Home Auto Elettrico boom in Francia: è al 19% (Italia al 3,9)

Elettrico boom in Francia: è al 19% (Italia al 3,9)

22
Tesla Model Y sempre più leader nell'elettrico in tutta Europa, Francia e Italia comprese.
Webinar

Elettrico boom in Francia: la quota di mercato è salita al 19% in settembre, contro il 3,9% in Italia. Oltralpe ormai un’auto nuova su 5 è a batterie.

Elettrico boom in Francia, il diesel non si vende più

Non è che il mercato dell’auto francese valga molto di più di quello italiano: in tutto in settembre se sono vendute 156.304 vetture nuove, contro 136.283 in Italia. C’è un 15% di differenza, che non trova riscontro però nella ripartizione di queste vendite. Oltralpe si vendono sei volte in più il numero di elettriche, in settembre 30.173 contro 4.992 da noi. E la quota di mercato è ormai al 19%, contro lo striminzito 3,9% in Italia, tra i più bassi in Europa. Fa da contraltare a questo dato il fatto che in Francia il diesel è ormai una motorizzazione marginale, scesa all’8,5% di quota, mentre da noi è vivo e vegeto al 15,5%, con cali solo marginali. Da notare che in Francia l’elettrico ha ormai raggiunto anche l’ibrido, fermo al 21,3%. Ibrido che da noi veleggia attorno al 40%: evidentemente più rassicurante dell’elettrico.

La 500e vende da noi 281 auto al mese, Oltralpe 2.445

Elettrico boom in Francia
Motus-e ha realizzato questo raffronto tra i principali indicatori dei grandi mercati europei.

Altro dato interessante del mercato transalpino: la 500e, scesa a 281 immatricolazioni in patria in settembre, si riscatta in Francia, con 2.445 auto vendute. Quasi nove volte di più. La piccola Fiat conquista così il quarto posto, alle spalle della solita Tesla Model Y (prima con 5.035 auto vendute), della Peugeot e-208 (3.924) e della Dacia Spring (2.514). Buon. risultato anche per la prima delle cinesi, la MG 4, a 1.945. Bisogna scendere al 6° e 7° posto per trovare due Renault, con la Megane a 1,362 e la Twingo a 968. Chiudono la top ten la Kia Niro, la Citroen eC4 e un’altra cinese, la MG ZS, con le tedesche fuori dalle prime 10. La musica non cambia se si esamina la classifica dei primi 9 mesi del 2023: anche qui, come nel resto d’Europa, domina la Tesla con Model Y, già arrivata a 27.458 consegne. Tanta roba in un mercato storicamente allergico a tutto quello che non è francese.

  • La Tesla Model 3 nuova versione all’esame di Paolo Mariano: davvero migliorata? Guarda il VIDEO

 

Phoenix
Vesper
Apri commenti

22 COMMENTI

  1. Aggiungo un dato di oggi dal mercato UK. La quota di mercato delle BEV non e’ cresciuta ma rimane stabile (a poco piu’ del 16%). La crescita e’ stata infatti sotto quella generale di mercato e si e’ avuto una calo delle immatricolazioni tra privati (-14%) compensata dalle flotte.
    Gli incentivi fiscali spingono sulle flotte ma si chiedono azioni per i privati il cui interesse, saturata la quota degli early adopters, sembra raffreddarsi.

    Personalmente credo che il costo dell’energia e l’impossibilita’ di avere stabilita’ dei prezzi per il futuro, non aiuti. Lo shock degli ultimi due anni ha lasciato segni perche’ anche chi non e’ capace di fare calcoli accurati su efficienza e consumi (la maggior parte) ha notato quanto le BEV non siano economicamente sempre vantaggiose. Con il costo domestico di 12p/kWh del 2020 sarebbe forse un’altra storia.

  2. Attenzione, il reddito medio non vuol dire molto nel confronto tra nazioni diverse. La distribuzione delle fasce di reddito può essere molto polarizzata. Ad esempio in Italia la classe impiegatizia sta scivolando neanche troppo lentamente verso la povertà, mentre i ricchi veri stanno diventando sempre più abbienti (cavoli, mi è uscita una frase da Cipputi).

