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Francia contro Germania (e Italia) sul 2035

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Un suicidio economico ed ecologico: così la Francia sullo stop tedesco alla norma Ue sulla fine delle auto termiche al 2035.
Charxcontrol

Francia contro Germania (e Italia) sul passaggio alle emissioni zero nel 2035. Il governo di Parigi accusa Berlino e Roma di insensibilità ai temi ambientali.

Francia contro Germania: un suicido ecologico ed economico

L’asse franco-tedesco, che er decenni ha dettato legge in Europa, sta andando in pezzi sul futuro dell’auto. E in particolare sulla scadenza al 2035 per la vendita di auto solo a emissioni zero. Pochi giorni fa Berlino ha fatto saltare il voto finale dei 27 Stati, che doveva chiudere la partita. Chiedendo che, oltre alle vetture elettriche e a idrogeno, anche le e-fuel siano considerate a emissioni zero. Subito seguita dall’Italia, con il governo di Centro-Destra da sempre scettico sull’elettrico. Un blocco che ha suscitato la reazione stizzita della Francia, che ha attaccato a viso aperto questa inedita alleanza. Il ministro dell’Economia Bruno Le Maire ha ribadito che è prioritario “soprattutto non spostare” l’obiettivo della fine delle auto abenzina dal 2035. Parlando a France Info (qui il video), è stato esplicito: ” Non siamo per andare a uno stallo su questo argomento, perché c’è una responsabilità di tipo ambientale”.

Francia contro Germania
Il top management Volkswagen annuncia la nuova fabbrica di batterie in Canada.

Le Maire: “Mandiamo segnali sbagliati all’industria europea”

Ma non è solo una questione di sostenibilità ambientale. Secondo il ministro c’è anche miopia dal punto di vista economico nella posizione italo-tedesca. “L’Europa è già da 5 a 10 anni indietro sui veicolo elettrici rispetto alla Cina“. Lasciare la porta aperta al motore a combustione interna grazie agli e-fuel, manderebbe un segnale sbagliato al mondo industriale. Soprattutto a quello tedesco, che aveva imboccato con convinzione la strada dell’elettrico. “E io non posso dire ai nostri due maggiori costruttori, Stellantis e Renault, che hanno fatto la scelta coraggiosa di passare all’elettrico: aspettate, andremo all’elettrico alla fine. Ma prima rimarremo ancora un po’ nelle auto tradizionali”. Le Maire chiede invece investimenti massicci nell’elettrico, in particolare nella produzione di batterie. Segnalando che gli Stati Uniti stanno attirando investimenti massicci in questa direzione con aiuti sontuosi, di cui Volkswagen sarà la prima ad approfittare.

Francia contro germaníaFrancia contro Germania e Italia anche sull’Euro 7

Ma nell’Europa del tutti contro tutti si sfalda anche il fronte anti Euro 7, la nuova normativa con i limiti per le emissioni delle auto a benzina e gasolio. All’incontro convocato dal Ministro dei Trasporti ceco Martin Kupka erano presenti solo otto Paesi e non dodici come inizialmente preventivato. Si sono defilati quattro Paesi, fra cui la Francia e la Spagna, contrari ad opporsi ad oltranza sia all’applicazione delle norme più stringenti previste da Euro 7. Con una riduzione più drastica delle emissioni di ossidi d’azoto, di particolato, d’ammoniaca, e di altri inquinanti dannosi per la salute. Sono rimasti in campo solo otto Paesi, in testa la solita Italia e la Germania, assieme a Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia e Ungheria. La Germania, in particolare, porta avanti la sua battaglia per gli e-fuels, e una volta ottenuto il suo scopo abbandonerà il fronte del no, lasciando l’Italia e gli altri col cerino in mano.

Francia contro germanía
Il vice-premier Matteo Salvini: dice no a tutto.

L’Italia nei gruppo dei sovranisti, contro tutto

L’Italia, fra i più convinti sostenitori del no allo stop alle auto a motore tradizionale entro il 2035, si troverà così a capitanare un gruppetto di Paesi sovranisti ed oltranzisti. Un’alleanza che contesta più in generale l’implementazione del Green Deal, dalle auto verdi alle case green. Lo ha fatto chiaramente capire il Ministro dei trasporti Matteo Salvini al termine dell’incontro. “Il Governo italiano è fortemente contrario al regolamento sull’Euro 7, “sono contrario al dossier CO2 per i veicoli leggeri e pesanti, a meno che non rientrino i biocarburanti e i sintetici e-fuels”. Una scelta – ha spiegato – motivata dalla necessità di tutela di cittadini, posti di lavoro e aziende“. Perché la transizione ecologica non va “imposta per legge da Bruxelles sulla testa e sul portafoglio degli italiani, sulla loro casa, sulla loro auto dalla sera alla mattina“. La Lega ha lanciato anche una raccolta di firme per bloccare la proposta di bloccare le vendita di auto tradizionali dal 2035.

