezza (dell’assurda illusione del “metano nazionale”). Però aggiungo una riflessione: tutti i paesi hanno una riserva strategica di gas, solitamente accumulata in giacimenti dismessi. Se noi attrezzassimo i pozzi per essere velocemente riattivati, potremmo dire di avere un margine di manovra interessante per accompagnare la transizione alle rinnovabili anche senza il gas russo.

          • Quello che dice tecnicamente è sacrosanto, ma vista l’esiguità in valore assoluto della nostra riserva credo che, se è rimasto un minimo di saggezza nelle menti di chi ci governa, tale riserva sia più opportunamente da considerare come un extrema ratio da usarsi in prossimità di eventi di gravità prossima alla “fine del mondo”. Così, senza pretendere di avere la verità in tasca. 😉

          • Secondo me siamo già all’ultimo passo prima della fine del mondo, poi sarà troppo tardi per accedere alle scorte di gas

          • Dai, l’ultimo passo prima della fine del mondo è vedere il Bologna che vince di nuovo lo scudetto. 😉 per adesso possiamo stare tranquilli. 😉😉😉

    • i verdi al governo quando ? l’ultima volta é stato tra il 96 e il 98. Forse bisogna ringraziare altri per aver aumentato le importazioni dalla Russia ( per esempio quelli che si fanno regalare letti matrimoniali ? ) . E comunque tra sussidi ai petrolieri, burocrazia che soffoca le rinnovabili e un ministro dell’ambiente che protesta contro l’eliminazione delle plastiche monouso, non so proprio dove li vedi gli ambientalisti al governo. Ma come dici tu, essendo un popolo di coglioni..continuiamo a eleggere. chi ci consegna ai russi

    • Il problema è che contestate me che ho riportato questa..
      Bisognerebbe vedere il servizio nella sua interezza per sentire chi lo dice e cosa dice.
      Se fossero “solo” 70 miliardi, Croazia e Slovenia l’avrebbero già prosciugato, visto che è lo stesso, a quanto mi risulta.

      Poi, come dice massimo, anche se fossero solo 17 moltlipicati per 2/3/4 anni sarebbero un bel aiuto per bollette e transizione, o no?

      Faccio un esempio che vale fino ad un certo punto: la cartiera di s.polo d’Enza (re) ha pagato per lo scorso bimestre 3 milioni 600000 €, il doppio del precedente. Hanno già detto che se la prossima sarà simile chiuderanno. Io penso che nel momento che stiamo vivendo debba essere utilizzato tutto quello che ci permetta di risparmiare: quello che non paghiamo in giro per il mondo rimane qui e può essere speso in rinnovabili

  4. Qualche semplice fatto su cui ragionare :
    -) I prezzi diversi sono dovuti al fatto che alcuni distributori hanno contratti di acquisto a prezzo FISSO per cui a loro il costo del Metano NON è cambiato, altri invece hanno un prezzo variabile….
    PS i contratti di acquisto (da parte dei distributori) di benzina e gasolio sono tutti a pezzo variabile, questa differenza è dovuta al fatto che il metano essendo trasportato in Italia tramite metanodotti viene venduto anche a prezzo fisso, mentre il petrolio arriva tutto tramite nave.
    -) Queste tensioni sui prezzi potrebbero essere, se governate correttamente dal Governo, il giusto incentivo per passare alla trazione elettrica.
    -) Tutti i distributori di metano dispongono di una fornitura di energia elettrica ad alta potenza (minimo 75 – 100 kW) : costerebbe veramente poco istallare un paio di colonnine di ricarica …

  5. calmierare di qua, abbassare di la…tutto giusto se è per salvare posti di lavoro ma sono sempre pezze temporanee. Diamo ai distributori incentivi pesanti per installare colonnine di ricarica a diversi livelli di potenza in modo da intercettare tutte le elettriche circolanti e magari offrire servizi collaterali (Bar, edicola ecc) la dove non siano presenti. Non lasciamoli in balia degli eventi. Li si aiuti a fare il salto. E poi già da un anno in Italia le elettriche hanno abbondantemente superato le auto a metano in quanto a vendite.

  6. RIvolgiamoci con fiducia agli economisti di Chicgo, quelli che ci spiegano che il mercato si sistema sempre da solo. Tipo Oscar Giannino, per intenderci. Si, lui, quello della laurea falsa.

  7. Comunque lo Stato è complice di questa speculazione non nascondiamoci dietro a un filo d’erba. Le tasse sono applicate in percentuale quindi al raddoppiare del prezzo della materia prima raddoppia anche l’imposta. Basterebbe ripristinare un’aliquota fissa pari ai livelli dello scorso anno e si darebbe un bel taglio ai prezzi dei carburanti senza danneggiare l’erario

  8. No non è un servizio pubblico. I gestori sono privati. Occorre invece intervenire per evitare le speculazioni enormi del mercato, intervenire sui privati che si stanno arricchendo ev non ridurre le accise a mio avviso perché ci rimettiamo tutti visto che le accise sono comunque tasse riutilizzate per i cittadini stessi. Andrea

    • Le più grandi aziende energetiche in Italia sono pubbliche.
      Lo Stato si sta arricchendo non i privati.
      Una vera Repubblica delle banane.

  9. …a Sassuolo Modena oggi un distributore era a 2.99…..pazzesco….a novembre stava a 0,88…..fate un po’ voi…..io son metanista dal 1988….mai successo!!!!!

      • Ci sono differenze esorbitanti nell’arco di pochi km, a Cesena si va da 1,7€ a 3.3€, dipende dai diversi contratti applicati dai fornitori… O almeno così mi han detto

      • Uh guardi… ovviamente non ho la foto perchè ho dato solo una rapida occhiata, ma proprio stasera sono passato di fronte ad un distributore tra Legnano e Saronno e alla voce metano stava ben sopra i 2 euro. Ma nemmeno di poco se non ricordo male. Aspetti che controllo sull’internetto…

        Ecco, ricordavo bene. 2,299€

  10. Anche se sto valutando di passere all’elettrico spero che il governo protegga il settore, perché non tutti possono permettersi un’auto elettrica, il metano permette a tutti di muoversi in modo meno inquinante.

    • Non solo per quello , il metano e usato in minima parte per autotrazione , mentre e usato in maniera massiva per l’industria e il riscaldamento.

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