    Poi, come ha detto Alessandro, in Francia ci sono gli incentivi per le elettriche e i “disincentivi” per le termiche che già spiegano in parte il divario.

    Parliamoci chiaro, la costrizione fa molto. In zona Pagano Fiera a Milano, dove per ora abito, le auto hanno targhe che iniziano con la G o la F e rare E perché entrare in area C o persino circolare in area B richiede auto abbastanza recenti, Basta andare nell’hinterland e, magari davanti ad eleganti e costose villette, vedi auto di 15 o 20 anni fa che i proprietari non cambiano semplicemente perché funzionano benissimo e non per mancanza di soldi.

    • Concordo con lei. Giusto questa mattina, da un canale radio francese ho ascoltato uno spot pubblicitario di auto elettriche. Nell prima parte dello spot, una voce maschile con tono basso e angosciante diceva che il prezzo dei carburanti sta aumentando e a causa delle nuove restrizioni al traffico inquinante diventa sempre più difficile accedere ai centri delle città. La stessa voce poi diventava rassicurante e diceva di approfittare delle offerte di fine anno per acquistare un’auto elettrica.

  3. È da parecchio tempo che analizziamo il problema delle poche vendite in Italia e ogni volta l’unica spiegazione che riesco a trovare è la pessima qualità dell’informazione.
    Conosco personalmente molte persone che hanno casa di proprietà con box e impianto fotovoltaico e al momento di acquistare un’auto nuova non hanno neppure preso in considerazione l’ipotesi di un’elettrica. Inutile dire che le obiezioni alla mia curiosa domanda “perché non valuti l’elettrica?” sono sempre le solite baggianate che abbiamo smentito miliardi di volte

    • Concordo.. credo proprio da imputare alla cultura, in italia si legge poco e si guarda molta tv .. se quest’ultima poi é manipolata allora facciamo bingo..
      Anche nella mia cerchia di conoscenti il discorso auto elettrica é tabù.. a priori non si compra nenache da pensarci.. per le solite fake news.. e nenache davanti all’evidenza.. anzi si rischia di perdere amicizie.. incredibile

  4. Evidentemente in Francia ci sono più benestanti e le tariffe elettriche sicuramente più economiche.
    Avevano avuto grossi problemi di manutenzione e di raffreddamento con i fiumi a basso livello, con produzione energia a livelli minimi, ma tutto sommato sembra li abbiano superati.

  5. Secondo me c’è un secondo aspetto da considerare. In Francia i supercharger erogano a 33cen a KWh… la catena di supermercati Les Mousquetaires mette la DC 150KW a 30cent a KWh, LIDL la ricarica a 40cent a KWh.

    Insomma, con la benzina ad 1,85€L (in Francia mi pare costi così) c’è una bella convenienza, al di là dei 3000€ di incentivi a prendere una BEV.
    In Italia se non ricarichi a casa… o fai app, abbonamenti (interoperabilità si, no, ma stesso prezzo o diverso?) oppure i prezzi a consumo sono troppo elevati.

    • Eh, voglio vedere quando cominceranno ad arrivare a fine vita che vantaggio sarà per gli amici francesi pagarne il decommissioning…..

    • E vedrai fra 5 anni quando, come disposto per legge, avranno coperto di fotovoltaico almeno il 50% dei parcheggi da 500 m 2² in su… Si parla di almeno una dozzina di GW, quanto 3-4 centrali nucleari ma a un centesimo dei costi.

    • è più una forma di debito finanziario

      con il nucleare hai un costo kwh estremamente caro:
      https://www.vaielettrico.it/wp-content/uploads/2023/07/LCOEfig1-768×520-1.png.webp

      ma che finanziariamente puoi scomporre, quasi metà dei costi (smantellamento impianti e riprocessamento scorie) li posponi il più possibile al futuro, anche per decenni, e anche i costi di installazione iniziali li spalmi sulla fiscalità generale dello stato

      se guardi solo ai costi vivi di gestione, e in generale al prezzo in bolletta, che risulta “sovvenzionato” rispetto al costo di produzione, allora hai un impressione ingannevole che il costo sia accettabile

      per istallare 1.Gw, hai un costo preventivato di 7 miliardi,
      poi nella realtà si arriva anche a 20 miliardi, più i costi di gestione,
      e soprattutto il costo futuro dello smantellamento