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56 COMMENTI

  1. @Luca Dell’Oca sì, concordo su tutto, in realtà la contrapposizione non era tra auto elettriche e termiche, ma tra l’uso del treno e quello dell’auto da parte di chi, sul treno, non può svolgere attività lavorativa. Verissimo che per l’artigiano medio 200 km giornalieri bastano ed avanzano.

    Sul resto, io credo che sarebbe davvero ragionevole rinunciare a certe forme di esasperazione consumistica che sono assurde in sé e per sé ed anche dal punto di vista energetico. Ad esempio, che senso hanno i supermercati aperti di notte? Qui a Milano un paio facevano h24 e diversi altri (prima del Covid) chiudevano alle 24, pensa solo all’elettricità e nella stagione fredda anche al metano sprecati per tenere aperto sino a quell’ora. Stesso discorso per le consegne a domicilio da parte dei riders che, tra l’altro, anche dal punto di vista della tutela giuslavoristica sono un punto dolente: è così brutto farsi due passi, fare la fila in pizzeria o al sushi, scambiare due parole e mangiarsi a casa il cibo acquistato? Tutte attività che comportano sì l’emissione di un po’ di CO2 perché ovviamente respiriamo, ma l’auto la si lascia a casa.

    Va a finire che, secondo alcuni, non possiamo toccare nulla del mondo attuale e dobbiamo solo passare alle auto elettriche. A questa stregua, capisco anche chi dice di andare al diavolo, perché intervenire sull’1% del problema lasciando deliberamente stare tutto il resto sa di presa in giro.

    • Luca non si faccia abbindolare dai benaltristi, che per autoassolvere il loro stile di vita e non rinunciare a niente minimizzano gli effetti negativi dei loro comportamenti. Il trasporto terrestre NON E’ minimamente vicino al 1% dell’inquinamento:

      https://ourworldindata.org/co2-emissions-from-transport

      I trasporti terrestri sono responsabili del 24% della CO2 emessa. Di questi, la metà sono auto. Quindi parliamo del 12%, non dell’1%. Ovvio che i benaltristi adesso urleranno”e il restante 78% allora!!!”. Beh, ci si sta muovendo anche su quello, non si sta “lasciando stare tutto il resto”: pompe di calore per il riscaldamento domestico e civile (hotel, uffici…), produzioni rinnovabili invece delle centrali a combustibile, agricoltura sostenibile (vogliamo parlare dell’altro mega-problema, la siccità?) e via dicendo.

      Qui si parla di auto principalmente perchè è il B2C principale, ma leggo sempre con piacere articoli di nautica elettrica, agricoltura e altri argomenti. Ma siccome quasi nessuno possiede una barca o un trattore, non sono argomenti che fanno presa, mentre tutti hanno un’auto e una casa, e infatti si vedono le stesse opposizioni al cambiamento in reazione alle nuove proposte sulle case green.

  2. Un’auto elettrica, in tutto il suo ciclo, emette la metà della CO2 di una termica (poi ci sono anche gli inquinanti, ma il focus è sulla CO2).

    Primo metodo, quasi gratuito, per ridurre la CO2 allo stesso livello di un parco interamente elettrico: dimezzare il numero di km percorsi dalle auto termiche.

    Come fare con provvedimenti efficaci da subito ed a costo quasi zero?

    1) divieto alla circolazione h24 nelle città oltre i 50.000 abitanti delle vetture fino ad Euro 4 comprese (o a scelta della giunta);
    2) potenziamento dei mezzi pubblici – deducibilità degli abbonamenti e dei biglietti di treni e tram anche a favore dei lavoratori subordinati (da perfezionare sul modello dei ticket restaurant in modo che sia il datore di lavoro a comprare gli abbonamenti);
    3) pacchetti di 50 corse in taxi a tutti i pensionati che accettano di rottamare la loro auto;
    4) aumento dell’IVA al 44% sulle auto private;
    5) autostrada gratis per tutti i colleghi che pratichino il car pooling con mezzi aziendali;
    6) eliminazione di tutti gli incentivi per qualunque tipo di veicolo, salvo quelli a propulsione “umana”.

    Devo continuare? Pare che non piaccia a Stellantis, Renault e compagnia cantante. Non è pervenuta l’opinione di Musk.

    Metodo complicato e costoso: sostituire tutto il parco circolante con auto elettriche, senza prevedere minimamente la riduzione della mobilità generale. Stranamente piace a chi vende auto.

    Metodo intelligente: le auto debbono comunque diminuire, così come il consumismo sfrenato, altrimenti ci sogniamo di ridurre la CO2, e, nel contempo, trasformiamo il parco termico in elettrico.

    Certo, il terzo metodo non può piacere a chi le auto le vuole vendere, ma nessuno è perfetto.

      • Eh, ma se a 38 milioni di italiani piacesse drogarsi a morte e fare collassare il sistema, glielo consentiremmo? Il legislatore non dovrebbe “lisciarsi” l’elettorato ma fare l’interesse della collettività.

        Qui la questione è semplice: o ridurre la CO2 ha veramente senso (per necessarietà o per prudenza) o possiamo fregarcene. Personalmente sono sicurissimo che sia opportuno farlo, anche se, andando a studiare i dati, è evidente che le emissioni di CO2 sono un tassello di uno squilibrio più complesso che si è creato negli ultimi 40 anni e non dall’inizio della rivoluzione industriale (vedansi la riduzione delle emissioni di SO2 che contribuivano al raffreddamento terrestre ed il ruolo del microplancton che si sta riducendo negli oceani, per non parlare della deforestazione in Amazzonia e molti altri fattori su cui bisognerebbe parimenti intervenire in modo sinergico). Il fatto che il vero squilibrio sia degli ultimi 40 anni, a scanso di equivoci, è il vero dato allarmante.

        Nel primo caso, e mi pare che qui tutti o quasi la pensino così, è ovvio che da subito vada ridotta la circolazione delle auto, sia come numero che come chilometraggio, e con provvedimenti adottati ora e non nel 2035.

        • Ridurre la circolazione delle auto.aspetta che smetto di ridere.ma se per andare a comprare qualcosa oppure al cinema bisogna sempre prendere l auto causa massiccia crescità centri commercisĺi in periferia…e se c è un càsino di gente che va a lavoro fuori citta o còn orari spesso assurdi che non possono essere coperti con i mezzi pubblici come la risolviamo?

          • Veramente la premessa del post precedente era il potenziamento dei mezzi pubblici ma, a prescindere, a Milano, Torino, Roma ed in altre metropoli il trasporto pubblico è ramificato e, almeno in città e nell’immediato hinterland, ci si può andare senza auto. Solo alcune aree sono scomode da raggiungere e, per quelle, l’uso dell’auto non può ovviamente essere biasimato.

            Non voglio fare della mia esperienza un modello da seguire ma, per quanto mi riguarda, da milanese, uso l’auto solo quando devo fare la “spola” tra vari appuntamenti in giornata.

            Per i viaggi lunghi tipo Roma o Napoli, che sono ben collegate con Frecciarossa o Italo, la scelta non si pone neppure, salvo che debba viaggiare con altre persone (e qui la questione diventa di convenienza economica) od arrivare in orari molto mattinieri.

            I 150 km di distanza da Milano sono la soglia entro cui, per ragioni di comodità, talvolta mi capita di utilizzare l’auto, ma sto cercando di ridurne l’uso anche in quel range, approfittando del tempo in treno per gestire un po’ di mail ed atti dal pc. Ovviamente le esigenze variano da lavoro a lavoro e per un idraulico od un edile, che guadagnano solo quando sono in cantiere o dal cliente, perdere tempo in treno sarebbe antieconomico, ma per tutti coloro che fanno lavoro d’ufficio utilizzare più assiduamente i mezzi pubblici sarebbe razionale.

            Preciso che 25 anni fa il mio atteggiamento era diverso: usavo i mezzi o la bici solo in città ed in autostrada difficilmente stavo sotto i 200 orari, ma i tempi e la sensibilità, mia e di molti, sono cambiati.

            Sugli orari dei mezzi, non è che tutti facciano i camerieri o le ballerine di lap dance e tirino notte: fino almeno alle 22 i mezzi pubblici sono decenti.

            Centri commerciali: non ne conosco uno a Milano (confesso di non essere informato sulle altre città) che non sia a due passi dalla metropolitana.

            Spesa: comprare tutti i giorni, a piedi, due cavolate nella pausa pranzo, che stanno in un sacchetto o due, perché dovrebbe essere escluso? Questa abitudine pseudo americana di fare la spesona di surgelati con famiglia al completo, station wagon (ora SUV) e cani al sabato mattina non ha senso logico, molto meglio una piccola spesa tutti i giorni, magari a turno tra marito, moglie e figli (se grandi). Si mangia anche cibo più fresco.