      sono costi di produzione al kwh da 3 a 7 volte quelli delle energie rinnovabili

      è gioielleria, roba da masochisti, arricchisci giusto chi costruisce gli impianti a spese della collettività, tra l’altro se inizi, poi come la francia non puoi più smettere facilmente (devi spremere gli impianti e posporre il debito, magari pure tentare di vendere nuovi impianti ad altri stati, a me come analogia ricorda il giro delle droghe, non puoi smettere e devi coinvolgere altri per spalmare i costi)

      in Germania avevano pochi impianti e disponibiltà economica, e sono riusciti a programmare la chiusura, persino nel momento peggiore (se avessero saputo dell crisi russa magari aspettavano altri 2 anni), per puntare da subito sulle rinnovabili

      in Francia a forza di posticipare (impianti a cui è stata allungata la vita utile) hanno avuto problemi di manutenzione non più aggirabile a molti impianti in contemporanea proprio durante la crisi energetica russa, causando loro più che la russia stessa un rialzo dei costi corrente a mezza europa, noi compresi (per 6-8 mesi la francia per evitare i black-out comprava moltissima corrente a qualunque prezzo, mentre normalmente era un esportatore; sono i mesi in cui è successo il fattaccio dei picchi di costo peggiori)

    • Il “vantaggio” in genere sta nella testa delle persone e di chi le governa. Ad esempio, i francesi hanno sfruttato gli ampi giacimenti di uranio che hanno sul loro territorio.

      Come noi italiani saggiamente abbiamo da tempo sfruttato le risorse naturali di cui disponiamo ampiamente e facilmente, come sole, vento, acqua, vulcani, montagne, liberandoci completamente dalla dipendenza dall’estero.

  6. Per quanto riguarda la Francia si deve tenere conto anche quando commentato nell’articolo relativo l’Italia , e cioè che per acquistare ormai non pochi veicoli il malus da pagare all’atto della prima immatricolazione è ormai talmente elevato da rendere Di fatto incontrabile tutta una serie di modelli. Per esempio, vado un po’ a memoria, per immatricolare un Alfa Romeo Stelvio diesel (e cioè motorizzazione base per quella macchina) bisogna contare qualcosa tra i 7 e gli €8000 di malus. Vi lascio immaginare l’entità della cifra nel nel caso venga la pessima idea di comprare la versione a benzina da 280 cavalli. Comunque la tabella è facilmente recuperabile sul sito del governo francese. Gli scaglioni più alti al momento toccano i €50.000 e l’anno prossimo si sa già che sarà peggio.

    • Molto interessante, grazie

      pur diviso tra l’essere stato per imprinting familiare un appassionato di motori termici, e la consapevolezza più recente che certi eccessi sono fuori luogo, personalmente trovo corretto questo approccio malus-bonus sul venduto nuovo:

      – scoraggiare termiche “grandi” (tanto sul target premium ci sono già ottime elettriche)
      – essere neutri con utilitarie e auto termiche più efficenti
      – incentivare le elettriche

      tra l’altro, basandosi sui dati di emissione, è mediaticamente inattaccabile, scontenta meno persone possibile (anzi magari ne fa contente molte di più), e non si presta a retorica fantoccio “poveri contro ricchi”

      a me sembra il classico uovo di colombo, e non ci vuole troppa inventiva, ovvio è più una questione di volonta

      tra l’altro, il malus va in parte a finanziare i bonus ,
      ancora meglio sempre per evitare polemice sugli incentivi

    • PS: mi riservo di essere meno entusiasta della futura versione 2024 del malus-bonus incentivi francesi

      è annunciato che vennanno introdotti calcoli anche delle emissioni in fase produttiva ma con l’idea precisa di penalizzare le produzioni cinesi (impronta carbonica fase produzione è un poco più alta della nostra, spero che non faranno figurare una differenza più ampia)

      • Concordo. Ma, nel frattempo, la versione 2024 del bonus/malus francese sta stimolando le vendite durante gli ultimi mesi di quest’anno.

  7. Semplice:
    – i francesi hanno le palle (e lo hanno dimostrato ampiamente negli anni come ad es con la rivoluzione);

    – gli italiani sono dei dormiGLIONI (per non dire altro).