            Racontiamocela giusta: andare in giro in auto è comodo e tantissimi, anche di quelli che si sentono green sino all’osso, non hanno alcuna intenzione di rinunciarvi. Sento ancora gente che dice che “andare in tram è da barboni” e non tutti quelli che lo dicono appartengono alla upper class (spesso sono loro stessi un po’ barboncelli).

          • @luca bosi ma è anche vero che se l’artigiano guadagna per il lavoro che fa e non per il tempo passato a recarcisi, cercherà quanto più possibile di avere clienti in un raggio di azione di (sparo) 30-50 km massimi, distanze copribili in un’ora al massimo, proprio per massimizzare gli introiti. 200 km al giorno, totalmente copribili con un furgone BEV odierno.

            Pre la comodità ti do totalmente ragione: il problema è diffuso, non è solo auto termica o elettrica, ma condizionatore, delivery a casa, i voli low cost, abbiamo sviluppato dei servizi che ci han portato a un livello di comodità dal quale non vogliamo tornare indietro nemmeno di un centimetro, anche sapendo che è un tenore di vita energeticamente e socialmente insostenibile. 20 minuti di ricarica sono inaccettabili, 300km di autonomia sono inaccettabili, sudare un pò in estate è inaccettabile, dover aspettare più di 15 minuti la consegna di Deliveroo è inaccettabile, mentre di inaccettabile c’è solo questa presa di posizione totalmente egoista.

  3. “tutela di cittadini” = obbligarli a respirare i gas di scarico ad oltranza e permettere loro di scegliersi il becchino preferito. Mi farebbe veramente piacere che in Europa alla voce cambiamento climatico affiancassero sempre la voce miglioramento della qualità dell’aria e maggior tutela della salute pubblica … forse così i NO TUTTO avrebbero le armi spuntate.

  4. Piccola osservazione : a me pare che il governo italiano non si possa definire di centro destra. Diciamo quello che è, di destra e basta. Altrimenti va a finire che di destra è solo la monarchia assoluta ereditaria per volere divino.

    • Questa non è nemmeno la destra, se per destra si intende quella dei De Gaulle, dei Churchill, degli Einaudi. Questi sono i fasci, che originariamente oltretutto nascono dalle estremizzazioni del socialismo, ovvero di sinistra.
      Il populismo di cui si riempiono la bocca questi non è di destra, anzi. I guitti odierni si dichiarano di destra semplicemente per sfruttare un mix tra finta difesa della proprietà privata (in realtà mai minacciata da niente, ma l’idea di difendere i cittadini da una minaccia fantasma li fa assurgere a eroi), effetto nostalgia del ventennio, e poter urlare comunisti agli altri.
      Abbiamo la memoria del pesce rosso: Meloni viene dal msi (movinento SOCIALE), Silvietto era il finanziatore di Craxi, Salvini era partito fondando la corrente dei Comunisti Padani nella Lega.

      Purtroppo la vera destra non esiste ad oggi in Italia.

  5. Commentare le decisioni dei vari Salvini, Giorgetti e compagnia bella è completamente inutile. Hanno già ammaestrato l’Enel sul prezzo del rifornimento alle colonnine: altro tassello per scoraggiare l’acquisto delle auto elettriche. Ormai ho deciso che, visto che nel 2035 sarò quasi certamente defunto, mi comprerò le auto elettriche che mi posso permettere alla faccia del governo, dei broom-broom fan, dell’ambiente e me ne infischio di tutto e tutti.
    Quando è troppo è troppo.

  6. Intanto corrisponde ad un dato Reale.
    Il Titolo forse andrebbe rivisto.
    All’ Italia, Germania, Polonia e Bulgaria si aggiunge Austria.
    Il cancelliere Karl Nehammerha dichiarato:
    «Che razza di visione del futuro è quella che vieta il motore a combustione interna e si concentra solo su un unico meccanismo di propulsione?».
    “Se i leader dell’Ue dovessero votare sul divieto dei motori a combustione interna, anch’io mi pronuncerò contro»!
    Sta prendendo piede questo concetto insomma alla Dana Spinant….. NEUTRALITÀ TECNOLOGICA.

    • Vincenzo, sto organizzando una “sgasata di gruppo”. Vieni anche tu? Portati il turbo diesel V8 5L, non la Tesla. Ci si trova a Vienna, all’uscita della A2. Poi si prosegue per la casa di campagna di Nehammer. Un bel posto, paesello carino, aria e acqua pulita, punti di ricarica gratuiti.

  7. La portavoce dell’Esecutivo UE, Dana Spinant, ha dichiarato espressamente quanto di seguito si riporta e trascrive parola per parola: “L’obiettivo resta la neutralità tecnologica”.
    Neutralità va a braccetto con interesse collettivo nella sua accezione più ampia.
    Neutralità Tecnologica questo è il concetto che dovrebbe primeggiare

    • “Neutralità tecnologica” sembra la parafrasi asettica del “Chi deve morire, muoia (e non disturbate il manovratore)!” di Boris Johnson all’inizio dell’epidemia di COVID-19 nel Regno unito.

        • Paziente: Dottore, quindi?

          Dottore: Si, purtroppo la biopsia conferma che è maligno.

          Paziente: Ora come procediamo!?

          Dottore: Ci sono tre terapie: dai test clinici, la A garantisce il 75% di guarigione, la B il 59% e la C il 41%.

          Paziente: Quindi partiamo subito con la terapia A!?

          Dottore: No. Io sono per la neutralità di trattamento. Non voglio prevaricare il collega che la prenderà in cura. Sceglierà lui sul momento come trattarla. Potrebbe anche fare a rotazione A-B-C a seconda della disponibilità. Sa la supply chain farmaceutica è complicata in questi anni… Ma non si preoccupi! Si faccia coraggio: nel migliore dei casi c’è sempre comunque il 25% di rischio che lei muoia tra 12-18 mesi! Il prossimo!

          • Perfetta analogia, ma abbiamo rispettato la neutralità tecnologica.
            Per capire la neutralità tecnologica basta leggersi: “Paura della scienza” di Enrico Pedemonte. Si capisce molto bene come si prendono decisioni che dovrebbero servire al bene dell’uomo

          • Paziente: Dottore, quindi?

            Dottore: Si, purtroppo la biopsia conferma che è maligno.

            Paziente: Ora come procediamo!?

            Dottore: C’è una sola terapia. Costa 40.000 euro.

            Paziente: Ma io non ce li ho? C’è qualcosa di più economico per me, che costi la metà è che ha un’efficacia paragonabile, anche se magari non proprio all’altezza della terapia più costosa?

            Dottore: Certo che c’è, costa la metà, ma l’Europa ha deciso di non commercializzarla perché è un po’ meno efficace. O paghi i 40.000 Euro o ti freghi.

            Per capire la neutralità tecnologica basta leggersi il Capitale di Karl Marx.

          • Per chi studierà il controesempio della Scuderia Enzo, c’è da osservare che:

            (1) non è un controesempio (rischio di esito fatale, se non si interviene entro un tempo limitato; protocollo più efficace tra quelli disponibili a seguito di trial clinici su popolazioni statisticamente significative di pazienti; risorse limitate);

            (2) L’errore sociologico di Marx fu l’eccessiva fiducia nell’altruismo razionale degli individui. L’errore nel controesempio è rappresentare il pianeta come popolato da 8 miliardi di egoisti solitari e indipendenti, la sfiducia totale nella società. Modelli estremi entrambi errati, perché semplificano la complessità e la varietà del mondo reale.

            (3) argomento fantoccio del “nemico cattivo” (l’Europa) per distrarre dal fulcro dell’esempio. Vedi altri attori che, nel tempo, hanno usato altri “nemici” come gli ebrei, gli zingari, le donne, gli immigrati, lo straniero, le streghe etc. per distrarre dal vero obiettivo.

            (4) argomento fantoccio economico di fronte al valore indefinito della vita;

            (5) cerca di vendere la cura Di Bella o di Stamina “anche se magari non proprio all’altezza” come “quasi equivalenti” ai protocolli medici.

          • Energumeno hai fatto un esempio stupidino e ti ho risposto con un esempio altrettanto stupidino, volutamente. Le analogie tra 2 situazione sostanzialmente diverse lasciano il tempo che trovano perché da un punto di vista logico ma anche scientifico se tu in un caso ti trovi in una situazione senza via d’uscita e hai una sola possibilità questo non è detto che valga anche nell’altro caso.

            L’accordo di Parigi prevede la riduzione della co2 entro un certo tetto: non c’è dubbio che i biocarburanti e gli e-fuel garantiscano un risultato equivalente in termini di abbattimento di co2, è scientificamente provato e le conclusioni e gli studi sono riportati proprio dalla Commissione Europea che invita l’europarlamento ad adottarli, la stessa Commissione Europea che ha partorito tutto il progettino sul 2035. L’Europarlamento è voluto andare oltre l’accordo di Parigi e usare quest’occasione per affrontare un altro problema che NULLA ha a che fare con l’accordo di Parigi, ovvero gli inquinanti allo scarico, arrivando così a bandire del tutto il motore a scoppio. Ecco, facendo il tuo esempio, è come se il dottore anziché occuparsi solo del tumore che affligge il paziente volesse già che c’è e lo sta operando anche sistemargli l’ernia al disco e magari fargli la liposuzione, in pratica sta andando oltre la sfida iniziale (già enorme) ma vuole con l’occasione lavorare anche su altri fronti. E chiaramente non sono tutti d’accordo, vista la resistenza non solo dell’Italia, ma anche di Germania, Austria e di tanti altri paesi.