    • Quindi per la proprietà transitiva tu essendo italiano sei “un dormiGLIONE (per non dire altro)”.
      Nell’ipotesi che tu sia francese mi scuso allora in anticipo con le tue palle.
      P.S questi commenti insulsi e scritti solo per offendere in maniera generalizzata hanno rotto i …..GLIONI.
      Rimpiango quando internet non dava voce a tizi come questo

      • Si, sono forse stato un pò offensivo, lo ammetto, però:

        – a sentire gente che ripete con convinzione e rabbia le fake news ed i proclami di certi politici al potere senza accendere il proprio cervello, senza informarsi, mi fa arrabbiare;
        – ad avere gente in giro che quando vuoi mettere il fotovoltaico s’inalbera appellandosi allo smaltimento dei pannelli (la cui maggior parte è silicio, e quindi recuperabilissimo);
        – ad avere contesti di fede dove l’azienda petrolifera che avvelena e uccide il prossimo per profitto viene incensata da chi dovrebbe difendere la vita e invece tace per non perdere qualche donazione.

        Sinceramente penso che il termine che ho utilizzato sia strameritato, anzi riduttivo.

        Si, sono italiano, purtroppo se avessi potuto me ne sarei andato anni fa.

        I francesi (con tutti i loro difetti) quando gli pesti i piedi si arrabbiano ed arrivano anche a percuotere il sederino di qualche dirigente, loro hanno il coraggio di arrabbiarsi e di perseguire i propri obiettivi in modo tenace ecc.
        Gli italiani invece subiscono tutto, mugugnano, manifestano, ma poi da buoni pecoroni rientrano nel recinto.

        Il 3.9 che si legge sopra è solo in parte figlio della mancanza di possibilità economiche, per il resto sono tutte persone che si lasciano influenzare senza nessuna resistenza.

        Proprio in questi giorni un conoscente ha preferito spendere 35k per una classe A usata a gasolio piuttosto che 38k per una Model 3 nuova (aveva pure una vettura da rottamare e pure i soldi).

        • Ovviamente si lasciano influenzare e sono “dormiglioni” solo quando la maggioranza di loro non segue le proprie idee personali. No perché faccio presente che
          1) un buon 40% di chi ha votato un anno fa ha votato per partiti che sono pro transazione energetica e auto e
          2) la maggioranza di popolo che oggi si farebbe influenzare anti auto elettriche è la stessa che uno o due anni fa si lasciava influenzare da media e governo su green pass e compagnia
          3) la maggioranza di italiani che oggi non passerebbe alle auto ev per disinformazione e stupidità è la stessa che in un decennio appena si è dotata in massa di telefonino a batteria abbandonando quasi del tutto il telefono fisso di casa, e questo senza nessun bisogno di incentivi o disincentivi, divieti o imposizioni, o disinformazione, ma semplicemente per vantaggi tecnologici offerti dalla nuova tecnologia.

          • Tutto giusto, peccato che su telefonini, smartphone e tablet ne i media ne il governo hanno fatto guerra di menzogne.

    • No… più semplicemente direi che i francesi hanno Stellantis, dove il governo francese figura tra i maggiori azionisti e detiene quote per circa il 6% insieme a PSA/Peugeot con circa il 7% e al 1° posto gli Elkann-Agnelli via Exor N.V. con circa il 14%, che notoriamente si è sempre fatta gli affari suoi sia desso che a bei tempi.
      La Francia sta spingendo per i suoi interessi non fa beneficienza tanto più che i prossimi incentivi saranno più restrittivi per favorire le produzioni europee.
      Se non fosse coinvolto in prima persona con Stellantis al governo francese interesserebbe molto meno spingere sull’elettrico.
      Il mercato dell’elettrico ad oggi è falsato da incentivi, sgravi, agevolazioni ed in più una campagna quasi da proibizionismo nei confronti del termico.
      Io non mi ritengo ne stupido ne disinformato bensì libero di valutare quello che ritengo migliore come scelta e ad onor del vero l’approccio da “vedi che sfigato questo” ogni qualvolta non si condivide il venerabile pensiero sulle BEV di certo non aiuta.
      A volte più uno spinge e insiste per venderti un prodotto più aumenta la diffidenza!

Rispondi