  8. Macron era favorevole fino a qualche mese fa a tenere le plugin fino al 2040. Poi, preso in contropiede dalla votazione dell’europarlamento, si è adeguato. E’ chiaro che questi signori stanno giocando solo la loro partita personale e pensano ai loro interessi: se in Europa passa lo stop al 2035 – diciamoci le cose come stanno – alcuni partiti potranno gridare vittoria mentre quelli più ecologisti dovranno incassare la sconfitta. E’ tutta qui la partita, è una questione di bandierine.

    Quale sarà il risultato? Come sempre, trovare una formulazione tale in modo che tutti potranno cantare vittoria. Gli ecologisti diranno che si sono portati a casa la salvaguardia dell’ambiente e che la legge anche modificata garantisce il raggiungimento degli obiettivi, i “negazionisti” diranno che grazie al loro contributo hanno salvato posti di lavoro, industria, competitività e nessuno sarà obbligato a passare all’auto elettrica se non vorrà o potrà.

    E’ il teatrino della politica. Pur votando nelle urne per gli “ecologisti”, anche alla luce dei rincari delle tariffe delle colonnine, ho da sempre trovato la posizione degli altri più ragionevole e pragmatica, consentendo di raggiungere comunque un obiettivo importante evitando di creare tensione e conflitti sociali.

    Gli obiettivi della riduzione della co2 non vengono a mancare perché gli e-fuel si comportano in modo simile se non migliore (e comunque questo consentirà anche di rinnovare il parco auto, evitando l’ “effetto Cuba” o l’incubo ricariche qualora al 2035 qualche paese non arrivasse pronto) e questo consentirà sia ai produttori sia ai consumatori di valutare con maggior serenità la tecnologia più adatta da produrre o acquistare. Dopotutto ricordiamoci che USA, Cina e Giappone sono messi peggio di noi perché non hanno previsto alcun tetto alla co2.

      • Ma l’accordo di Parigi non prevede il ban al 2035 delle auto con motore a scoppio. Cito: “l’Accordo di Parigi ha come obiettivo principale entro la fine del secolo quello di mantenere al di sotto dei 2 gradi centigradi la crescita della temperatura media globale sulla superficie delle terre emerse e degli oceani, limitandola a 1,5°C”. L’accordo di Parigi non entra nel merito delle strategie e delle tecnologie e comunque tutto nasce proprio perché l’europarlamento è voluto andare oltre l’accordo di Parigi, ovvero anziché occuparsi solo di climalteranti e di gradi centigradi ha voluto affrontare il problema delle emissioni inquinanti ai gas di scarico che nulla hanno a che vedere con l’aumento delle temperature.

        Gli e-fuel, stando all’accordo di Parigi, vanno benissimo. C’è addirittura il rischio che, prendendo i dati ufficiali sulla co2 (ad esempio quelli di green’ncap) e rimpiazzando la co2 prodotta dai carburanti tradizionali con quella “tecnologicamente neutra o quasi” degli e-fuel, gli e-fuel risultino tecnologicamente più efficaci per la riduzione della co2 (non credo affatto sia così ma la materia resta scivolosa). Ma se anche così non fosse e gli e-fuel restassero inferiori all’auto elettrica nel contribuire ad abbassare la co2, resta proprio il nodo che l’europarlamento questo non l’ha mai voluto afferrare, rigettando invece la tesi della commissione europea che apriva agli e-fuel e ai biocarburanti.

        E questo ha lasciato il fronte compatto degli ecologisti scoperto e privo di difese contro le argomentazioni dei petrolhead. Non a caso USA, Cina e Giappone non prevedono, come noi, alcuno stop ai motori a benzina, anzi, noi europei restiamo comunque quelli più avanti di tutti perché almeno noi passeremo agli e-fuel mentre ad oggi sappiamo che USA, Cina e Giappone continueranno con i carburanti tradizionali.

        E ti dirò di più (segue qui sotto …)

        • Gli E-Fuel catturano CO2 all’atto della sintesi del prodotto ma poi la riversano nell’ambiente all’atto della combustione, è tipo piantare alberi per poi bruciarne il legno. Il punto debole del processo è che il rendimento complessivo è bassino rispetto alle batterie perciò i costi di produzione si prospettano elevati (quindi per poter vendere questo carburante a prezzi abbordabili lo stato non potrà tassarlo come benzina e gasolio) ma le pecche di rendimento vanno a incidere sull’entropia dell’universo, non sull’ambiente.
          Riguardo agli E-Fuel, non ho ancora capito se potranno essere destinati anche a veicoli già circolanti oppure se verrebbero riservati a quelli nuovi post 2035, anche su questo aspetto se ne legge di ogni.
          Quoto sul resto, l’accordo dice che si devono raggiungere determinati risultati, il come è affare dei singoli.

        • E secondo te, come facciamo a restare sotto i 1,5-2 gradi di aumento delle temperatura nel 2050 senza azzerare le emissioni dieci anni prima?

          • Temo gli interessino più le marce del cambio che i gradi. Non ha mai manifestato grande passione per il goniometro.

      • La proposta dell’europarlamento ha un altro enorme punto debole. Perché regolamenta solo le auto e non tutti i veicoli. Ad esempio le moto che, ad oggi, non sono obbligati ad alcun adeguamento. E questo è un rischio e spiego perché.

        Ipotizziamo che gli e-fuel diventino realtà e arrivino a costare nel 2035 il doppio rispetto alla benzina normale (non credo e tra poco si capirà perché). La benzina normale, che per legge non potrà alimentare le auto e non potrà essere venduta per queste, potrà ancora alimentare le moto visto che manca una legge che lo vieta.

        Questo comporterebbe che non solo i benzinai dovrebbero fare una verifica ad ogni veicolo che va a fare rifornimento consentendo solo alle moto di usare il carburante normale ma anche qualcuno dovrebbe impedire che una persona possa travasare il carburante dal serbatoio della moto a quello della sua auto a casa sua.

        Il buco normativo sarebbe questo: con gli efuel a 4 €/l e il carburante da petrolio a 2 €/l e col divieto di mettere quest’ultimo nel serbatoio della mia auto io, per risparmiare, a insaputa di tutti, potrei fare il pieno con la mia moto col carburante da petrolio, tornare a casa e travasare quel carburante nella mia auto Euro 7, tanto sono compatibili, o quantomeno miscelarlo con l’efuel, al fine di risparmiare sui costi di rifornimento (ricordiamoci gli scandali del gasolio agricolo o, dai noi al sud, dei rifornimenti clandestini di bombole gpl).

        • Stai tranquillo che ci stanno già pensando. Infatti si parla di “carburanti a basse emissioni” oppure “carburanti che riducono le emissioni del 90%”, vedi il tuo amato bio diesel Eni.

        • Per fare un litro di e-fuel servono 20kWh… Una bev scarsa con 20kWh fa 100km, una buona più di 150. Stop. Fine della storia. Con un motore termico non farai mai 150km/l. La neutralità tecnologica è una m……ata. Continui a dire che le elettriche costano 40000€… gli e-fuel invece sono a buon mercato….

      • Ma non mi pare abbiano preso gli stessi provvedimenti sull’automotive.
        Negli USA c’è la California che ricalca l’Europa con il ban del 2035 alle immatricolazioni, mentre lo stato di NewYork lo ha anticipato al 2030: negli stati del centro ed altri come il Texas mi scappa già da ridere al pensiero di cosa riceverebbe il primo che si azzardi a proporlo…
        Cina non so, Giappone avevo letto avesse voglia fare come l’Europa ma non credo abbia ancora deciso nulla, e comunque si sono fissati con l’idrogeno.

        • New York, California & co, che sono l’eccezione e non la regola negli USA, salvano le plugin con autonomia in elettrico di almeno 50 miglia nel ciclo epa. Quindi anche per loro non è uno stop totale.

    • Il parlamento ha appena votato a favore dell’efficientamento energetico degli edifici nella UE, come aveva votato a favore del divieto di vendita nuovo endotermino dal 2035.

      https://www.euractiv.com/section/energy-environment/news/european-parliament-agrees-position-on-buildings-law-despite-pushback/

      Poi il moderno equivalente delle mazzette corregge sempre il tiro.

      Se i vari Salvini, Meloni, Orban, Farage etc. gridano contro l’Europa non-democratica, i burocrati di Bruxelles ed altre stupidaggini, quando il parlamento dell’Unione, eletto democraticamente, decide una cosa, come mai cercano sempre di farlo deragliare?

  9. Colloquio da me intercettato tra Bruno Le Maire ed i manager di Stellantis e Renault.

    Manager:”Brunò, parbleu, abbiamo preso per i fondelli per 15 anni Toyota che faceva l’ibrido. Abbiamo cercato di recuperare su quel versante ma facciamo ancora schifò. Ci avevi promesso che avresti bandito le maledette Toyotà ed adesso ci freghi?”.

    Brunò:”Guardate che anche le vostre elettriche fanno schifò rispetto a quelle di Teslà!”.

    Manager:”Lo sappiamo, ri-parbleu! A noi basta vendere in Europa. Sappiamo anche che nel resto del mondo continueranno a vendere le termiche, ma basta che ci lascino un angolino qui in Europa”.

    Brunò:”Contenti voi…”.

    Manager:”Diremo che Musk è cattivò e tutti quelli della rive gauche compreranno le Renault”.

    Giuro che ero presente.

  10. La Merkel a quelli del partitino zerovirgola gli avrebbe già dato una randellata da qualche parte. Scholz poveretto dovrebbe fare il presidente della bocciofila.

  11. Va bene così
    male che va avremo un monopolio come Google o Amazon anche nell’automotive ..
    chi ha detto Tesla
    ha vinto un cookie

  12. La Francia difende solo interessi di parte, d’altronde hanno fatto un accordo con la Cina e collaborano “regalandogli” il bagaglio tecnico dei loro motori endotermici, anche perché in Cina quelle che stanno andando per la maggiore non sono le elettriche pure , ma le full ibride , ogni paese si muove principalmente per tutelare il proprio comparto produttivo,e se e vero che l’elettrico prenderà giustamente il sopravvento lo farà con i tempi dettati dai consumatori che hanno sempre scelto loro senza imposizioni tra le varie tecnologie, VHS/dvd-pellicole/digitale – cellulari/smartphone.

  13. I francesi hanno sempre avuto buon senso ed hanno perfettamente ragione sul fatto che:

    – la questione ambientale è tragicamente urgente;
    – per un’industria automobilistica è economicamente problematico dover gestire due tecnologie ed i relativi sviluppi.

    Grazie a gente come Salvini, Giorgetti avremo sia la catastrofe ambientale che economica, ma si sa l’italia è clientelare.

    • E sta per esplodere un altro problema gigantesco che non può essere nemmeno rimandato votando contro come fanno sempre: la crisi idrica. Perfino i governatori con le fette di salame sui problemi ambientali come Zaia e Fontana hanno iniziato a parlarne già adesso, a Marzo. Ma ovviamente la stampa servile sta ben lontana da questo argomento. Metti mai che creiamo “inutili allarmismi”…

      Da me ci sarà da decidere se prosciugare il Ticino per irrigare i campi o per dare l’acqua alle case, e tutti urleranno allo scandalo, al perchè non si è fatto niente, al governo ladro (il precedente, che guai a dire che questo è fallimentare su qualsiasi argomento), alle tubature vecchie mai riparate per decenni, e via dicendo. Guardando il dito e non la luna, come sempre. Però nessuno che osi dire che coltivare la terra sparando l’acqua a pioggia è inefficiente e si deve passare alla idroponica, o che il granturco è un prodotto troppo energivoro e bisognerebbe magari piantare altri prodotti. No. “Si è sempre fatto così”.

      E nel loro privato, vedremo poi i soliti italioti che a parole accetteranno il razionamento dell’acqua (perchè arriverà sicuramente) per poi irrigare il praticello di notte, di nascosto, perchè “io un prato giallo e secco non lo voglio, al diavolo l’acqua da bere per i miei vicini, io penso a me”.

    • Le catastrofi ambientale ed economica sono per noi.

      Loro e i loro amici hanno già un piano B, cui noi però purtroppo non avremo accesso.

      Siamo noi gonzi italiani che, votandoli, abbiamo ammesso di aver creduto alla favola che il piano B valesse per tutti!

  14. Va rivisto il numero dei paesi contrari al ban, sono nove perchè da ieri anche l’Austria ha dichiarato di schierarsi assieme alla Germania.

      • I nostri figli vivranno sicuramente in un paese in cui non viene posto alcun divieto all’acquisto ed utilizzo delle auto elettriche, mai esistito e mai in progetto.
        I nostri figli potrebbero però vivere in un paese in cui non viene vietata neppure la vendita delle auto a combustibile che però, a leggere il 99,99999% dei commenti qui dentro, sarebbero inferiori in tutto rispetto alle elettriche perchè “basta cambiare abitudini” e qualunque problema si risolve. Stante questa declarata superiorità, economia di gestione compresa, perchè preoccuparsi di un divieto di vendita che verrebbe comunque sancito dal mercato?

    • Ma l’Austria non bloccava i nostri TIR al Brennero e a Tarvisio perché inquinavano troppo?

      Hanno un presidente federale dei Verdi, ma adesso rivalutano il Metodo Mengele per le scuole elementari?

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